CATANIA: ANCORA SEQUESTRI DI MERCE CONTRAFFATTA

CATANIA: ANCORA SEQUESTRI DI MERCE CONTRAFFATTA In evidenza

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito dei servizi volti alla repressione della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, ulteriormente rafforzati a seguito della recente direttiva del Ministro dell’Interno inerente alla prevenzione e contrasto di detti fenomeni nel periodo estivo, hanno sequestrato circa 5.000 articoli contraffatti o non sicuri destinati alla vendita nelle vie del passeggio o sulle spiagge della costa della provincia catanese. I servizi di controllo su Catania si sono incentrati nelle zone della stazione ferroviaria e della stazione dei pullman di piazza Borsellino per rilevare l’arrivo dei venditori abusivi che si avviano verso la playa per smerciare i loro prodotti contraffatti. Analoghi interventi sono stati condotti nella provincia etnea, nelle zone di Riposto di Caltagirone e di Paternò. Anche in tal caso sono stati intercettati ambulanti abusivi intenti nella vendita di merci “taroccate” sul litorale jonico e presso i mercati rionali. Tutti i soggetti sorpresi sono stati deferiti alle locali Autorità Giudiziarie. Parallelamente, è stata intensificata l’azione investigativa per individuare i canali di approvvigionamento di tali prodotti allo scopo di interrompere il circuito che alimenta sul territorio etneo le attività illecite della contraffazione e dell’abusivismo commerciale. I servizi proseguiranno quindi nelle prossime settimane in corrispondenza del periodo di maggiore afflusso turistico sui litorali della provincia.

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  • GRANITI. SCOPERTA E CHIUSA SALA SCOMMESSE ABUSIVA

    I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione ad un decreto di cessazione immediata dell’attività, disposto dalla Questura di Messina, nei confronti di una sala giochi con sede in Graniti (ME), scaturito da autonoma attività delle Fiamme Gialle nell’ambito dell’intensificazione dei controlli in materia di abusiva raccolta delle scommesse.

    In particolare, nel corso di un servizio finalizzato alla verifica della puntuale applicazione delle vigenti disposizioni in materia di giochi e scommesse, i Finanzieri della Compagnia di Taormina hanno accertato come il titolare dell’attività, privo di qualsivoglia autorizzazione di pubblica sicurezza, non solo raccogliesse illecitamente scommesse, ma tale attività venisse svolta da allibratori esteri non autorizzati ad operare in Italia.

    Nel corso del controllo, infatti, gli operanti hanno individuato ben tre postazioni telematiche, tramite le quali venivano raccolte significative scommesse, in totale spregio alla normativa vigente, nonché concessa la possibilità di giocare d’azzardo su siti esteri clandestini, il tutto testimoniato dalle numerosissime ricevute rinvenute, attestanti le molteplici giocate effettuate dai clienti della sala.

    L’attività in parola si è conclusa con il sequestro delle postazioni telematiche per la raccolta e con la denuncia alla Procura della Repubblica di Messina del titolare della ditta, in quanto responsabile dell’esercizio abusivo di raccolta scommesse, in violazione del Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza.

    Contestualmente, nei confronti dello stesso titolare dell’esercizio sono state elevate sanzioni di tipo amministrativo per un ammontare complessivo di 50.000 euro, per aver effettuato la raccolta per eventi non inseriti nel palinsesto, anche complementare, reso disponibile nel sito internet istituzionale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

    A valle dell’attività svolta, quindi, il Questore di Messina, autorità competente ratione materiae, ha emesso un decreto di cessazione dell’attività, tramite la cui notifica le Fiamme Gialle hanno apposto definitivamente i sigilli alla sala scommesse abusiva.

    Il costante monitoraggio economico del territorio, svolto dalla Guardia di Finanza in un’ottica di trasversale valorizzazione delle sue funzioni di polizia economico - finanziaria, ha così permesso di far cessare un’attività totalmente abusiva, potenzialmente dannosa per i soggetti affetti da “ludopatia”, nonché incompatibile con la salvaguardia dei circuiti legali dei giochi e delle scommesse, vieppiù nell’attuale periodo di crisi pandemica, in cui va evitata qualsiasi forma di assembramento.

  • GDF TAORMINA. LAVORATORI IN NERO IN RSA. INCHIESTA GUARDIA FINANZA

    I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, nell’ambito della rimodulazione delle linee d’azione volte a contrastare, in maniera trasversale, i fenomeni di illegalità economico-finanziaria più lesivi ed insidiosi del già precario quadro socio-economico, hanno progressivamente orientato i controlli in materia di lavoro nero e irregolare, verso le condotte più gravi e pervasive.

    In tale contesto, vieppiù nell’attuale situazione pandemica e sulla scorta dei gravi focolai di COVID 19 verificatisi, ad ogni latitudine a livello nazionale, nelle residenze per anziani, un’attenzione particolare è stata rivolta proprio alle RSA: luoghi nevralgici per la diffusione del virus, fino allo scorso marzo per molti ignoti e che, purtroppo, hanno riempito la cronaca giudiziaria degli ultimi mesi.

    Nel dettaglio, le Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina, coordinate dal Gruppo di Messina, dopo una meticolosa mappatura economica del territorio di competenza, effettuavano un mirato intervento in materia di illeciti lavoristici presso una RSA della provincia, riscontrando come il titolare si fosse avvalso, per l’assistenza degli anziani ivi ricoverati, di ben 36 lavoratori “in nero”, negli anni dal 2016 al 2020, a fronte di una forza lavoro complessiva risultata impiegata di 40 dipendenti.

    Più in particolare, emergeva come il dominus della struttura residenziale, al fine di ottenere indebiti risparmi in termini di versamento di contributi ed oneri previdenziali, avesse abusivamente impiegato, completamente e/o parzialmente, i predetti lavoratori, senza effettuare la prescritta comunicazione al Centro per l’Impiego.

    Inequivoco l’esito delle interviste effettuate nei confronti dei lavoratori i quali rappresentavano come il titolare impedisse la fruizione di qualsiasi forma di riposo o ristoro durante l’orario di lavoro, nonché di socializzare tra loro, arrivando addirittura a ricevere il divieto di scambiarsi i numeri di telefono.

    Di non minore rilevanza, poi, la circostanza come i medesimi lavoratori siano risultati effettuare, da soli, il turno notturno, pari a dodici ore, durante il quale, oltre ad accudire gli anziani, avrebbero anche dovuto svolgere altre incombenze, quali il lavaggio e la stiratura delle telerie.

    Parimenti, si acquisiva come, a fronte della previsione dei contratti di lavoro collettivo che, “per i dipendenti dalle cooperative, consorzi e società consortili del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo”, prevedono una paga base che va, a seconda del livello di inquadramento, da € 1.184,19 a € 1.426,41, a fronte di un orario di lavoro pari a 38 ore settimanali, i lavoratori della RSA ispezionata percepissero circa € 700,00, indipendentemente dalle mansioni svolte e dalle ore lavorate, in media pari a 45 ore settimanali.  

    In altri termini, i militari della Compagnia di Taormina riscontravano palesi violazioni alla normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie, in totale spregio della normativa nazionale e comunitaria in materia di organizzazione dell’orario di lavoro.

    Pesantissime, dunque, le sanzioni nei confronti del datore di lavoro che, salvi gli ulteriori aggravi determinati da INPS ed INAIL - destinatari, per quanto di rispettiva competenza, del verbale redatto dai Finanzieri - dovrà regolarizzare la posizione del personale attualmente impiegato irregolarmente, nonché far fronte ad una contestazione di oltre 130.000 euro di multa a titolo di sanzioni, oltre alle somme dovute a titolo di ritenute fiscali e previdenziali.

    Ciò che preoccupa, poi, oltre agli inaccettabili riflessi di scorrettezza fiscale, previdenziale e connesse ripercussioni in termini di concorrenza sleale nel mercato di riferimento, è come l’utilizzo sconsiderato di manodopera in nero sia risultato caratterizzato, in larghissima parte, in funzione della categoria di inquadramento, da un livello di competenze professionali generiche e di capacità tecnico-manuali per lo svolgimento di attività semplici, ben potendo tale circostanza rappresentare, in ipotesi, un ulteriore aggravio e fungere da volano a possibili fenomeni di contagio, qualora non si padroneggino, a sufficienza, le procedure da adottare per contenere eventuali infezioni all’interno di questi tipi di strutture.

    In conclusione, l’intervento odierno testimonia, ancora una volta, come la Guardia di Finanza, in ragione delle specialistiche funzioni di polizia economico - finanziaria, operi costantemente per la salvaguardia dei lavoratori e per garantire il corretto assolvimento degli oneri contributivi e previdenziali, nonché risulti in prima linea per tutelare l’incolumità delle fasce più deboli che, come in questo caso, vengono messe a repentaglio da imprenditori senza scrupoli, mossi dalla sola logica del guadagno.

  • CASTELMOLA .SOCCORSO UN ALPINISTA IN LOCALITÀ MONTE VENERE. VIDEO

    Nel tardo pomeriggio di ieri, militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Nicolosi (CT) sono intervenuti in località Monte Venere, nel comune di Castelmola (ME) ed hanno soccorso un alpinista feritosi accidentalmente. 

    Alle ore 18.15 circa del 24/09/2020, le fiamme gialle etnee del SAGF venivano allertati da uno scalatore che segnalava un incidente avvenuto ad un compagno di cordata, durante l’apertura di una nuova via di ascensione alpinistica, in località Monte Venere, nel comune di Castelmola (ME). Il malcapitato alpinista veniva colpito alla gamba da un blocco di roccia, staccatosi accidentalmente. L’amico di cordata inviava immediatamente il punto GPS dell’incidente e provvedeva a mettere in sicurezza il compagno ferito.

    Alle ore 19.00 intervenivano due pattuglie la prima partiva da Nicolosi mentre l’altra giungeva dal versante Etna Nord e, dirigendo entrambi nella località dell’incidente, raggiungevano in serata l’infortunato con non poche difficoltà a causa dell’impervietà della zona.

    Il ferito, che presentava un trauma al ginocchio sx che ne impediva il movimento, veniva immobilizzato con i presidi sanitari in dotazione e veniva imbarellato su struttura di trasporto titan basket e mosso lungo un ripido pendio reso ancora più difficoltoso dal sopraggiungere dell’oscurità.

    Dopo circa due ore di tragitto, giunti alla base del pendio nei pressi del parcheggio, lo stesso, ormai in sicurezza, veniva accompagnato dal compagno di cordata al Policlinico di Messina per gli accertamenti del caso. Le operazioni coordinate dalla Sala Operativa del Comando Provinciale di Catania si concludevano nella notte.

     

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