L'A.O.U. Policlinico "G. Martino" comunica che, a partire da oggi, il servizio di somministrazione dei vaccino anti Covid è stato trasferito al Palazzo dei Congressi, sempre all'interno della struttura sanitaria.
Gli utenti, una volta entrati al Policlinico dall'accesso lato via Consolare Valeria, dovranno quindi percorrere la strada principale fino a superare l'uscita lato Viale Gazzi e, da lì, potranno seguire la cartellonistica che li condurrà al Palazzo dei Congressi.
La nuova sede del servizio è stata scelta al fine di agevolare l'utenza, che avrà così a disposizione un ampio parcheggio e verrà accolta in spazi ancora più confortevoli. Inoltre, la riorganizzazione logistica permetterà ora di separare i flussi degli altri servizi ospedalieri da quelli legati alle vaccinazioni.
*Si ricorda che, per ricevere il vaccino, occorrerà preventivamente effettuare la prenotazione attraverso le apposite piattaforme messe a disposizione dalla Regione Siciliana e dal Ministero della Salute.*
 
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Si è svolta stamane, presso l’A.O.U. Policlinico “G. Martino”, la cerimonia di inaugurazione della nuova Stroke Unit al Padiglione E, della nuova T.I.P.O. (Terapia Intensiva Post Operatoria) al Padiglione F, del nuovo Hospice di Oncologia al Padiglione H e del nuovo reparto di Ematologia sempre al Padiglione H.

In seguito alla cerimonia, a cui hanno preso parte il Rettore prof. Salvatore Cuzzocrea, i dott.ri Elvira Amata Antonino Levita, Direzione Policlinico, il Mons. Cesare Di Pietro, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina (che ha benedetto i nuovi ambienti) ed i responsabili (dott.ri Altavilla, Cucinotta e Musolino) delle nuove strutture, l’Aula di Oncologia – al 4° piano del Padiglione H – ha ospitato una conferenza stampa.

“Desidero ringraziare Mons. Di Pietro e tutti i presenti per essere qui – ha detto il Rettore – . E’ un segno molto importante che questa conferenza stampa, in cui celebriamo i rinnovati reparti del Policlinico, si svolga nel Padiglione H, che è stato quello del COVID, del sacrificio costante ed anche del dolore per chi non ce l’ha fatta. In un certo senso, la giornata di oggi vuole testimoniare la voglia di ripartenza ed il senso di comunità che, in questo ospedale, si impegna, lavora e fonde insieme cura al paziente, didattica e ricerca. Oggi presentiamo un Policlinico universitario migliore, con reparti più belli, ma anche più umano e colmo di medici dalle straordinarie doti umane. Queste nuove strutture sono frutto dei primi risultati di un percorso sinergico fra Università di Messina e A.O.U. ‘G. Martino’. Nei giorni scorsi, inoltre, è stato avviato il DAI (Dipartimento Attività Integrata) Oncologico che mette insieme tutte le Unità operative che si occupano dell’intero processo che interessa il paziente oncologico, dalla diagnosi sino all’eventuale radioterapia. Si tratta di una scelta di responsabilità e coraggio che candida UniMe quale riferimento e punto centrale di Oncologia per la nostra Regione e non solo”.

Oggi – ha aggiunto il Direttore Sanitario, dott. Levità – diveniamo ancora più grandi e più forti. Avevamo già fatto una presentazione virtuale dei nuovi reparti, ma la giornata di oggi vuole essere un segnale positivo e di robustezza per la nostra città. La sinergia fra l’Ateneo e l’Azienda ospedaliera proseguirà ancora nell’ottica di una crescita costante e ricca di benefici per tutti i nostri pazienti”.

“Benedico questi nuovi locali – ha commentato Mons. Di Pietro – ma anche tutti gli operatori sanitari, i medici ed i pazienti. Queste novità rappresentano uno scatto di civiltà del Policlinico ed una unità di intenti con l’Ateneo di Messina a cui l’ospedale afferisce e di cui è emanazione. All’interno di queste strutture si sviluppano una poderosa porzione di carità ed un esemplare flusso di umanità, accolta ma anche donata”.

La  Stroke Unit prevede la gestione di 8 pazienti in un unico ambiente, caratterizzato dalla realizzazione di un soffitto e pareti serigrafate, che rendono l’ambiente maggiormente accogliente e rassicurante. I posti di degenza sono tutti collegati ad una centrale di monitoraggio, secondo gli standard strutturali e tecnologici di una moderna rianimazione, che verifica costantemente lo stato dei parametri vitali dei pazienti. I locali annessi alla sala di degenza, sono stati predisposti per agevolare il personale nell’espletamento delle attività assistenziali. Già sulla base dei registri nazionali del 2017, la Stroke Unit del Policlinico universitario  risulta essere ai vertici per numero di trattamenti eseguiti per ictus ischemico acuto. Attualmente è l’unico centro HUB con servizio di trattamento di disostruzione meccanica endovascolare attivo H24 nel territorio siciliano, grazie alla presenza della U.O.C. di Neuroradiologia, che garantisce lo studio diagnostico e gli interventi endovascolari in sala angiografica dei pazienti. L’importo dei lavori per la Stroke Unit si attesta ad oltre 108 mila euro più iva.

L’intervento posto in atto per la nuova T.I.P.O. ha visto, invece, la realizzazione di un comparto di Terapia intensiva post operatoria, per complessivi 5 posti letto, strutturato con locali prefabbricati, realizzato presso il terzo piano del Padiglione F su un’estensione di circa 150 metri quadrati. Secondo la formula del ‘chiavi in mano’, oltre agli aspetti puramente strutturali ed impiantistici che comprendono l’istallazione di box prefabbricati, è stata prevista anche la definizione, la fornitura e l’istallazione di tutte le apparecchiature, delle attrezzature, degli arredi e degli accessori. Il progetto è stato dunque realizzato nell’ottica dell’installazione di arredi ed attrezzature, in stretta sinergia con le scelte strutturali, in modo tale da ottimizzare la funzionalità e l’operatività dei reparti oggetto dell’intervento. Il costo delle opere per la T.I.P.O. equivale a circa 250 mila euro più iva.

I lavori di adeguamento dell’area di degenza . per un totale di 7 posti letto – delle cure in Hospice di Oncologia medica sono stati finanziati dai Progetti Obiettivo di Piano Sanitario Nazionale 2014, 2015 e 2016, nell’ottica di un adeguamento finalizzato alla ricerca del massimo comfort. Tale obiettivo è stato raggiunto attraverso l’implementazione di un nuovo sistema di illuminazione, la tinteggiatura delle pareti con colori adeguati a fornire benessere sensoriale, 2 postazioni multimediali e tanto altro. L’insieme delle novità concorre a perseguire il Miglioramento della Umanizzazione delle cure in Hospice, mediante un modello innovativo di interazione malato terminale-famiglia e l’adeguamento strutturale. Il totale dei lavori approntati per il completamento dell’Hospice è di circa 185 mila euro più iva.

A quasi 15 anni dal suo trasferimento al Padiglione H, una parte del reparto di Ematologia è stata interamente ristrutturata e l’U.O.C. di Ematologia ha acquisito nuovi locali, in cui sono stati realizzati il nuovo Day Hospital, Ambulatori specializzati per patologia (leucemie, mieloma, linfomi), un locale dedicato alle procedure (biopsie, aspirati midollari e rachicentesi) ed una Sala Riunioni per ospitare incontri tra colleghi, attività di aggiornamento, percorsi di formazione. Quanto realizzato vuole garantire comfort e sempre una maggiore attenzione all’accoglienza del paziente in reparto, al fine di realizzare percorsi di umanizzazione delle cure per pazienti fragili e che necessitano di poter accedere, nel loro percorso di cura, ad ambienti in cui sentirsi accolti come a casa. Si attestano a quota 101 mila euro circa i costi per i lavori del reparto di Ematologia.

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Si è svolta stamane presso l'A.O.U. Policlinico "G. Martino" di Messina, un’esercitazione dove personale del 118 unitamente a medici e paramedici del Policlinico - sotto il coordinamento del dott. Consolato Malara, responsabile dell'Azienda per le maxiemergenze - hanno provato l'utilizzo di una nuova barella di biocontenimento in uso al 118.

 

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Si è svolta stamane presso l'A.O.U. Policlinico "G. Martino" di Messina, un’esercitazione dove personale del 118 unitamente a medici e paramedici del Policlinico - sotto il coordinamento del dott. Consolato Malara, responsabile dell'Azienda per le maxiemergenze - hanno provato l'utilizzo di una nuova barella di biocontenimento in uso al 118.

 

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Stamane, i Vigili del fuoco della Caserma Bevacqua di Messina hanno reso omaggio al personale sanitario del policlinico della  città. La manifestazione di solidarietà è partita dal Comandante Giuseppe BIFFARELLA, alla quale ha prontamente aderito il personale oggi in servizio, anche a nome di chi presta servizio in altre sedi o che sarà impegnato nei prossimi giorni; l’iniziativa ha voluto concretamente, anche se solo da un punto di vista simbolico, ringraziare chi in questo momento è impegnato a combattere la pandemia, giorno e notte, senza sosta.

Tutti i mezzi della centrale sono stati parcheggiati a contorno del padiglione H, attualmente modificato per l’emergenza Covid-19, dalla più famosa APS (Autopompa Serbatoio) fino alla più amata dai bambini, l’AS (Auto Scala) alla quale è stata messa sulla grata del cestello la bandiera tricolore.

I due capi reparto Alessandro Romeo e Francesco Arena consegnato il Crest al Direttore generale, al Direttore sanitario e ad una rappresentanza di medici e sanitari.

Tuttala cerimonia è stata contornata da applausi di tutti i presenti con la decisione unanime di accendere le sirene di tutti i mezzi di soccorso, all’unisono.

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Giovedì, 09 Aprile 2020 17:01

CORONAVIRUS. ALTRE 2 VITTIME AL POLICLINICO

Il coordinamento per l'emergenza coronavirus nell'area metropolitana informa che una donna di 92 anni e un uomo di 86,  entrambi già affetti da altre patologie, sono deceduti  presso il Policlinico "G. Martino" di Messina per insufficienza cardiorespiratoria. I pazienti erano risultati positivi al Covid-19.

Inoltre, è stato accertato che è legato al coronavirus pure il decesso di un terzo paziente, un uomo di 79 anni, anch'egli ricoverato al Policlinico e venuto a mancare lo scorso 26 marzo.

L'Azienda ha provveduto ad avvertire i familiari ed esprime loro la propria vicinanza.

Dall'inizio dell'emergenza sono pertanto 29 in totale i decessi di persone affette da coronavirus in città e provincia: 18 al Policlinico "G. Martino" di Messina, 3 all'ospedale "Papardo" di Messina, 7 all'ospedale "Cutroni Zodda" di Barcellona, 1 in una casa di cura privata di Messina.

Al contempo, si sono registrate tre nuove guarigioni di pazienti che erano risultati affetti da Covid-19: si tratta di tre donne di 83, 86 e 90 anni, ricoverate all'ospedale "Papardo" di Messina da circa 2 settimane.

In città e provincia le guarigioni complessive dal Covid-19 sono ora 23.

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L'A.O.U. Policlinico "G. Martino" comunica che, per adeguare il servizio al crescente numero di richieste, è stato modificato l'indirizzo e-mail a cui inviare il modulo mediante cui accreditarsi per ricevere informazioni di familiari ricoverati presso la struttura per coronavirus.

Coloro i quali hanno necessità di avere notizie dei propri cari, dovranno quindi scaricare il modulo disponibile sul sito www.polime.it e, dopo averlo compilato, inviarlo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo come oggetto della mail "SERVIZIO INFORMAZIONI PAZIENTI COVID". Si viene così censiti in un apposito database e, quindi, contattati periodicamente dal personale sanitario per gli aggiornamenti. Ai familiari viene altresì offerta la possibilità di fare avere vestiti e beni di prima necessità ai ricoverati presso il Padiglione H, indicando il luogo di consegna, comunque all'ingresso del Policlinico.

 L'Azienda coglie altresì l'occasione per ringraziare tutti coloro i quali hanno voluto manifestare concreta solidarietà ai pazienti ricoverati. In particolare, l'on. Matilde Siracusano ha donato all'A.O.U. un ventilatore polmonare; Sicilia Sistemi di Catania del gruppo Dedalus ha fatto pervenire un congruo numero di tablet, che permette ora anche ai tanti pazienti anziani di fruire della possibilità di ricevere chiamate e videochiamate dall'esterno; il Gruppo RG Hotels di Giardini Naxos ha fatto avere ai ricoverati kit per l'igiene personale, necessari a tutti coloro che sono stati ricoverati d'urgenza.

A tutti loro e a chi sta continuando a prodigarsi per raccolte e donazioni, l'A.O.U. Policlinico "G. Martino" manifesta un profondo sentimento di riconoscenza, poiché si tratta di interventi che contribuiscono a rafforzare la lotta contro il covid o, comunque, ad alleviare le sofferenze delle persone purtroppo affette dal virus.

 

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Alti costi, diretti e indiretti, della malattia, grave impatto su welfare e spesa sanitaria, particolare attenzione all’appropriatezza prescrittiva delle terapie innovative, coinvolgimento dei medici di base e approccio multidisciplinare, tra le priorità emerse dal focus formativo organizzato dall’UOC di Dermatologia del Policlinico G. Martino di Messina.

Costi farmaceutici elevati e, talvolta, sottovalutati, necessità di selezionare accuratamente l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci innovativi, per la sostenibilità della spesa della Sanità pubblica, oltre al costo vivo di prodotti dermo-cosmetici idonei ed a quello dei ticket delle visite mediche e dei ricoveri, giorni di assenza dal lavoro o dalla scuola (con relativo abbassamento della performance scolastica e lavorativa causato dalla diminuzione delle ore di sonno e dal prurito irriducibile) sono alcune delle severe implicazioni che minano la qualità di vita dei pazienti con Dermatite Atopica (DA), piccoli o adulti, e tra i punti prioritari di cui si è discusso durante il focus formativo, conclusosi ieri, presso il Centro Congressi del Policlinico “G. Martino” e organizzato dall’UOC di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria messinese, diretta dalla prof.ssa Serafinella Patrizia Cannavò, direttore della Scuola di Specializzazione di Dermatologia e Venereologia dell’Università di Messina, anche responsabile scientifico dell’evento. Cannavo' afferma: “In passato la Dermatite Atopica è stata considerata essenzialmente una patologia pediatrica, ma oggi sappiamo che in Italia coinvolge trentacinquemila adulti, di cui ottomila in modo grave. Un punto fondamentale, perciò è sensibilizzare i medici di famiglia ed i pediatri perché sono loro il primo interfaccia di questi pazienti”. In apertura dei lavori, sono intervenuti, tra gli altri, il dr. Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Messina, che ha sottolineato “l’importanza della formazione continua in ambito sanitario” ed il prof. Giovanni Tuccari, prorettore per l’area medico-sanitaria dell’Università di Messina, che ha rappresentato “l’importante ruolo e la fattiva attività della struttura dermatologica nell’ambito del territorio peloritano”. Tra le novità riguardanti la Dermatite atopica emerse durante i lavori, l’attenzione si è concentrata sulla sua etio-patogenesi, sugli eterogenei quadri clinici con cui può rendersi manifesta e sulle articolate strategie terapeutiche oggi disponibili. “Su un terreno predisponente di tipo genetico - rileva Cannavo’ - complessi meccanismi immunologici (mediati in primis dalle interleuchine) agiscono alla base della dermatite, che subisce interferenze anche di tipo climatico-ambientale e dietetico nella sua espressività clinica". Le terapie si avvalgono, innanzitutto, di presidi igienico-cosmetici, rivolti al ripristino dell’integrità della barriera cutanea, oltre che di farmaci topici con funzione essenzialmente antinfiammatoria, quali sterodi e inibitori della calcineurina. Per i primi, durante il Corso, è stata sottolineata l’importanza di indicazioni su tempi e dosi di applicazione, mentre circa i secondi si è evidenziata l’efficacia, soprattutto, in aree cutanee delicate come il viso. Al centro dei setting anche le terapie sistemiche tradizionali (essenzialmente steroidi e ciclosporina), di prima scelta, per il trattamento delle forme moderate-gravi e la moderna fototerapia  con UVB a banda stretta, che ha ormai soppiantato la PUVA terapia, e che viene proposta nelle fasi di remissione o come “steroid-sparing”. “Nei casi particolarmente gravi e resistenti alle terapie tradizionali - aggiunge Cannavo’ - o anche dove queste siano controindicate, è possibile, inoltre, ricorrere alle nuove terapie target, che agiscono nel cuore del meccanismo immunologico della malattia. Tra queste, molte delle quali ancora in fase sperimentale, oggi disponiamo del Dupilumab, anticorpo monoclonale rivolto contro il recettore alfa dell’interleuchina (IL)-4 , somministrato per via sottocutanea e efficace sul sintomo prurito già dalle prime infiltrazioni”. Sul punto - precisa Cannavò: “Al momento il Dupilumab è dispensabile solo nei soggetti adulti (sopra i 18 anni) e con forme particolarmente estese, anche se sarebbe auspicabile la sua estensione anche per i soggetti più giovani, e/o con interessamento anche solo di aree particolari, come le mani, proprio per le implicazioni lavorative e di tipo relazionale che questa localizzazione comporta”. “La dermatite atopica - continua Cannavò - non è solo un problema dermatologico, perché il paziente può manifestare anche segni e sintomi meritevoli di una presa in carico specialistica per il distretto respiratorio o oculare”. “Disturbi dello spettro autistico - conclude il prof. Sebastiano Gangemi, direttore dell’UOC di Allergologia e Immunologia Clinica del “G. Martino” - si sono aggiunti alle già riconosciute associazioni neurocognitive della Dermatite Atopica, come disturbi del sonno, ansia e deficit dell’attenzione”. Dall’evento è emersa complessivamente l’importanza di un approccio multidisciplinare circa il percorso diagnostico- terapico della DA, in quanto patologia ancora devastante per le gravi implicazioni sulla qualità della vita, oltre all’importanza del ruolo del medico specialista dermatologo ed alla necessità di scoraggiare il paziente a procedere ad automedicazioni, per avviarlo, invece, ad un iter di cura che tenga conto della Persona nella sua totalità, al fine di individuare i trattamenti più adeguati per il suo particolare quadro clinico.

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La dermatite atopica (DA), malattia della pelle a carattere infiammatorio, talvolta invalidante, oltre che debilitante - che colpisce in Italia 35.000 persone, e nelle forme gravi dell’adulto circa 8.000 soggetti, con una prevalenza di circa il 15% della popolazione generale mondiale - sarà al centro di una convention formativa, organizzata dall’UOC di Dermatologia del Policlinico G. Martino di Messina (Centro di riferimento regionale accreditato dall’assessorato alla Salute della Regione Sicilia, per la prescrizione dei farmaci innovativi per la cura della patologia) diretta dalla prof. Serafinella Patrizia Cannavo’, ordinario di Dermatologia dell’Ateneo messinese, anche responsabile scientifico dell’evento, dal titolo “Novità in tema di Dermatite Atopica”, che si svolgerà il 9 Novembre 2019, a partire dalle ore 8.30, presso il centro congressi della stessa Azienda Ospedaliera Universitaria.
La dermatite atopica, nota anche come eczema atopico, o eczema costituzionale endogeno, è una malattia ad andamento cronico-recidivante, con fasi alterne di acuzie, spesso stagionali o conseguenti a particolari stati emotivi, stimoli microbici, dietetici, ambientali, e fasi di remissione. “Negli ultimi anni nei Paesi più industrializzati - afferma Cannavo’ - essa ha registrato un notevole aumento, probabilmente come conseguenza dell'incremento di stimoli ambientali (inquinamento outdoor, permanenza in ambienti chiusi, fumo di sigaretta, maggiore uso di climatizzazione artificiale, convivenza sempre più stretta con animali da compagnia) e della riduzione, o del più precoce svezzamento dall’allattamento al seno. Per quanto l’espressività della malattia risenta di numerosi cofattori, la predisposizione genetica gioca un ruolo sicuramente importante: viene calcolato che da una coppia con uno dei due genitori atopico il rischio di procreare un figlio atopico è del 30-70 % e la possibilità che la malattia si manifesti in entrambi i gemelli monozigoti è 10 volte superiore rispetto ai dizigoti”. “Ad esordio - specifica Cannavo’ - in genere in età infantile (nel 50% dei casi entro il primo anno di vita), la dermatite tende a regredire nell’adolescenza e solo nel 20% circa dei casi persiste nel periodo post-puberale. Accanto a queste forme cosiddette “persistenti”, si è assistito di recente ad un aumento di quelle ad insorgenza apparentemente primitiva in età adulta. Alcune di esse sono particolarmente gravi in quanto compromettono la qualità di vita e hanno importanti ricadute socio-economiche (costo delle terapie, perdita di giornate lavorative e isolamento sociale)”. “I sintomi della dermatite atopica - spiega Cannavò - sono rappresentati da secchezza della pelle, chiazze rosse o brunastre, vescicole, croste, prurito intenso e, talvolta, lesioni da grattamento, con coinvolgimento di aree più o meno estese del corpo. Lo stato atopico può manifestarsi tuttavia, oltre che sulla pelle, anche a carico di altri distretti, con quadri di rinite e asma, a livello respiratorio, e cherato-congiuntivite fino a ulcere corneali, a livello oculare”. “Dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni - conclude Cannavò - sull’importante impatto psicologico, sociale ed economico della patologia, affinché si pervenga a percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali dedicati, che favoriscano l’accesso alle terapie innovative. Grazie a queste ultime, oggi possiamo dare speranze concrete ai pazienti che possono rivolgersi a centri specializzati per il trattamento più idoneo. L’armamentario terapeutico che, a seconda della gravità del quadro clinico, finora si è avvalso di prodotti dermo-cosmetici e farmaci per uso locale e generale, grazie alla ricerca scientifica dispone di ulteriori farmaci, cosiddetti “biologici”, da riservare alle forme più gravi e resistenti. Essi agiscono con target specifico bloccando l’azione di molecole coinvolte nella catena immunologica alla base della malattia, senza essere gravati dagli effetti collaterali delle tradizionali terapie immunosoppressive. Il dupilumab, già disponibile in Italia, e altre molecole assai promettenti ancora in fase di sperimentazione, quali lebrikizumab, baricitinib e upadacitinib, potranno probabilmente far riscrivere la storia naturale della malattia”.

 

L’indagine condotta sui centri specialistici italiani (dermatologici, allergologici), nell’ottobre 2018, su un campione di circa 1.200 pazienti adulti, ha evidenziato come l’aspetto della pelle abbia conseguenze importanti, provocando imbarazzo (58%) e influenzando la vita quotidiana. Il 38% degli intervistati ha dichiarato di sentire compromessa la propria attività lavorativa a causa proprio dell’aspetto della pelle. Nel complesso circa 1 paziente su 4 sente di non riuscire a gestire la propria condizione e a tenerla sotto controllo, mentre più del 50% degli adulti con dermatite atopica ha riportato sintomi di depressione e/o ansia, con percentuali maggiori riscontrate nei pazienti con la forma grave.


Dallo studio pubblicato su Allergy nel 2018 ( Epidemiology of atopic dermatitis in adults: Results from an international survey): all’Italia il triste primato della DA negli adulti: Nel nostro Paese si registra la maggior incidenza di dermatite atopica negli adulti: l’8,1% degli intervistati, infatti, attraverso questo sondaggio internazionale, condotto su un campione di 100mila persone adulte residenti in Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Giappone, ammette di soffrirne, a fronte di una media del 4,9% emersa dalla totalità del campione.

Dalle Linee guida SIDeMaST ( Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e di malattie Sessualmente Trasmesse) 2016-2017, su incidenza/ frequenza e decorso della Dermatite Atopica:

E’ la più comune malattia infiammatoria cutanea con una prevalenza complessiva tra il 10 e il 20% in età pediatrica e tra il 2 e il 5% in età adulta. La prevalenza della DA tende a essere più elevata nei gruppi socio-economici più abbienti e con più elevata scolarizzazione. L’incidenza della DA è massima nei primi anni di vita: il 60% dei pazienti presenta le prime manifestazioni cliniche nei primi due anni e l’85% nei primi cinque anni di vita. Più raramente insorge prima dei due mesi o in età adolescenziale/ adulta. I due terzi circa degli adulti sono esorditi nell’infanzia, mentre un terzo inizia in età adulta. Circa il 60% dei casi infantili non è più presente alla pubertà, sebbene in più del 50% dei casi si possano osservare recidive in età adulta. I fattori che predicono la persistenza di DA nell’età adulta sono una malattia grave con esordio entro i primi due mesi di vita, l’associazione con asma bronchiale e con rinocongiuntivite allergica, e una storia familiare di DA. Accanto a fattori ambientali, è stato suggerito che fattori psicologici come la personalità del bambino e la relazione con i genitori possano avere un valore prognostico. In oltre il 90% dei casi, la malattia è lieve o moderata, mentre nel 10% dei casi è grave tale da richiedere trattamenti sistemici.
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Si svolgerà sabato 9 novembre presso Palazzo dei Congressi del Policlinico un incontro sul tema “Novità in tema di Dermatite Atopica”.

La responsabile scientifica dell’evento, accreditato presso la Commissione Nazionale per l’Educazione Continua in Medicina da FULLCONGRESS, è la dottoressa Serafinella Patrizia Cannavò.

L’inizio dei lavori è fissato alle ore 8,30.  Saranno attribuiti (per i primi cinquanta iscritti) n. 8,3 crediti formativi a chi parteciperà ad almeno il 90% della durata dei lavori congressuali e riconsegnerà al termine dell’evento in segreteria la modulistica debitamente compilata e firmata. I crediti verranno rilasciati solo dopo il riscontro di almeno il 75% delle risposte esatte del questionario di apprendimento. L’iscrizione è gratuita e obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili e può essere effettuata on-line collegandosi al sito www.fullcongress.it nella sezione iscrizioni on-line entro il 4 novembre 2019. Verrà inviata conferma tramite e-mail solo ai partecipanti ammessi.

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