L’INFORMAZIONE DELLA RIVIERA JONICA HA UNA NUOVA VOCE: LA TUA. PARTECIPA AL PROGETTO DI GIORNALISMO PARTECIPATIVO

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Jonicareporter nasce con l’obiettivo di creare uno spazio dedicato alla partecipazione e al confronto dei cittadini offrendo loro la possibilità di diventare autori/reporter, partendo dalla consapevolezza che oggi siamo tutti reporter. Oggi il web offre a tutti la possibilità di raccontare e raccontarsi. La sezione “Giornalismo Partecipativo” è dunque riservata agli articoli dei cittadini. Sei testimone di un evento? Invia in tempo reale foto ed immagini. Ma non solo…

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  • Jonica Trasporti, Lo Giudice: "Necessario salvaguardare le linee e i lavoratori"

    "A seguito dell’Assemblea dei soci tenutasi il 21 ottobre, è stato avviato il percorso di liquidazione della Jonica Trasporti, società partecipata di Ast che verrà definito entro il 2 dicembre 2019 con la convocazione di un’assemblea straordinaria. L’amministratore unico di Jonica Trasporti, Gianfilippo Ceccio, non avendo altre possibilità ha avviato il percorso di liquidazione della società.

    “Adesso - dichiara il deputato Danilo Lo Giudice-  è necessario che la politica intervenga al fine di garantire due obiettivi fondamentali:

    1. salvaguardare le linee e quindi il servizio svolto nei comuni della zona jonica messinese.
    2. Tutelare i lavoratori che non possono pagare per errori altrui.

    “Se da un lato - continua Lo Giudice - è vero che la situazione attuale della jonica destra preoccupazioni allo stesso tempo non può verificarsi ancora una volta che a pagare il caro prezzo di tale dismissione siano gli utenti e i lavoratori.  Proprio per questo motivo - conclude il deputato e sindaco di Santa Teresa di Riva - ho chiesto all’assessore Marco Falcone un incontro urgente insieme al Presidente di Ast Tafuri per tracciare insieme il percorso che possa evitare l’ennesimo scippo per il nostro territorio. Da più fonti si apprende che la jonica Trasporti dovesse essere utilizzata dal socio privato per una scalata in Ast ma di tutto ciò si occuperà la magistratura; ciò che importa in questo momento è che si possa continuare a garantire i collegamenti in una zona importante della Sicilia che diversamente rimarrebbe sguarnita di qualsivoglia collegamento.”

     

  • LA DROGA, MORBO SOCIALE. LA RIFLESSIONE DEL PROF. SANTO TRIMARCHI

    La droga, questo morbo sociale, miete vittime sia tra chi ne abusa sia tra chi se ne tiene lontano. Questa sostanza malefica viene portata in giro di nascosto in mezzo alle attività quotidiane delle città dormienti, indifferenti, distratte ed agisce come un serpente a sonagli, pronto a colpire con furbizia, viscidamente, con il suo veleno mortifero, chiunque gli capiti sulla strada. Sta diventando una minaccia reale per la sicurezza e la salute dei cittadini, che soccombono alle attrattive del piacere momentaneo e subiscono ogni tipo di inganno per cadere nella trappola del godimento trasgressivo, del divertimento a cuor leggero, del capriccio euforico. Sono ormai tante le persone che, a causa della droga, direttamente o indirettamente, vengono prese in ostaggio e perdono la propria identità, la libertà, la gioia di vivere, mentre sperimentano malattia, dolore, difficoltà, morte e scoprono come quella "porcheria" si sia trasformata in arma micidiale di distruzione della propria umanità. Infatti se appare subito la faccia bella della spensieratezza, dell'appagamento, del passatempo a portata di mano e di denaro, ad un certo punto subentrano i problemi, le crisi, le sofferenze che mettono a rischio ogni tipo di relazione nella famiglia, nel lavoro, nella società. Prende il sopravvento il lato oscuro del vizio incorreggibile che anestetizza sentimenti e ragione e fa entrare in una notte buia, senza fine, attraversando esperienze di angoscia, di tormento, di decadenza personale e morale. I fatti di questi giorni sono un segnale pauroso del livello raggiunto e va posto un argine deciso perchè è in gioco la stessa vita nella quotidianità, lo stesso sistema di convivenza pacifica, lo stesso senso dell'esistenza tra gli uomini di buona volontà. Ancora una volta la vigilanza è d'uopo e deve scattare l'attenzione reciproca a salvaguardia delle istituzioni fondamentali, assi portanti della nostra civiltà che riguardano l'educazione, il senso religioso, lo scopo della vita, il valore della famiglia, il sapere come cultura, l'economia e l'accoglienza come casa, la diversità nell'unità come comunità!

  • SANTA TERESA DI RIVA. FESTA SANTA PATRONA. RIFLESSIONE DEL PROF. SANTO TRIMARCHI

    L'aria di festa per la Madonna del Carmelo, patrona della città di Santa Teresa di Riva, molto celebrata nel messinese ed in tutta la Sicilia con particolare devozione il 16 di Luglio, mi fa venire in mente alcune considerazioni per il nostro tempo. Innanzitutto il culto per la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo proviene dalla Palestina per opera dei frati carmelitani che sono arrivati in Europa, tra il 1206 e il 1214, perché sfuggono ad una situazione di conflitto, scegliendo la via spirituale e pacifica di obbedienza e servizio a Cristo. In questo momento storico, in un contesto politico e sociale di chiusura, di barriere innalzate, di paura dei forestieri, di esclusione e di rifiuto degli stranieri, occorre ripensare alla grazia della Madonna che ci ha dato la possibilità di poter accogliere nel nostro territorio l'esperienza di fede dei carmelitani. La conoscenza del carisma della preghiera e della carità, comunicato con forza e passione dai frati, potrà aiutare a contrastare l'attuale condizione di conflittualità diffusa dall'odio, dal risentimento, dall'individualismo, dall'aggressione verbale, dall'intolleranza e l'indifferenza. La festività, pertanto, particolarmente sentita e partecipata dai fedeli del comprensorio jonico e non solo, va recuperata come opportunità di riscoprire il senso della devozione e dell'appartenenza a Maria di Nazareth, l'umile donna mediterranea che ha detto sì al piano di Dio per la salvezza di tutti gli uomini. Maria è diventata la madre di Gesù, la sua prima discepola, accogliendo la Parola di Dio ed ha ispirato, insieme al profeta Elia, la vita evangelica, sull'esempio degli apostoli, dei carmelitani impegnati a vantaggio del bene non solo di se stessi, ma anche del prossimo mediante la predicazione, la confessione e la carità. Oggi il culto a Maria, “amata da Dio”, il più bel fiore del giardino di Dio, la Signora del Monte Carmelo, la Stella del popolo cristiano, indica la strada della Santa Montagna in Gesù Cristo per vivere la fraternità ed testimoni cristiani che lottano, in una società divisa ed ostile, per la riconciliazione, la giustizia e la solidarietà, alla luce della Parola che si è fatta carne, è venuta ad abitare in mezzo a noi e procura la vita eterna.

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