I Carabinieri della Stazione di Santa Teresa di Riva hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Messina tre messinesi, un 21enne ed un 31enne ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso ed un ed un 56enne, ritenuto responsabile di ricettazione.

Nella tarda serata del 24 gennaio, una pattuglia della Stazione di Santa Teresa di Riva ha proceduto al controllo di un Piaggio Porter, con a bordo i due giovani. I militari hanno compreso che il veicolo, che stavano controllando ero lo stesso utilizzato da due malfattori per rubare, circa dieci giorni prima,un’impastatrice elettrica in un cantiere edile di Furci Siculo (ME) e che era stato ripreso dalle telecamere di video sorveglianza di un piccolo esercizio commerciale attiguo al cantiere. I due occupanti sono stati condotti in caserma per accertamenti all’esito dei quali i Carabinieri sono riusciti a risalire all’acquirente dell’impastatrice rubata al cantiere di Furci Siculo, un 56enne messinese, presso la cui abitazione, in località “Faro Superiore” hanno svolto una perquisizione locale, rinvenendo l’impastatrice rubata.

I due giovani sono stati denunciati, in concorso tra loro, per il reato di furto aggravato mentre il 56 dovrà rispondere del reato di ricettazione la refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.

 

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica – D.D.A.,nei confronti di 5persone componenti di una cellula criminale di matrice nigeriana, dedita all’organizzazione di viaggi dall’Africa centrale all’Italia di giovani minorenni da avviare alla prostituzione e per questo ritenuti responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso e la permanenza clandestina di minori nigeriani nel territorio italiano, allo sfruttamento della prostituzione minorile, alla riduzione in schiavitù  ed alla tratta di persone.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Messina con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia, è stata avviata sulla base dei comportamenti sospetti di una giovane nigeriana, ospite di un Centro di accoglienza per minori non accompagnati di Messina, la quale è risultata operare per conto di una più vasta organizzazione criminale transnazionale, con base in Nigeria, che si occupava di reclutare giovani ragazze minorenni da trasferire in Europa passando dalla città libica di Sabratha, ove si avvaleva dell’apporto di un collegato gruppo criminale libico operante nell’organizzazione delle partenze dei natanti carichi di migranti diretti in Italia.

Il sodalizio aveva realizzato un collaudato sistema attraverso il quale, nel periodo 2015 – 2017 - reclutava ed avviava alla prostituzione giovani nigeriane,convinte ad abbandonare il paese di origine con la promessa di un lavoro dignitoso in Europa. Una volta giunte in Italia, invece, le giovani venivano costrette a prostituirsi per riscattare i costi del trasferimento, chiamati in gergo“BALANCE”, anticipati dalla stessa organizzazione. Per ottenerne l’assoggettamento, le giovani venivano sottoposte, prima della partenza dalla Nigeria, a riti tribali di “magia nera” (quali il rito animista del cd. “Juju”). Alle vittime venivano impartite dettagliate istruzioni su come ottenere celermente i documenti di soggiorno, spiegando che dovevano riferire alle autorità italiane di essere minorenni ma in procinto di raggiungere la maggiore età, in modo da sfruttare il canale preferenziale riservato ai minori ed, al contempo, divenire autonome al compimento dei 18 anni e potersi sottrare ai controlli più stringenti vigenti nelle comunità di accoglienza per minori non accompagnati. Ottenuti i documenti di soggiorno, le vittime venivano avviate alla prostituzione per ripagare il debito verso l’organizzazione. Parte dei proventi delle attività delittuose venivano reimpiegate in Nigeria per finanziare l’acquisto e la costruzione di immobili e parte venivano reimpiegate per finanziare i viaggi di ulteriori vittime da avviare alla prostituzione.

Nel corso dell’indagine, è stato accertato come l’organizzazione abbia gestito il trasferimento di almeno 15 minori stranieri non accompagnate dalla Nigeria – attraverso Messina – in vari Paesi dell’Unione Europea, avvalendosi anche dell’apporto garantito da un cittadino italiano – responsabile di un’associazione di volontariato impegnata nell’assistenza – il quale forniva notizie utili al rintraccio delle minori gestite dal sodalizio criminale una volta sbarcate in Italia e partecipava all’avviamento alla prostituzione di quelle che venivano ospitate nei centri di accoglienza messinesi.

Nel corso dell’indagine è altresì emerso come taluni dei soggetti nigeriani emersi fossero dediti anche al traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo eroina, attuato mediante corrieri trasportanti il narcotico in corpore in ovuli termosaldati ingeriti alla partenza e consegnati a connazionali di stanza nel casertano. A riscontro di tale illecita attività, nel maggio del 2017, su richiesta del Nucleo Investigativo di Messina, i Carabinieri di Firenze arrestarono uno degli indagati, il nigeriano IMARHAGHE Monday che era sbarcato all’aeroporto di Firenze, proveniente da Dusseldorf (Germania), trasportando all’interno della propria cavità intestinale 110 ovuli contenenti 1,2 kg di eroina.

Il delitto associativo è stato contestato ai nigeriani IHAMA Rita 38enne e IMARHAGHE Monday, 32enne, promotori e organizzatori dell’associazione, al 72enne messinese BUSCEMI Giovanni ed ad una quarta persona attivamente ricercata.

Il quarto arrestato è il 20enne nigeriano IGBINOMWANHIA Precious Ovbokhan, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare per il reato di tratta di persone.

Gli arrestati sono stati associati alla casa Circondariale di Messina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Nel pomeriggio di ieri, i carabinieri della Stazione di Sant’Alessio Siculo (ME), hanno arrestato, in flagranza di reato, L.R.O. 54enne residente in Casalvecchio Siculo, ritenuto responsabile del reato di evasione.

I Carabinieri della Stazione, impegnati in attività di controllo nel territorio, hanno notato l’uomo, in atto sottoposto agli arresti domiciliari, fuori dalla propria abitazione e lo hanno arrestato per il reato di evasione poiché, violando gli obblighi imposti, si era allontanato dal domicilio senza giustificato motivo.

A Giardini Naxos, i militari dell’Aliquota Radiomobile di Taormina hanno arrestato per evasione il 34enne C.E.M., trovato dai militari dell’Arma al fuori del proprio domicilio ove doveva necessariamente trovarsi poiché in regime di arresti domiciliari.

Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati accompagnati presso le rispettive abitazione in regime di arresti domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica di Messina, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

A Letojanni invece i militari della Compagnia Carabinieri di Taormina, hanno deferito in stato di libertà una 40enne, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I Carabinieri, che da alcuni giorni tenevano sotto osservazione la donna, hanno effettuato un controllo sottoponendo la giovane a perquisizione personale estesa successivamente anche al suo domicilio, rinvenendo complessivamente oltre 90 grammi di marijuana. La droga sequestrata sarà inviata per gli accertamenti tecnici al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina.

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I Carabinieri della Stazione di Francavilla di Sicilia con l’ausilio dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, nell’ambito dei servizi tesi a prevenire e reprimere il fenomeno degli stupefacenti, disposti dal superiore Comando Compagnia di Taormina, hanno tratto in arresto, nella giornata di ieri, un giovane pusher del posto P.A. trentenne, già conosciuto  alle forze dell’ordine, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

 I militari, seguendo un flusso di giovani assuntori che dai paesi limitrofi giungevano sino al territorio di Francavilla di Sicilia, sono entrati in azione fermando il soggetto che è stato immediatamente  sottoposto a perquisizione domiciliare e personale.

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 5 confezioni di sostanza stupefacente, del peso complessivo di 1 kilo e 230 grammi circa, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza.

Inoltre i militari hanno sottoposto a sequestro anche due radiotrasmittenti portatili verosimilmente  usate per l’attività di spaccio.

L’arrestato, espletate formalità di rito,  è stato accompagnato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida innanzi la competente Autorità Giudiziaria di Messina.

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I Carabinieri della Stazione di Taormina, alle prime luci di ieri, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto M.K., 33enne, cittadino Russo, per il reato favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per avere condotto, quale scafista, un motoveliero con a bordo cittadini extracomunitari di nazionalità iracheni e curdi.

I militari, nella serata del 14 ottobre, durante un servizio perlustrativo, hanno notato un gommone di piccole dimensioni arenato nella spiaggia di località “Cantone del Faro” del comune di Taormina.

I carabinieri intervenuti, ispezionavano il natante trovando, nascosto sotto una coperta, un cittadino di nazionalità Russa ed hanno accertato che lo straniero, servendosi del piccolo natante, aveva trasbordato da una imbarcazione più grande, un motoveliero “KOA” ancorato al largo, 4 migranti, presumibilmente di nazionalità irachena od iraniana, che appena giunti sulla terraferma, si erano dati alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

I militari dell’Arma di Taormina, con l’ausilio della pilotina della Guardia Costiera, tentavano di raggiungere il motoveliero per dare soccorso agli altri migranti che erano ancora sull’imbarcazione senza però riuscire a raggiungerla a causa delle pessime condizioni atmosferiche.

Solo alle prime luci dell’alba, il personale della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Catania è riuscito ad intercettare ed ad abbordare il natante, ancorato al largo di Taormina e lo ha scortato sino al porto di Riposto (CT), appurando la presenza di un secondo scafista anch’egli di nazionalità russa e di sei migranti di nazionalità irachena ed iraniana.

Al termine degli accertamenti anche il secondo scafista russo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto da parte del personale della Guardia di Finanza di Catania per il medesimo reato.

Sia il veliero che il gommone sono stati sequestrati ed  al termine delle formalità di rito, lo scafista russo fermato dai Carabinieri di Taormina è stato posto a disposizione della Procura della Repubblica di Messina e ristretto presso la casa circondariale di Messina-Gazzi.

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Nella serata di domenica i Carabinieri della Stazione di Roccalumera hanno arrestato in flagranza di reato, per maltrattamenti in famiglia, estorsione in danno della madre, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, un 35enne del luogo.

Protagonista della vicenda è una donna, vittima nell’ultimo anno di comportamenti gravemente vessatori da parte del figlio. L’uomo l’ha obbligata al versamento delle somme di denaro che la stessa percepiva in virtù della riconosciuta condizione di povertà. L’indagato, allo scopo di ottenere i soldi, insultava, minacciava e percuoteva la madre in modo da costringerla a cedere alle richieste per il terrore di subire conseguenze peggiori.

La sempre più pressante ed immotivata violenza, unita alle sofferenze morali patite, ha raggiunto l’apice domenica sera, quando la donna ha prospettato al figlio l’impossibilità di consegnargli il denaro nel prossimo futuro, in attesa del rinnovo delle pratiche per poter continuare ad accedere ai sussidi.

Né è scaturita una violenta aggressione che ha portato la vittima a richiedere aiuto ai carabinieri. Giunti in casa, i militari della Stazione di Roccalumera hanno bloccato il giovane che ha opposto un’attiva resistenza brandendo un coltello e, dopo averlo disarmato ed immobilizzato, hanno raccolto la denuncia della vittima che ha permesso di ricostruire il clima di terrore in cui è stata costretta a vivere. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il 35enne è stato condotto presso il Carcere di Messina Gazzi.

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Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Stazione di Taormina hanno arrestato, il 64enne P.G., in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina il quale deve espiare una pena di 6 annie 10 mesi di reclusione con l’aggiunta dell’interdizione legale e dai pubblici uffici durante la pena, poiché riconosciuto colpevole e condannato per i reati di tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e lesioni  nei confronti della moglie a partire dal 2001 e sino al 2016.

P.G. era stata arrestato nel luglio del 2016 dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Taormina con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della moglie poiché, a seguito di una lite avvenuta per futili motivi, aveva tentato di strangolare la donna.

Le indagini svolte in seguito a questo episodio avevano consentito ai Carabinieri di ricostruire che P.G., sin dal 2001, aveva sottoposto la moglie a continui e costanti maltrattamenti consistiti in ingiurie, minacce e violenze fisiche ed inoltre aveva privato la donna dei mezzi di sostentamento impedendole anche di vedere i genitori.

L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi ove dovrà espiare la condanna emessa a suo carico.

 

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I carabinieri della Stazione di Malvagna, unitamente ai Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Catania, nell’ambito dei controlli connessi alla verifica ed al rispetto della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione hanno denunciato a Mojo Alcantara un cittadino del posto F.C. classe 2000 per detenzione di due tartarughe, esemplari di fauna e flora minacciati di estinzione, del tipo “Testudo Hermannii”.

I militari che si trovavano in servizio di perlustrazione durante la 218esima edizione della Fiera del Bestiame di Mojo, procedendo ad uno dei tanti controlli mirati, hanno sorpreso l’indagato in possesso di due esemplari di tartarughe di dimensioni di 15 e 13 centimetri.

Gli animali sono stati affidati in attesa di ricevere disposizioni da parte della competente Autorità Giudiziaria di Messina.

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Martedì, 11 Settembre 2018 07:56

SANTA TERESA DI RIVA. UN ARRESTO PER EVASIONE

La scorsa settimana, a Santa Teresa di Riva, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Taormina hanno tratto in arresto per evasione dal regime degli arresti domiciliari il cinquantaseienne M.S., poiché, al momento del controllo di polizia, veniva trovato al di fuori del proprio domicilio. Dopo il rito direttissimo l’uomo veniva ricollocato in regime di arresti domiciliari presso la sua abitazione. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, a seguito delle mancato rispetto degli obblighi, hanno, peraltro, richiesto ed ottenuto dalla competente Autorità Giudiziaria il ripristino della custodia cautelare in carcere. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Messina, è stato eseguita questa mattinata dai militari del nucleo Radiomobile di Taormina che hanno arrestato l’uomo, trasferendolo presso la Casa Circondariale di Messina “Gazzi”.

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Il Questore di Messina Mario Finocchiaro ha adottato 9 misure di prevenzione personali.

2 divieti di ritorno, nei confronti di due catanesi di 46 e 44 anni, responsabili in concorso tra loro del reato di furto aggravato commesso all’interno di una chiesa del comune di Forza d’Agrò (ME). I due non potranno ritornare senza preventiva autorizzazione nel territorio di quel comune per un periodo di 2 anni.

5 avvisi orali, con cui 5 persone sono state invitate a tenere una condotta conforme alla legge, con l’avvertenza che in caso contrario potranno essere proposti per l’applicazione di più gravi misure di prevenzione.

2 ammonimenti, nei confronti di un messinese di 37 anni ed un catanese di 48 anni per violenza domestica.

 

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