TAORMINA. La Polizia sequestra una discarica abusiva e denuncia il proprietario

TAORMINA. La Polizia sequestra una discarica abusiva e denuncia il proprietario In evidenza

La Polizia Ferroviaria di Taormina, unitamente alla Squadra di Polizia Giudiziaria compartimentale, nel corso di mirati servizi volti al contrasto dei furti e della ricettazione di rame ed altro materiale ferroso, ha sottoposto a controllo una ditta sita in contrada Maraulì, nel comune di Calatabiano (Ct) che svolgeva la sua attività di autodemolizione su di appezzamento di terreno di circa 1000 mq, parzialmente recintati. 

Seppure non siano state trovate tracce di metalli che potessero far presuppore un’implicazione nel mercato nero dell’oro rosso, i controlli effettuati hanno evidenziato che il proprietario, un venticinquenne del posto, non aveva nessun tipo di autorizzazione per svolgere quel genere di attività e pertanto lo stesso è stato denunciato a piede libero per il reato di gestione di rifiuti non autorizzata.

Di fatti, nell’area sono state rinvenute una quindicina di autovetture da demolire, alcune prive di targa e diversi rifiuti speciali consistenti sia in parti di auto che in condizionatori e RAEE. Tutto il materiale giaceva sul terreno nudo senza alcun tipo di accorgimento protettivo tanto che lo stesso era intriso di percolato oleoso.

Attesa la gravità del reato contestato e la necessità di evitare che l’attività illecita potesse produrre ulteriori danni ambientali, tutta l’area è stata sottoposta a sequestro preventivo ed affidata in custodia giudiziale allo stesso giovane.

 

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    Una serrata attività di indagine permise allora di smascherare un’articolata associazione mafiosa legata alla consorteria criminale dei Cintorino di Calatabiano (Ct), operante nella zona di Taormina; perquisizioni, appostamenti e intercettazioni provarono l’esistenza di una rete ben organizzata dedita allo spaccio di droga, estorsione ai danni di commercianti e professionisti, furti.

    Gli ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, eseguiti ieri, stabiliscono le pene a carico di: CIPOLLA Maurizio, classe 82, in atto sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, che dovrà espiare la pena di anni 10, mesi 6 e giorni 28 di reclusione per i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e tentato omicidio; ANASTASI Salvatore, del 65, con una pena di anni 3, mesi 6 e giorni 23 di reclusione per il reato di associazione mafiosa, CIPOLLA Francesco, del 75, e GRANATA Claudio, del 78, rispettivamente con una pena di anni 9, mesi 1 e giorni 10 di reclusione il primo, anni 9, mesi 6 e giorni 20 di reclusione il secondo, per il reato di associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

     

  • PAGLIARA. La Polizia di Stato sequestra un’area abusivamente utilizzata per recupero rifiuti pericolosi e veicoli dismessi

    Personale della squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Messina ha proceduto al sequestro preventivo di un’area di circa 2000 mq in contrada Piana nel comune di Pagliara (ME), ove il titolare di una società avrebbe effettuato, senza alcuna autorizzazione, un’attività di raccolta, recupero di rifiuti pericolosi e, in particolare, di veicoli dismessi. La vicenda nasce nel 2015 allorché, durante un controllo amministrativo della Polizia Stradale, venivano rinvenuti numerosi veicoli, targati e non, motori e parti di essi, pneumatici e varie parti di carrozzerie.

    A seguito di una mirata attività di indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, si accertava la totale assenza delle necessarie autorizzazioni alla demolizione o alla gestione dei rifiuti, oltre che un progetto mai autorizzato di raccolta e messa in sicurezza dei rifiuti speciali pericolosi.

    Nel 2016, un ulteriore controllo permetteva di appurare la parziale rimozione di alcuni rottami senza però effettuare una bonifica dei luoghi continuando a riversare sostanze inquinanti nel sottosuolo. Da quest’ultimo controllo sarebbe ulteriormente emersa la sussistenza degli elementi integranti fattispecie di reato previste dal codice dell’ambiente.

    Una precedente condanna del titolare dell’azienda per la medesima fattispecie emessa dal Tribunale di Messina nel 2011 e la necessità di impedire il protrarsi dell’attività criminosa ai fini della salvaguardia dell’ambiente, hanno consentito al Giudice delle Indagini Preliminari di disporre il Sequestro Preventivo dell’area del Comune di Pagliara eseguito a cura della Polizia Stradale di Messina.

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    Ha ripetutamente posto in essere gravi comportamenti con cui, oltre a mettere a rischio la propria vita, ha messo a repentaglio la sicurezza del trasporto ferroviario. L’autore è un cittadino gambiano di 22 anni che prima, nei pressi della stazione di Fiumefreddo di Sicilia (Me) si è aggrappato ad un treno merci per poi successivamente dileguarsi nelle campagne circostanti alla vista degli operatori della Polfer intervenuti per bloccarlo.

    La Polizia Ferroviaria di Taormina, atteso il grave pericolo, ha intensificato i servizi di vigilanza sul territorio e sui treni di competenza, predisponendo ulteriori pattuglie automontate e appiedate al fine di intercettare l’uomo. Intanto, poco dopo, però, la presenza del giovane è stata segnalata lungo i binari tanto che un treno regionale è stato costretto a fermarsi per scongiurare un investimento. Le scorribande nell’ambiente ferroviario hanno avuto termine a bordo di un regionale diretto a Messina dove il giovane extracomunitario è stato individuato dagli agenti della Polfer e condotto negli uffici di Polizia per le contestazioni del caso. In particolare l’uomo dovrà rispondere dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale e interruzione di pubblico servizio, reati per i quali è stato denunciato a piede libero.

    Il suo comportamento non solo ha recato grave pregiudizio alla sicurezza ferroviaria ma ha anche offerto negativi spunti per emulazioni soprattutto per i ragazzi che già, purtroppo, sui social network accettano sfide estreme di questo tipo. Condotte illecite e pericolose contro cui l’azione della Polizia Ferroviaria è molto intensa sia sul piano repressivo, nel quotidiano ma anche nel corso di giornate di controlli dedicati al sanzionamento dei trasgressori, che sul piano preventivo, attraverso gli incontri con gli studenti di ogni ordine e grado nell’ambito del Progetto “Train…to be cool”.

     

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