TAORMINA. ISOLA BELLA. INGRESSO A PAGAMENTO? CALTABIANO “GRAVE DANNO PER IL TURISMO”

TAORMINA. ISOLA BELLA. INGRESSO A PAGAMENTO? CALTABIANO “GRAVE DANNO PER IL TURISMO” In evidenza

L’accesso alla Riserva Orientata dell’Isola Bella potrebbe essere subordinato al pagamento di un biglietto. E’ la novità contenuta nel decreto emanato dal Presidente della Regione Rosario Crocetta .

La notizia ha, com’era prevedibile, suscitato un vespaio di polemiche.

In pratica l’area della spiaggia fino ad oggi libera potrebbe essere regolamentata da un tornello. Una novità che non è andata giu’ agli operatori economici della baia. L’unico biglietto che al momento i turisti pagano è quello che consente l’accesso all’isolotto ma la fruizione della spiaggia è sempre stata libera considerando anche la presenza di numerosi lidi e attività di ristorazione.

“Al momento – spiega Anna Abramo, direttore del Cutgana, che gestisce l’Isola Bella - siamo in una fase di informazione dedicata agli operatori economici di quanto deciso a livello regionale. Si parla di un biglietto da quattro euro con una possibile riduzione del 50%. Un ticket – aggiunge - che potrebbe tuttavia garantire servizi aggiuntivi. È certo – conclude Anna Abramo - che dobbiamo trasformare questo decreto in un'opportunità per Isola Bella, non in senso limitativo".

Non è dello stesso avviso la presidente della sottocommissione al Turismo Alessandra Caltabiano. “Il rischio, afferma Caltabiano, è che si crei un danno per il turismo e soprattutto per le attività commerciali.   Inoltre, incalza la Caltabiano, non è pensabile svegliarsi la mattina scoprire che sono stati presi provvedimenti importanti che condizionano l’economia della nostra città. Ancora una volta, conclude, le decisioni della Regione sono state prese senza alcun tipo di concertazione con il comune di Taormina.”

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  • Meo Fusciuni. Il viaggiatore-alchimista ci ha consegnato un nuovo dono: “Little song”

    In realtà, per me, il dono più grande è stato conoscere Meo Fusciuni. Sino al pomeriggio del 20 luglio – in cui, ospite di “Narcisse Erbe e Profumi”, la Profumeria Artistica di Taormina, in attività dal 1986, ha presentato il suo nuovo profumo Little song, che apre il “Ciclo della Metamorfosi” – Fusciuni era un’idea olfattiva. Ne avevo “sentito” parlare da Alessandra Caltabiano, proprietaria di “Narcisse” quando conobbi lui, tramite Ciavuru d’amuri. Sperimentare un profumo è totalizzante. Ne vieni coinvolto tout court.

    In quell’occasione, che fu il primo incontro sensoriale con l’arte di Fusciuni, mi sentii confortevolmente a casa. Abbracciata da aromi che mi cullavano, narrandomi le storie di quando ero bambina; racconti trasmessi dai miei nonni, dalla mia famiglia. Sono tornata bambina, e mi sono rivista mentre correvo in campagna, avvolta dagli odori della Nepitella e del rosmarino selvatico, e la sera dopo cena a prendere il fresco, inebriata dal profumo del gelsomino.

    Quindi aver incontrato Meo Fusciuni, è stato uno dei regali più belli ricevuti da Alessandra. Un volto, movimenti elfici, dolcezza e per l’ennesima volta, mi son ritrovata bambina. Vuoi per le distanze metriche che ci separano, tanto che qualcuno ci ha definiti “il gigante e la bambina” ma Meo è un gigante buono; dialogare con lui è stata un’esperienza illuminante. Mi sono sentita accolta in un abbraccio, che definirei “cosmico”.

    Meo Fusciuni è siciliano di Mazara del Vallo. Trasferitosi al Nord insieme alla famiglia, è un emigrato e sin dalla giovane età ha la vocazione al viaggio. Il nome Meo Fusciuni – nome d’arte – è saldamente ancorato alle sue origini perché il suo nome all’anagrafe, è Giuseppe Imprezzabile. Meo è il diminutivo di suo padre “Bartolomeo” mentre “Fusciuni”, che in siciliano significa “scorrere”, era il soprannome che venne dato al nonno. Meo Fusciuni raccoglie le memorie, le tradizioni, l’essenza di un nucleo familiare, sigillando tutto in un nome che ne precisa anche il percorso umano ed artistico.

    Meo Fusciuni, da ragazzo, avrebbe voluto fare il calciatore, invece è diventato chimico ed erborista, appassionato d’antropologia. Ha legato saldamente l’esperienza del viaggio e della conoscenza dell’altro per riunirli in armonie odorose, che definiscono il suo percorso di conoscenza del mondo, degli uomini e di ciò che tutto abbraccia e riunisce: la Natura. Fusciuni, come da sue stesse dichiarazioni, non ha fatto un vero percorso da “naso” ed è un autodidatta. Io aggiungo che ho incontrato non solo un Maestro del profumo, ma un poeta ed un cantore della Vita. Tiziano Terzani, in Un altro giro di giostra ha scritto: «Perché non esistono scorciatoie a nulla: non certo alla salute, non alla felicità o alla saggezza. Niente di tutto questo può essere istantaneo. Ognuno deve cercare a modo suo, ognuno deve fare il proprio cammino, perché uno stesso posto può significare cose diverse a seconda di chi lo visita». Fusciuni ha viaggiato molto, spingendosi sino in Oriente per trarre ispirazione e creare le sue essenze. Il pensiero alchemico trova gli accordi giusti da ciò che in apparenza sembra distante ed agli antipodi. I profumi hanno sempre avuto un valore sacro e rituale per l’uomo. Penso agli incensi bruciati nei templi oppure ai doni che i Magi portarono al piccolo Gesù: oro, incenso e mirra. Il profumo è unione di maschile e femminile di platonica memoria; è simbiosi tra uomo e Natura. È preghiera di gratitudine per essere al mondo. Alla fine della Decima elegia duinese, Rilke esprime una profonda verità: «E noi che pensiamo la felicità come un’ascesa, ne avremmo l’emozione quasi sconcertante di quanto cosa ch’è felice, cade». Secondo il pensiero alchemico, in ogni precipitazione è il principio della trasformazione. Se poi ci introduciamo nel mondo della mistica ebraica, allora le lettere hanno potenza creatrice. Chimica e poesia sono epifanie del medesimo progetto creativo.

    Meo Fusciuni esplicita ancora meglio il proprio pensiero quando afferma: «Prima la piramide poetica, poi quella olfattiva, è questo il mio pensiero, l'odore prima del profumo, la poesia prima della molecola.  Per Me creare è un'arte, è un modo per riproporre emozioni e sensazioni vissute, in modo che non ne nascano solo dei profumi da indossare, ma siano un mezzo per identificare un'espressione artistica». Pensiero che ha riportato alla mia mente un altro testo, Il profumo di Süskind ed una considerazione, in esso contenuta: «Gli uomini possono chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non possono sottrarsi al profumo. Poiché il profumo è fratello del respiro».

    Meo Fusciuni secondo una “visione alchemica”, che lambisce le terre dei poeti e misticamente ricerca la pietra filosofale, ha inaugurato il “Ciclo della Metamorfosi” con Little song:

    «Chi siamo se non chi troviamo davanti al nostro cammino, al nostro viaggio; l’incontro è l’incanto, la luce che ogni nostro pensiero percorre per arrivare in un altro mondo, in un’altra visione. La ricerca è in un mondo indefinibile chiamato profumo. Un viaggio lungo una vita. E noi siamo una piccola canzone, lontani dal mio e dal tuo tempo».

    A me, non resta altro da fare che ringraziare, di nuovo, Meo Fusciuni ed Alessandra Caltabiano per un incontro unico e speciale e lo faccio, trascrivendo ciò che ho vissuto quel pomeriggio:

    «La Vita è Viaggio. Esperienza di volti, mani, piedi. Abbraccio di mondi. Sentimento danzante in odori; aromi. Sostanza di gusto. Arte: profumo che si fa nota e canta riti. Alchimia tra fare ed Essere. Gioco spensierato nello stare in terra. Poesia dell'umano che si specchia nel cosmo».

    Lisa Bachis

  • TAORMINA. ISOLA BELLA. DOPO LEGAMBIENTE ANCHE L’AMMINISTRAZIONE DICE NO AL RIPASCIMENTO

    Solo poche settimane Legambiente aveva inviato una nota al Ministero evidenziando dubbi e perplessità circa il  presunto processo erosivo in atto nella Baia di Isola Bella  ed il conseguente intervento di ripascimento artificiale finanziato.

    Adesso sulla vicenda si registra anche la presa di posizione del Primo cittadino Mario Bolognari che ha inviato una nota ufficiale al Soggetto Attuatore del Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana ed al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.

    Nella nota Bolognari evidenzia le peculiarità della Baia di Isola Bella tracciandone anche una breve cronostoria.

    “La baia di Isolabella, scrive Bolognari,  costituisce un contesto ambientale e naturalistico unico al mondo, oltre che possedere delle connotazioni paesaggistiche, geologiche e antropologiche di rara bellezza. Infatti, proprio per le caratteristiche sopra descritte

     - nel 1984 la baia è stata dichiarata monumento di interesse storico-artistico di particolare pregio; - nel 1998 è stata istituita la Riserva naturale orientata “Isola Bella”, al fine di tutelarne il particolare valore paesaggistico;

    - nel 2005 è stata inclusa tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC) e il tratto di mare prospiciente la riserva è stato individuato come SIC denominato "Fondali di Taormina - Isola Bella" caratterizzato da praterie sottomarine di Posidonia oceanica, habitat prioritario di conservazione;

     - con decreto del 21 dicembre del 2015 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il SIC "Isola Bella, Capo Taormina, Capo S. Andrea" è stato designato Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della regione biogeografica mediterranea insistente nel territorio della Regione Siciliana.”

    Un excursus necessario dal momento che l’intervento in questione sembra essere completamente scollegato dalla realtà della riserva.

    “ Da un punto di vista sedimentologico, evidenzia infatti Bolognari,  la Baia di Isolabella non ha mai “sofferto” di un problema conclamato di erosione della spiaggia, in quanto l’equilibrio in atto, tra i sedimenti presenti nella baia, rappresenta proprio la peculiare caratteristica della stessa Isolabella, collegata a fasi alterne alla terra ferma dal sottile istmo generato dallo spostamento dei sedimenti in funzione della marea e delle correnti.”

    La progettazione in corso di redazione  ha suscitato l’allarme delle associazioni ambientalistiche, dell’ente gestore e delle autorità preposte alla tutela.

    “Infatti, prosegue Bolognari,  ancorché a conoscenza del fatto che la proposta progettuale scaturisce da una scheda ReNDiS proposta dall’Amministrazione di Taormina in passato, oggi gli indirizzi e gli intendimenti devono essere intesi come fortemente volti alla esclusiva “riqualificazione” ambientale costiera, mentre questa Amministrazione non può non esprimere forti perplessità sull’ipotesi avanzata. Infatti, gli eventuali interventi potrebbero mettere in serio pericolo i fondali di Isolabella, interessando, direttamente o indirettamente, le praterie di Posidonia Oceanica ivi presenti mediante l’immissione di sedimenti che, a causa dell’equilibrio oramai conquistato dalla linea di costa, andrebbe ad interessare i fondali prospicienti la baia e quindi quelli “protetti” dalla riserva e dai siti Rete Natura 2000 o, in diversa collocazione, far avanzare la linea di costa sino a far perdere la connotazione storica della baia. È quindi volontà di questa Amministrazione, conclude Bolognari , rappresentare la necessità di un approfondimento delle tematiche  evidenziate, nell’ottica di una azione di salvaguardia utile e ambientalmente compatibile con il sito in argomento, anche in un eventuale incontro di chiarimento e approfondimento per il quale ci si dichiara fin d’ora disponibili”.

  • TAORMINA. RIPASCIMENTO IN VISTA PER ISOLA BELLA. LEGAMBIENTE DICE NO

    Legambiente ha scritto in queste ore una nota al Ministro dell’ambiente Sergio Costa chiedendo la revoca di un finanziamento concesso al comune di Taormina.

    Una storia alquanto curiosa. Legambiente infatti nella nota inviata al ministro fa riferimento a un finanziamento di importo pari a 2 milioni e 900 mila euro che il Ministero, prima del Suo insediamento, ha messo a disposizione dalla Regione Siciliana, per il Comune di Taormina, per un piano di interventi di riqualificazione ambientale dell’Isola Bella, motivato da un presunto processo erosivo in atto e basato su ripascimento artificiale.

    L’atto accredita, nell’immediato, per mezzo del Soggetto Attuatore per il Commissario di Governo, un fondo per la progettazione delle opere pari a 162.000€. Si tratterebbe di opere per la salvaguardia ed il restauro geoambientale della spiaggia della Riserva Naturale “Isola Bella”, che interessa le cosiddette pocket poches, ovvero le spiagge limitate da promontori aggettanti a mare, di cui la baia dell’Isola Bella rappresenta un bellissimo esempio.

    Il progetto prevede la realizzazione di un intervento di ripascimento artificiale, per allargare le spiagge di una quindicina di metri, trasformandole in sabbiose, in contrasto con la loro natura ciottolosa.

    Tutto molto interessante se non fosse che come evidenzia Legambiente  “ le spiagge della baia dell’Isola Bella, Riserva Naturale e Sito Natura 2000 non sono mai state interessate da alcun processo erosivo e sono sempre state poco profonde e costituite naturalmente da ciottoli e da blocchi. Inoltre, evidenziano gli ambientalisti, all’interno della baia sono presenti numerosi affioramenti di Posidonia Oceanica, specie protetta, che sarebbe fortemente danneggiata direttamente e indirettamente dall’eventuale ripascimento. In più, nella zona in questione non sono presenti sedimenti compatibili con quelli attualmente presenti, quindi qualsiasi intervento snaturerebbe lo splendido ecosistema esistente. C’è da immaginare, si legge nella nota,  che il mal posto interesse turistico possa spingere a proporre interventi contro natura, che in questo caso porterebbero alla perdita del fascino selvaggio, difficilmente sostituibile artificialmente, di questo luogo.”

    Alla luce di tutto ciò Legambiente ha dunque  chiesto che venga revocato il finanziamento previsto per quello che definiscono “ un progetto insensato”.  “Eventualmente, Stefano Ciafani Presidente nazionale Legambiente,  Gianfranco Zanna presidente Legambiente Sicilia e  Anna Noessing presidente del circolo Legambiente Valle dell’Alcantara, suggeriscono di destinare le risorse programmate ad altre problematiche dello stesso specifico territorio, più urgenti e necessarie, che i suoi tecnici, insieme a quelli del Comune di Taormina, non avranno difficoltà a individuare.”

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