ROCCALUMERA. PICCHIA LA MADRE. ARRESTATO UN 35 ENNE

ROCCALUMERA. PICCHIA LA MADRE. ARRESTATO UN 35 ENNE In evidenza

Nella serata di domenica i Carabinieri della Stazione di Roccalumera hanno arrestato in flagranza di reato, per maltrattamenti in famiglia, estorsione in danno della madre, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, un 35enne del luogo.

Protagonista della vicenda è una donna, vittima nell’ultimo anno di comportamenti gravemente vessatori da parte del figlio. L’uomo l’ha obbligata al versamento delle somme di denaro che la stessa percepiva in virtù della riconosciuta condizione di povertà. L’indagato, allo scopo di ottenere i soldi, insultava, minacciava e percuoteva la madre in modo da costringerla a cedere alle richieste per il terrore di subire conseguenze peggiori.

La sempre più pressante ed immotivata violenza, unita alle sofferenze morali patite, ha raggiunto l’apice domenica sera, quando la donna ha prospettato al figlio l’impossibilità di consegnargli il denaro nel prossimo futuro, in attesa del rinnovo delle pratiche per poter continuare ad accedere ai sussidi.

Né è scaturita una violenta aggressione che ha portato la vittima a richiedere aiuto ai carabinieri. Giunti in casa, i militari della Stazione di Roccalumera hanno bloccato il giovane che ha opposto un’attiva resistenza brandendo un coltello e, dopo averlo disarmato ed immobilizzato, hanno raccolto la denuncia della vittima che ha permesso di ricostruire il clima di terrore in cui è stata costretta a vivere. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il 35enne è stato condotto presso il Carcere di Messina Gazzi.

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  • SANTA TERESA DI RIVA. ARRESTATI MANDANTE ED ESECUTORE MATERIALE DELL’ESPLOSIONE AI DANNI DEL NEGOZIO ABBIAGLIAMENTO

    Sono due cugini di Siracusa F.G,  43 anni, e T.C.M, 28, gli autori dell’esplosione verificatasi lo scorso 5 febbraio ai danni del negozio di abbigliamento per bambini Primigi.

    Le indagini coordinate dal sostituto Procuratore della Repubblica Dottor Marco Accolla hanno consentito di stabilire che il primo era stato il mandante, il secondo l’esecutore materiale del delitto.

    Nei confronti di entrambi è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica peloritana, guidata dal Procuratore Maurizio de Lucia.

    Il movente del gesto è da ricercare nell’ambito imprenditoriale. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno evidenziato che il mandante del delitto, titolare di negozi del medesimo marchio siti in provincia di Catania e Siracusa, covava del rancore nei confronti del collega di Santa Teresa di Riva, che fungeva anche da capo area per la Sicilia e la Calabria nonché dei vertici dell’azienda che gli aveva ridotto le forniture di merce a seguito delle sue insolvenze nei pagamenti delle precedenti forniture e temesse l’espansione commerciale della vittima che, con l’apertura di nuovi punti vendita, si era posto in aperta concorrenza con lui, cercando di estrometterlo dal mercato.

    Da qui la decisione di mettere in atto un gesto intimidatorio. Le investigazioni  hanno consentito attraverso la visione delle immagini riprese dal servizio di videosorveglianza di un’attività commerciale adiacente al negozio oggetto dell’esplosione l’intera dinamica.

    A collocare l’ordigno due uomini, giunti a bordo di un’autovettura Nissan Micra di colore bianco, che proveniva dalla direzione Messina-Catania. Le telecamere hanno immortalato i due soggetti che hanno parcheggiato il mezzo lungo l’adiacente via Leandro e, sono scesi dal veicolo, prelevando da una busta (successivamente sequestrata e repertata) un oggetto non meglio identificato. L’individuo che viaggiava sul lato passeggero, con il volto travisato, ha preso il contenuto della busta ed è corso verso il negozio posizionando l’ordigno nei pressi della vetrina, innescando la miccia. Poi è tornato di corsa verso l’autovettura ove il complice che lo attendeva è partito immediatamente in direzione Catania.

    La deflagrazione, accompagnata da un assordante boato, oltre a disintegrare la vetrina del negozio, ha danneggiato le automobili in sosta nelle vicinanze,  numerose altre vetrine poste lungo il viale Regina Margherita di santa Teresa di Riva, interessando, al contempo, le facciate dei palazzi circostanti che riportavano delle evidenti lesioni.

    L’esame delle immagini ha consentito di rilevare alcune caratteristiche peculiari dell’autovettura utilizzata che la rendevano identificabile in quanto era priva del passaruota anteriore sinistro e lo stop posteriore collocato sul portellone non era funzionante.

    I militari hanno pertanto, visionato numerosi sistemi di videosorveglianza installati negli esercizi commerciali e lungo le arterie che collegano Santa Teresa di Riva con Furci Siculo (ME) fino al casello autostradale di Roccalumera (ME) e sono riusciti ad individuare la Nissan Micra utilizzata dai malfattori estrapolandone la targa. Dagli approfondimenti investigativi è emerso che l’auto era munita di sistema Gps collegato al contratto assicurativo e, pertanto, sono stati acquisiti i dati di posizionamento dell’auto registrati dal sistema di localizzazione. L’incrocio dei dati dei tabulati telefonici dell’utenza, in uso all’esecutore materiale del delitto, con quelli registrati dal sistema Gps installato sulla Nissan Micra, confermavano la presenza dell’arrestato sul luogo del reato. In particolare, il traffico telefonico del telefono in uso all’indagato ha confermato il suo  spostamento dalla Provincia di Siracusa verso la fascia ionica della provincia di Messina. Alle ore 22.10 il Gps rilevava la Nissan Micra proprio a Roccalumera dove era stata peraltro immortalata dalle telecamere del casello autostradale in orario compatibile con gli spostamenti dell’utenza telefonica. L’analisi dei dati, inoltre,ha consentito di ricostruire che, durante il viaggio di andata verso Santa Teresa Riva, la Micra avesse effettuato una sosta nel parcheggio di un centro commerciale ove è avvenuto, verosimilmente, un incontro tra i due cugini come indicato dalla localizzazione delle utenze telefoniche in uso ai due uomini che hanno agganciato la medesima cella telefonica di Catania in quegli orari. La durata del viaggio di andata  è stata di circa due ore e trenta mentre quello di ritorno di circa un ora un quarto.

    Gli arrestati dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di competenza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante. 

     

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