Il patrimonio botanico e sottomarino dell’Isola Bella e il Teatro Antico di Taormina, uno dei più spettacolari monumenti eretti dai Greci in Sicilia, sono protagonisti insieme all’Etna su La7 sabato 16 gennaio, in prima serata (ore 21.15), della seconda puntata di “Eden, Un pianeta da salvare”, il programma condotto da Licia Colò dedicato alla scoperta delle bellezze paesaggistiche dell’Italia e non solo.

“Questa seconda puntata – rende noto l’Ufficio Stampa La7 - interamente dedicata all’Italia, si apre sulle vette dell’Etna, alla scoperta dei paesaggi unici creati dalla lava e dalla saponaria sicula, pianta tipica della zona e la sola in grado di crescere in un ambiente caratteristico come quello delle pendici del vulcano (…) quindi un ricordo di Angelo d’Arrigo, documentarista “volante” scomparso, che ha dedicato al vulcano la sua vita e le sue opere. Il viaggio in terra di Sicilia, poi, terminerà con la visita alla riserva naturale di Isola Bella nella stupenda Taormina, gioiello che tutto il mondo ci invidia”.

“Crediamo che la divulgazione culturale e l’informazione di qualità siano importanti strumenti per diffondere la conoscenza del nostro patrimonio artistico e paesaggistico – commenta la direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano – soprattutto in questo difficile periodo della pandemia, in cui con la chiusura di musei e parchi archeologici restiamo forzatamente lontani dai nostri luoghi del cuore: spazi della memoria collettiva, italiana e internazionale. Per questo come Parco collaboriamo con le migliori produzioni televisive italiane e straniere, preziose alleate per tenere viva l’attenzione e il desiderio di noi tutti di tornare appena possibile nelle città d’arte come Taormina e il suo comprensorio, dove i monumenti, il mare e la bellezza del paesaggio sono da tre secoli forti attrattori turistici”.

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Si è conclusa a lieto fine la disavventura di due enduristi catanesi che nel pomeriggio di ieri, 3 ottobre, nonostante le previsioni metereologiche di possibili nubifragi, si sono arrischiati a percorrere una parte della strada sterrata panoramica della dorsale dei Monti Peloritani che dalla pineta di Graniti (ME), attraverso il Bosco di Antillo, porta al paese di Roccafiorita (ME).

I due motociclisti, colti dal forte temporale, hanno richiesto i soccorsi contattando il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) di Etna Nord che, in base al protocollo d’intesa recentemente stipulato con il Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza, ha prontamente attivato i militari della Stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi per procedere insieme alle ricerche dei due malcapitati che si trovavano nel territorio del Comune di Antillo (ME).

I Finanzieri del SAGF e la squadra del CNSAS - unitamente ad una Squadra dei Vigili del Fuoco di Mojo Alcantara (ME) e ad un’altra del Corpo Forestale Regionale di Savoca (ME), contattati anch’essi dalla Sala Operativa del 112 NUE - nonostante le difficoltà di guida dovute all’incessante pioggia e all’acqua torrenziale che si raccoglieva lungo le strade di ascesa verso l’area di interesse, sopraggiungevano tempestivamente sul luogo delle ricerche e riuscivano a localizzare e raggiungere i malcapitati nel casolare abbandonato dove questi avevano trovato rifugio. Prestate le prime cure del caso ad entrambi i motociclisti, colti da leggera ipotermia dovuta alla lunga esposizione alle intemperie, i soccorritori, con un estricatore KED e collare in dotazione ai Finanzieri di Nicolosi, provvedevano ad immobilizzare uno di loro che presentava sospetti traumi alla colonna vertebrale, procurati dalla sua rovinosa caduta dalla motocicletta avvenuta durante il violento temporale ed i copiosi fulmini. La disavventura dei due imprudenti enduristi si è poi conclusa con il loro accompagnamento fino all’ambulanza del 118, che attendeva presso il Comune di Roccafiorita (ME), per il successivo trasporto al Policlinico di Messina.

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“Fare del bene ne vale la cena''. Questo lo slogan che ha accompagnato la settima edizione di Etna&Chic Chef, evento enogastronomico ai piedi del vulcano, quest'anno è stato dedicato al tema del comfort food.

La manifestazione è stata organizzata dall'associazione Italiana Charming Italian Chef, (Chic) che vede impegnato in prima linea la stella Michelin Pietro D'Agostino, ideatore dell'iniziativa cresciuta anno dopo anno, con la collaborazione anche della Federazione italiana cuochi, l'Associazione provinciale cuochi etnei e del suo presidente provinciale, Seby Sorbello.

Nella tenuta Voscenza a Santa Venerina si sono dati appuntamento oltre venti tra i migliori Chic chef d'Italia in una vera e propria maratona culinaria all’insegna della beneficenza.

Tra i nomi dei tanti chef stellati che hanno accettato l’invito di Pietro D’Agostino ricordiamo Giuseppe Mancino due stelle Michelin de il Piccolo Principe di Viareggio; Alessandro Gilmozzi, una stella Michelin de El Molin di Cavalese nella Valle di Fiemme a Trento; Flavio Costa una stella Michelin del ristorante 21.9 all’interno della Tenuta Carretta a Piobesi d’Alba; e ancora Pier Giorgio Parini da stella Michelin a miglior giovane chef d’Italia per la Guida dell’Espresso 2012.

Un viaggio enogastronomico alla scoperta di piatti ricercati e sapori raffinati il tutto accompagnato dai vini delle più importanti cantine.

Non solo gusto… nella Tenuta Voscenza c’è stato spazio anche per l’arte con le creazioni Marella Ferrera che  per l’occasione ha confezionato degli originali papillon per essere venduti in beneficenza.

L’incasso della manifestazione è infatti stato devoluto alla LIMPE - DISMOV, l’Accademia Italia Malattia Parkinson e disordini del movimento.

Protagonisti della serata anche gli studenti dell’istituto Pugliatti di Taormina, accompagnati dal preside Luigi Napoli,  che hanno offerto il loro prezioso contributo per l’ottima riuscita della cena.

GUARDA INTERVISTA A PIETRO D’AGOSTINO, MARELLA FERRERA , LUIGI NAPOLI


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“Fare del bene ne vale la cena”. E' il motto della settima edizione di Etna&ChicChef, l’atteso evento enogastronomico  dedicato quest’anno al tema del comfort food, con oltre venti tra i migliori Chic chef d’Italia che hanno già raccolto l’invito e hanno risposto: «Felichic di esserci!», riprendendo il mood di quest’anno che appunto è un gioco di parole basato sulla sigla dell’associazione Charming Italian Chef e che vuole mettere anche un accento divertente ed elegante.

Etna&ChicChef, in programma il prossimo 7 novembre, a Tenuta Voscenza a Santa Venerina, è organizzata da Chic, l’Associazione Italiana Charming Italian Chef, che vede impegnato in prima linea la stella Michelin Pietro D’Agostino, ideatore dell’iniziativa cresciuta anno dopo anno anche con la collaborazione della Federazione Italiana Cuochi, l’Associazione Provinciale Cuochi Etnei e del suo presidente provinciale Seby Sorbello.

Una intera giornata, scandita da quattro importanti momenti: alle 10,30, la presentazione dell’evento affidata al direttore nazionale Chic Chef Raffaele Geminiani; alle 11,15 l’avvio del B2B in The Kitchen Tour, una Jam Session unica nel suo genere in cui produttori e chef daranno vita a un divertente confronto: i primi si presenteranno con un paniere di primizie del territorio, i secondi improvviseranno un piatto innovativo. L’evento sarà riservato ai giornalisti di settore. Alle 19, sarà la volta dei Percorsi del terroir, il B2B, a cura del sommelier Mauro Cutuli, dedicato ai produttori del vino. A partire dalle 19,30, infine, l’evento clou con la cena chic, vera e propria kermesse enogastronomica, aperta al pubblico, il cui ricavato sarà devoluto interamente alla Limpe – Dismov, l’Accademia Italia Malattia Parkinson e disordini del movimento.

Eccezionale testimonial di Etna&ChicChef sarà la maison Marella Ferrera, firma dell’alta moda tra le più importanti del panorama italiano ed internazionale e vulcanica figlia “doc” dell’Etna che, per l’occasione confezionerà degli originali papillon, fatti indossare da ogni singolo chef per poi essere venduti in beneficenza.
Sarà presente anche la grande artista italiana Laura Calafiore, unica fast painter donna al mondo, che si esibirà in una performance di colori e musica live, per realizzare una delle sue più spettacolari opere creando una Puzzle paint dal vivo, che verrà poi devoluta in beneficenza.

Ma ecco gli chef che hanno accettato l’invito di Pietro D’Agostino, a cominciare da Giuseppe Mancino, due stelle Michelin, de il Piccolo Principe di Viareggio, e le altre stelle Michelin Alessandro Gilmozzi, de El Molin di Cavalese nella Valle di Fiemme, Trento, tra i più noti nel panorama nazionale come lo chef di montagna con la sua cucina che sa di licheni, profuma di affumicatura, di erbe dei boschi, di capanna da caccia e Flavio Costa, del ristorante 21.9 all’interno della Tenuta Carretta a Piobesi d’Alba, grande cantina e location nel cuore del Roero nella patria di alcuni dei più grandi prodotti d’Italia, tartufo bianco e nebbiolo. E ancora Pier Giorgio Parini, da stella Michelin a miglior giovane chef d’Italia per la Guida dell’Espresso 2012, ma che oggi gira l‘Italia da consulente con la passione per qualità e ricerca del prodotto locale, l’esaltazione della materia prima, l’innovazione continua nell’ideazione e proposta di piatti.

Inoltre, hanno risposto alla chiamata: Giuseppe Bonsignore (L’Oste e il Sacrestano di Licata), Roberto Pirelli (Vidi a Portopalo), Valentina Chiaramonte (Fud Off a Catania), Dario Diliberto (Il Tocco di Ragusa), Salvo Vicari (Noto), Alfio Visalli (Blu Lab Academy). E i resident Elia Russo (Villa Neri, Linguaglossa), Giuseppe Raciti (Zash, Riposto), Carmelo Trentacosti (Villa Igea, Palermo). Naturalmente, pronti ad accedere i fornelli anche Pietro D’Agostino, La Capinera e Kistè di Taormina, e Seby Sorbello, Sabir Gourmanderie di Zafferana Etnea.

Presenti anche i pasticceri della Conpait, la Confederazione Pasticceri italiani: Salvatore Cappello, della più famosa pasticceria palermitana; Giovani Pace, Carmelo Ciampagna e Antonella Scripilliti. E per finire, il dopo cena, affidato all’estro e allo spirito di due barman siciliani, Mario Grasso e Luciano Ferlito, che firmeranno gli special cocktail, dedicati ai profumi e alle essenze dello straordinario territorio dell’Etna.

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Mercoledì, 25 Ottobre 2017 10:12

ETNA . SALVATO NELLA NOTTE CERCATORE DI FUNGHI

I militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi, nella tarda serata di ieri hanno recuperato e tratto in salvo un cercatore di funghi quarantaseienne residente ad Aci Catena che si era smarrito in località Cavasecca, nel comune di Zafferana Etnea (CT), a circa 920 metri s.l.m. I militari del SAGF, con al seguito l’unità cinofila (costituita dal conduttore e dal cane Asia) insieme alle altre squadre di soccorso (volontari del C.N.S.A.S, agenti del Corpo Forestale Regionale e dei Vigili del fuoco), alle ore 18.00, dopo che il sorvolo eseguito dall’elicottero dei Vigili del Fuoco aveva circoscritto l’ampia zona di intervento, senza però individuare il punto, tra la folta vegetazione, in cui si trovava il soggetto disperso, hanno avviato a piedi la perlustrazione dei ripidi canaloni del bosco, nella fitta nebbia e pioggia. Dopo diverse ore di ricerca senza che i tentativi di richiamo a voce ottenessero risposta, i Finanzieri Soccorritori riuscivano a stabilire un contatto con il malcapitato anche se la diffusione dell’eco delle vallate non dava loro assoluta certezza della direzione di provenienza. Tuttavia, alle 22,15, la squadra del SAGF, dopo essersi fatta strada con i machete tra la fitta boscaglia e i rovi e aver scalato una ripida parete rocciosa, è riuscita, infine, a raggiungere l’impaurito e infreddolito disperso, rassicurarlo e quindi trarlo in salvo approntando nella discesa delle calate di soccorso, organizzate con corde statiche. I militari e il cercatore di funghi raggiungevano, alle 23,15, la località Piano dell’Acqua, sita nel comune di Zafferana Etnea, dove li attendevano le altre squadre di soccorritori e un’ambulanza del servizio 118, pronta a prestare le necessarie cure al disperso che poi, accompagnato nel luogo in cui aveva lasciato la propria automobile, ha fatto rientro a casa. In questo periodo i soccorritori del SAGF sono chiamati ad effettuare numerosi interventi nei confronti di persone che si addentrano imprudentemente nelle aree boschive del vulcano alla ricerca di funghi, senza le necessarie precauzioni di sicurezza (quali, l’utilizzo di adeguato abbigliamento e attrezzature tecniche per affrontare il terreno impervio, il freddo, la frequente nebbia improvvisa dell’Etna e l’oscurità, anche con strumenti di segnalazione notturna e gps, nonché l’informazione ai familiari del luogo in cui ci si dirigerà).

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Giovedì, 03 Dicembre 2015 00:00

L’ETNA SI RISVEGLIA E TINGE TUTTO DI NERO

Risveglio “nero” stamani per molti comuni della riviera jonica della provincia di Messina e di Catania ovviamente. Una spettacolare fontana di lava, alta diverse centinaia di metri, ha caratterizzato la notte scorsa l'eruzione attiva dal 19 ottobre scorso sull'Etna. Brandelli di magma incandescente sono ricaduti nella zona sommitale del vulcano. Il fenomeno è durato poche ore ed è poi ripresa l'attività stromboliana che da circa tre settimane è presente sull'Etna.

L’eruzione ha però determinato una gigantesca nube scura che nelle prime ore della mattina ha sovrastato i territori dei Comuni jonici. Il vento ha spinto la cenere fino a Reggio Calabria dove l’aeroporto é stato chiuso al traffico per motivi di sicurezza. La decisione é stata presa in attesa di un possibile cambiamento delle condizioni atmosferiche. La cenere proveniente dall'Etna ha invaso, inoltre, tutta l'area dello Stretto di Messina e la città di Reggio, con conseguenti disagi per gli abitanti. Le autorità invitano gli automobilisti a prestare particolare attenzione a causa della sottile polvere che rende insidiosa la sede stradale.

E in attesa che ci si risvegli sotto la neve c’è chi ha approfittato della sabbia dell’Etna per realizzare un originale pupazzo di … cenere vulcanica!

( foto di Paul Manuli)

 

 

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Di recente, sono stata in giro in compagnia di amici, in alcuni luoghi etnei. Come sempre, rimango piacevolmente sorpresa dalla bellezza di questi posti dove l’Etna, “a Muntagna”, è considerata Madre Benedetta. Naturale, visto che il patrimonio di saperi, di cultura storica e di ricchezze legate all’economia, è vincolata alla terra fertile, a quelle radici, che qui sono bene ancorate al suolo. In questi anni, ho visto crescere l’economia di questi paesi: da Linguaglossa a Piedimonte; da Randazzo, a Milo a Zafferana. Lo spirito imprenditoriale qui non è in crisi, nonostante la crisi del settore agricolo abbia penalizzato tutti e la crisi in generale, abbia lasciato il segno. Sarà perché qui, si è abituati a ricostruire. Il vulcano, se decide di regalare primizie e benessere, può togliere tutto in breve tempo. In questi paesi, sono abituati a rimboccarsi le maniche, quando cade la terra nera, ciascuno di loro sa già che si dovrà pulire e spazzare le strade. Se la lava porta via il lavoro di generazioni, si versano lacrime amare ma ci si impegna nella ricostruzione. Ho avuto ancora una volta il piacere di gustare i prodotti, “la grazia di Dio”, di questi posti: dalla ricotta fatta in casa, ai carciofi, alla pasta ripiena col pistacchio e tante cose buone. Ho bevuto il vino che mantiene colore sapore pulito e schietto; bello pieno come il Nero D’Avola o più da convivio, come il Nerello mascalese. Il buonumore quando si mangia e si beve bene, viene spontaneamente, rinsalda i vincoli d’amicizia e induce alla riflessione sulla vita. Ho incontrato persone che nello svolgimento del proprio lavoro, pur se faticoso e duro, erano liete di regalare un sorriso e fiere di appartenere a quelle terre. Ho ammirato giardini ordinati e circondati dalle antiche colate laviche. Ho apprezzato il clima familiare che si respirava. Percorso il tragitto alberato, che lega Milo a Zafferana, ho avuto per l’ennesima volta modo di constatare come questi paesi siano puliti, accoglienti. Sì oramai è noto a tutti che a Zafferana ci sia un’ottima amministrazione e che qui la raccolta differenziata non sia sacrificio ma vanto. In una domenica pomeriggio, nella piazza del paese, accanto a quelli del posto, mi sono ritrovata con turisti stranieri e gente giunta da fuori, per godersi l’allegria e curiosare tra le bancarelle del mercatino dell’artigianato. E osservando con attenzione chi mi stava attorno, ho capito il motivo di quella scelta, di quello “stare lì insieme”. Rilassarsi in semplicità, magari qualcuno potrebbe pensare che sia un modo troppo “rustico e paesano” tuttavia, chi era lì come me, cercava esattamente questo, ovvero l’essenza del posto. Certo, direte voi, noi siamo di Taormina, una delle mete turistiche più frequentate al mondo, siamo conosciuti e dobbiamo offrire accoglienza e servizi al “top” ma, perché c’è un “ma”, io ho ricevuto conferma che nei paesi come quelli etnei, non hanno rinunciato ad un ingrediente fondamentale, che fa la differenza e ne contribuisce alla ricchezza. Quest’ingrediente, è l’orgoglio di sentirsi parte di una comunità, fieri di essere comunità. Desiderosi di trasmettere agli ospiti le proprie memorie e felici di condividere sapori, odori, costumi. In una parola: tradizione. L’orgoglio di sentirsi parte di una comunità, non vuol dire rinunciare al perfezionamento e al miglioramento dei luoghi, al contrario, il luoghi a cui si sente di appartenere, sono valorizzati e rinnovati anche con l’ausilio della tecnologia ma la cosa fondamentale, è che non hanno perso l’anima. E se poi, si aggiunge anche la soddisfazione, di sentirsi fare i complimenti perché «il servizio è ottimo ed i servizi igienici sono puliti», l’orgoglio di sentirsi una comunità, si rinsalda e le radici affondano un po’ di più nel suolo ricco.

E quindi, mi sono ancora una volta chiesta: «Dove abbiamo messo noi, l’orgoglio di sentirci parte della nostra comunità?»

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