Roccalumera. Nascondeva la droga in camera da letto: un giovane arrestato dai Carabinieri

Roccalumera. Nascondeva la droga in camera da letto: un giovane arrestato dai Carabinieri In evidenza

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno arrestato, in flagranza di reato, un 20enne per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso dei servizi di controllo del territorio, i Carabinieri della Stazione di Roccalumera hanno controllato il giovane a bordo della propria autovettura e trovato in possesso di modica quantità di sostanza stupefacente del tipo hashish. Insospettiti dall’atteggiamento del giovane i militari dell’Arma hanno proseguito gli accertamenti presso la sua abitazione rinvenendo, nella camera da letto, ulteriori gr. 405 di marijuana e gr. 305 di hashish, un bilancino di precisione nonché 150 euro, ritenuti provento dell’attività delittuosa. La sostanza stupefacente è stata inviata al Policlinico di Messina per le analisi di laboratorio e il 20enne arrestato, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. All’esito del giudizio, l’attività dei Carabinieri è stata convalidata e il giovane è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, in attesa di giudizio definitivo.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione.

 

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    In particolare è stato accertato come i destinatari del provvedimento, una volta acquistato lo stupefacente nel capoluogo peloritano ed in altre località, abbiano utilizzato le abitazioni di cui avevano la disponibilità per cedere crack ad alcuni minorenni con i quali contestualmente lo consumavano. Il crack, come noto, è un prodotto chimico della cocaina, assunto inalandone il fumo dopo aver surriscaldato i cristalli della sostanza in bottiglie di plastica semipiene di acqua, con il tappo formato da carta in alluminio ed una cannuccia inserita nella parte priva di acqua. Tale modalità di assunzione è stata riscontrata nel corso di alcune perquisizioni svolte nel corso delle indagini.

    D.A.M. e D.F.G., dopo le formalità di rito sono stati tradotti presso la casa circondariale di Gazzi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

     

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    Una famiglia di Roccalumera si trova al momento in quarantena preventiva. Risulta che le persone originarie di della cittadina jonica si siano autodenunciate alle autorità locali poiché provenienti da uno dei comuni del nord Italia attualmente in zona rossa.

    Dalle prime notizie raccolte il paese in cui la famiglia sarebbe transita sembra essere proprio Codogno, paese individuato come focolaio del virus.

    Del caso è stato informato il primo cittadino Gaetano Argiroffi che ha subito attivato le procedure del caso.

    La famiglia sarebbe già stata sottoposta al tampone anche se al momento tutti i componenti risulterebbero asintomatici.

     

     

    AGGIORNAMENTO

     

    Il primo cittadino di Roccalumera tranquillizza: la misura della quarantena è a scopo preventivo.

    “La famiglia, marito e moglie, spiega il primo cittadino,  mi hanno informato di essere transitate dalle zone rosse e mi hanno chiesto come dovevano comportarsi. In particolar modo l’uomo si è trovato a transitare da Codogno in occasione del deragliamento del treno a Lodi lo scorso 6 febbraio. A causa dell’interruzione di molti collegamenti l’uomo è stato dirottato determinandone il suo passaggio a Codogno. Non ci sono però motivi per preoccuparsi. Sia marito che moglie sono asintomatici. Si è trattato di un atto di zelo in considerazione delle indicazioni del Consiglio dei Ministri.”

    La coppia, marito e moglie, sarebbero arrivati a Roccalumera nei giorni scorsi in due momenti diversi. L’uomo avrebbe preso un volo da Milano a Catania, la donna invece avrebbe raggiunto il comune jonico in treno da Cremona.

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