BARCELLONA P.G.: LA GUARDIA DI FINANZA DONA ALLA CARITAS CAPI DI VESTIARIO SOTTOPOSTI A SEQUESTRO

BARCELLONA P.G.: LA GUARDIA DI FINANZA DONA ALLA CARITAS CAPI DI VESTIARIO SOTTOPOSTI A SEQUESTRO In evidenza

I finanzieri della Tenenza di Barcellona Pozzo di Gotto, su disposizione della Presidente di Sezione del locale Tribunale, dott.ssa Maria Celi, hanno donato alla Caritas della Parrocchia di San Giovanni Paolo II, della frazione di Porto Salvo, quasi trecento tra capi di abbigliamento e accessori. Gli articoli devoluti in beneficenza erano stati posti sotto sequestro nel corso di precedenti operazioni di servizio eseguite sul territorio dalle fiamme gialle barcellonesi, finalizzate al contrasto della contraffazione dei marchi. Per poterne consentire il riutilizzo a fini caritatevoli, gli indumenti e le calzature sono stati privati dei segni e dei marchi distintivi falsificati, grazie alla paziente e preziosa opera dei volontari della Caritas parrocchiale. La donazione è stata resa possibile in virtù dell’iniziativa congiunta del parroco, don Vincenzo Otera, e del direttore amministrativo dello stesso Tribunale, dott.ssa Domenica Alfano. Le scarpe, i giubbini, le camicie, le cinture e le maglie recuperate e messe a disposizione della comunità saranno distribuite dalla Caritas della Parrocchia di San Giovanni Paolo II agli altri centri Caritas parrocchiali del vicariato di Barcellona P.G., per venire incontro alle esigenze dei più bisognosi.

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  • GRANITI. SCOPERTA E CHIUSA SALA SCOMMESSE ABUSIVA

    I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione ad un decreto di cessazione immediata dell’attività, disposto dalla Questura di Messina, nei confronti di una sala giochi con sede in Graniti (ME), scaturito da autonoma attività delle Fiamme Gialle nell’ambito dell’intensificazione dei controlli in materia di abusiva raccolta delle scommesse.

    In particolare, nel corso di un servizio finalizzato alla verifica della puntuale applicazione delle vigenti disposizioni in materia di giochi e scommesse, i Finanzieri della Compagnia di Taormina hanno accertato come il titolare dell’attività, privo di qualsivoglia autorizzazione di pubblica sicurezza, non solo raccogliesse illecitamente scommesse, ma tale attività venisse svolta da allibratori esteri non autorizzati ad operare in Italia.

    Nel corso del controllo, infatti, gli operanti hanno individuato ben tre postazioni telematiche, tramite le quali venivano raccolte significative scommesse, in totale spregio alla normativa vigente, nonché concessa la possibilità di giocare d’azzardo su siti esteri clandestini, il tutto testimoniato dalle numerosissime ricevute rinvenute, attestanti le molteplici giocate effettuate dai clienti della sala.

    L’attività in parola si è conclusa con il sequestro delle postazioni telematiche per la raccolta e con la denuncia alla Procura della Repubblica di Messina del titolare della ditta, in quanto responsabile dell’esercizio abusivo di raccolta scommesse, in violazione del Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza.

    Contestualmente, nei confronti dello stesso titolare dell’esercizio sono state elevate sanzioni di tipo amministrativo per un ammontare complessivo di 50.000 euro, per aver effettuato la raccolta per eventi non inseriti nel palinsesto, anche complementare, reso disponibile nel sito internet istituzionale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

    A valle dell’attività svolta, quindi, il Questore di Messina, autorità competente ratione materiae, ha emesso un decreto di cessazione dell’attività, tramite la cui notifica le Fiamme Gialle hanno apposto definitivamente i sigilli alla sala scommesse abusiva.

    Il costante monitoraggio economico del territorio, svolto dalla Guardia di Finanza in un’ottica di trasversale valorizzazione delle sue funzioni di polizia economico - finanziaria, ha così permesso di far cessare un’attività totalmente abusiva, potenzialmente dannosa per i soggetti affetti da “ludopatia”, nonché incompatibile con la salvaguardia dei circuiti legali dei giochi e delle scommesse, vieppiù nell’attuale periodo di crisi pandemica, in cui va evitata qualsiasi forma di assembramento.

  • CASTELMOLA .SOCCORSO UN ALPINISTA IN LOCALITÀ MONTE VENERE. VIDEO

    Nel tardo pomeriggio di ieri, militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Nicolosi (CT) sono intervenuti in località Monte Venere, nel comune di Castelmola (ME) ed hanno soccorso un alpinista feritosi accidentalmente. 

    Alle ore 18.15 circa del 24/09/2020, le fiamme gialle etnee del SAGF venivano allertati da uno scalatore che segnalava un incidente avvenuto ad un compagno di cordata, durante l’apertura di una nuova via di ascensione alpinistica, in località Monte Venere, nel comune di Castelmola (ME). Il malcapitato alpinista veniva colpito alla gamba da un blocco di roccia, staccatosi accidentalmente. L’amico di cordata inviava immediatamente il punto GPS dell’incidente e provvedeva a mettere in sicurezza il compagno ferito.

    Alle ore 19.00 intervenivano due pattuglie la prima partiva da Nicolosi mentre l’altra giungeva dal versante Etna Nord e, dirigendo entrambi nella località dell’incidente, raggiungevano in serata l’infortunato con non poche difficoltà a causa dell’impervietà della zona.

    Il ferito, che presentava un trauma al ginocchio sx che ne impediva il movimento, veniva immobilizzato con i presidi sanitari in dotazione e veniva imbarellato su struttura di trasporto titan basket e mosso lungo un ripido pendio reso ancora più difficoltoso dal sopraggiungere dell’oscurità.

    Dopo circa due ore di tragitto, giunti alla base del pendio nei pressi del parcheggio, lo stesso, ormai in sicurezza, veniva accompagnato dal compagno di cordata al Policlinico di Messina per gli accertamenti del caso. Le operazioni coordinate dalla Sala Operativa del Comando Provinciale di Catania si concludevano nella notte.

     

  • OPERAZIONE “CASH-FUND” SCOPERTA UNA FRODE FISCALE DA 5,6 MILIONI DI EURO

    I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno scoperto una frode fiscale, perpetrata da 20 aziende dislocate sull’intero territorio nazionale, che ha permesso ad una società messinese di sottrarre ad imposizione 5,6 milioni di euro ed evadere, complessivamente, quasi 3 milioni di euro di IVA ed imposta sul reddito delle società. Nelle prime ore della giornata odierna, sono stati eseguiti provvedimenti di perquisizione e sequestro di quasi 3 milioni di euro, disposti dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, su proposta della Procura della Repubblica di Messina. Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria di Messina, hanno consentito di acquisire significativi elementi indiziari e di segnalare alla locale Procura della Repubblica il titolare cinese della società messinese, operante nel settore del commercio di articoli di abbigliamento, accessori, grandi magazzini. In particolare, è stato rilevato come l’imprenditore indagato avesse abbattuto il reddito dell’azienda attraverso la contabilizzazione di costi inesistenti, fittiziamente documentati da fatture false emesse da 19 società, per la maggior parte riconducibili a soggetti di etnia cinese. L’attività info-investigativa del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Messina è scaturita dall’incrocio delle informazioni delle banche dati con l’analisi economica del territorio. Quindi, nel corso dell’attività di verifica fiscale, sono stati approfonditi, tra gli altri, i rapporti economici intercorsi con i principali fornitori di beni e servizi, anche con la collaborazione di numerosi Reparti del Corpo competenti per territorio, che hanno eseguito mirati controlli incrociati.  L’operazione di servizio rientra nell’ambito dell’intensificazione dei controlli e del monitoraggio della onesta libertà di impresa, nel cui ambito le aziende si confrontano - in un clima di normale concorrenza - pagando ognuna le tasse dovute ed offrendo, quindi, prezzi al consumatore non falsati dall’evasione fiscale. Nel caso in esame, le indagini hanno consentito di verificare come l’indagato abbia reinvestito le somme evase attraverso l’acquisto di quote di un fondo comune d’investimento, presso una società di gestione del risparmio milanese, inconsapevole della frode al Fisco. L’operazione odierna testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso quotidianamente dalla Procura della Repubblica, dal Tribunale e dalla Guardia di Finanza di Messina al servizio della collettività, anche nell’importante settore della tutela del libero mercato e delle casse dell’Erario.
     

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