Il 7 gennaio 2020 sulla battigia di Castel di Tusa (ME) è stato ritrovato un cadavere da alcune persone che stavano facendo dei lavori di giardinaggio presso una villetta. Il cadavere indossava una muta da sub e delle scarpe da ginnastica e si presentava in avanzato stato di decomposizione con le parti non coperte dalla muta (testa e mani) completamente scarnificate. Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia Carabinieri di Mistretta (ME) e della Capitaneria di Porto di Santo Stefano di Camastra (ME) e Sant’Agata di Militello (ME). Non è stato possibile identificare il cadavere data l’assenza dei tratti somatici del volto, di documenti e delle impronte papillari. La salma è stata trasportata presso l’ospedale “Barone Romeo” di Patti (ME) per l’esame autoptico. Dall’autopsia, eseguita nel primo pomeriggio del 9 gennaio 2020, è emerso che il cadavere è di sesso maschile ed il corpo presenta alcuni tatuaggi. In particolare un “tribale” sull’avambraccio sinistro, la sagoma di un pipistrello con alcune lettere illeggibili tra le scapole ed una lettera “M” sul braccio destro. L’esame autoptico non ha evidenziato lesività traumatiche. Per giungere all’identificazione del cadavere, i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Patti, stanno svolgendo ulteriori indagini, anche mediante l’estrazione del profilo genotipico della salma da comparare con quelli presenti nella banca dati delle persone scomparse.

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Il 21 novembre i Carabinieri della Stazione di Alì Terme hanno arrestato in flagranza del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi una cittadina rumena 55enne, badante.

La vittima è un anziano pensionato, vedovo, incapace di attendere alle proprie necessità quotidiane a causa delle precarie condizioni di salute e, pertanto, affidato da 10 mesi alle cure della badante. I militari sono intervenuti a casa dell’uomo su richiesta della figlia, allertata dal padre che lamentava un comportamento aggressivo da parte della donna che lo accudiva.

I Carabinieri hanno constatato le precarie condizioni igieniche e l’estremo disordine in cui si presentava l’abitazione con medicine ed indumenti sparsi per tutta casa, anche per terra. L’uomo impaurito e provato, riferiva di continui maltrattamenti a cui era sottoposto dalla persona che invece avrebbe dovuto provvedere alle sue cure.

Il pensionato ha convissuto con la sua persecutrice per mesi, durante i quali ha subito minacce e continui atti di vessazione, soffrendo in silenzio, costretto a vivere la quotidianità in un clima di assoluta sottomissione e paura. La donna, in particolar modo, quando eccedeva nell’uso delle bevande alcoliche, lo ha maltrattava solo perché l’anziano le chiedeva la normale assistenza cui era tenuta in luogo della sua prestazione di lavoro, denigrandolo con frasi di ogni tipo, causandogli sofferenze morali e non esitando a proferire, nel tempo, minacce di morte e compiere atti di indiscriminata sopraffazione fino al punto di scagliare contro il malcapitato tutto ciò che aveva tra le mani, non trattenendosi neppure alla presenza dei militari intervenuti.

I Carabinieri, infatti, all’atto dell’ingresso nell’abitazione hanno immediatamente percepito nella badante un’importante alitosi alcolica unita ad uno stato di generale irrequietezza che, poco dopo, si è manifestata nel violento lancio, da parte della donna, di una paletta in plastica del tipo utilizzato nella raccolta dell’immondizia, che solo per caso non ha colpito l’anziano.

In breve gli uomini dell’Arma, coordinati dall’Ufficio di Procura, hanno ricostruito lo stato di avvilimento e disagio in cui l’anziano era stato costretto a vivere per mesi ed ora sulla 55enne grava l’accusa di maltrattamenti contro familiari o conviventi.

Va evidenziato che tale risultato è stato reso possibile dalla fiducia riposta dalla vittima nei confronti dell’Autorità Giudiziaria e delle FF.OO, che ha consentito un rapido intervento a sua tutela, scongiurando il rischio di conseguenze più gravi.

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Ieri sera, nel corso di servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti, i Carabinieri della Stazione di Roccalumera hanno arrestato, in flagranza di reato, il 30enne C.M. e deferito in stato di libertà altre due persone, tutti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 A destare i sospetti dei militari erano stati i continui movimenti rilevati, nel corso degli ultimi giorni, intorno all’abitazione di C.M. Nella serata di ieri, dopo diversi servizi di appostamento, i militari bloccavano un uomo che usciva frettolosamente dall’abitazione controllata, il quale, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di tre grammi di sostanza stupefacente tipo cocaina già suddivisa in dosi.

 Pertanto, i militari dell’Arma decidevano fare accesso nell’abitazione sospetta, all’interno della quale si trovavano il 30enne C.M. ed un 58enne. I due uomini sono stati sottoposti a perquisizione personale che consentiva di rinvenire indosso al 58enne la somma di 185,00 euro ritenuta provento dello spaccio. La perquisizione, estesa a tutta l’abitazione ed ai luoghi ad essa pertinenti, consentiva inoltre il rinvenimento di ulteriori 15 grammi di sostanza stupefacente tipo cocaina e di un bilancino di precisione perfettamente funzionante.

 Tutta la sostanza stupefacente rinvenuta con il bilancino di precisione sono stati sequestrati ed il 30 enne C.M. è stato arrestato in quanto ritenuto responsabile del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il 32enne ed il 58enne, invece, sono stati deferiti, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Messina, in quanto ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 Nella giornata odierna, l’arrestato è stato condotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che, dopo aver convalidato l’arresto operato dai Carabinieri, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

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Ieri, i Carabinieri della Stazione di Graniti hanno deferito, in stato di libertà, il 22enne S.S. originario di Ragusa, in quanto ritenuto responsabile della cosiddetta “truffa dello specchietto”. Ieri mattina, una persona denunciava ai Carabinieri della Stazione di Graniti che, poco prima, era stata vittima della cosiddetta truffa dello specchietto per l’importo di 150,00 euro. La vittima indicava nella denuncia una sommaria descrizione del truffatore e del veicolo sul quale viaggiava. Pertanto, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Taormina, diramava le ricerche segnalando, nel contempo, a tutte le pattuglie sul territorio, il veicolo da ricercare. A distanza di qualche ora, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Taormina hanno individuato e bloccato, a Letojanni (ME), un giovane con le caratteristiche fisiche rispondenti a quelle riferite dalla vittima. Sul posto giungevano anche i militari della Stazione di Graniti che ponevano alcune domande al fermato il quale, resosi conto di essere stato scoperto, ammetteva di essere stato l’artefice della truffa e consegnava i 150,00 euro sottratti. Il denaro è stato restituito alla vittima della truffa ed il 22enne S.S. è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Messina per il reato di truffa

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Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Stazione di Scaletta Zanclea hanno arrestato il 56enne pregiudicato D.B.S., in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Messina – Ufficio Esecuzioni Penali.

L’uomo, già sottoposto all’affidamento in prova al servizio sociale, nell’agosto del 2016 era stato arrestato dai Carabinieri di Scaletta Zanclea con l’accusa di maltrattamenti contro familiari o conviventi. Riconosciuto colpevole e condannato alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione, doveva ancora scontare la pena.

Ieri i militari della stazione di Scaletta Zanclea lo hanno arrestato e condotto in carcere.

 

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Lo scorso 11 ottobre, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina (ME), hanno arrestato, in flagranza di reato, il 70enne T.C. ritenuto responsabile del reato di evasione, dal regime degli arresti domiciliari cui era sottoposto. I Carabinieri, durante un controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari, non hanno trovato l’uomo all’interno della propria abitazione e, successivamente, lo hanno rintracciato sulla pubblica via ed arrestato in flagranza del reato di evasione. Nella mattinata del 12 ottobre, l’uomo è stato tradotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri, confermando nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Nella giornata di oggi il gip del tribunale di Messina, Monica Marino ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri di S. Teresa di Riva, nella notte tra il 7 e 8 settembre nei confronti di C.F. di Nizza di Sicilia a seguito dei maltrattamenti reiterati nei confronti della moglie.

Questi i fatti:

L’uomo non ha accettato la decisione della moglie di volersi separare, decisione dettata dai reiterati maltrattamenti subiti negli anni e del carattere irascibile e violento del marito. Di fronte alla scelta della moglie l’uomo, oltre alle liti violente in casa, ha iniziato a seguirla e pedinarla , anche nelle ore notturne, presentandosi addirittura più volte sul posto di lavoro, umiliandola con continue scenate e minacciandola di rovinarla se lo avesse denunciato. Nei giorni scorsi C.F.  aveva anche seguito la moglie mentre si recava presso lo studio del suo avvocato, a Roccalumera, proprio per formalizzare la domanda di separazione. L’uomo ha fatto irruzione nello studio della professionista minacciando ed insultando sia la moglie, sia l’avvocato, una professionista donna che si occupa di violenza sulle donne. L’avvocato ha dovuto, a fatica, costringere l’uomo ad andare via dallo studio, provando a chiamare i carabinieri della locale Stazione di Roccalumera, ed informandoli dell’aggressione verbale subita con violazione del proprio domicilio. Come se non bastasse, la donna, uscita dallo studio mentre si recava alla propria auto, parcheggiata nella vicina piazza Mazzullo, si è ritrovata nuovamente il marito, appostato con il motorino che l’aspettava. Fortunatamente la donna era stata accompagnata dal suo avvocato, proprio per il timore, rivelatosi fondato, che il marito fosse fuori ad aspettarla. Di fronte alle nuove minacce dell’uomo che continuava a ripetere che “sarebbe finita male e che entrambe l’avrebbero pagata cara” l’avvocata ha richiesto nuovamente l’intervento dei carabinieri. Anche in presenza dei Carabinieri, nel frattempo intervenuti sul posto, e di numerosi passanti l’uomo ha continuato ad insultare e a minacciare le due donne con gravi e pesanti espressioni.

I militari in quell’occasione si sono però limitati ad invitare l’uomo ad allontanarsi, sottovalutando evidentemente il rischio per la donna che nel frattempo aveva formalizzato in caserma la denuncia per i reiterati maltrattamenti subiti e le minacce. Nonostante ciò i carabinieri hanno rilasciato l’uomo che ha proseguito nelle ore successive a seguire la moglie. Spaventata e stremata dai continui appostamenti ed inseguimenti per la donna la parola fine l’hanno scritta i carabinieri della compagnia di Santa Teresa di Riva che sabato, 7 settembre, sono intervenuti traendo in arresto il marito violento C.F. per il quale sono stati confermati gli arresti domiciliari. La donna è seguita dal Centro Antiviolenza “Al Tuo Fianco” di Roccalumera che l’ha assistita durante questo travagliato iter che ha portato all’arresto del marito.

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Si è svolto il 4° appuntamento della campagna di sensibilizzazione “Io sono ambiente 2019″. Il progetto è stato promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è stato realizzato dall’Arma dei Carabinieri per promuovere la sensibilizzazione contro l’abbandono della plastica e per il disincentivo della plastica monouso. La campagna di educazione ambientale “lo sono ambiente” ha avuto luogo nella Città di Taormina lo scorso fine settimana con l’installazione di uno stand in piazza IX aprile. L’evento è stato curato in particolare dal Comando Unità Forestale Ambientale e Agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri che si è avvalso della collaborazione dei Reparti Biodiversità di Reggio Calabria, Martina Franca e Cosenza e, in ultimo, di Pieve di Santo Stefano. Gli eventi sono stati realizzati con la collaborazione della Stazione Carabinieri di Taormina e del Nucleo Carabinieri Cites di Catania e la disponibilità del Comune di Taormina. La postazione ha consentito di fornire al pubblico informazioni sul tema del riciclo, riutilizzo e riduzione della plastica, della tutela della biodiversità, fornendo indicazioni sulle buone pratiche a difesa dell’ambiente. Purtroppo si registra un aumento della quantità di rifiuti di plastica che finiscono in mare. Si stima una produzione annuale mondiale intorno a 300 milioni di tonnellate di plastiche, di cui almeno 8 milioni finiscono nell’oceano; una seria minaccia per le specie marine e gli ecosistemi, ma anche un rischio per la salute umana, con implicazioni significative su settori come il turismo, la pesca e l’acquacoltura. Specie animali come balene, delfini, tartarughe marine quando riscontrate morte e spiaggiate mostrano all’interno accumuli di plastiche ingerite che se non sono causa primaria di morte sicuramente finiscono nella catena alimentare. La norma ha bandito da alcuni mesi i contenitori in plastica non biodegradabili, invece dallo scorso gennaio sono vietati i cotton fioc e dal gennaio 2020 sono vietati i cosmetici contenenti microplastiche. Una normativa UE mette al bando dal gennaio 2020 invece le stoviglie e i piatti in plastica. Vengono invece consentite le bottiglie in plastica di cui però si incentiva il riciclaggio ad una quota di percentuale molto elevata, ma con obbligo di contenimento di quantità idonee di plastica riciclata.

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Ieri, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dalla Sezione dei giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato un 52enne di Giardini Naxos (ME)gravemente indiziato dei reati di atti persecutori, violenza sessuale e violazione di domicilio commessi nei confronti dell’ex fidanzata.

In particolare, la donna, rivolgendosi ai Carabinieri di Taormina, denunciava come nel tempo l’uomo le avesse creato un perdurante stato di paura e di ansia costringendola a modificare le proprie abitudini di vita già dall’inizio della relazione sentimentale.

La vittima raccontava agli inquirenti come l’uomo l’avesse costretta a subire negli anni-  soprattutto dopo la fine della relazione, avvenuta nel maggio 2019- continue minacce, insulti proferiti anche in pubblico, arrivando a tempestarla di messaggi e perfino ad introdursi all’interno dell’abitazione della donna per costringerla a subire approcci sessuali, percuotendola con violenti schiaffi in volto.

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Messina.

Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela.

L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

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Nella serata del 10 luglio scorso, in Taormina, nell’ambito dei servizi di controllo e di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in flagranza di reato, il 36enne taorminese B.A. ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

A destare i sospetti dei militari erano stati movimenti rilevati, nel corso degli ultimi giorni, intorno all’abitazione dell’uomo. Pertanto, nella giornata del 10 luglio scorso, è stato svolta una perquisizione domiciliari nell’abitazione dell’uomo nel corso della quale i Carabinieri hanno rinvenuto 1,3 kilogrammi di sostanza stupefacente tipo marijuana contenuta in sacchetti di cellophane, 9 grammi di sostanza stupefacente tipo hashish, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento delle dosi e la somma di 700 euro provento di attività illecita.

La sostanza stupefacente, il bilancino ed il denaro sono stati sequestrati e l’uomo è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina in attesa dell’udienza di convalida.  

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