SANTA TERESA DI RIVA. DONNA IN CELEBRA L’ 8 MARZO CON L’ASSOCIAZIONE  AL TUO FIANCO ONLUS

SANTA TERESA DI RIVA. DONNA IN CELEBRA L’ 8 MARZO CON L’ASSOCIAZIONE AL TUO FIANCO ONLUS In evidenza

Bellezza e beneficenza … questo il connubio scelto per celebrare la Giornata internazionale della donna da Loretta Ralli ed il suo team per un iniziativa pensata in collaborazione con il centro antiviolenza Al Tuo Fianco presieduto dall’avvocata Cettina La Torre.

Nella giornata dell’8 Marzo tutte le clienti che usufruiranno dei servizi offerti dal salone di bellezza Donna In, sito a Santa Teresa di Riva in via Regina Margherita 424 , potranno devolvere un contributo minimo in beneficenza che sarà interamente devoluto a sostegno dell’attività del centro anti violenza Al Tuo Fianco .

Donna In premierà la generosità delle sue clienti offrendo in omaggio una coccola, un massaggio viso o mani.

Un piccolo gesto per aiutare concretamente chi ogni giorno è al fianco delle donne nella lotta alla violenza di genere.

“ Solidarietà, amore, rispetto.  Questi tre ingredienti, afferma l’hair stylist Loretta Ralli,  non hanno sesso o stato sociale, l’uomo nasce dalla DONNA ... proprio quella DONNA che va amata sempre! La Violenza sulle donne non può essere accettata da nessuno. Noi di Donna In  che ogni giorno ci occupiamo della donna abbiamo voluto mettere in atto un iniziativa concreta, in grado di conciliare la bellezza e la solidarietà con uno sguardo a tutte quelle donne che ogni giorno lottano per  i propri diritti.  Donna In ha scelto di sostenere quest’anno Al Tuo Fianco Onlus. Una scelta d’ AMORE per dire insieme stop alla violenza.”

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  • L’IMPEGNO DELL’ARMA A TUTELA DELLE DONNE

    La tutela delle donne costituisce un impegno quotidiano per i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina. In città ed in provincia, l’Arma opera unitamente ad un apposito pool di Magistrati della Procura della Repubblica di Messina, che ha coordinato una importante azione di sensibilizzazione di tutti gli attori, a vario titolo, impegnati nella rete “interistituzionale” di intervento e assistenza in favore delle vittime vulnerabili, ed in particolare, attraverso la capillare presenza sul territorio, dell’Arma dei Carabinieri del capoluogo peloritano, avviando numerose iniziative volte ad accrescere la fiducia delle donne vittime di violenza, affinché non abbiano più paura a denunciare.

    Di seguito si riporta un prospetto riepilogativo con i dati essenziali, nell’intera provincia di Messina, dell’attività di contrasto ai reati relativi alla “violenza di genere”, negli anni 2016 e 2017 riferito ai casi in cui ha proceduto l’Arma:

     

     

     

     

     

    2016

    Arresti flagranza

    Arresti su provv.to A.G.

    Denunce a p.l.

    Allontanamento casa familiare e divieto avvicinamento

    Capoluogo

    7

    10

    9

    6

    Fascia tirrenica

    7

    19

    10

    6

    Fascia ionica

    2

    2

    4

    2

    Tot:

    16

    31

    23

    14

     

     

     

     

     

    2017

    Arresti flagranza

    Arresti su provv.to A.G.

    Denunce a p.l.

    Allontanamento casa familiare e divieto avvicinamento

    Capoluogo

    6

    19

    32

    6

    Fascia tirrenica

    6

    23

    46

    17

    Fascia ionica

    5

    15

    28

    10

    Tot:

    17

    57

    106

    33

     

    + 6,25%

    +83.8 %

    + 307%

    + 135%

    Il principale dato che emerge dall’analisi dei casi di violenza di genere trattati, nell’ultimo biennio,  dall’Arma dei Carabinieri della provincia di Messina è rappresentato dai tempi la risposta delle F.p. alle vittime, che è andata mutando gradualmente nel corso del tempo. Rispetto all’anno precedente (2016), sono nettamente aumentate le denunce a piede libero, si è registrato un ulteriore  aumento di oltre il 80% delle persone tratte in arresto poiché colpiti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria ed un altrettanto significativo aumento dei provvedimenti  di allontanamento dalla casa familiare o di divieto di avvicinamento alla vittima. Queste variazioni rappresentano il frutto di quella sopracitata costante azione di sensibilizzazione e formazione dei Carabinieri e dell’Autorità Giudiziaria con l’unico scopo di offrire, da un lato, maggiori tutele alle vittime di violenza di genere e, dall’altro, risposte sempre più rapide.

    L’impegno dell’Arma a tutela delle donne passa attraverso una rete che, grazie alla capillare distribuzione sul territorio delle Stazioni Carabinieri, permette di essere pronti a recepire i segnali di disagio delle vittime.

    In tale quadro, sono state promosse attività di formazione finalizzate ad sviluppare, nei Carabinieri che operano sul territorio, le capacità di identificazione della “violenza di genere” e di valutazione degli elementi di rischio e di pericolo nei singoli interventi per “lite domestica”. Non è inusuale che una donna si presenti in una Stazione dei Carabinieri apparentemente solo per sfogarsi e raccontare fatti che potrebbero essere inquadrati in un “normale conflitto di coppia”;  nascondendo in realtà, una situazione ben più grave caratterizzata da umiliazioni, soprusi di ogni genere e violenze fisiche e psicologiche. Lo scopo della continua opera di formazione è proprio quello di addestrare i militari a riconoscere queste silenziose richieste d’aiuto anche grazie ad una attenta valutazione dei cosiddetti “reati sentinella”, in modo da poter applicare le giuste procedure nel minor tempo possibile a vantaggio della vittima,  garantendole la massima tutela ed una risposta più immediata e risolutiva possibile.

    La scelta di denunciare è un momento molto critico e doloroso, in particolare per quelle forme di violenza che avvengono all’interno delle mura domestiche, alla presenza dei figli, in un contesto che da ideale luogo di protezione diventa invece fonte di sofferenze indicibili. La capacità degli operatori di polizia di relazionarsi in maniera positiva con la vittima è fondamentale  e per ciò a livello provinciale è istituita un’apposita task-force di carabinieri, con personale specializzato che svolge corsi di formazione in materia di “violenza di genere” in grado di condurre in maniera adeguata le necessarie indagini, anche attraverso l’adozione di iniziative organizzative tese a creare all’interno dei Comandi Arma sale per le “audizioni protette”, realizzate con arredamenti e dotazioni tecnologiche tali da renderle idonee a garantire una accoglienza adeguata in un momento cosi cruciale come quello della querela.

    Infine è fondamentale diffondere il messaggio che la tutela delle vittime e dei loro bambini costituisce una priorità assoluta. Proprio in tale ambito è importante far sapere alle donne vittime di reati di genere che non saranno abbandonate mai neanche sotto il profilo economico potendo accedere alle risorse del fondo per le vittime della violenza di genere ed i loro familiari.

  • SANTA TERESA DI RIVA. OLTRE IL SILENZIO . ISTITUZIONI , ASSOCIAZIONI E STUDENTI INSEME PER DIRE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

    E’ il silenzio il peggior nemico delle donne ed il migliore alleato della violenza.

    E’ infatti tra il silenzio e nel silenzio che ogni giorno si consumano violenze di ogni genere.  Almeno una donna su tre nel mondo ha subito una qualche forma di violenza nella propria vita: a casa, a lavoro, a scuola, in strada.

    In Italia, tra le donne vittime di violenza, una su tre è aggredita dal partner, ed il fenomeno sta diventando allarmante anche tra le bambine, sempre più oggetto di brutalità. E' sulla base di questi dati che si celebra il 25 novembre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Violenze che, se in Occidente sono perpetrate per mano degli uomini spesso 'più vicini', in altri Paesi possono assumere forme diverse, legate anche ad un preciso retaggio culturale: è il caso di molti paesi africani dove, ad esempio, le donne vittime dell'odiosa pratica della mutilazione genitale femminile sono circa 200 milioni.

    Dai dati emerge che per le donne vittime di violenza in età fertile (15-49 anni), oltre il 35% dei casi è dovuto ad aggressione da parte del coniuge o partner sentimentale (nei maschi è meno del 10%). Quasi l'85% dei casi di violenze su donne è compiuta da conoscenti (nei maschi tale percentuale è inferiore al 40%).

    Sono dati terribili , numeri che devono imporre non soltanto una riflessione ma un azione concreta mirata a contrastare le violenze e la cultura della violenza.

    Sebbene oggi ci sia maggiore consapevolezza siamo purtroppo lontani dal sdradicare  questo terribile fenomeno. A dircelo sono i numeri. In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa. Solo lo scorso anno sono state 120 le vittime ammazzate da un marito, fidanzato o convivente.

    In occasione del 25 novembre sono numerose le iniziative messe in campo per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Anche nella Riviera Jonica si moltiplicano gli appuntamenti.

    Oggi pomeriggio l’appuntamento è in Piazza Municipio a S. Teresa di Riva con “ Il tappeto della Vita”, iniziativa promossa dal comune di Mandanici e sposata da molte associazioni del territorio, tra queste la Fidapa S. Teresa Valle D’Agrò e l’Associazione Al Tuo Fianco Onlus che aderisce tra l’altro a“POSTO OCCUPATO”, progetto lanciato a livello nazionale da Maria Andaloro.

     “E’ un gesto concreto, dichiara l’Avv. Cettina La Torre,  dedicato a tutte le donne vittime di violenza . Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto, decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola,nella società. Le istituzioni che aderiscono a tale progetto, scuole, comuni, unitamente a palestre, esercizi commerciali, lasceranno questo “posto occupato” , riservandolo a loro, affinché la quotidianità non le sommerga. Invitiamo chi aderisce all’iniziativa a postare su fb , l’immagine del loro “POSTO OCCUPATO”, condividendo così in maniera corale il nostro modo di dire BASTA alla violenza sulle donne”

    La Fidapa S. Teresa di Riva Valle D’Agrò da invece appuntamento a domani alle ore 16 a Letojanni con un momento di confronto e dibattito al quale parteciperanno gli amministratori comunali, la Federazione degli Studenti, rappresentanti dell’Associazione Italiana genitori, la Rappresentante didattica dell’Istituto comprensivo di Taormina e l’associazione Fratres.

    Prima dell’inizio della tavola rotonda fissato alle ore 17 presso il museo comunale, ci si ritroverà in Piazza Matteotti dove verrà piantato un albero di mimosa dedicato a tutte le donne.

    Un gesto simbolico perché la cultura della non violenza proprio come una pianta deve affondare le proprie radici dentro ciascuno di noi, lasciando spazio solo all’amore incondizionato ed al rispetto per il prossimo sempre indipendentemente da tutto.

     

     

  • SANTA TERESA DI RIVA. NO ALLA VIOLENZA. IL MESSAGGIO DEL CENTRO ANTIVIOLENZA AL TUO FIANCO TRA I GIOVANI STUDENTI DEL LICEO

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