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Il relazione al più ampio progetto di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza dell’autostrada A18 Messina-Catania, nei prossimi giorni si svolgeranno, tra gli altri, anche i lavori di rifacimento del manto stradale delle carreggiate dello svincolo di Giardini Naxos. Sarà pertanto chiuso al traffico lo svincolo di Giardini in uscita per i veicoli in transito in direzione Catania, dalle ore 07:00 di martedì 6 sino alle ore 20:00 di giovedì 8 aprile 2021.

Quattro mezzi coinvolti ed un ferito grave. È questo il bilancio di un incidente che si è verificato stamattina lungo l’autostrada A18 Messina-Catania. L’impatto è avvenuto all’altezza del centro abitato di Scaletta Zanclea. Sul posto i mezzi dei vigili del fuoco, Polizia Stradale e 118. I feriti sono stati trasportati al policlinico di Messina con due ambulanze 118 di Santa Teresa di Riva e del Piemonte un 30enne, conducente di un furgone, e un minore (15enne) che era a bordo dello stesso mezzo.

Per più di un’ora il traffico è rimasto paralizzato con lunghe code. Solo da poco le forze dell’ordine sono riuscite a ripristinare la circolazione.

Proprio stamattina nel salone della CGIL, si sono dati appuntamento le Associazioni di Consumatori, Federconsumatori, Arco Consumatori e Konsumer in sinergia con Cittadinanzattiva Sicilia Aps, per denunciare le condizioni di degrado in cui versa l’autostrada A18.

Le tre Associazioni di Consumatori anticipano che lavoreranno in sinergia con Cittadinanzattiva per ottenere dal CAS Consorzio Autostrade Siciliane, il rimborso parziale degli ultimi dieci anni dei pedaggi autostradali, per il servizio non reso all'utenza.

Il Comitato Territoriale "Autostrade Sicure", nei giorni scorsi aveva chiesto un incisivo intervento del Prefetto, per fare luce su incompetenze, pericolosissime e manifeste di tutti i vertici del Cas a causa delle condizioni in cui versa l’intero tratto autostradale.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno scoperto lo sversamento di acque reflue fognarie nel fiume Postoleone, che scorre sui monti peloritani ed attraversa il bellissimo omonimo canyon, luogo conosciuto tra gli appassionati di escursioni, in territorio di Mongiuffi Melia (ME), causato dal cattivo funzionamento del ciclo di depurazione, sottoponendo a sequestro il relativo impianto comunale. 

In particolare, l’operazione anti-inquinamento, eseguita dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina e coordinata dal Gruppo di Messina, si inserisce in un più ampio monitoraggio del territorio, caratterizzato da località di straordinaria bellezza, uniche nel loro genere e, per questo, più necessitanti di particolare attenzione in termini di più penetranti controlli in materia di tutela ambientale.

In tale contesto, quindi, nei giorni scorsi, i militari della Guardia di Finanza di Taormina effettuavano mirati sopralluoghi in più siti naturalistici del territorio della circoscrizione di servizio del Reparto, rilevando la contaminazione ambientale oggi repressa, riconducibile al malfunzionamento e cattivo stato di manutenzione e gestione dell’intero impianto di depurazione delle acque reflue provenienti dal sistema fognario comunale.

Nel dettaglio, si rilevava come, in spregio alle più basilari norme ambientali, nell’alveo del predetto corso d’acqua, intervenisse il non autorizzato sversamento di reflui non depurati, provenienti dalla condotta che porta le acque sino alla vasca di decantazione del depuratore.

Venivano pertanto avviati specifici approfondimenti, tesi a meglio perimetrare quanto visivamente riscontrato. Sul punto, l’analisi della documentazione afferente l’impianto di depurazione, acquisita presso l’Ufficio Tecnico della casa comunale, consentiva di accertare come, oltre alla all’assenza di auto-analisi (prevista per legge) delle acque in ingresso ed in uscita dall’impianto, mancasse totalmente l’autorizzazione allo scarico dei reflui fognari nelle acque superficiali, in quanto scaduta nel lontano 2008 e non più concessa dalla Regione Sicilia.

In attesa di interessare gli organi competenti per l’analisi delle acque, dunque, l’impianto è stato sottoposto a sequestro preventivo, convalidato dalla competente Procura della Repubblica di Messina, a cui è stata segnalata la posizione di tre responsabili, per le ipotesi di reato di inquinamento ambientale, getto pericoloso di cose ed omissione di atti d’ufficio.

L’odierna operazione - che fa seguito a quella conclusa qualche settimana fa, congiuntamente al personale del Commissariato della Polizia di Stato di Taormina, col sequestro del depuratore del Comune di Giardini Naxos - testimonia, ancora una volta, la grandissima sensibilità ambientale e l’impegno quotidiano della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Messina al servizio della collettività, anche e soprattutto nell’importante settore della tutela della salute pubblica, del patrimonio paesaggistico e dell’ambiente.

Avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) diretto all'Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. Con questa accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani stanno eseguendo un'ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell'Assessorato della Salute della Regione Siciliana. Le accuse sono: falso materiale ed ideologico. Ai domiciliari sono finiti la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell'assessorato Emilio Madonia.
L'inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo (Tp), da qui la competenza della Procura di Trapani, erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all'assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l'alterazione dei dati inviati all'iss.

Scongiurare il trasferimento del Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo dall’Ospedale San Vincenzo di Taormina, ma anzi prevederne il potenziamento con la sua piena integrazione nella Rete ospedaliera regionale.
Questa la richiesta avanzata da Danilo Lo Giudice con una mozione presentata all’Assemblea Regionale Siciliana, che si accompagna da analoga richiesta avanzata insieme all’Amministrazione comunale con i rappresentanti di Sicilia Vera a Taormina, l’Assessore Andrea Carpita e i Consiglieri Giuseppe Sterrantino e Salvatore Abbate
Nel documento depositato all’ARS, Lo Giudice ricostruisce la storia dell’importante presidio di eccellenza pediatrica “che riveste un ruolo di fondamentale rilevanza, con elevati standard sia diagnostici e terapeutici sia assistenziali a servizio dell’utenza siciliana e calabrese”, ricordando che la collaborazione con l’ospedale Bambin Gesù di Roma risale al maggio del 2010.
"Il Centro, scrive Lo Giudice, è stato fin dall’inizio pensato per essere un “centro di III livello, allo scopo di sviluppare l’attività di alta specializzazione cardiologica per la popolazione pediatrica della Regione Siciliana, di altre regioni e di quella dei paesi del bacino del Mediterraneo, sperimentando nuove modalità di ricovero e di cura, formando il personale regionale ed evitando, di conseguenza, il ricorso alla migrazione sanitaria, con grande disagio per i pazienti e le loro famiglie e con un significativo dispendio di risorse economiche a carico della Regione.”
Il deputato di Sicilia Vera ricorda anche che nel tempo sono stati spesi oltre 6 milioni e mezzo di euro per realizzare i reparti di eccellenza di Cardiochirurgia pediatrica, Cardiologia Pediatrica, Terapia Intensiva post-operatoria, “motivo in più per valorizzare la struttura, anche in considerazione del prevedibile afflusso di maggiore utenza, tenuto conto dell’alta specializzazione e della professionalità della struttura.”

La comunità Letojannese si è stretta intorno al suo patrono San Giuseppe per festeggiarlo nel giorno della sua ricorrenza. Anche se in tono minore a causa delle restrizioni anti-Covid, un ricco programma religioso ha caratterizzato le celebrazioni in onore del Santo patrono del paese che è custode della Chiesa. I festeggiamenti sono stati preceduti dalla novena e culminati con il Triduo a lui dedicato conclusosi venerdì. Nel giorno di ricorrenza sono state celebrate due Sante Messe, presiedute dal parroco padre Francesco Giacobbe. Alla messa vespertina hanno partecipato anche le autorità civili e militari con in testa il sindaco di Letojanni Alessandro Costa e il comandante della locale stazione dei Carabineri Tony Zarrillo. Alla Celebrazione Eucaristica hanno inoltre presenziato anche i rappresentanti della Confraternita di San Giuseppe, della Fraternita di Misericordia San Giuseppe e del gruppo donatori di sangue Fratres e di altre associazioni locali. Durante l’omelia Don Giacobbe ha sottolineato ed esaltato la figura di San Giuseppe, uomo umile e concreto, un modello a cui tutti i fedeli dovrebbero ispirarsi per essere costruttivi ed operativi a beneficio della comunità. Anche il primo cittadino Alessandro Costa, oltre ad evidenziare la devozione dei letojannesi nei confronti del patrono ha rimarcato la necessità di un’unione fraterna e collaborativa tra la cittadinanza per ottenere obiettivi comuni. Al termine della Santa Messa avuto luogo il sorteggio dei premi della lotteria organizzata dalla Confraternita di San Giuseppe.  

La prevalenza di fumatori tra le persone con disturbi mentali è da due a quattro volte superiore rispetto alla popolazione generale. Le persone con disturbi dello spettro schizofrenico fumano di più e dipendono maggiormente dalle sigarette convenzionali rispetto a quelle senza malattie mentali. Come risultato delle alte percentuali di fumatori, le persone con disturbi mentali sono soggetti tra i quali emergono alti tassi di morbilità e mortalità per malattie fumo correlate rispetto alla popolazione generale. Pertanto, smettere di fumare è particolarmente importante per questa categoria di pazienti. 

Smettere di fumare per le persone con schizofrenia è impegnativo, principalmente perché le conseguenze neurobiologiche e psicosociali indesiderabili che derivano dalla cessazione sono più pronunciate e provocano una ricaduta precoce.  

Mentre il numero degli studi che esaminano l’efficacia delle e-cig per smettere di fumare e prevenire le ricadute nella popolazione generale è ora abbastanza consistente, molti meno studi sono stati condotti tra le persone affette da schizofrenia.  

Lo studio  

I ricercatori dell’Università di Catania, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Stirling, della City University di New York e del Weill Medical College della Cornell University, hanno valutato la fattibilità dell’utilizzo di una sigaretta elettronica alla nicotina ad alta concentrazione per modificare l’abitudine al fumo nelle persone affette da schizofrenia. 

In questa nuova ricerca 40 adulti con disturbi dello spettro schizofrenico che hanno fumato e non intendevano ridurre o smettere hanno partecipato a uno studio di 12 settimane utilizzando sigarette elettroniche caricate con baccelli di nicotina al 5% con una visita di follow-up a 24 settimane. I ricercatori hanno misurato la frequenza del fumo, la riduzione del fumo, la riduzione dell’aria espirata dal monossido di carbonio, la cessazione del fumo e l’astinenza continua 24 settimane dopo l’inizio dello studio.  

Risultati 

  1. Circa il 40% dei partecipanti aveva smesso di fumare sigarette tradizionali entro la fine delle 12 settimane. 
  1. I ricercatori hanno osservato una riduzione complessiva e sostenuta del 50% del fumo o una completa astinenza dal fumo nel 92,5% dei partecipanti alla fine delle 12 settimane. 
  1. I ricercatori hanno anche osservato una riduzione complessiva del 75% del consumo medio giornaliero di sigarette da 25 a 6, entro la fine delle 12 settimane. 
  1. Dopo sei mesi, 24 settimane dall’inizio dello studio, il 35% dei partecipanti aveva smesso completamente di fumare sigarette convenzionali, pur continuando a utilizzare le sigarette elettroniche. 
  1. Gli autori dello studio riferiscono che il 57,5% dei partecipanti ha ridotto il consumo di sigarette di oltre il 50%. 
  1. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che la pressione sanguigna media, la frequenza cardiaca e il peso misurabili dei partecipanti sono diminuiti in modo misurabile tra l’inizio dello studio e il follow-up di 12 settimane. 
  1. I sintomi positivi e negativi della schizofrenia non erano significativamente differenti dopo aver usato le sigarette elettroniche per tutta la durata dello studio. 
  1. Alla fine dello studio, il 61,9% dei partecipanti ha riferito di sentirsi più sveglio, meno irritabile e sperimentato una maggiore concentrazione e ridotto la fame. 

Il fumo è la causa principale del divario di mortalità di 15-25 anni tra gli utenti dei servizi di salute mentale e la popolazione in generale – ha detto il prof. Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR, Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università degli Studi di Catania – questo studio dimostra che il passaggio a sigarette elettroniche alla nicotina è un metodo per smettere di fumare molto efficace e fattibile per i fumatori che soffrono di schizofrenia. E migliora anche la loro qualità di vita!” 

Le linee guida internazionali per il trattamento del disturbo dello spettro schizofrenico includono il trattamento del fumo e questa scoperta può aiutare a fornire uno strumento aggiuntivo per vivere più sani e più a lungo. Inoltre riuscire a dominare la dipendenza dalle sigarette può portare ad un aumento del senso di auto efficacia e autostima su questi pazienti e non solo”- così ha concluso Pasquale Caponnetto, professore di psicologia clinica e delle dipendenze presso l'Università degli Studi di Catania e coordinatore del CPCT Centro per la Prevenzione e Cura al Tabagismo del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania.  

 

Il periodo di lockdown ha modificato intrinsecamente il nostro modo di relazionarci e di vivere. La tecnologia ha rivestito un ruolo fondamentale per il mantenimento delle attività lavorative e dei rapporti sociali, arginando al contempo la diffusione del virus. Ma se da un lato l’uso dei dispositivi elettronici è diventato imprescindibile, dall’altro la necessità di rimanere connessi il più possibile per vivere ha creato i presupposti per generare una vera e propria dipendenza da cellulare. 

È per questo che un uovo studio, condotto dai ricercatori del CoEHAR dell’Università degli Studi di Catania, in collaborazione con i ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, dal titolo: Smartphone addiction across the lifetime during Italian lockdown for COVID-19 ha voluto studiare il legame tra età e sesso e utilizzo dello smartphone, per valutare possibili correlazioni tra dipendenza e disturbi mentali. 

Il risultato, sebbene tarato su un campione ristretto, ha evidenziato come una vera e propria dipendenza sia diffusa soprattutto tra i più giovani e tra i partecipanti di sesso femminile.  

 LA NOMOFOBIA 

 La nomofobia è un termine relativamente nuovo, che deriva dal greco -ϕοβία e dall’inglese no-mobile e indica la paura di rimanere disconnessi, di non poter comunicare e di non avere accesso costante alle informazioni. Una pura che genera una vera e propria dipendenza che sfocia nel desiderio compulsivo di avere sempre con sé il cellulare. 

 Le vere e proprie manifestazioni sintomatiche di questa dipendenza sono: sudore, tremore, battiti cardiaci accelerati e difficoltà di respirazione. Dipendenza allarmante per i più giovani, tra cui l’abuso del cellulare e dei dispositivi elettronici genera ansia, depressione, senso di fallimento e disordini del sonno.  

 LO STUDIO 

 Il questionario del CoEHAR è stato sottoposto a 1264 partecipanti di età compresa tra i 15 e i 67 anni durante il mese di marzo 2020. Il 59,5% di questi era composto da donne. Il questionario è stato fatto circolare in tre città italiane, rappresentative del sud, del centro e del nord Italia: Catania, Siena e Ferrara. 

 Dallo studio è emerso che l’utilizzo erroneo dello smartphone e il relativo abuso sono più frequenti tra i giovani, specialmente se donne. Circa dopo i 40 anni, la curva di dipendenza si sposta maggiormente vero i partecipanti di sesso maschile. 

 Ad oggi non esistono molti studi con cui comparare i risultati del questionario. Sappiamo però, grazie ad alcune ricerche internazionali, che esistono differenze nell’uso decellulare tra uomini e donne: infatti, i soggetti maschili, soprattutto in giovane età, utilizzano lo smartphone per rilassarsi e svagare (ascoltare musica, giocare, ecc), mentre le femmine lo sfruttano per comunicare e rimanere connessi ai propri account social. 

 Durante il lockdown, il bombardamento di stimoli a cui gli italiani sono stati sottoposti ha generato comportamenti identificabili come vere e proprie dipendenze.  

 Secondo quanto emerso dal questionario, infatti, circostanze che impediscono le interazioni sociali convenzionali aumentano il rischio di incorrere in comportamenti patologici e dipendenze da dispositivi elettronici. Dati allarmanti che possono servire per studiare schemi e connessioni tra dipendenze e disturbi mentali.  

 Secondo quanto sostenuto da Pasquale Caponnetto, docente a contratto di psicologia clinica e clinica delle dipendenze presso il Dipartimento di Scienze delle Formazione dell’Università di Catania e coordinatore del CPCT – Centro e Prevenzione e Cura al Tabagismo del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania: “Lo smarthphone ci ha uniti in un momento delicato e ci ha ingaggiato (per usare un termine d’uso frequente) generando in sua assenza delle sintomatologie simil abbandoniche a cui la psicologia dovrà rispondere con soluzione terapeutichepiù che innovative”.  

 

Autori: Pasquale Caponnetto, Lucio Inguscio, Sara Valeri, Marilena Maglia, Riccardo Polosa, Carlo Lai, Giuliana Mazzoni.  

Titolo: “Smartphone addiction across the lifetime during Italian lockdown for COVID-19”  

Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33655815/

Dopo l’attesa riapertura di ieri, lunedì 8 marzo, al termine di quattro lunghissimi mesi di chiusura imposta dall’emergenza covid nazionale, per un giorno intero il Teatro Antico di Taormina e il Museo e Area Archeologica di Naxos saranno aperti gratuitamente, come molti altri siti, in occasione della Giornata dei Beni Culturali Siciliani del 10 marzo dedicata alla memoria di Sebastiano Tusa.

Ingresso libero, dunque, dalle 9 alle 17 nel monumento-icona di Taormina: scavato nella collina che guarda a sud, incornicia sulla scena il mare e la baia di Naxos - primo approdo dei greci in Sicilia - e l’Etna, dove da un mese a questa parte è in corso una vivace attività vulcanica. Per tutto il mese di marzo ingresso da via Bagnoli Croce.

Ingresso libero, nella stessa fascia oraria, anche a Naxos, nel Museo e nell’Area Archeologica dove, nello spirito della manifestazione in memoria di Tusa, alle 11 e alle 15 sono previste due visite guidate gratuite a cura dell’archeologa, Maria Grazia Vanaria, dedicate al mondo dell’archeologia subacquea e all’epopea dei primi ritrovamenti di reperti sommersi nella Baia di Naxos avviata negli anni Cinquanta da subacquei col pallino delle antichità, come Franco Papò. All’incontro parteciperanno alcuni subacquei del territorio, testimoni di importanti ritrovamenti degli anni passati. Gli ingressi saranno limitati, si consiglia di prenotare sul sito tramite il concessionario Aditus.

Visite gratis, come di consueto, anche al M.A.FRA, il Museo Archeologico di Francavilla di Sicilia dalle 10 alle 18. I visitatori devono essere muniti di mascherina propria e sarà misurata la temperatura. L’orario di visita aumenta progressivamente con la stagione primaverile, pertanto si consiglia di consultare il sito www.parconaxostaormina.com

E sono francesi i primi turisti del 2021 al Teatro Antico: due parigini che ieri mattina, sotto un cielo plumbeo e minaccioso, accompagnati da una guida hanno visitato con grande stupore il monumento, aperto per la prima volta al pubblico quest’anno. Da domani, come ogni mercoledì, faranno tappa i crocieristi.

“Immensa gioia” per la riapertura del teatro è stata espressa dall’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, che ieri era a Taormina con la direttrice del Parco archeologico Naxos Taormina, Gabriella Tigano, e il sindaco Mario Bolognari. Per la simbolica cerimonia che segna la ripresa delle attività al pubblico del polo culturale e, progressivamente, di tutta la filiera del turismo nella città e nel comprensorio, sono state accese le luci del Tricolore sulla scena del Teatro Antico. “Un messaggio di speranza per tutta la comunità”, ha sottolineato il sindaco. Una coppia francese, giunta da Parigi, la prima prima giornata di riapertura, sotto un cielo plumbeo,

“Conoscere, contemplare, respirare la bellezza dell’arte – aggiunge Samonà – significa tornare a vivere e a guardare al domani: i luoghi della cultura sono per il governo Musumeci un potente fattore di attrazione, la cultura stessa è un motore necessario per l’economia di piccoli borghi e grandi comprensori carichi di storia, come quello di Taormina”.

Da parte sua la direttrice Tigano ha ricordato il lavoro fatto in questi mesi in vista della riapertura e orientati a mesi a venire: “Non siamo mai stati chiusi così a lungo - spiega - ma da novembre ad oggi abbiamo lavorato su più fronti, progettando la fruizione dei mesi a venire. La riapertura del Teatro Antico è strategica per Taormina anche se per qualche settimana dovremo ancora rinunciare al weekend, nel rispetto delle precauzioni anti-covid predisposte dal governo nazionale. Intanto i croceristi che arrivano ogni mercoledì potranno finalmente visitare il sito. Torneranno le visite serali in estate e per la primavera stiamo progettando degli eventi al tramonto compatibilmente con le decisioni governative legate ai cicli della pandemia. A Isola Bella è cominciata al ristrutturazione per riaprire alle visite alcuni padiglioni di Villa Bosurgi, perfetta sintesi di architettura e paesaggio, e primo passo per una migliore musealizzazione del sito; fra qualche settimana, infine, a Naxos daremo il via a una nuova pagina della sua storia, con il recupero del Castello di Schisò (futuro Museo Archeologico e centro polifunzionale) con l’avvio dei cantieri di ristrutturazione e, contemporaneamente, dei cantieri di scavo archeologico”.

Chiuso per alcuni mesi, come precedentemente annunciato, il sito di Isola Bella per lavori di manutenzione straordinaria che, alla loro conclusione, restituiranno ai visitatori la fruizione di alcuni ambienti ad oggi inaccessibili per ragioni di sicurezza. Come da disposizione governativa, fino alla data di sabato 27 marzo 2021 permane in Sicilia come in tutta Italia lo stop alle visite nei siti monumentali nei giorni di sabato e domenica. 

 

 

E'  stata inaugurata ieri, a Palazzo dei Leoni, la mostra fotografica promossa dall’Associazione Salus “Carmelo Antonio D’Agostino”, che ha sede legale e operativa presso il reparto di oncologia medica dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina.

Il progetto artistico “Il filo dell’anima” è stato realizzato in collaborazione con la fotografa Ursula Costa ed ha come protagoniste alcune donne, accomunate dal difficile percorso della malattia e da una forza straordinaria, che trasforma ogni foto in un emozionante inno alla vita. Ha aperto l’incontro, moderato dal giornalista Giovanni Remigare, l’on. Danilo Lo Giudice, che ha sottolineato il valore dell’Associazione Salus ed ha assicurato il suo sostegno per le attività in programma. In rappresentanza del Comune, il vice sindaco Carlotta Previti, che ha portato i saluti del Sindaco De Luca impossibilitato a partecipare all’evento, ha sottolineato l’eccellenza del polo medico dell’ospedale San Vincenzo di Taormina e la necessità di affidarsi alla prevenzione come scelta primaria per proteggere la nostra salute. Hanno completato l’incontro gli interventi di coloro che ogni giorno affrontano la difficile battaglia contro il cancro, trovandosi spesso, come ha ricordato l’oncologa Giovanna Antonelli, a viverla sia da medici che da pazienti. Ma alla forza della malattia, ogni giorno, si contrappone un’energia maggiore, come quella espressa dal team guidato dalla senologa Luisa Puzzo o la carica testimoniata da Beatrice Briguglio, una delle protagoniste del progetto fotografico. Tuttavia, l’intreccio infinito di queste storie sarebbe rimasto nell’ambito, limitato, delle vicende personali, se non fosse scattata quella scintilla di genio e follia che ha portato la fotografa Ursula Costa a mettere la sua arte in contatto con l’associazione Salus e con alcune donne malate di tumore. Ben lontana dall’essere una semplice ricerca della bellezza, la mostra condensa, in dieci splendidi scatti, una narrazione complessa che inizia da una idea semplice, un laboratorio fotografico, e si sviluppa in quella fucina di aiuti e di calore umano che è l’associazione Salus. Nata nel dicembre 2010 grazie all’azione della professoressa Grazia Paino per rivolgere un’attenzione in più alle persone in trattamento chemioterapico, è dedicata alla memoria del Dott. Carmelo Antonio D’Agostino, medico chirurgo che ha prestato la sua opera presso l’Ospedale San Vincenzo di Taormina e che è venuto a mancare nel 2007 a seguito di una malattia oncologica.

La presidente Paino ha sinteticamente illustrato i progetti già realizzati, che offrono ancora oggi un sostegno concreto ai malati oncologici per affrontare alcune conseguenze della malattia e per alleviare le difficoltà che inevitabilmente subentrano.

Dalle parrucchiere volontarie, che si alternano ogni settimana nella sala di “trucco e parrucco”, alla navetta che accompagna coloro che debbono sottoporsi ai trattamenti chemioterapici, sino alla donazione gratuita di protesi provvisorie post mastectomia.

La mostra fotografica è il penultimo lavoro realizzato, ad esso seguirà, a breve, un progetto di alternanza scuola-lavoro che coinvolgerà sul tema gli studenti dei licei messinesi con indirizzo biomedico. Perché è importante far conoscere una realtà che non è circoscritta ad un ospedale o alla malattia che “capita a qualcuno”, riguarda tutti, anche coloro che, se pur giovani, stanno già segnando il percorso della propria vita.

La mostra fotografica si concluderà domenica 28 marzo 2021.

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