TAORMINA. ALCOL TEST POSITIVO PER IL GIOVANE COINVOLTO NELL'INCIDENTE

TAORMINA. ALCOL TEST POSITIVO PER IL GIOVANE COINVOLTO NELL'INCIDENTE In evidenza

È risultato positivo all'alcol test il 32 enne taorminese (V.M.) che lo scorso sabato è rimasto coinvolto nello spettacolare incidente stradale avvenuto qualche minuto prima delle 20 nei pressi del parcheggio Porta Catania. Il giovane in stato di ebbrezza alcolica alla guida del motociclo intestato alla madre mentre percorreva la via San Vincenzo in direzione monte giunto in prossimità dell’ingresso del parcheggio di porta Catania invadeva la corsia di marcia opposta andando ad impattare frontalmente con il veicolo che sopraggiungeva in maniera regolare in direzione opposta (il cui conducente rimaneva illeso). A causa dell’urto il motociclo ha preso fuoco. In pochi minuti le fiamme lo hanno completamente avvolto. Per spegnere l’incendio si e resa  necessaria, dopo un primo immediato intervento  di una pattuglia di militari del radiomobile di passaggio, l’azione dei vigili del fuoco del distaccamento di Taormina. Il giovane è stato trasportato in codice giallo presso l’ospedale San Vincenzo e ricoverato  al  reparto di ortopedia con una prognosi iniziale di 30 giorni.

Sul posto  per i rilievi è intervenuta la Polizia Locale di Taormina che  oggi, coordinati dal Vice Comandante Commissario Lo Presti, ha proceduto a contestare al 32 enne taorminese la violazione degli artt. 143 cds (per guida contromano) e 186 comma 2 lettera c) e comma 2 bis del codice della strada per guida sotto l’effetto di bevande alcolemiche con un tasso superiore a 1,50 con successiva comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica di Messina.

Per il giovane è scattato  anche il ritiro formale della patente (andata distrutta dalle fiamme ) per la successiva revoca.

 

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    In tale contesto, vieppiù nell’attuale situazione pandemica e sulla scorta dei gravi focolai di COVID 19 verificatisi, ad ogni latitudine a livello nazionale, nelle residenze per anziani, un’attenzione particolare è stata rivolta proprio alle RSA: luoghi nevralgici per la diffusione del virus, fino allo scorso marzo per molti ignoti e che, purtroppo, hanno riempito la cronaca giudiziaria degli ultimi mesi.

    Nel dettaglio, le Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina, coordinate dal Gruppo di Messina, dopo una meticolosa mappatura economica del territorio di competenza, effettuavano un mirato intervento in materia di illeciti lavoristici presso una RSA della provincia, riscontrando come il titolare si fosse avvalso, per l’assistenza degli anziani ivi ricoverati, di ben 36 lavoratori “in nero”, negli anni dal 2016 al 2020, a fronte di una forza lavoro complessiva risultata impiegata di 40 dipendenti.

    Più in particolare, emergeva come il dominus della struttura residenziale, al fine di ottenere indebiti risparmi in termini di versamento di contributi ed oneri previdenziali, avesse abusivamente impiegato, completamente e/o parzialmente, i predetti lavoratori, senza effettuare la prescritta comunicazione al Centro per l’Impiego.

    Inequivoco l’esito delle interviste effettuate nei confronti dei lavoratori i quali rappresentavano come il titolare impedisse la fruizione di qualsiasi forma di riposo o ristoro durante l’orario di lavoro, nonché di socializzare tra loro, arrivando addirittura a ricevere il divieto di scambiarsi i numeri di telefono.

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    Parimenti, si acquisiva come, a fronte della previsione dei contratti di lavoro collettivo che, “per i dipendenti dalle cooperative, consorzi e società consortili del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo”, prevedono una paga base che va, a seconda del livello di inquadramento, da € 1.184,19 a € 1.426,41, a fronte di un orario di lavoro pari a 38 ore settimanali, i lavoratori della RSA ispezionata percepissero circa € 700,00, indipendentemente dalle mansioni svolte e dalle ore lavorate, in media pari a 45 ore settimanali.  

    In altri termini, i militari della Compagnia di Taormina riscontravano palesi violazioni alla normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie, in totale spregio della normativa nazionale e comunitaria in materia di organizzazione dell’orario di lavoro.

    Pesantissime, dunque, le sanzioni nei confronti del datore di lavoro che, salvi gli ulteriori aggravi determinati da INPS ed INAIL - destinatari, per quanto di rispettiva competenza, del verbale redatto dai Finanzieri - dovrà regolarizzare la posizione del personale attualmente impiegato irregolarmente, nonché far fronte ad una contestazione di oltre 130.000 euro di multa a titolo di sanzioni, oltre alle somme dovute a titolo di ritenute fiscali e previdenziali.

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