TAORMINA. LE MANI DELLA MAFIA SUL BUSINESS BARCHE DA DIPORTO A ISOLA BELLA

TAORMINA. LE MANI DELLA MAFIA SUL BUSINESS BARCHE DA DIPORTO A ISOLA BELLA In evidenza

Blitz della Guardia di finanza di Catania contro il clan mafioso Cintorino, legato alla cosca Cappello e attivo a Calatabiano e nel Messinese tra Giardini Naxos e Taormina. Militari delle Fiamme gialle stanno eseguendo un'ordinanza cautelare nei confronti di 31 indagati: 26 in carcere e 5 ai domiciliari.
    Tra i destinatari del provvedimento anche gli attuali reggenti del gruppo. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, estorsioni, usura trasferimento fraudolento di valori e narcotraffico. E' in corso un sequestro di beni riconducibili al gruppo Cappello-Cintorino e alla 'famiglia' Santapaola-Ercolano per un milione di euro: una società di noleggio di acquascooter, un bar e un lido balneare di Giardini Naxos e una ditta attiva nel settore dei lavori edili. Nella rete di attività economiche più redditizie del clan la Dda di Catania indica il business delle escursioni turistiche con barche da diporto nel tratto di mare antistante Isola Bella di Taormina.

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  • TAORMINA. QUANTO COSTA PROMUOVERE LA CITTÀ?

    Prosegue il rapporto contrattuale per il servizio di web marketing e commercializzazione social per la città di Taormina - progetto "Taormina for you”.

    Lo stabilisce una determina dirigenziale dello scorso 11 settembre. Ma di cosa si tratta?  Se a qualcuno fosse sfuggito la città di Taormina in piena crisi pandemica, con voli esteri cancellati, lockdown in corso e difficoltà logistiche varie ha pensato di promuovere la città adottando “Misure mirate alla ripresa delle attività turistiche nella città”.

    Proprio a questo scopo il sindaco Mario Bolognari ha costituito un “Tavolo Tecnico” formato da esperti multidisciplinari per la elaborazione di un piano di comunicazione a sostegno del prodotto “Taormina”. Era il 28 aprile 2020. Neanche un mese dopo, il 14 maggio 2020, la giunta municipale approvava una delibera con la quale assegnava 25 mila euro per le misure di ripresa delle attività turistiche nella città di Taormina.

    Ecco che a giugno viene affidato il servizio di Web Marketing e Commercializzazione Social per la Città di Taormina con la creazione del progetto “Taormina for you”, brand ideato dalla BP Consulting Hotels Sales and Marketing della Dott.ssa Barbara Pardini, al fine di contrastare la grave crisi economica causata dalla pandemia da Covid19 che ha colpito il settore turistico.

    L’obiettivo è la creazione e messa on line di un blog tecnologicamente avanzato per pubblicizzare, promuovere e incentivare il turismo in generale per   dare seguito al progetto “Taormina for you” contenente tutte le informazioni sulla città, un “archivio” che evidenzi le ricchezze di Taormina in termini di fattore umano e che costituiscono la memoria storica di Taormina, attraverso le testimonianze raccolte sul territorio utilizzando video, interviste e documenti fotografici.

    In attesa di ciò il progetto “Taormina for you”, come si legge nella determina “si è sviluppato attraverso la creazione e realizzazione di 40 interviste per creare il corpo del blog, la creazione e il lancio di 142 posts sulla pagina FB con il post “regina” in francese che ha raggiunto tantissime persone, il lancio del video che è stato visto da migliaia di persone e condiviso 125 volte.”

    Adesso, fermi tutti. Prima di proseguire soffermiamoci su questo primi dati. La riflessione è la seguente. Quanto è costato il progetto davvero? Lo abbiamo chiesto all’assessore al turismo Andrea Carpita.

    “ Con la delibera 120 del 14/05/2020, spiega Carpita, sono state assegnate somme per il progetto "Taormina for you" pari a 25mila euro, di cui 5 mila euro  (delibera n°188 del 27/07/2020, euro 2mila) destinati in parte alle campagne di promozione sui social (determina di impegno n° 70 del 10/08/2020, euro 2mila) e la restante parte (determina di impegno n°72 del 11/08/2020, euro 3mila) alle spese a copertura dei voli aerei effettuati dalle agenti di viaggio in visita nella nostra citta (fam trip). Ad oggi, spiega Carpita, di questa somma:  2.854,80euro a copertura di tre mesi delle attività di progettazione, creazione, implementazione di tutte le attività sopra descritte, della Dott.ssa Barbara Pardini,della BP Sales&Marketing, che oltre a quanto sopra indicato ha anche accompagnato fisicamente le agenzie, appartenenti al suo data base personale, sul territorio ed ha realizzato, in collaborazione con la Dott.ssa Manganaro, le interviste finalizzate al blog e il loro concept; 150,00 euro di Campagne Fb ; 500,00 euro per la realizzazione del blog di cui sopra curato da C. Beduschi.”

    Adesso, un progetto costato 25 mila euro con il compito ambizioso di risollevare le sorti economiche della città a seguito di una crisi pandemica mondiale può davvero essere costituito da numeri  social così irrisori.

    Signori, adesso, fermatevi e riflettete su questi numeri.

    Viene presentato come risultato straordinario una pagina facebook che conta 1662 mi piace. Altro risultato straordinario, da 25 mila euro, un post condiviso ben 125 volte. Ogni singolo post non supera i 20 mi piace.

    Si tratta di numeri ridicoli. Diamo un nome alle cose.

    “Likes or not likes, il dilemma, afferma Carpita, non esiste perché, comprare likes nell’epoca del 4.0 sarebbe totalmente inutile perché come tutti coloro che lavorano nel social media marketing sanno bene, sono ormai da tempo definiti vanity metric. A noi interessa la copertura, l’engagement, l’interesse che i Tour operators e le Travel Agents come Tzell Travel, Protravel e lo stesso circuito virtuoso dimostrano nei confronti della nostra pagina, perché sono loro che manderanno turismo di qualità a Taormina. L’assessorato al turismo ha dunque deciso di intraprendere un nuovo cammino, che ha portato al proseguimento del progetto per altri tre mesi, inizialmente trimestrale.”

    Nulla da eccepire assessore. Neanche l’avevamo presa in considerazione la possibilità di acquistare i likes che ovviamente si tradurrebbe in un autoinganno. Chi investe in un progetto di promozione lo fa perché vuole raggiungere il pubblico più ampio possibile. Immaginiamo che strumenti come Instagram, piattaforma in cui Taormina for you conta 333 followers, o facebook servano per raggiungere ad esempio l’avvocato newyorkese direttamente nel suo studio a Manhattan o gli studenti seduti in un caffè a Parigi a programmare le prossime vacanze. Insomma non crediamo che tour operators importanti come Tzell Travel, Protravel scelgano dove portare i turisti basandosi su quelle pagine.

    Anche perché discutibile poi è anche la qualità dei post dal punto di vista contenutistico. Alcune necessarie precisazioni arrivano dalla scrittrice Lisa Bachis.

    In un seguitissimo gruppo facebook, rispetto ad esempio al post in cui si parla della Cattedrale, Lisa Bachis spiega che “La prima cattedrale di Taormina fu la ex chiesa di San Francesco di Paola dove attualmente ha sede il Museo di Arti e Tradizioni Popolari. L'attuale è il cosiddetto Duomo poiché ha titolo di Basilica Minore, titolato a San Nicola di Bari. La chiesa di San Giuseppe, pregevole architettura di fattura barocca, posta di fronte alla scenografica Piazza IX aprile già piano di Sant'Agostino non è cattedrale.”

    C’è poi il post che pubblicizza Isola Bella e suggerisce ai turisti di armarsi di pinne ed occhiali per una bella immersione alla Grotta azzurra, peccato però che come spiega sempre Lisa Bachis “ad Isola Bella nella zona Grotta Azzurra non si possono svolgere attività come lo snorkeling poiché interdetta per ragioni di sicurezza.”

    Il meglio deve ancora venire. Un post parla addirittura di romantici tramonti all’Isola Bella ma prosegue Lisa Bachis “le spettacolari albe di Taormina si godono lato mare mentre i tramonti si ammirano lato monte con l'Etna che abbraccia il sole quando scompare alla nostra vista.”

    Nonostante ciò “da un’analisi effettuata sul lavoro svolto dalla Dott.ssa Barbara Pardini, l’ufficio comunale competente ha ritenuto  necessario ed opportuno dare seguito al rapporto contrattuale con la professionista al fine di realizzare ulteriori e più approfonditi sviluppi del progetto “Taormina for you”, tali da mantenere e integrare gli importanti risultati raggiunti con un nuovo “action plan” contenente altri progetti da sviluppare nel prossimo futuro, evitando in tal modo che il progetto possa subire una inevitabile battuta di arresto”. Il comune di Taormina ha quindi investito un ulteriore somma pari a € 3.806,40. In totale è costato quindi 28 mila euro questo progetto di promozione che ad oggi non sembra aver prodotto risultati tangibili se escludiamo ovviamente gli strafalcioni.  Eppure si è scelto di prolungare il progetto fino a dicembre. Perché?

    “Nei prossimi mesi, spiega Carpita, verranno creati dei testi per il Blog inteso come memoria storica della città, sulla base dei punti sopra indicati; verrà creato  un piano editoriale in lingua inglese e in italiano suddiviso in tre macro-temi: 1) La storia di Taormina. 2)L’architettura di Taormina. 3)La gente di Taormina,con finalità di story telling. Creazione, scrittura e lancio dei posts. Gestione ed implementazione dei video realizzati. Ma soprattutto, spiega carpita, puntiamo alla partecipazione all’evento BTOB Meet The Best, con la creazione di 30 appuntamenti, in modalità on line, per la presentazione della destinazione a event planners aziendali, incentive houses, wedding planners ad agenzie provenienti da Europa, Russia, Cis, Medio Oriente, Asia e Usa.”

    Forse però, alla luce dei numerosi errori commessi, dell’approssimazione e della qualità delle immagini e video, una revisione seria del progetto, dei suoi risultati, degli obiettivi raggiunti servirebbe. Per correttezza nei confronti di chi fa davvero promozione.

    Prendo in prestito a conclusione la riflessione ancora una volta di Lisa Bachis: “Fare promozione turistica prevede conoscenza attenta di luoghi e territori. Necessita di accurate analisi e ricerche. Il marketing vuol cura e le informazioni che diamo agli ospiti vanno prima verificate.”

    E vi lasciamo con il romantico e miracoloso tramonto sull’ Isola Bella. Forse è vero che alla fine i soldi comprano tutto… anche albe e tramonti… ah, no… per quello basta Photoshop o semplicemente non conoscere il territorio che si vuole promuovere.

     

  • OPERAZIONE “CASH-FUND” SCOPERTA UNA FRODE FISCALE DA 5,6 MILIONI DI EURO

    I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno scoperto una frode fiscale, perpetrata da 20 aziende dislocate sull’intero territorio nazionale, che ha permesso ad una società messinese di sottrarre ad imposizione 5,6 milioni di euro ed evadere, complessivamente, quasi 3 milioni di euro di IVA ed imposta sul reddito delle società. Nelle prime ore della giornata odierna, sono stati eseguiti provvedimenti di perquisizione e sequestro di quasi 3 milioni di euro, disposti dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, su proposta della Procura della Repubblica di Messina. Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria di Messina, hanno consentito di acquisire significativi elementi indiziari e di segnalare alla locale Procura della Repubblica il titolare cinese della società messinese, operante nel settore del commercio di articoli di abbigliamento, accessori, grandi magazzini. In particolare, è stato rilevato come l’imprenditore indagato avesse abbattuto il reddito dell’azienda attraverso la contabilizzazione di costi inesistenti, fittiziamente documentati da fatture false emesse da 19 società, per la maggior parte riconducibili a soggetti di etnia cinese. L’attività info-investigativa del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Messina è scaturita dall’incrocio delle informazioni delle banche dati con l’analisi economica del territorio. Quindi, nel corso dell’attività di verifica fiscale, sono stati approfonditi, tra gli altri, i rapporti economici intercorsi con i principali fornitori di beni e servizi, anche con la collaborazione di numerosi Reparti del Corpo competenti per territorio, che hanno eseguito mirati controlli incrociati.  L’operazione di servizio rientra nell’ambito dell’intensificazione dei controlli e del monitoraggio della onesta libertà di impresa, nel cui ambito le aziende si confrontano - in un clima di normale concorrenza - pagando ognuna le tasse dovute ed offrendo, quindi, prezzi al consumatore non falsati dall’evasione fiscale. Nel caso in esame, le indagini hanno consentito di verificare come l’indagato abbia reinvestito le somme evase attraverso l’acquisto di quote di un fondo comune d’investimento, presso una società di gestione del risparmio milanese, inconsapevole della frode al Fisco. L’operazione odierna testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso quotidianamente dalla Procura della Repubblica, dal Tribunale e dalla Guardia di Finanza di Messina al servizio della collettività, anche nell’importante settore della tutela del libero mercato e delle casse dell’Erario.
     

  • MAFIA. PERMESSO PREMIO A MANDANTE OMICIDIO GIUDICE ROSARIO LIVATINO

    Mentre ci si prepara alle cerimonie di commemorazione per il trentennale dell’assassinio di Rosario Livatino c’è una notizia oggi che stride fortemente con il clima di commozione che la memoria del Giudice ragazzino, così come l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo definì, suscita.

    La notizia è che a Giuseppe Montanti, 64 anni di Canicattì, condannato all’ergastolo perché ritenuto uno dei mandanti dell’omicidio del giudice Rosario Livatino, in carcere dal 13 aprile del 2000 dopo essere stato per anni latitante ad Acapulco, è stata concessa una giornata premio fuori dal carcere.

    Una notizia che non può che suscitare perplessità e indignazione.  In testa, come in un film, girano le immagini della sua Ford Fiesta di colore rosso crivellata di colpi.

    Rosario Livatino viene assassinato il 21 settembre del 1990 lungo la Strada statale 640 nei pressi di Canicattì mentre si recava in tribunale ad Agrigento.

    Per la sua uccisione sono stati condannati all’ergastolo gli esecutori Paolo Amico, Domenico Pace, Gaetano Puzzangaro, Salvatore Calafato, Gianmarco Avarello e i mandanti Antonio Gallea, Salvatore Parla e Giuseppe Montanti.

    Proprio Giuseppe Montanti ha beneficiato, dopo 20 anni trascorsi in regime di carcere duro, di un’intera giornata fuori dalla struttura penitenziaria.

    Ieri Montanti ha lasciato la cella per recarsi in una struttura protetta. Qui, secondo alcune fonti, ha incontrato i familiari e ricevuto telefonate.

    A firmare il provvedimento il giudice di sorveglianza del tribunale di Padova.  Una decisione, ci spiega il giudice, assunta dopo un’attenta valutazione. È composto da dieci pagine il provvedimento che ha portato Montanti fuori dal carcere seppur per alcune ore. Provvedimento che non è stato impugnato dal pubblico ministero.

    Un modo per dire che “non c’è stata alcuna sottovalutazione del profilo criminale della persona”. La decisione è maturata tenendo presente che alla base dell’ordinamento giuridico italiano c’è la rieducazione dei detenuti. A giocare un ruolo importante anche la recente sentenza della consulta che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’ergastolo ostativo.

    Solo una casualità il fatto che tutto questo sia avvenuto proprio nella settimana in cui ricorre l’anniversario della morte del giudice Rosario Livatino.

    “Non lo sapevo” afferma il giudice di sorveglianza che ha firmato il provvedimento quando le facciamo notare la tempistica beffarda.

    Noi lo sappiamo invece. Conosciamo ogni tragica data che ha segnato la storia della nostra Terra. Non possiamo e non vogliamo dimenticare.

    I morti, ci dice il giudice, non potrà mai farli tornare  indietro nessuno ma l'espiazione della pena deve anche ispirarsi alle finalità che la Costituzione prevede.  Non è escluso che in futuro possano esserci altri permessi, altri premi.  

    Senza alcuna polemica...  non è escluso che ci si indigni ancora. 

     

     

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