SAVOCA. RIFIUTI LUNGO LA SP 23. INDIVIDUATI RESPONSABILI

SAVOCA. RIFIUTI LUNGO LA SP 23. INDIVIDUATI RESPONSABILI In evidenza

 In una zona compresa tra il territorio di Savoca e quello di Santa Teresa, nelle immediate adiacenze della s.p. 23, è stata individuata l’ennesima discarica abusiva, in questo caso composta da masserizie parzialmente date alle fiamme, provenienti dallo svuotamento di una casa. Tra i rifiuti è stato rinvenuto, perfettamente integro, un quaderno di scuola media di oltre 50 anni fa, attraverso il quale è stato possibile risalire ai proprietari dell’immobile e, loro tramite, al soggetto cui era stato dato l’incarico di svuotare la casa, cui era stato pagato oltre al lavoro, anche quanto previsto per il corretto smaltimento in discarica, che ha ritenuto, invece, di abbandonare i rifiuti sul suolo pubblico Al responsabile dell’illecito, convocato nella sede Polizia Metropolitana, è stato contestato l’abbandono di rifiuti non pericolosi sul suolo pubblico, ai sensi degli artt. 192 e 255 del d. leg n. 152/2006 con la contestuale erogazione di una multa di 600 euro e l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi e del corretto smaltimento dei rifiuti in discarica autorizzata.

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  • Savoca. Maltratta la madre per costringerla a dargli i soldi. Arrestato 41enne dai Carabinieri.

    Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelareun 41enne, già noto alle forze dell’ordine, originario di Messina per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione continuata. 

    Pochi giorni prima, i militari della stazione di Sant’Alessio Siculo (ME) erano intervenuti in un’abitazione del comune di Savoca su richiesta della vittima, che esausta per i reiterati maltrattamenti subiti e intimorita dall’atteggiamento violento del figlio, aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri per denunciare le vessazioni subite.  

    Le indagini immediatamente avviate dagli uomini dell’Arma, coordinati dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, hanno permesso di ricostruire in tempi rapidi come l’uomoormai dal 2018, maltrattava ripetutamente la madre e la minacciava per costringerla a consegnargli consistenti somme di denaro per acquistare alcolici e sostanze stupefacenti, andando in escandescenza in caso di rifiuto, al punto che già in altre circostanze erano intervenute le forze dell’ordine per impedire al prevenuto di commettere azioni irreparabili nei confronti della madre 

    Le attività investigative condotte dai militari dell’Arma hanno, in sintesi, permesso di ricostruire lo stato di avvilimento e disagio in cui la donna è stata costretta a vivere per anni, durante i quali ha subito minacce e continue aggressioni, vivendo in un clima di sottomissione e paura. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, condividendo il quadro probatorio acquisito e valutata la gravità dei fatti, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per il 41 enne, ritenendolo responsabile dei reati di maltrattamenti verso familiari e conviventi ed estorsione continuata.  

    Le denunzie da parte delle vittime di violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela. L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili. 

  • SAVOCA. NIENTE LUMINARIE PER PAGARE DIPENDENTI CANTIERE

    L’Amministrazione Comunale di Savoca in queste festività natalizie ha deciso di stare vicino alla cittadinanza e far sentire la propria presenza soprattutto per le fasce più deboli. Nella giornata di lunedì 21 il Sindaco e gli Amministratori hanno consegnato agli alunni delle scuole del territorio Savocese i panettoni facendo loro gli auguri natalizi. Nella stessa giornata sono state messe a dimora le stelle natalizie nelle varie piazze, nei due cimiteri e in alcuni spazi comunali, grazie alla collaborazione tra i dipendenti addetti alla manutenzione del verde e gli amministratori che in prima persona si stanno spendendo per il bene della comunità. Un pensiero è stato riservato anche agli ospiti della casa di riposo E. Trimarchi di Cantidati, in cui l’Amministrazione porterà della focaccia e una torta, oltre agli auguri di un sereno Natale.

    Inoltre si è pensato anche ai meno giovani del Comune, ovvero gli anziani over 65, e grazie alla disponibilità di alcuni volontari del territorio, sono stati collezionati dei pensieri realizzati a mano a cui l’Amministrazione ha allegato delle mascherine e il calendario 2021, che quest’anno avrà come tema la Savoca di una volta.

    Infine, sarebbe stato bello vedere il territorio di Savoca illuminato in ogni dove con varie luminarie e scritte augurali, ma il Sindaco e l’Amministrazione, per queste festività hanno deciso di non fare niente di tutto ciò, in quanto le somme che potevano essere destinate ad abbellire le vie del Borgo medioevale, sono state destinate al pagamento dei lavoratori del cantiere lavoro di Savoca centro; cantiere che ha visto la riqualificazione della via Chiesa Madre in Savoca Centro, iniziato ad agosto del 2020 ed ultimato ad ottobre dello stesso anno, e che ad oggi è andato avanti e si è concluso senza percepire nemmeno un euro da parte della Regione Siciliana; il Comune ha di fatti pagato la mensilità di luglio per un importo di € 8.500,00, agosto per € 8.434,44 (pagato sabato 19-12-2020) e settembre per € 10.709,41 (pagato lunedì 21-12-2020).

    L’Amministrazione ad oggi ha anticipato, solo per il personale impiegato € 27.643,85, per conto dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, ma con questo gesto ha di fatto voluto essere vicino ai propri concittadini, evidenziando però il forte ritardo nell’erogazione delle somme pubbliche che sarebbero dovute essere trasferite nelle casse comunali ad inizio lavori ed invita la Regione, con in testa il Presidente Musumeci e l’Assessore al Lavoro Antonio Scavone a prendere dei seri provvedimenti in merito per evitare che questo enorme disagio si prolunghi oltremodo.

  • Giardini Naxos. VIDEO. Sequestrato impianto compostaggio rifiuti. Aggiornamento

    In data odierna, i Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 16 provvedimenti cautelari personali (nr. 2 arresti in carcere - nr. 9 arresti domiciliari – nr. 4 obblighi di firma – nr. 1 interdizione dai pubblici uffici) e nr. 2 provvedimenti cautelari reali (nr. 2 sequestri di aziende), disposti dal GIP presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, nei confronti di 14 persone tra imprenditori e dipendenti operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti e di 2 funzionari pubblici della Città Metropolitana di Messina.

    Contestati i reati di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, (art. 452 quaterdecies c.p.), combustione illecita di rifiuti (art.256 bis d.lvo 152/2006), “invasione di terreni” e “deviazione di acque” (artt. 632 e 633 c.p.) abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), falsità ideologica commessa da P.U. (art. 479 c.p.) e corruzione (art. 319 c.p).

    L’indagine, convenzionalmente denominata “ECO BEACH”, dal nome della società attorno alla quale ruota tutta l’illecita attività, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Messina, ed ha avuto inizio, il 16.12.2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e della Compagnia CC di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (ME) che, nella circostanza, risultò essere stato realizzato, in maniera abusiva, in un’area sottoposta a vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con l’illecita trasformazione di un lungo tratto dell’alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti.

    Tale situazione di fatto ha comportato (e potrebbe tuttora comportare) seri e reali rischi di possibili inondazioni anche del centro abitato posto a vale dell’impianto, poiché la trasformazione dell’alveo del torrente (torrente “San Giovanni” in località Cantaro del comune di Taormina) nella suddetta strada a fondo battuto ha notevolmente ristretto la larghezza naturale del corso d’acqua, determinando il difficoltoso deflusso naturale delle acque in caso di precipitazioni particolarmente avverse, fatto peraltro già verificatosi in almeno due occasioni negli ultimi tre anni. 

    Lo sviluppo dell’attività ha poi fatto emergere il coinvolgimento, in ipotesi di traffico illecito di rifiuti, di più soggetti e più società direttamente collegate alla prima ed al suo titolare di fatto, tanto che, nel maggio del 2018, la direzione delle indagini fu assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.

    Nel dicembre 2018, l’impianto della società ECO BEACH s.r.l. di Giardini – Naxos (ME) è stato sottoposto a stringente ispezione da parte del N.O.E. di Catania e, per le gravi violazioni contestate, sequestrato. Tale provvedimento è stato convalidato da G.I.P. ed ulteriormente confermato dal Tribunale del Riesame, cui gli interessati avevano avanzato ricorso.

    Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione contenenti dichiarazioni non veritiere, all’occultamento, distruzione e l’incenerimento illecito di rilevanti quantità di rifiuti, fino al rilascio di autorizzazioni illecite lungo una lunga filiera che va dal livello della Pubblica Amministrazione locale fino ai vertici provinciali del settore ambientale.

    L’illecita attività si è sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano :

    • Percolato di discarica;
    • Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone;
    • Sfalci di potatura e scarti della lavorazione del legno;
    • Rifiuti elettronici contenenti sostanze pericolose - cd. RAEE – (frigoriferi);
    • Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane;
    • Rifiuti biodegradabili da cucine e mense;
    • Rifiuti provenienti dal trattamento meccanico di altre tipologie di rifiuti.
    • Rifiuti ingombranti (materassi).

    per un quantitativo stimato di svariate decine di migliaia di tonnellate, che ha procurato agli indagati un illecito profitto di qualche milione di euro.

    Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine ai reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio di autorizzazioni illegittime, necessarie a “coprire” le illecite operazioni di smaltimento, nonché anche in ordine ad un “dimostrato” episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e ricezione di altre regalie (cene e altre utilità), che compensassero un documentato atteggiamento “compiacente” nel corso dei controlli.

    Nel provvedimento cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di un’organizzazione strutturale, un gruppo criminale volto alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a smaltire i rifiuti in modo lecito.

    Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui:

    • 16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia;
    • 5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro.

    Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 più importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nell’indagine, riconducibili alle società ECO BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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