“Attendiamo la convocazione di un tavolo sull’Hotel San Domenico”, fanno presente il segretario generale della Filcams-Cgil di Messina Francesco Lucchesi e il segretario provinciale Andrea Miano che lo scorso 18 dicembre hanno inviato una nota al sindaco Giardina chiedendo l’immediata convocazione di un incontro sulla vertenza che vede coinvolti i lavoratori dell’Hotel San Domenico e sul futuro della prestigiosa struttura turistica. La Filcams giudica grave il silenzio evidenziando come la vertenza del “San Domenico” deve vedere il coinvolgimento di tutte le forze del territorio per la difesa di un’importante realtà e dell’occupazione.

Gli esponenti del sindacato della Cgil che rappresenta i lavoratori del turismo tornano ad esprimere preoccupazione sul futuro occupazionale del personale impiegato in assenza di certezze sull’attività ricettiva.

La Filcams si è opposta alla procedura di licenziamento del personale avviata dalla proprietà e ha chiesto tutte le azioni possibili per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e di una prospettiva importante per il plesso alberghiero.

La Filcams ha infatti chiesto di affrontare l’annunciata trasformazione dell’offerta turistica, una volta completati i lavori di ristrutturazione, da albergo annuale ad albergo stagionale. Una decisione – sottolineano Lucchesi e Miano – che va contro la destagionalizzazione che noi rivendichiamo per il rilancio del turismo e dare nuove risposte di lavoro e che deve vedere le amministrazioni fortemente impegnate.

 

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Legambiente torna ad accendere i riflettori sul  complesso alberghiero San Domenico a Taormina. Stavolta l'attenzione è rivolta alle vecchie cisterne.

 Come si nota dalla foto, esiste nel piano interrato, tra la cucina del vecchio albergo San Domenico, le scale denominate via Cannoni e presumibilmente l’ala sud dell’edificio degli anni 1930 un gigantesco serbatoio sotterraneo di cui non esiste un rilievo nelle piante esistenti presso l'ufficio SUAP del Comune di Taormina

 Dalla foto, si notano alcune grandi arcate centrali che per imponenza e tipologia ricordano quelle della piscina mirabilis, detta stagnone situata in alto a Salita Giafari che risale al tempo dei romani e che tuttora costituisce il serbatoio di accumulo e di carica dell’acquedotto cittadino.

 Legambiente richiede dunque , che la Soprintendenza di Messina, unità operativa archeologica, esegua  al più presto, lavori di ricognizione ed esplorazione, per risalire al periodo di costruzione del grande manufatto, che ipoteticamente, potrebbe anche essere coevo dellla piscina mirabilis, ma và comunque datato.

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Nelle scorse ore Legambiente ha pubblicato i render del  progetto per l’ampliamento dell’hotel San Domenico.  Il circolo ha effettuato l’accesso agli atti che confermano oggi le preoccupazioni espresse dall’associazione ambientalista.

Contrariamente infatti a quanto dichiarato dall’assessore regionale Vittorio Sgarbi il progetto prevede una sopraelevazione.

“Come si vede chiaramente, fra le tante modifiche e aggiunte, scrive Legambiente in una nota, c’è tutto un piano in più,  formato da mansarde con terrazzini, realizzato sotto la nuova copertura in tegole, con un aumento in altezza di almeno 4 metri.”

L’assessore regionale dei beni culturali, Vittorio Sgarbi, poco prima di Natale aveva replicato all’allarme lanciato da Legambiente riguardo al progetto di riqualificazione  affermando che  non era prevista “nessuna sopraelevazione e nessuna mansarda.”

Le immagini però del render depositato al comune sembrano non lasciare molto spazio all’immaginazione.

 

Ecco come oggi si presenta l’Hotel San Domenico

 

Ed ecco come sarà dopo i lavori

 

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 “Consideriamo l’apertura di un tavolo tecnico importante e utile in considerazione della situazione che si è venuta a creare”, fanno presente il segretario generale della Filcams-Cgil di Messina Francesco Lucchesi e il segretario provinciale Andrea Miano nella nota inviata al sindaco di Taormina Elio Giardina sulla vertenza che vede coinvolti i lavoratori dell’Hotel San Domenico e sul futuro della prestigiosa struttura turistica, con cui si chiede l’immediata convocazione di un incontro.

La Filcams nel ribadire tutta la contrarietà alla procedura di licenziamento del personale chiede tutte le azioni possibili per la salvaguardia occupazionale e di una prospettiva importante per il plesso alberghiero.

La categoria della Cgil che rappresenta i lavoratori del turismo e dei servizi ribadisce come si sarebbe potuto attivare l’ammortizzatore sociale che avrebbe salvaguardato questi lavoratori durante la ristrutturazione e sottolinea ancora come è impensabile che si perdano 35 posti di lavoro. Allo stato si registrano vaghi impegni solo per 19 persone, evidenzia la Filcams che contesta le decisioni aziendali per 16 lavoratori.

La Filcams sollecita un confronto anche sull’annunciata grave trasformazione dell’offerta turistica, una volta completati i lavori di ristrutturazione, da albergo annuale ad albergo stagionale. Una decisione – dichiarano Lucchesi e Miano – che va contro la destagionalizzazione che noi rivendichiamo per il rilancio del turismo e che deve vedere le amministrazioni fortemente impegnate.

 

 

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Attraverso una nota inviata al sindaco di Taormina, alla Soprintendenza ai beni culturali, e all'Assessorato regionale Legambiente ha inviato una richiesta  urgente di una rigorosa azione di controllo e di tutela riguardante paventato progetto di modifica e sopraelevazione del convento/Hotel San Domenico di Taormina.

Ecco di seguito la nota:

In seguito a notizie di un progetto presentato dalla nuova proprietà del Hotel San Domenico, comportante modifiche sostanziali della parte risalente agli anni 30, quindi non sottoposta a vincolo totale, come l’adiacente fabbricato risalente al 300/400, ci teniamo a rilevare quanto segue:
il suddetto fabbricato degli anni 30, pur non essendo a vincolo totale, è inserito nel Piano Regolatore di Taormina nella zona A centro storico , salvo deroghe approvate dal Consiglio Comunale e sottoposto per qualsiasi intervento al NOP nulla osta paesaggistico della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina l’Hotel San Domenico considerato nel suo comparto architettonico, composto dal convento antico, chiostro , chiesa/sala congressi rifatta sui resti di quella distrutta nel 43, ampliamento degli anni 30 e parco/giardino, rappresenta un unicum architettonico e paesaggistico inserito in un panorama di bellezza ineguagliabile che appartiene alla fama turistica di Taormina.
Chiediamo pertanto con forza che la Soprintendenza di Messina, il Consiglio Comunale di Taormina, e tutti gli enti istituzionalmente interessati, respingano tutte quelle modifiche che comportino un sostanziale stravolgimento degli attuali volumi, dello stile e dei materiali attualmente presenti nello storico complesso ci riferiamo in particolare alla intenzione dichiarata, da parte della proprietà della sopraelevazione di un piano, più mansarda (tetto con abbaini). Cio’ secondo stime prudenti significherebbe un innalzamento di non meno di 7 metri. in evidente contrasto con il contesto architettonico del centro storico taorminese.

Da attenzionare inoltre, l’eventuale perdita di materiali caratteristici, quali la pietra di Siracusa e la pietra di Taormina, nonchè i dettagli architettonici della facciata ovvero le lesene, le modanature, i fregi e i marcapiani, che verrebbero danneggiati o addirittura cancellati in fase esecutiva/strutturale secondo i dettami del Genio Civile di Messina.
Se si attuasse il non auspicabile progetto, la visione paesaggistica di insieme, vanto e fortuna del nostro territorio, ne verrebbe irrimediabilmente compromessa da rimarcare inoltre la necessità di tutelare lo storico parco/giardino con mantenimento e catalogazione delle essenze botaniche ivi presenti altro capitolo dolente, a conoscenza della Soprintendenza la tentata vendita del patrimonio mobiliare di natura antiquaria fortunatamente bloccata per la quale si richiede una speciale vigilanza. Vigilanza che non e' stata attuata per la vendita del mobilio di arredo delle camere anch'esso pregevole realizzato da mastri ebanisti taorminesi prima della guerra.

Vorremmo far notare che la città di Taormina da ormai parecchi anni, subisce attacchi speculativi che ne hanno depauperato il patrimonio storico/paesaggistico, che rappresenta oltre che un valore in sè, una preziosa risorsa per l’economia turistica siciliana.
L’eventuale attuazione del progetto summenzionato, rappresenterebbe l’ennesimo scempio portato avanti da imprenditori spesso privi di scrupoli e di lungimiranza.
La città di Taormina e il suo comprensorio esigono un cambio di rotta, chiesto a gran voce da tutta la cittadinanza, stanca di vedere commercializzati beni materiali e immateriali, appartenti alla collettività siciliana, nazionale e internazionale, e non certo a singoli imprenditoriChi acquista a scopi imprenditoriali un bene storico deve anche sapersene assumere la responsabilità civile e culturale

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Si è svolta questa mattina la riunione con l’azienda ed i sindacati in merito alla procedura di mobilità aperta dalla direzione aziendale della “Taormina hotel management s.r.l.” in cui l’azienda ha ribadito la necessità di licenziare tutto il personale attualmente impegnato nella famosa struttura alberghiera Taorminese. L’azienda ha inoltre confermato la trasformazione dell’offerta turistica, una volta completati i lavori di ristrutturazione di cui ancora oggi non si ha contezza precisa, da albergo annuale ad albergo stagionale. I vaghi impegni assunti dall’azienda – osserva la Filcams-Cgil di Messina - riguardano solo 19 lavoratori su 35 che potrebbero essere riassunti alla riapertura dell’albergo.

“La conferma dei licenziamenti – dichiarano Francesco Lucchesi segretario generale Filcams-CGIL Messina e Andrea Miano segretario provinciale Filcams – non può che vedere la nostra totale contrarietà alla luce del fatto che si sarebbe potuto attivare l’ammortizzatore sociale che avrebbe salvaguardato questi lavoratori durante la ristrutturazione. Non possiamo condividere che si perdano 35 posti di lavoro nella provincia di Messina e che, eventualmente, solo 19 persone vengano in futuro riassunte. Riteniamo profondamente discriminatorio che 16 persone non abbiamo garantita neanche la speranza di essere riassunti. Inoltre il cambio di politica aziendale proposto dall’azienda, in cui il San Domenico diventerà l’ennesimo albergo stagionale, cozza con le politiche di destagionalizzazione che le varie amministrazioni locali, pur tra mille difficoltà, stanno mettendo in campo per rilanciare il turismo locale”.

“Alla luce di ciò – dichiarano i sindacalisti della Filcams-CGIL di Messina – chiederemo l’attivazione di un tavolo tecnico alla presenza delle istituzioni locali al fine di individuare soluzioni alternative ai licenziamenti e non escludiamo la possibilità di coinvolgere l’Ispettorato del lavoro di Messina per verificare la correttezza della procedura di mobilità messa in atto dall’azienda”.

“La Filcams sarà accanto a tutti i lavoratori, ed in particolar modo alle 16 persone lasciate a casa senza alcuna speranza, affinchè il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione Italiana, sia garantito anche nella provincia di Messina”, sottolineano Lucchesi e Miano.

 

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Una  lettera come uomo delle istituzioni ma soprattutto come siciliano per sottoporre all’attenzione del Presidente della Regione Nello Musumeci la questione delle 35 famiglie dei lavoratori del San Domenico Palace di Taormina che purtroppo passeranno un triste Natale a causa del licenziamento che li colpirà, oltre alla mancanza di trasparenti rassicurazioni circa il futuro lavorativo degli stessi ritrovandosi all’improvviso in una condizione angosciosa e di disperazione.

A scriverla è il presidente del consiglio comunale di Castelmola Massimiliano Pizzolo.

Nella misssiva, indirizza al governatore siciliano Musumeci,  Pizzolo evidenzia come tutto il personale che fino a ieri lavorava regolarmente a tempo indeterminato  presso  il prestigioso hotel si ritrovi oggi a non sapere quale sorte toccherà loro.

La nuova società, che recentemente ha acquistato la struttura alberghiera, ha la volontà di effettuare dei lavori di ristrutturazione dell’immobile, operazione questa più che legittima, se non fosse che ad oggi non ha ben determinato la tempistica e risulta ancora essere in attesa del rilascio di qualsivoglia autorizzazione, l’unica certezza è che ha licenziato tutti, per il fermo delle attività, senza indicare un percorso trasparente circa il futuro dei lavoratori in barba a qualsivoglia forma di rispetto morale e della dignità degli stessi, l’unica misura di compensazione al disagio sociale a loro dire come da n.d.r. è l’accreditamento dei curricula dei licenziati presso agenzie di somministrazione servizi e occupazioni.

“Credo che la storia di ogni singola figura professionale, dopo una vita o parte di essa trascorsa a servizio di quest’albergo, scrive Pizzolo,  non meriti di finire così vedendosi troncare di netto  il proprio lavoro o carriera, quindi il proprio sostentamento, in maniera così fredda e repentina  rimanendo escluso ed all’oscuro dell’eventuale piano industriale della società, sugli impegni futuri e sulle volontà future circa la possibilità di  essere  eventualmente a lavori ultimati riassunti, lasciando questo periodo di ristrutturazione solo una parentesi di temporaneo disagio. Credo che la Politica, prosegue Pizzolo, abbia un senso se davanti a questi eventi non rimane silente e rassegnata. Credo che la vita di un soggetto Politico abbia un senso quando esercita la propria autorità a difesa di ogni più essenziale diritto. Credo che un Istituzione Pubblica debba sempre interessarsi di ogni aspetto utile al concorso di garanzia per la sana, civile e dignitosa azione che mette l’uomo prima di ogni altro interesse, questo ho imparato ed è questo, aggiunge Pizzolo, che mi aspetto da Lei.

Non ho dubbi, conclude il presidente del consiglio comunale di Castelmola,  circa il Suo interessamento, previa accertamento dei fatti attraverso le opportune verifiche, e riponendo in Lei questa speranza mi sento rassicurato dal buon servizio istituzionale che in passato ed oggi Lei ha fatto e sono sicuro farà anche in questa occasione.”

 

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