Carlo Barbera vince il Premio Valle d'Agrò per la narrativa, col suo racconto "Lupo di mare"

Carlo Barbera vince il Premio Valle d'Agrò per la narrativa, col suo racconto "Lupo di mare"

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  • Rogika, il 5 agosto, inaugura “Con gli occhi di Verga” al Museo Durante di Letojanni

    Dopo aver presentato il testo fotografico in omaggio a Sciascia lo scorso 10 luglio, Rogika – Roberto Mendolia – è pronto a presentare al pubblico di professionisti e appassionati di «immagini e parole», la mostra itinerante “Con gli occhi di Verga” che vuole essere un omaggio a uno dei grandi maestri della letteratura per celebrarlo nei cento anni dalla sua morte.

    L’esposizione sarà inaugurata venerdì 5 agosto 2022 alle ore 19:00, nelle sale al piano terra – con affaccio sulla graziosa piazza Matteotti – del Museo Durante di Letojanni, cittadina costiera jonica, negli anni diventata centro propulsore di notevoli iniziative culturali,

    Instancabile, Rogika, ha deciso di offrire, donando una lettura fatta di 20 fotografie in bianco e nero – secondo la vocazione dello street photographer –, una originale reinterpretazione degli scritti verghiani, in particolare delle novelle, nel solco della riattualizzazione dei luoghi e con un occhio particolare a Verga fotografo.

    Un percorso letterario e visivo in cui il fruitore potrà godere di una esperienza di «racconto nel racconto» e sperimentare un viaggio unico.

    La mostra ha ricevuto il patrocinio del Comune di Letojanni, Assessorato Cultura, retto dalla dottoressa Teresa Rammi e il sostegno del “Circolo di Lettura Bianca Garufi”, lieti di poter ospitare l’artista visuale taorminese, noto e apprezzato negli ambienti legati alla fotografia e in quelli culturali.

     

    A dare l’annuncio dell’inaugurazione è stato lo stesso Rogika con un post e un video sulla home di Facebook:

    «Nell’anno del centenario della morte di Giovanni Verga, padre del Verismo, ho ritenuto doveroso dare il mio personale contributo alle celebrazioni. Il modo più semplice per rendergli omaggio, per me amante appassionato del mondo della fotografia e di tutto quanto ruoti attorno all’ «arte senza musa», è quello di dedicargli una mostra fotografica. […] Giovanni Verga è stato, oltre che un illustre e famoso letterato, un fotografo. Fotografo dilettante nella pura accezione stessa del termine, cioè del procurarsi diletto; così come tanti altri personaggi, scrittori e non, fecero in quell’epoca, subito dopo la nascita, nel 1839, della fotografia. […] Ho desiderato percorrere e ripercorrere con “Gli occhi di Verga” il mio viaggio, in compagnia dei testi e dei luoghi che hanno permesso di rendere la Sicilia –, la mia, la nostra e la vostra isola –, il “centro” del mio essere siciliano».

     

    La mostra, che ha ricevuto la curatela di Lisa Bachis, sarà inaugurata venerdì 5 agosto 2022 alle ore 19:00 e resterà aperta tutti i giorni dalle 19:00 alle 24:00 fino al 20 agosto 2022. Oltre alle fotografie esposte, corredate dai testi e accompagnate da pannelli informativi, sarà disponibile il catalogo dell’esposizione.

  • Antonello Carbone e “Il giallo sole di Vendicari”. Una nuova stagione per Giacomo Cassisi

    Qualche settimana fa, ho avuto modo di scambiare qualche rapida battuta con Antonello Carbone. Giornalista di lungo corso, vive a Catania ed è caposervizio nella redazione Rai del Tgr Sicilia. Ha iniziato a lavorare alla fine degli anni Ottanta a “L’Espresso Sera”; ha collaborato con “La Sicilia” e con Rai Uno per “La vita in diretta”.

     Avevo letto e scritto di A Taormina, d’inverno, il suo romanzo d’esordio, uscito nel 2013 per Manni editore; ora ho terminato anche Il giallo sole di Vendicari, pubblicato sempre con Manni ed uscito nel 2017. Rapide battute le nostre, prima di un cocktail per lui, e una cena con amici in attesa, per me. «Antonello sto leggendo il testo e mi piace…». Lui, quasi m’avesse letto nel pensiero, completa la frase aggiungendo: «Lo trovo più maturo, pian piano abbandonerò Taormina…».

    Non posso che essere d’accordo. La seconda stagione delle inchieste di Giacomo Cassisi – giornalista pure lui come “il suo papà” – è più ricca. Magari il primo testo essendo stato l’avvio, per giunta ambientato in una Taormina invernale, ora sembra più distante. Ma non è solo questo. Potrebbe trattarsi del cambio di stagione, Il giallo sole di Vendicari è costruito con il contributo degli odori e degli aromi della Sicilia primaverile, perché «Maggio in Sicilia è prologo d’estate», e si svolge tra Siracusa e la sua provincia, senza tralasciare Catania dove ha sede il luogo di lavoro e qualche puntatina a Taormina, rifugio del giornalista. Invece c’è di più. Il testo è più maturo perché a mio avviso, è entrato nel vivo del mondo giallistico di consolidata tradizione. Cassisi, nelle intenzioni di Carbone e del suo editore, affronterà quattro casi; ciascuno in una stagione diversa. L’inverno, la primavera, etc., in una sequenza che parte da Taormina ma che via, via se ne allontanerà, stando a quanto dichiaratomi dallo scrittore. Il desiderio di distacco emerge nel testo, quando Cassisi – che frattanto ha ricevuto la promozione come inviato per “La Gazzetta del Mattino”, il giornale per cui lavora – si accinge a tuffarsi in una nuova inchiesta e riflette su quel rifugio taorminese, giungendo alla conclusione che «Non la riconosce più come un rifugio […] la città ai suoi occhi mostra un altro volto. Bella ma nient’affatto vera, come una donna che abbia ecceduto con il make up».

    I capitoli de Il giallo sole di Vendicari sono brevi, precisi nello stile, fluidi nella narrazione, coinvolgenti per l’attenzione al dettaglio, che conduce passo, passo il lettore dentro la storia-indagine, dove tutto è il contrario di tutto e le soprese inducono a rivedere convinzioni, per riflettere sui temi attuali e drammatici dell’oggi. Ogni capitolo ha come titolo quello di una canzone; ciò permette al lettore di sintonizzarsi sulle frequenze di Giacomo Cassisi e su quella spinosa inchiesta, in cui si ritrovano ancora più coprotagonisti, la collega ed amica Elena e l’informatore Zanzara. Un’unica nota che definirei “poetica” nella semplice intimità, è data dalla presenza sullo sfondo della gatta Niciula, una rassicurante certezza nella vita di Cassisi. Il testo si avvale di autorevoli ispirazioni letterarie: Sciascia e la sua disamina della Sicilia tra romanzo ed inchiesta; Pirandello e la psicologia degli atavici comportamenti degli isolani ma anche letture europee quali quelle di Poe,che può essere annoverato tra i creatori del genere giallo e del noir. Gradevoli sono le commistioni linguistiche, presenti nel libro: dall’italiano legato all’ambiente di lavoro, al “colloquiale” dialetto catanese. Ma senza strafare, senza voler ostentare un’appartenenza. Appartenenza a dei luoghi, a tessuti antropici millenari, ad usanze che musicano Il giallo sole di Vendicari senza appesantirlo.

    Si definiscono e si caratterizzano meglio i personaggi. Due morti legate da fili che portano ad unire altrettanti personaggi posti, a differenti distanze. La riflessione rinvia ad Escher e “al triangolo di Penrose”, detto triangolo impossibile nel senso che può esistere solamente come rappresentazione bidimensionale e non può essere costruito nello spazio, poiché presenta una sovrapposizione impossibile di linee con differenti costruzioni prospettiche.Perciò ciò che appare impossibile, se guardato da una differente prospettiva diviene evidente.

    La lettura corre veloce ma si indugia, rallentando il ritmo, per vedere affiorare vecchie storie d’amicizia come quella tra Elena e Gina, sorella di una delle vittime. Elena che trasporta con sé il bagaglio di giovani amori e il suo “amore sospeso” per Cassisi. Zanzara, l’informatore, che qui acquisisce spessore nel ruolo. Si aggiunge il nome di battesimo, lo si rafforza in una nuova identità, costituita non solo da eccellenti doti intellettive di rodato enigmista e lo si sviscera per portarne fuori grande cultura insieme ad una buona dose di umana solidarietà. Attorno a loro, ed in mezzo a loro, gira e si aggira un’umanità fragile. Drammi della società tra malaffare, tratta di esseri umani, intrecciano i fili della trama narrativa. Antonello Carbone, da anni si occupa dei migranti con inchieste e report. Qui, tornano reali e sofferte le esistenze di chi fugge via da un male atroce per ritrovarsi prigioniero di un male più grande. Persone annullate e rese oggetti. Schiavi che vogliono affrancarsi. Troviamo Kira “la mediana delle connessioni”, diversa ed “altra” in tutto e per tutto, vista con insofferenza da alcuni ma amata nella sua perfetta differenza da altri. Jamil con la sua storia da migrante; incontriamo il commissario Bagnato, caparbio calabrese di Riace, solido in valori e finissimo stratega negli eventi. E così come richiede la struttura del giallo, indizio dopo indizio, collegamento dopo collegamento si giungeràal degno finale de Il giallo sole di Vendicari, testo che mantiene tutte le promesse fatte, a partire da quel “giallo” presente nel titolo.

     

  • Il Teatro dei Folleti affabula con Fabula

    Cinque mesi di lavoro, ma Fabula debutta con tutti i crismi alla Biblioteca Comunale di Nizza di Sicilia davanti al pubblico degli appassionati, che ha dato grande prova di maturità, perchè ormai sono dieci anni che Carlo Barbera batte il ferro e la gente che va a seguirlo ha capito che quello è un teatro per molti ma non per tutti, anche se poi d'estate affabula le piazze come ieri sera ha affabulato la gremita saletta della biblioteca nizzarda. In Fabula ci sono tutti gli ingredienti del buon teatro: testo interessante, ben scritto, in versi, che fa ridere e fa riflettere; musiche semplici, ma orecchiabili e trascinanti; recitazione impeccabile, tanto da parte di Carlo Barbera quanto di Natalia Silvestro, che stavolta, in veste di cuntastorie, ha veramente travolto la scena, oltre che con quel suo stupendo fondale, in cui alcuni tra gli animali protagonisti delle storie, trovano una rappresentazione grafiche di grande livello. Poi c'è il canto, ma soprattutto ci sono le storie, che raccontano la vita quotidiana e questo rapporto strano tra l'uomo e l'animale. Solo in un punto Carlo Barbera esce dalle righe e cominciando a cantare la ballata "Fido e Bobby", ha detto: "Il cane è il migliore amico dell'uomo, ma l'uomo è il suo nemico". Il resto è andato avanti senza sbavature o improvvisazioni, perchè dalle parti del teatro dei Folletti si studia e a fondo, anzi ci si preparerà per l'estate eliminando ogni leggio e ogni lettura, perchè se stavolta c'era il 90% di spettacolo a memoria in estate sarà il 100%.

    Fabula ha veramente affabulato il pubblico nizzardo e ora ci si prepara per affabulare quello santateresino, difatti lo spettacolo verrà replicato presso Villa Ragno a Santa teresa di Riva domenica 28 gannaio alle ore 19.

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