MESSINA. CADAVERE RINVENUTO SULLA SPIAGGIA A TUSA. ESEGUITA AUTOPSIA

MESSINA. CADAVERE RINVENUTO SULLA SPIAGGIA A TUSA. ESEGUITA AUTOPSIA In evidenza

Il 7 gennaio 2020 sulla battigia di Castel di Tusa (ME) è stato ritrovato un cadavere da alcune persone che stavano facendo dei lavori di giardinaggio presso una villetta. Il cadavere indossava una muta da sub e delle scarpe da ginnastica e si presentava in avanzato stato di decomposizione con le parti non coperte dalla muta (testa e mani) completamente scarnificate. Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia Carabinieri di Mistretta (ME) e della Capitaneria di Porto di Santo Stefano di Camastra (ME) e Sant’Agata di Militello (ME). Non è stato possibile identificare il cadavere data l’assenza dei tratti somatici del volto, di documenti e delle impronte papillari. La salma è stata trasportata presso l’ospedale “Barone Romeo” di Patti (ME) per l’esame autoptico. Dall’autopsia, eseguita nel primo pomeriggio del 9 gennaio 2020, è emerso che il cadavere è di sesso maschile ed il corpo presenta alcuni tatuaggi. In particolare un “tribale” sull’avambraccio sinistro, la sagoma di un pipistrello con alcune lettere illeggibili tra le scapole ed una lettera “M” sul braccio destro. L’esame autoptico non ha evidenziato lesività traumatiche. Per giungere all’identificazione del cadavere, i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Patti, stanno svolgendo ulteriori indagini, anche mediante l’estrazione del profilo genotipico della salma da comparare con quelli presenti nella banca dati delle persone scomparse.

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    Nel quadro dei controlli finalizzati a garantire il rispetto delle prescrizioni emanate con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8, 9 e 11 marzo scorsi in materia di contenimento dell’emergenza sanitaria per contrastare la diffusione del virus Covid-19, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina stanno svolgendo quotidiani servizi di controllo del territorio, articolati nell’arco di tutte le 24 ore, con la prioritaria finalità di garantire la salute dei cittadini della provincia peloritana.

    In questi primi giorni di applicazione dei citati decreti, nel corso dei servizi volti a prevenire in particolare le situazioni di assembramento e gli spostamenti al di fuori dei casi previsti ed il rispetto dell’obbligo di chiusura delle attività commerciali, sono state accertate complessivamente 78 violazioni (17 nel capoluogo, 8 nella zona Ionica della provincia, 40 nei comprensori di Milazzo, Barcellona P.G. e Patti e 13 in quelli di Sant’Agata Militello, Santo Stefano di Camastra e Mistretta) con la conseguente segnalazione all’Autorità Giudiziaria per il reato di inosservanza ai provvedimenti dell’Autorità. In alcuni di questi casi, le violazioni contestate dai Carabinieri sono collegate ad ulteriori condotte illecite accertate come ad esempio nel caso di due arresati in flagranza di reato di furto a Messina nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi ed i quattro denunciati per furto di legname a Mistretta martedì 10 marzo.

    In particolare, solo per citare i casi più eclatanti si segnalano quelli avvenuti:

    • nel Capoluogo i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Messina hanno segnalato 2 giovani di Torregrotta (ME), già noti alle forze dell’ordine, controllati in orario notturno nel rione di Fondo Fucile che hanno giustificato la loro presenza nel capoluogo sostenendo di volere fare una passeggiata. Inoltre nella decorsa nottata un altro giovane alla vista dei militari ha tentato di scappare e scopo essere stato fermato è stato trovato in possesso di 1 grammo di stupefacente del tipo “crack” e segnalato alla Prefettura di Messina, quale assuntore di sostanze stupefacenti;
    • a Barcellona Pozzo di Gotto è stato segnalato un uomo che, sprovvisto di patente poiché mai conseguita ed in evidente stato di ebbrezza alcolica, ha tamponato un'altra auto. Nei suoi confronti, oltre alla violazione delle norme sul contenimento del Covid 19 è scattata la denuncia anche per rifiuto di sottoporsi all’accertamento etilometrico e guida senza patente;
    • a Terme Vigliatore i Carabinieri hanno sanzionato il titolare di una gelateria che, insieme a due dipendenti, teneva aperto l’esercizio pubblico denunciando contestualmente anche due avventori presenti all’interno del bar;
    • a Pace del Mela i militari dell’Arma hanno accertato che un albergo ristorante, non aveva rispettato l’obbligo di chiusura al pubblico ed hanno pertanto deferito in stato di libertà il titolare dell’esercizio pubblico ed i dieci clienti trovati all’interno del locale.
  • Mandanici. Controlli dei Carabinieri alle aziende zootecniche. Sequestrati 65 capi di bestiame

    Quest’oggi, nel comune di Mandanici, in collaborazione con i Carabinieri del NAS di Catania, gli agenti del Corpo Forestale della Regione Sicilia ed i veterinari dell’ASP di Messina, i Carabinieri del Compagnia Messina Sud hanno svolto un servizio straordinario finalizzato al controllo delle aziende zootecniche, procedendo a verifiche sanitarie di numerosi capi di ovini e caprini, in parte allo stato brado ed in parte presenti presso le stalle delle aziende zootecniche del luogo.

    Le attività hanno consentito di individuare e sottoporre a sequestro sanitario 40 capi privi di segni di identificazione, 16 dei quali vaganti, per i quali l’Autorità Sanitaria ha disposto l’abbattimento. Inoltre, sono stati rinvenuti altri 25 animali dotati dei previsti codici identificativi ma di cui i proprietari avevano denunciato lo smarrimento che, prima di essere restituiti agli allevatori, sono stati affidati in custodia ad una ditta specializzata in attesa dell’esito delle analisi ematochimiche cui gli animali saranno sottoposti per verificare che non siano affetti da brucellosi.

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  • Castelmola. Furto in abitazione. 22enne denunciato dai Carabinieri.

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    I Carabinieri avevano avviato le indagini a seguito di un furto in un’abitazione di Castelmola (ME) avvenuto lo scorso 15 gennaio quando un ladro si era introdotto nella casa mentre i proprietari erano fuori ed aveva messo a soqquadro tutte le stanze impossessandosi di un cofanetto portagioie contenente collane e monili in orso del valore di circa 800,00 euro nonché un computer e materiale informatico.

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