I Finanzieri del Gruppo di Messina, nel corso dell’attività istituzionale disposta dal Comando Provinciale finalizzata alla prevenzione e alla repressione del fenomeno delle scommesse illegali, hanno intensificato i controlli in città, anche al fine di tutelare i minori dai rischi di ludopatia, sempre più concreti e attuali. La mirata azione investigativa ha permesso di individuare un centro di raccolta di scommesse, sito nella zona sud di Messina, che operava in assenza delle autorizzazioni previste dalle norme vigenti. In particolare, è emerso che i dispositivi telematici, posti liberamente a disposizione dei clienti, erano collegati a un allibratore estero, con sede nelle Antille Olandesi, privo di concessione in Italia. Le Fiamme Gialle hanno quindi proceduto all’immediato sequestro di un’apparecchiatura videoterminale, di sette personal computer, di due stampanti, di denaro contante per oltre settecento euro e materiale cartaceo concernente l’attività delle scommesse. Il titolare dell’agenzia e un dipendente sono stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria, poiché sprovvisti della licenza di esercizio prescritta dalle norme del Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza e per aver posto in essere abusivamente l’esercizio delle scommesse. Inoltre, sono state constatate violazioni amministrative per un importo di oltre ventimila euro. L’attività di servizio condotta dalla Guardia di Finanza attraverso interventi pianificati a presidio della fiscalità dei giochi è da ritenersi particolarmente rilevante, in quanto i giochi illegali sottraggono le risorse relative al prelievo erariale unico e possono favorire forme di illecito anche a danno dei consumatori che, utilizzando sistemi non certificati, potrebbero alterare il sistema di vincite. Inoltre, essa si pone a tutela del mercato, contro ogni forma di concorrenza sleale che nuoce agli operatori in regola.

Pubblicato in Cronaca

I finanzieri della Stazione Navale di Messina hanno scoperto e sottoposto a sequestro un’area di circa 1.000 metri quadrati, nel territorio del Comune di Furci Siculo (Me), destinata ad attività agricola ma di fatto illegittimamente utilizzata quale deposito di autovetture fuori uso, rottami ferrosi, e rifiuti speciali di altra natura consistenti per lo più in materiali plastici di vario genere, pneumatici usati, e numerosissime parti di autovetture destinate al recupero di pezzi di ricambio contenenti oli e liquidi pericolosi, in violazione degli artt. 192 e 256 del D. lg. 152/2006 e art. 6 del D.lg. 209/2003.

Nel corso di specifica attività di indagine a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, gli inquirenti hanno verificato le condizioni ambientali dell’intera area, accertando che tutti i materiali erano malamente accatastati a diretto contatto con il suolo, il quale, essendo privo di impermeabilizzazione, convogliamento e trattamento delle acque meteoriche, veniva inesorabilmente contaminato.

Il sequestro dell’area, convalidato dall’Autorità Giudiziaria, si è reso necessario per evitare ulteriori gravi conseguenze derivanti dall’abbandono e smaltimento non consentito dei rifiuti e la continuazione dell’attività illecita. Gli accertamenti tecnici sull’area oggetto del sequestro proseguiranno con l’ausilio di altri enti ed  al responsabile verrà intimato di ripristinare lo stato originario dei luoghi.

Il sequestro conferma l’altissima attenzione della Guardia di Finanza nella tutela del patrimonio paesaggistico e dell’ambiente, con una diuturna azione di prevenzione e repressione degli illeciti ad esclusivo beneficio dell’intera collettività che non può tollerare compressioni al diritto sancito nella Carta Costituzionale.

 

Pubblicato in Cronaca

I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina hanno individuato un vero e proprio sistema illecito connesso alla vendita ed all’ampliamento illegale di loculi e tombe, siti nel cimitero monumentale nel Comune di Francavilla di Sicilia (Me).

Le accurate indagini, durate diversi mesi, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, Sost. Proc. dott. Antonio Carchietti, hanno permesso di rilevare, anche grazie a indagini tecniche, come il precedente custode del cimitero, il dipendente comunale Tindaro SCIRTO , destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, dott.ssa Maria Militello, sfruttando la funzione pubblica rivestita e con l’ausilio di altri indagati – tra i quali figurano funzionari comunali, un medico dell’A.S.P. di Messina, operai   edili   nonché   prossimi   congiunti   di   alcuni   defunti   –   tenesse   una   serie   di comportamenti illegali.

In particolare, i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto come in più occasioni il predetto soggetto, dietro il pagamento di compensi dai 3.500 ai 5.000 euro, avesse indebitamente simulato la compravendita di spazi destinati ai defunti, approfittando anche della buona fede degli aventi diritto, facendo loro firmare alcuni documenti che consentivano di disporre dei luoghi di sepoltura a favore degli eredi di altri defunti. In altre circostanze l’arrestato si faceva promotore dell’ampliamento di loculi già esistenti, in totale assenza delle prescritte autorizzazioni, previste anche per le aree sottoposte a vincoli architettonici.

Con altre condotte, in concorso con distinti indagati, aveva, inoltre, proceduto a spostare dal cimitero monumentale a quello di più recente costruzione un defunto al fine di disporre di più spazio a disposizione.

Significativa, in un caso, la modalità con cui è stata resa disponibile per la nuova sepoltura la tomba occupata dal precedente defunto, i cui resti sono stati riposti in una semplice busta di plastica lasciata all’interno della tomba, poi fatta occupare da un altro soggetto. Analoga sorte per le spoglie mortali di altre persone le cui generalità venivano cancellate dalle originarie stele marmoree.

Al fine di mascherare la propria condotta illecita,il precedente custode falsificava inoltre i registri cimiteriali ed i verbali di estumulazione e tumulazione.

I finanzieri hanno constatato come il principale indagato sfruttasse la conoscenza del luogo di culto e dei suoi frequentatori per individuare i loculi o le tombe che difficilmente sarebbero state reclamate da eventuali eredi e che il cimitero monumentale venisse considerato più prestigioso di quello di più recente costruzione.

I finanzieri dipendenti dal Comando Provinciale di Messina hanno, pertanto, denunciato complessivamente 17 soggetti, tra cui, oltre al predetto custode e suoi collaboratori, alcuni familiari di defunti che avevano pagato la indebita somma per assicurare ai propri cari una sepoltura presso il cimitero monumentale e due funzionari del comune di Francavilla di Sicilia precedentemente addetti al servizio cimiteriale; uno di questi ultimi, con funzioni di vigilanza e controllo sulle operazioni connesse alle attività di sepoltura, è stato proposto dal predetto Sostituto Procuratore per la misura dell’interdizione dai pubblici uffici, unitamente al citato precedente custode.

I reati contestati ai vari soggetti indagati sono: corruzione ed istigazione alla corruzione, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio e sottrazione di cadavere, ricettazione, falso ideologico nonché esecuzione di lavori su area sottoposta a vincolo architettonico in difetto di autorizzazioni.

Pubblicato in Cronaca

La Guardia di Finanza di Messina, nel corso dell’attività istituzionale finalizzata al rispetto nelle normative sul commercio e sulla sicurezza dei prodotti, ha sottoposto a sequestro, nei giorni scorsi, oltre tremila articoli privi dei requisiti minimi di sicurezza prescritti dal codice del consumo, denunciando il responsabile di un’attività commerciale situata nel centro della città peloritana. I controlli eseguiti dai militari del Gruppo hanno permesso di constatare che su alcuni dei prodotti era apposta una falsa etichetta “CE”, mentre altri ne erano addirittura privi.

Tale requisito di sicurezza è fondamentale per la tutela dell’incolumità dei consumatori.

La merce era esposta presso un esercizio commerciale gestito da un imprenditore di nazionalità cinese ed era destinata a un’ampia platea di clienti in virtù della posizione centrale del punto vendita. Una volta immessa sul mercato avrebbe potuto rendere circa quindicimila euro. Gli articoli sequestrati, tra cui giocattoli, oggetti elettrici ed elettronici di vario tipo, erano del tutto sprovvisti delle prescritte istruzioni per l’uso e delle informazioni circa la composizione chimica, le caratteristiche tecniche, la produzione e il confezionamento, contenuto minimo di informazioni richieste dalle normative vigenti per consentire una valutazione degli eventuali effetti dannosi sulla salute. Inoltre, alcuni giocattoli di note marche   internazionali   sono   risultati   abilmente   contraffatti. Il   titolare   dell’attività commerciale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Messina.

L’attività eseguita dalla Fiamme Gialle testimonia il costante impegno profuso dal Corpo a presidio della legalità nel delicato campo della sicurezza prodotti, col duplice obiettivo di   perseguire   la   vendita   di   articoli   pericolosi   ed evitare   che il   mercato   venga condizionato e alterato da forme illegali di concorrenza.

Pubblicato in Cronaca

I finanzieri del Gruppo di Messina hanno eseguito, nelle scorse settimane, un’operazione finalizzata al contrasto dell’economia sommersa e alla tutela della salute dei consumatori, che ha portato alla scoperta di cinque lavoratori “in nero” presso una macelleria del centro cittadino. Nel corso del controllo l’attenzione degli investigatori si è concentrata su alcuni prodotti alimentari esposti per la vendita e, in particolare, sull’anomala colorazione “rosso vivo” della carne. È stato, quindi, richiesto l’intervento del personale del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell'A.S.P. di Messina per l’esecuzione di specifiche analisi scientifiche, al fine di reprimere eventuali sofisticazioni alimentari. Dalle recenti risultanze ottenute dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia "A. Mirri" di Palermo è emerso che i campioni prelevati risultavano essere adulterati con sostanze non consentite, in particolare con degli additivi vietati dalle disposizioni vigenti in materia di preparazione e conservazione degli alimenti, che possono causare problemi a soggetti allergici a tali sostanze. Secondo quanto accertato dagli ispettori dell’azienda sanitaria messinese la carne veniva trattata per migliorarne l’aspetto esteriore, simulandone la freschezza, mascherando, così, il naturale processo di trasformazione e ingannando, in definitiva, i consumatori finali. L'attività si è conclusa con la segnalazione all'Ispettorato del Lavoro di cinque lavoratori irregolari, con la contestazione di violazioni amministrative da un minimo di 30.000 € a un massimo di 180.000,00 €, mentre, per la parte di competenza dell’A.S.P. di Messina, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria del titolare della macelleria per utilizzo di sostanze illecite e con la contestazione di violazioni amministrative delle norme igienicosanitarie relative alla tenuta dei locali e delle attrezzature ivi presenti. L’attività del Comando Provinciale della Guardia di Finanza punta, ancora una volta, al contrasto delle diverse tipologie di economia sommersa, che alterano gli equilibri del mercato generando forme di evasione sia di imposte che contributiva e, contestualmente, alla salvaguardia della salute dei consumatori contro ogni specie di manipolazione dei prodotti.

Pubblicato in Cronaca

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno intensificato l’attività di controllo al fine di contrastare l’illecita detenzione e vendita di giochi pirici pericolosi, specialmente in questi giorni che precedono la fine dell’anno, quando maggiore diventa il rischio di diffusione di tali prodotti. La legge prevede che i prodotti pirotecnici classificati dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza vengano venduti solamente da esercenti regolarmente autorizzati, in luoghi in possesso di rigorosi requisiti di idoneità e a persone maggiorenni. Nel corso di cinque distinte operazioni sono stati sequestrati, complessivamente, 18.000 artifici pirotecnici di varia tipologia, per un totale di circa 950 kg. di materiale esplodente altamente pericoloso. Gli articoli in questione erano detenuti abusivamente presso un tabaccaio del centro città, un garage sito nel quartiere Giostra e in tre diversi depositi merci di corrieri privati. I cinque soggetti ritenuti responsabili sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e dovranno rispondere di varie ipotesi di reato, tra le quali detenzione di materiale esplodente e inosservanza delle norme di sicurezza. Rimane, dunque, alta l’attenzione che il Corpo della Guardia di Finanza rivolge anche al contrasto del fenomeno del commercio illegale di materiale esplodente, con l’esecuzione di specifica attività di servizio, finalizzata alla tutela dell’incolumità dei cittadini.

Pubblicato in Cronaca

I militari del Gruppo di Messina della Guardia di Finanza hanno posto sotto sequestro, nei giorni scorsi, un frantoio sito in località S. Lucia della frazione Galati Superiore, che smaltiva illecitamente gli scarti di lavorazione nei pressi di un vicino corso d’acqua.
Le Fiamme Gialle, che hanno agito in esecuzione di un piano di servizi nel settore della polizia ambientale, hanno appurato che i residui del processo di trasformazione delle olive, la c.d. “sansa”, che rientra nella categoria dei rifiuti speciali, veniva abbandonata illecitamente e in modo del tutto incontrollato su un terreno posto nelle immediate adiacenze del frantoio.
Questo sistema, con l’andar del tempo, aveva dato origine a un invaso artificiale denso di questo materiale di risulta, il cui percolato si era infiltrato nel sottosuolo, contaminandolo, per poi confluire nel limitrofo torrente Galati e, naturalmente, da qui sino al mare.
I Finanzieri hanno, quindi, proceduto, in collaborazione con personale dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente, al sequestro del frantoio, denunciando all’Autorità Giudiziaria il responsabile, per inquinamento delle falde acquifere e per deturpamento delle bellezze naturali.
L’operazione di servizio s’inquadra nel contrasto ad ogni forma di illegalità che possa compromettere l’habitat naturale, a salvaguardia della salute della collettività.

Pubblicato in Cronaca

Ancora un sequestro di stupefacenti operato dai finanzieri del Comando Provinciale di Catania che, nell’ultimo mese, hanno tratto in arresto altri 6 corrieri. Il 28 novembre scorso, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania hanno proceduto al controllo di un’autovettura Nissan Micra di colore bianco, nei pressi di Militello in Val di Catania, sulla strada provinciale 28, in direzione del capoluogo etneo. Considerato che la vettura risultava in noleggio, i militari, incuriositi dalla circostanza, hanno rivolto alcune domande al 50enne militellese Paolo LO TAURO, conducente del veicolo. Alla luce delle contraddittorie risposte ricevute circa le ragioni di tale noleggio, i militari hanno deciso di effettuare un’approfondita ispezione del mezzo. Così, nel bagagliaio, è stato rinvenuto un sacco di colore nero, di quelli comunemente utilizzati per la raccolta dei rifiuti, all’interno del quale vi erano occultate quattro balle di marijuana avvolte in cellophane trasparente. Pertanto, il LO TAURO, con precedenti per lesioni personali e truffa informatica, è stato tratto in arresto e associato presso il carcere di Caltagirone a disposizione della locale A.G. Lo stupefacente sequestrato, verosimilmente destinato al mercato catanese, avrebbe fruttato, al dettaglio, circa 50.000 euro

Pubblicato in Cronaca

Continua l’attività delle Fiamme Gialle a contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, che nei giorni scorsi aveva condotto all’arresto di altri cinque corrieri, soprattutto mediante il costante monitoraggio dei principali snodi autostradali ovvero dei punti di arrivo nella città, stazione ferroviaria e dei pullman.
Così, l’11 novembre scorso, durante un normale controllo all’uscita del casello autostradale di San Gregorio, hanno proceduto a fermare una Peugeot 107 nera condotta da Giovanni Treccarichi, 51enne catanese.
I militari del Nucleo di Polizia Tributaria, nello svolgimento degli accertamenti di prassi, notavano la crescente insofferenza del soggetto, che rivolgeva agli stessi pressanti richieste per accelerare la conclusione dei riscontri per presunte esigenze lavorative. Ciò ha indotto i finanzieri ad approfondire il controllo e, in particolare a effettuare un’ispezione accurata dell’autovettura all’interno della quale è stato rinvenuto, ben occultato sotto la moquette del sedile posteriore, un involucro in carta stagnola contenente un sacchetto in cellophane con 145 grammi di cocaina.
Le analisi effettuate sulla sostanza hanno consentito di accertare che si trattava di cocaina purissima dalla quale sarebbero state ricavate almeno 530 dosi di stupefacente, che, collocate sul mercato dello spaccio catanese avrebbero potuto fruttare circa 25.000 euro.
Il cinquantunenne, incensurato, è stato pertanto posto agli arresti domiciliari, su disposizione della locale A.G.

Pubblicato in Cronaca

In relazione all’emergenza idrica che sta ancora interessando la città di Messina e che continua a registrare disagi in alcuni quartieri, i finanzieri del Comando Provinciale, in costante contatto con la locale Prefettura, hanno intensificato la presenza sul territorio comunale, attraverso una continua alternanza di pattuglie che, nei giorni scorsi, hanno eseguito una serie di controlli, finalizzati a prevenire l’insorgere di abusi e di manovre speculative dovute alla delicata situazione. In particolare, nelle ultime due settimane sono stati realizzati, complessivamente, 83 interventi in materia sia di disciplina prezzi che di controllo economico del territorio, per quanto concerne le consegne autorizzate nonché la vendita abusiva dell’acqua. Per tali ultimi aspetti l’attività ispettiva è stata concentrata sulle imprese di trasporto anche per accertare il regolare possesso delle previste autorizzazioni sanitarie e amministrative, necessarie per prevenire eventuali rischi alla salute pubblica. In quattro casi sono state constatate violazioni amministrative in materia di vendita irregolare, afferenti il trasporto complessivo di 24.000 litri. È stato eseguito un ulteriore sequestro amministrativo di un camion con cisterna da 3.000 litri per altre violazioni. Per quanto attiene la prevenzione di indebite variazioni in aumento dei prezzi di vendita dell’acqua minerale presso gli esercizi commerciali, gli interventi hanno riguardato sia i centri al dettaglio che della grande distribuzione, con appositi raffronti dei prezzi praticati prima dell’emergenza, non riscontrando specifiche irregolarità. Le Fiamme Gialle hanno, dunque, consolidato l’attività di controllo per prevenire e reprimere ogni manovra speculativa ed ogni iniziativa dannosa per la sicurezza e la salute dei consumatori.

Pubblicato in Cronaca

Banner bottom

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Per acconsentire all’uso dei cookie clicca su per maggiori informazioni clicca QUI