Il Parco Archeologico Naxos Taormina nel Gotha dei grandi parchi italiani riuniti a Firenze per TourismA, il salone dell’archeologia e del turismo culturale che dal 21 al 23 febbraio vedrà addetti ai lavori, tour operator e agenzie di viaggio specializzate in itinerari monumentali, artistici e paesaggistici nella penisola.

Sabato 22 febbraio, infatti, nel corso del convegno “A spasso nel tempo”, il direttore del Parco Naxos Taormina, l’archeologa Gabriella Tigano - introdotta da Giuseppe Parello, dirigente del Servizio Parchi e Siti Unesco della Regione Siciliana che illustrerà la rete dei parchi nell’isola - interverrà sui nuovi percorsi di valorizzazione e i progetti in fieri confrontandosi con i vertici dei maggiori siti italiani, fra i quali la direttrice del Colosseo (Alfonsina Russo), del Parco di Ercolano (Francesco Sirano), della Fondazione RavennAntica (Giuseppe Sassatelli); del Parco Archeominerario di San Silvestro Parchi di Val Cornia, in Toscana (Debora Brocchini). Con il Teatro Antico di Taormina, il Parco si è piazzato al settimo posto - preceduto dalla Valle dei Templi di Agrigento, al sesto - nella classifica dei primi dieci monumenti con il maggior numero di visitatori in Italia nel 2019.

Tre gli appuntamenti a TourismA per il Parco Naxos Taormina, presente nello stand della Regione Siciliana: si tratta di due convegni d’impronta scientifica preceduti, venerdì 21, dal workshop sul turismo culturale durante il quale i funzionari del Parco incontreranno decine di buyers dei tour operator per far conoscere l’offerta dei vari siti insieme al patrimonio paesaggistico e naturalistico del territorio, che già dal Settecento era meta turistica del Grand Tour per l’aristocrazia europea.

Spiega la Tigano: “Dopo Paestum continuiamo l’attività di promozione del patrimonio archeologico e culturale di questa parte della Sicilia e che include tutta l’offerta del comprensorio jonico e del suo entroterra. Nella relazione generale di sabato 22 racconteremo come il Parco prosegua il suo processo di rinnovamento e adeguamento ai tempi. Da un lato lavoriamo alla realizzazione del Polo Culturale di Naxos che avrà il suo fulcro nel Castello di Schisò, spazio dedicato non solo alla collezione archeologica di Naxos (prima colonia dei greci in Sicilia) ma anche alla storia stessa di questo edificio la cui realizzazione ha consentito nei secoli sia di preservare l’area archeologica dai periodici tentativi di urbanizzazione, sia di custodire, in riva al mare, un’incredibile oasi di verde, un polmone naturale per la città e i suoi turisti. Annunceremo l’apertura ormai imminente degli spazi espositivi di Francavilla di Sicilia (Palazzo Cagnone) e Taormina (Palazzo Ciampoli). E spiegheremo come, grazie a iniziative culturali di spessore e l’uso dei linguaggi multimediali, cerchiamo di coinvolgere nuove fasce di pubblico: penso alle passeggiate archeofilosofiche della prima domenica del mese, le lezioni di greco antico o, il 25 marzo al DanteDì insieme con il Mibact, tutte attività stimolate dalla collaborazione proficua con NaxosLegge; ma anche iniziative assolutamente inedite e rivolte ai giovani come la rilettura contemporanea delle tragedie classiche che, nel prossimo mese di maggio, trasformerà l’area archeologica di Naxos in un piccolo teatro all’aperto per gli studenti. Fra i progetti in fieri anche un catalogo multimediale per la visita virtuale di tutti i siti”.

Domenica 23 febbraio, per il convegno dedicato alla “Sicilia Archeologica”, dopo l’introduzione di Parello, il direttore Gabriella Tigano spiegherà come, nell’ambito del sistema regionale, il parco di Naxos Taormina, per sua natura un parco a rete, diffuso e diacronico, documenti una continuità di vita dalla preistoria ad oggi che pochi altri parchi possono vantare in un territorio amatissimo per i suoi eccezionali paesaggi: dal mare all'entroterra”. Al convegno partecipano anche Calogero Rizzuto (direttore del Parco Archeologico di Siracusa), Valeria Li Vigni (Soprintendente del Mare) e Maria Giovanna Tornabene (Dirigente del Servizio Gestione Fondi Extraregionali).

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 Il cielo nuvoloso e qualche goccia di pioggia occasionale non hanno fermato domenica a Taormina i turisti alla scoperta dei principali monumenti. Oltre 1.500, infatti, i visitatori del Teatro Antico in occasione dell’ingresso gratuito della prima domenica del mese. In maggioranza turisti stranieri, numerose i gruppi di giapponesi e asiatici, ma anche italiani e comitive di siciliani che si sono dati appuntamento a teatro per godere della bellezza del monumento, dell’Antiquarium e degli scorci sul paesaggio.

Aperti tutti i siti del Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano: il teatro, l’area archeologica e il museo di Naxos, Isola Bella e Palazzo Ciampoli, dove è prorogata fino a gennaio la mostra di archeologica subacquea e dove nelle prossime settimane arriveranno nuovi reperti.

Di filosofia si è invece parlato nell’Odèon, il piccolo teatro nel centro storico per gli incontri di Comunicare l’Antico organizzati dal Parco in collaborazione con Naxos Legge e Fulvia Toscano.

Ospiti Alberto Giovanni Biuso (docente di Filosofia Teoretica), la dottoranda Lucrezia Fava ed Enrico Moncado, presidente dell’Associazione studenti di filosofia. Tema del giorno la “conquista della filosofia nella vita quotidiana”. L’ingresso gratuito in tutti i siti del Parco torna domenica 5 gennaio.

Tra le iniziative del mese di dicembre si segnala l’atteso ritorno di “Pensare Greco”, lezioni di Greco Antico che, dopo il successo dello scorso anno, riprende le attività settimanali nelle sale del Museo di Naxos. Il progetto - che riunisce una volta a settimana amanti della cultura classica, pensionati desiderosi di conoscere questa misteriosa e affascinante lingua, ma anche guide turistiche – è curato da Fulvia Toscano, docente di Lettere al liceo Caminiti di Giardini Naxos.  Si comincia giovedì 12 dicembre, con l’intervento di Daniele Macris, Presidente comunità ellenica dello stretto. Per iscriversi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure 328.9657939 e 393.6025554.

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Dai porti sommersi dei Campi Flegrei (Campania) al progetto di musealizzazione della nave di Albenga (Liguria); dal sistema portuale antico di Bari (Puglia) alla carta dei relitti del Mare di Venezia (Veneto); e poi l’approdo fluviale di Pisa (Toscana), la didattica “subacquea” nel lago di Bolsena (Lazio), la divulgazione con le tecnologie digitali e il progetto MUSAS (Museo di Archeologia Subacquea) condiviso da Campania, Puglia e Calabria, il relitto di Spargi in Sardegna e le rotte del commercio arcaico. Infine in Sicilia con una radiografia del patrimonio e del paesaggio costiero sommerso: dalla Baia di Naxos (relitto delle colonne) alle Egadi (con il recupero dei rostri della storica battaglia), passando per il porto antico di Eraclea Minoa (approdo di Minosse), il relitto della Chiesa bizantina sommersa a Marzamemi e quelli di Isola delle Femmine, Mazara del Vallo. Infine l’innovazione tecnologica, alleata delle ricerche in altofondale, con il supporto di macchine (navi oceanografiche e batiscafi) e sistemi remoti.

Il presente e il futuro dell’archeologia subacquea in Italia sono stati al centro delle circa settanta relazioni che hanno animato il VI Convegno di Archeologia Subacquea e Rassegna Internazionale di Giardini Naxos svoltosi dei giorni scorsi a Taormina e organizzato dalla Soprintendenza del Mare, guidata da Valeria Li Vigni, e dal Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, che ha ospitato i lavori nel centro polifunzionale di Palazzo Ciampoli.

Il convegno ha visto la partecipazione dei massimi studiosi italiani del settore giunti a Taormina dalle università e soprintendenze di tutta Italia (presenti anche con una trentina di poster), da Spagna, Germania, da Malta e da istituti di ricerca come il CNR, l’Istituto Superiore di Conservazione e Restauro (ISCR del Mibac) e l’INGV nel solco di quell’approccio interdisciplinare alla conoscenza dei reperti del passato avviato in questi anni dall’archeologo e fondatore in Sicilia della Soprintendenza del mare, Sebastiano Tusa, al quale era idealmente dedicato il convegno.

A coordinare i lavori, anche nel ruolo di direttore del Comitato Scientifico, era Luigi Fozzati, antropologo del mare e delle acque, docente dalla Ca’ Foscari di Venezia e decano degli archeologi subacquei in Italia. Nel tracciare la rotta interdisciplinare dell’archeologia moderna – ossia la compresenza negli scavi di terra e di mare di storici, geologi, archeobotanici e paleozoologi – Fozzati ha avviato con i colleghi il forum permanente sul patrimonio culturale subacqueo, tema del convegno e della relativa “Carta di Taormina” dedicata alla sua valorizzazione. Documento, questo, successivo alla Carta di Udine, elaborato durante l’edizione 2016 per disciplinare in Italia le attività e le finalità del settore.

In chiusura, la commossa “lettera omaggio” alla memoria di Sebastiano Tusa inviata da David Blackman dell’Università di Oxford, archeologo britannico specializzato in storia marittima antica che, nelle prime righe si dice “immerso nella battaglia politica in Gran Bretagna per prevenire il disastro della Brexit”.

Prossima tappa, nel 2022, la Sardegna: è l’annuncio di Pier Giorgio Spanu (Università di Sassari), per l’edizione numero sette a Oristano.

Tre le mostre abbinate al convegno e visitabili a Palazzo Ciampoli, fino al 1° dicembre nei giorni venerdì, sabato e domenica, dalle 9 alle 18, con ingresso gratuito.

 

LE MOSTRE

Le mostre sono:

  • “I pionieri dell’archeologia subacquea”, con foto d’epoca e documenti d’archivio sulle prime esplorazioni sottomarine degli anni Sessanta in Sicilia;
  • Storia della Soprintendenza del Mare” per ripercorrere la best-practice siciliana (nata dalla felice intuizione di Tusa) di un ente che, oltre a fare scuola nel proprio settore a livello nazionale e internazionale, in quindici anni di attività ha contribuito in maniera significativa a definire procedure e criteri per il recupero e la valorizzazione del patrimonio sommerso del Mediterraneo, culla della civiltà europea; infine
  • Archeologia subacquea tra passato e futuro: dai pionieri alla realtà virtuale”: con visori hi-tech (oculus) nei giorni del convegno si potrà sperimentare una vera immersione subacquea che rende accessibile a chiunque quello che è privilegio di pochi audaci esploratori subacquei; un’app, infine, consentirà ai visitatori di tutte le età di seguire sul proprio smartphone un breve docuvideo dove, con l’ausilio di animazioni digitali che rinnovano approccio e narrazione, si racconta la storia dei tre reperti in mostra: il micidiale rostro della Battaglia delle Egadi, potente arma da guerra che consentì alle flotte dei Romani di battere i Cartaginesi e rivoluzionare la storia del Mediterraneo nei secoli a seguire, un magnifico elmo del tipo Montefortino e un ceppo d’ancora in piombo.

D’accordo con Civita Sicilia, gestore dei servizi aggiuntivi del Parco Naxos Taormina, sarà possibile usufruire di visite guidate alle tre mostre con il supporto di giovani archeologi ogni sabato pomeriggio, dal 19 ottobre (ore 17) e tutte le domeniche (ore 10.30).

Eventuali visite infrasettimanali per le scuole vanno prenotate al numero 335 730 4378.    

 

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Che ruolo avevano i teatri di pietra nella fondazione e nell’identità di una città? E’ la domanda cui si tenterà di rispondere domenica 6 ottobre, in occasione della passeggiata archeo-filosofica intitolata “L’ombra di Diòniso” e in programma dalle 11.30 fra le mura e le gradinate del Teatro Antico di Taormina.

L’iniziativa rientra fra gli eventi collaterali del Parco Archeologico Naxos Taormina promossi in occasione della prima domenica del mese, quando l’ingresso nei siti del parco (Teatro Antico, Isola Bella, Museo e Area Archeologica di Naxos) è gratuito per tutto il giorno. La passeggiata archeo-filosofica di domenica prossima segue quella del 1° settembre, quando il filosofo Angelo Tonelli inaugurò questo ciclo di appuntamenti al Parco organizzati nell’ambito di “Comunicare l’Antico”, cartellone curato da Fulvia Toscano (docente e direttore artistico di NaxosLegge) con dibattiti e incontri periodici con il mondo della cultura, dell’arte e degli atenei siciliani nei siti del Parco Naxos Taormina. L’appuntamento è per le 11.30, alla biglietteria di via Teatro Greco.

A guidare i visitatori fra i vari ambienti del Teatro Antico di Taormina saranno l’archeologo e primo ricercatore CNR Massimo Cultraro e la stessa Toscano. A Cultraro il compito di illustrare la storia e il ruolo del teatro per i greci che qui, tramite le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide vi rappresentavano tutti gli aspetti della vita umana. Nel corso della passeggiata si ripercorrerà la storia dei teatri e il loro ruolo strategico come spazi di aggregazione, di espressione del pensiero e dunque di identità culturale sia nel mondo greco che, di conseguenza, nelle comunità di origine greca che erano le colonie in Sicilia. Fulvia Toscano sottolineerà alcuni momenti cruciali dell’esposizione di Cultraro con la lettura di brani dall’opera “La nascita della tragedia” del filosofo Friederich Nietzsche: un viaggio dall’antichità fino ai nostri giorni, con spunti di riflessione sul mondo dionisiaco – Diòniso è il dio dell’ebbrezza, della musica sfrenata, della danza e dell’estasi – e sul suo ruolo nella società di ieri e di oggi.

E con ottobre ripartono i laboratori didattici a cura di Civita Sicilia, società che gestisce i servizi aggiuntivi del Parco. Due gli appuntamenti di domenica 6 ottobre formulati per i bambini, entrambi alle 10.30 del mattino e al costo di 3 euro a partecipante (prenotazioni al nr. 335 7304378).  A Taormina, negli spazi del Teatro Antico, il tema sarà “Greci, teatri e panorami”: lo sguardo di noi contemporanei sulla bellezza mozzafiato del paesaggio tra mare ed Etna scelto dai nostri avi per fare da fondale alle rappresentazioni teatrali e alla vita della comunità; a Naxos, sempre alle 10.30, appuntamento al bookshop del Museo Archeologico per “Epigrafista per un giorno”: si impareranno i rudimenti di simboli e segni dell’alfabeto greco e i bambini potranno incidere su una tavoletta il proprio originale messaggio ai posteri.

I siti saranno aperti con orario continuato dalle 9 del mattino fino a un’ora prima del tramonto

Info pubblico 0942 51.001 – 0942 628.738

  • Acquisto biglietti online qui, a cura di Aditus Culture, concessionario dei servizi aggiuntivi
  • Parco Archeologico Naxos Taormina su Youtube   Facebook
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.parconaxostaormina.com

 

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Anche il Parco Archeologico Naxos Taormina partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019). Per l’occasione  DOMENICA 22 SETTEMBRE, è prevista l’apertura serale straordinaria - e totalmente gratuita - sia del Teatro Antico di Taormina che del Museo archeologico di Naxos. I due siti saranno a disposizione dei visitatori dalle ore 19 e fino alle 22.

Un’occasione eccezionale per una indimenticabile passeggiata serale in uno dei monumenti più amati e icona della Sicilia sin dai tempi dei colti viaggiatori europei del Grand Tour; oppure per rivedere le collezioni del Museo archeologico di Naxos, prima colonia greca dell’isola, dove spiccano i volti sorridenti e irridenti del Sileno, testimonianza del diffuso culto di Diòniso, presente anche nelle prime monete; nella sezione di archeologia subacquea, allestita nella Torre spagnola del Cinquecento, è riunita una raccolta di reperti – anfore e ceppi d’àncora - recuperati in fondo al mare, al largo della baia di Taormina.

Le Giornate Europee del Patrimonio sono promosse dal Consiglio d’Europa con l’appoggio della Commissione Europea e dal 1991 aprono ai cittadini le porte di monumenti, siti storici, artistici e naturalistici. Sono coinvolti i 49 membri della Convenzione Culturale Europea.

Info pubblico 0942 51.001 – 0942 628.738

  • Acquisto biglietti online qui, a cura di Aditus Culture, concessionario dei servizi aggiuntivi
  • Parco Archeologico Naxos Taormina su Youtube Facebook
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Mercoledì, 13 Febbraio 2019 15:09

TAORMINA. NUOVA ACCOGLIENZA AL TEATRO ANTICO

Nell’ottica di una migliore valorizzazione  il Parco archeologico si attrezza con una nuova segnaletica che accoppia all’eleganza del desing  e dei materiali, l’immediatezza e la chiarezza dei contenuti che si vogliono veicolare. Su  pannelli traforati in acciaio zincato e verniciato a fuoco con polveri epossidiche color rame, si inseriscono perfettamente nei vari spazi del monumento supportando di volta in volta  scritte e indicazioni direzionali bilingue. Il visitatore può così agevolmente avere immediate informazioni su orari, costi, servizi disponibili ed esplorare le varie zone del Teatro scoprendo nuovi scorci paesaggistici per un’esperienza sempre più coinvolgente ed integrante. La progettazione esecutiva su indicazione del Parco archeologico di Naxos Taormina è stata redatta  dallo studio TRA di Torino e realizzata dalla ditta ADITUS concessionaria dei servizi aggiuntivi (art.117 del D.lgs 42/2004). 

Work in progress l’area archeologica di Naxos, il Museo e Castello di Schisò.

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“Mi complimento con la Regione Siciliana per l’acquisto del  Castello di Schisò. Un vero affare, concluso per una cifra doppia rispetto al prezzo di mercato”. Lo dice Anthony Barbagallo in relazione all’acquisizione al patrimonio della Regione del Castello di Schisò  nel comune di Giardini Naxos.

“ Si tratta di  un immobile di alta valenza culturale la cui proprietà è stata la centro di una complessa vicenda giudiziaria. Poco meno di un anno fa, nel dicembre 2017, – aggiunge Barbagallo – il bene era stato battuto all’asta ad 1.615.000 euro. Adesso  – conclude – la Regione spende più del doppio, 3.400.000 euro per  fare un acquisto che lascia molte ombre”.

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“Come si è oggi arrivati a comprare il Castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C’è una nuova valutazione del valore dell’immobile? Chi l’ha fatta? Chiediamo chiarezza, perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza”. A dichiararlo è Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia.

“Ci siamo battuti e chiesto da tempo che la Regione acquisisca il Castello di Schisò. L’ultima volta nella tappa di Salvalarte, lo scorso 12 maggio, durante un convegno a Giardini Naxos, evidenziando però, in quella sede, alcune anomalie nella decisione di un giudice del Tribunale di Messina di annullare la procedura di vendita all’asta.

Queste perplessità furono rilanciate in un’intervista dalla storica dell’arte Silvia Mazza che, durante le procedure di vendita nei mesi precedenti, aveva interessato l’allora Assessore Sgarbi, chiedendogli, giustamente, di non far partecipare la Regione all’asta.

La vendita del Castello fu stabilità alla cifra di 1.615.000,00  euro, unico possibile acquirente la società Hotel Palme srl; cifra che avrebbe dovuto sborsare la Regione esercitando il diritto di prelazione, essendo un bene vincolato. Infatti, gli organi del Parco archeologico di Naxos, nella delibera del 30 dicembre 2017, avevano stanziato questo importo per l’acquisto del bene.

Ma, il 12 marzo 2018, questo giudice di Messina decide sia di bloccare la vendita sia la successiva base d’asta  di 4.100.000,00  euro, per stabilire la quale ha individuato come “utile parametro  l’ammontare dello stanziamento all’uopo di recente disposto dal Parco archeologico di Naxos”. Inoltre, il giudice, rincarando la dose, parla nell’ordinanza di un “intervenuto stanziamento del complessivo importo di 3.413.473 euro” finalizzato dal Parco “all’acquisto del Castello”.

Peccato che, agli atti del Parco, così come confermò pubblicamente la direttrice del Parco, l’architetto Vera Greco, alla nostra iniziativa del 12 maggio, non risulta nulla di tutto questo, ma solo la delibera che stanziava 1.615.000,00 euro.

Ora mi chiedo e chiedo all’Assessore Tusa: come si è oggi arrivati a comprare il Castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C’è una nuova valutazione del valore dell’immobile? Chi l’ha fatta? Spero che la base della nuova determina non sia l’astruso e disinvolto ragionamento fatto dal giudice nell’ordinanza. Sarebbe uno scandalo.

Chiediamo chiarezza, perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza”.

Dall’altra parte l’annuncio entusiastico del governatore della Sicilia Nello Musumeci: «Si è realizzato un obiettivo di grande significato, non solo culturale. Acquisizioni come queste esaltano il valore della tutela del bene, un "simbolo" per quel territorio».

La direttrice del Parco archeologico di Naxos-Taormina, Vera Greco, in rappresentanza dell’assessorato regionale dei Beni culturali, ha sottoscritto l’atto notarile di acquisto per un importo pari a 3,4 milioni di euro, utilizzando i fondi del Parco.

«E' un’acquisizione di cui si parla da decenni -evidenzia l’assessore regionale dei Beni culturali Sebastiano Tusa- e in cui non credeva più nessuno. E un passo decisivo per la nascita di un grande Museo archeologico nella città che fu la prima colonia greca di Sicilia e che adesso potrà avrà sede degna, dopo gli interventi di restauro necessari sull'immobile storico. Questa, fin dall’inizio, è stata la visione e la destinazione immaginata da me e dal presidente Musumeci. Considero l’acquisizione del Castello di Schisó una delle realizzazioni più qualificanti del mio mandato di assessore. Ringrazio la direttrice del parco di Naxos Vera Greco, per l’impegno che ha trasfuso in questa iniziativa e con lei il commissario Giuseppe Valentino, Giovanni Angileri e Carmelo Briguglio del mio staff, che hanno lavorato dall’inizio del mio mandato a questo progetto che conferisce alla comunità regionale e al territorio un bene pubblico che adesso è a disposizione di tutti i siciliani e dei visitatori dell’Isola».

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È stata inaugurata la mostra “La storia di Isolabella”, un percorso sulle vicende e sui personaggi che hanno caratterizzato questi luoghi: dalla donazione fatta da Ferdinando I di Borbone all’acquisto da parte dell’Assessorato dei Beni culturali. «La mostra – spiega Vera Greco, direttore del Parco – è solo il primo passo verso la realizzazione di un allestimento museografico definitivo. A breve inaugureremo un altro spazio dedicato alle caratteristiche naturalistiche con l’esposizione di alcuni reperti subacquei e alcuni pannelli scientifici». “La storia di Isolabella”, che espone materiale fotografio e di archivio gentilmente concesso dal Centro Studi Bosurgi Caneva e dall’Archivio Storico Foto A. Castorina, sarà fruibile secondo gli orari di apertura e chiusura di Isolabella. C’è anche un piccolo ma emozionale video, nel quale sono stati inseriti alcuni frammenti dei film girati ad Isolabella, e gentilmente concessi dalla Fondazione Taormina Arte. «Siamo lieti di offrire ai visitatori - sottolinea Diego Cavallaro, curatore della mostra – una lettura della storia di Isolabella che finora mancava. Attraverso brevi testi, foto storiche e video raccontiamo le trasformazioni impresse all’isola che si intrecciano con la storia dei personaggi che l’hanno vissuta, da Florence Trevelyan ai Bosurgi, e alle vicende burocratiche che hanno portato all’acquisto da parte della Regione siciliana».

Per l'occasione, con la preziosa collaborazione di tutto il personale tecnico-amministrativo e di custodia, e con la ditta Sicilverde, cui recentemente è stato affidato l'appalto per la manutenzione del verde nel Parco, è stata portata a termine in pochissimo tempo, una prima pulizia dell'isola dal materiale vegetale residuo presente da anni, il che ha significato poter presentare questo meraviglioso scenario paesaggistico al top delle sue potenzialità.

Un evento che ha attirato numerosi visitatori che hanno potuto godere del magnifico spettacolo offerto da Isolabella di notte. Il Parco archeologico di Naxos Taormina ha, infatti, aderito alle “Giornate Europee del Patrimonio”, fissate dal Ministero dei Beni Culturali per il 22 e 23 settembre, aprendo Isolabella, il Teatro Antico di Taormina e il Museo archeologico di Naxos anche durante le ore serali. «Abbiamo voluto regalare al pubblico – sottolinea Vera Greco – durante le “Giornate Europee del Patrimonio” un’esperienza emozionale unica allungando l’orario di apertura e illuminando Isolabella. Nell’area archeologica di Naxos abbiamo organizzato una promenade musicale con gli allievi del conservatorio Corelli di Messina tra archeologia e arte contemporanea con la mostra di Giuseppe Agnello. E al Teatro Antico di Taormina abbiamo replicato l’esperienza delle aperture notturne che stanno riscuotendo un grande successo».

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Il Parco archeologico di Naxos -Taormina ha aderito alle “Giornate Europee del Patrimonio”, fissate dal Ministero dei Beni Culturali per il 22 e 23 settembre 2018, con una mostra “La storia dell’Isolabella al chiaro di Luna” a cura di Vera Greco e Diego Cavallaro. La mostra, allestita in collaborazione con il Centro Studi Bosurgi Caneva e l’Archivio Storico Foto A. Castorina, verrà inaugurata sabato 22 settembre alle 18. Sarà un’occasione per visitare Isolabella anche di notte: sabato 22 settembre l’esposizione rimarrà aperta al pubblico dalle 18 alle 22 e domenica 23 settembre dalle 9 alle 22.A partire da lunedì 24 settembre la mostra sarà fruibile secondo gli orari di apertura e chiusura di Isolabella.

«Al fine di adempiere agli scopi istituzionali di valorizzazione del bene – spiega il direttore Vera Greco -nonostante le difficoltà in cui si trova dovute alla carenza di personale amministrativo, abbiamo allestito, come primo step dell’allestimento museografico, due locali che apriremo al pubblico in occasione delle giornate Europee del Patrimonio. Uno di questi è destinato all’esposizione delle caratteristiche naturalistiche, con una vetrina per l’esposizione dei reperti subacquei. Sono previste grandi pannellature fotografiche arricchite da brevi testi, affiancate da 2 QRcode che riportano specificatamente uno alla visita virtuale tramite l’applicazione Zappar, e l’altro ai pannelli scientifici elaborati dal Cutgana. L’altro locale, invece, ospiterà la storia dell’Isola, a partire dalla donazione fatta da Federico di Borbone fino all’acquisto da parte dei Bosurgi. Un itinerario delle trasformazioni impresse all’isola fino ad arrivare all’acquisto da parte dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali».

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