Taormina. Ruba un' auto e chiede un “riscatto” per la restituzione. La polizia arresta due persone

Taormina. Ruba un' auto e chiede un “riscatto” per la restituzione. La polizia arresta due persone In evidenza

Sono due le ordinanze di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere eseguite nella giornata di ieri dai poliziotti in provincia. Taormina e Barcellona Pozzo di Gotto le località interessate.

In particolare, gli operatori del Commissariato della Perla Ionica hanno tratto in arresto Litrico Bernardo di 43 anni pluripregiudicato e Villano Salvatore 41 anni. Il primo, posteggiatore abusivo, con la complicità del secondo, suo amico, a seguito del furto di un’autovettura in un’area nella quale esercitava l’attività anzidetta, dietro il pagamento di una cospicua somma di denaro si impegnava a ritrovare e restituire alla vittima quanto sottrattale. Descrizione fisiche, fotografie e riscontri permettevano agli investigatori di risalire ai responsabili dell’estorsione che ieri per l’appunto venivano condotti in carcere.

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    Le immediate indagini svolte dai poliziotti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza coordinate dall’Autorità Giudiziaria, permettevano, a pochi giorni di distanza dalla denuncia sporta dai direttori degli istituti di credito violati, di individuarne i responsabili: Zhelyazkov Dragomir, 42 anni, nazionalità bulgara, subito arrestato, la quarantaquattrenne rintracciata pochi giorni fa e un terzo complice, ancora oggi irreperibile.

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    L’attività investigativa trae spunto da una denuncia della persona offesa, una donna cinquantenne di Giardini Naxos, presentata nel mese di marzo 2018. L’uomo, già gravato da un divieto di avvicinamento dal novembre 2018, dopo la conclusione del rapporto sentimentale, pur di recuperare la pregressa relazione, la pedinava, le scriveva, le telefonava ripetutamente cercando in ogni modo di tornar a far parte della vita della donna. In una circostanza nel mese di marzo l’uomo facendo accesso  all’interno dell’abitazione della vittima pretendeva di controllare il telefono dell’ex convivente; il giorno successivo la raggiungeva sul posto di lavoro chiedendo insistentemente con fare intimidatorio ed aggressivo di riprendere i contatti telefonici intimandole di “sbloccarlo sulle chat e sulle telefonate”.

    Le indagini, prontamente avviate dall’Arma di Giardini Naxos, consentivano di riscontrare quanto denunciato dalla parte offesa, attraverso sommarie informazioni assunte da testimoni ed accertamenti tecnici di P.G. raccogliendo gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo che non si era arreso alla volontà della donna di porre fine alla loro relazione sentimentale, ragion per cui perseverava nelle continue minacce. L’attività d’indagine condotta nell’immediatezza dei fatti e coordinata dalla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Messina ha consentito di raccogliere, in pochi giorni, un quadro indiziario grave, tale da consentire l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

    A seguito dell’emissione della misura i militari, grazie ad un intensa attività info-investigativa, hanno rintracciato ed arrestato l’uomo che al termine delle formalità di rito è stato tradotto presso la  casa circondariale di Messina Gazzi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

    Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenze di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti  poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela.

    L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell'affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

     

  • Messina.Tabella di marcia intensissima per il nuovo Questore di Messina Vito Calvino

    Primo giorno di lavoro a Messina per il Questore Vito Calvino. Una tabella di marcia fittissima iniziata questa mattina presto con la deposizione della corona al monumento dei caduti alla Caserma Calipari.

    Ha voluto incontrare, a seguire, i funzionari che lo collaboreranno in questa nuova avventura con i quali ha scambiato strette di mano ed i migliori in bocca al lupo. Si è poi diretto a Letojanni per accogliere, insieme alle altre autorità civili e militari, il Ministro delle Infrastrutture Toninelli. Un salto alla capitaneria di porto e poi dritto in Questura per incontrare gli organi di stampa in una conferenza di presentazione.

    Ma chi è Vito Calvino?

    Originario di Palermo, classe 1961, è un Funzionario della Polizia di Stato con un passato trentennale in amministrazione dove si è prevalentemente occupato di attività giudiziaria.

    Ha diretto importanti commissariati tanto distaccati quanto sezionali. Vittoria è stato il primo nel 1988 e alla Questura di Ragusa è stato anche Vice Dirigente della Squadra Mobile. Successivamente una lunga parentesi palermitana città nella quale arriva nel 1991. Dirigente del Commissariato di Brancaccio per 5 anni e di quello di San Lorenzo per altri 2, vive gli anni difficili successivi alle stragi in due quartieri caratterizzati da un alto tasso delinquenziale anche legato alla criminalità organizzata che non manca di colpire conseguendo significativi risultati che lo porteranno alla guida della Sezione Criminalità Organizzata prima, alla vice dirigenza ed alla dirigenza subito dopo, della locale Squadra Mobile. Lì si distinguerà per aver disarticolato numerose consorterie mafiose anche attraverso la cattura di pericolosi latitanti come Domenico Raccuglia, Gianni Nicchi, Giuseppe Falsone.

    Meritatissime le  promozioni conseguite a primo Dirigente ed a Dirigente Superiore.

    Con tale ultima qualifica sarà nominato Direttore del Reparto Investigazioni Giudiziarie della Direzione Investigativa Antimafia coordinando tutte le indagini sul territorio nazionale volte ad infliggere duri colpi alle organizzazioni di stampo mafioso.

    Infine Messina con il suo primo incarico da Questore e l’augurio da parte dei colleghi e del personale di fare bene e tanto come nella sua intensa carriera.

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