SANTA TERESA DI RIVA. “Welcome Home, Arte!”  Archeoclub racconta due belle storie di tesori ritrovati e riportati a casa

SANTA TERESA DI RIVA. “Welcome Home, Arte!” Archeoclub racconta due belle storie di tesori ritrovati e riportati a casa In evidenza

Si terrà venerdì 16 marzo, alle 17,30, presso la sala del Palazzo della Cultura di S. Teresa di Riva, l’evento “Welcome home, art”, organizzato dalla sede Area Ionica Messina di Archeoclub d’Italia.

Un incontro con le protagoniste di due importanti “ritorni a casa” di opere d’arte siciliane. Serena Raffiotta, brillante archeologa indipendente, interverrà su “Morgantina, la casa degli Dei”. Morgantina è l’area archeologica greca che si trova nel territorio di Aidone, oggetto nel corso dei decenni di continue visite di tombaroli che hanno fatto razzia dei suoi tesori: statue, oggetti, monete, pietre, strutture. Tesori piazzati al mercato nero dalle “archeomafie” e poi letteralmente “riciclate” anche in strutture museali prestigiose. È il caso della statua della statua della testa di Ade, che era finita al Paul Getty Museum e anche grazie alla scoperta che la Raffiotta illustrerà durante la conferenza è stato possibile individuarla e riportarla ad Aidone. Nello stesso museo aidonese è esposta anche la Dea di Morgantina. Anch’essa era finita illegalmente al Paul Getty Museum di Los Angeles e restituita dopo una dura battaglia delle autorità italiane, con il prezioso supporto di Archeoclub d’Italia nel cui consiglio nazionale, ai tempi, vi era anche Santino Mastroeni di S. Teresa di Riva. Proprio in queste settimane la Dea è nuovamente al centro di una proposta di trasferimento seppur temporaneo che sta trovando la ferma opposizione anche di Archeoclub.

La seconda storia di “ritorni” è orma abbastanza conosciuta in zona. La racconterà Ketty Tamà, architetto, socia Lions (di cui è stata presidente) ed Archeoclub. Lei è la protagonista del rientro presso la basilica dei SS Pietro Paolo d’Agrò di nove libri  scritti dai monaci basiliani in quel monastero e finiti alla biblioteca dell’Escorial di Madrid, dove si trovano ancora gli originali, essendo rientrati i testi in formato digitale e visibili oggi grazie ad un totem. La Tamà parlerà anche dei progetti in corso per fare in modo che lo scriptorium, la biblioteca, del Monastero di Casalvecchio Siculo possa rivivere.

All’evento prenderanno parte alcuni studenti dei licei santateresini, in particolare quelli della IV B del Liceo Scientifico “C. Caminiti” che da qualche mese hanno intrapreso con Archeoclub un progetto di alternanza scuola lavoro per “operatore culturale”.

Modera l’incontro, Mariapia Crisafulli, giovanissima scrittrice e direttore artistico del Pacolo Letterario Salvatore Quasimodo.

 Previsti anche gli interventi di saluto del sindaco del comune di S. Teresa di Riva Danilo Lo Giudice, della vice Annalisa Miano e del presidente dell’Osservatorio dei Beni culturali dell’Unione dei Comuni, Ninuccia Foti.

 

Chiuderà i lavori il presidente Archeoclub Area Ionica, Filippo Brianni.

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    Un’ipotesi in campo è quella lanciata da tempo dalla socia Archeoclub, arch. Ketty Tamà, sulla possibilità di creare una struttura museale multimediale in grado di promuovere il patrimonio librario medievale, oltre che la storia, del monastero, di recente fatto rientrare in formato digitale dalla Biblioteca dell’Escorial di Madrid.

    Altro tema di studio è costituito dalle modalità di coinvolgimento di quest’opera e del sito archeologico di Scifì  - un “unicum” della tradizione siciliana bizantina-arabo-normanna - nel percorso Arabo-Normanno che ha ottenuto il riconoscimento Unesco e di cui l’Abbazia di S. Pietro si pone come anello culturale ed architettonico mancante e necessario, soprattutto con riferimento alla capacità di questo monumento di coniugare le caratteristiche della tradizione architettonica religiosa greca e latina, con sfumature importanti arabe. La spettacolarità del simbolismo legato alle albe liturgiche fanno di S. Pietro un luogo essenzialmente greco-ortodosso ma aperto anche all’islam ed al cattolicesimo latino, in un connubio di stili e significati che esaltano l’evoluzione medievale della Chiesa.

    Naturalmente non potranno non essere discusse anche le inaccettabili difficoltà logistiche della struttura e la necessità assoluta di dotarla dei servizi minimi di accoglienza turistica e assistenza culturale.

    “Speriamo che questo incontro con l’assessore, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata rispetto al nostro appello  – dichiarano il presidente di Archeoclub, Filippo Brianni, e la socia Ketty Tamà – possa essere il punto di partenza per proiettare S. Pietro in un’ottica moderna e nuova di musealità e marketing culturale”.

    L’assessore Tusa sarà accompagnato dal capo della segreteria, Carmelo Briguglio, e sarà accolto dal sindaco di Casalvecchio, Marco Saetti, dal presidente dell’Unione dei Comuni, Armando Carpo e dal parroco don Alessandro Malaponte. Prevista la presenza di amministratori comunali, Polo Museale, Soprintendenza, giornalisti ed esperti. L’incontro è aperto anche al pubblico.

      

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    E la storia della galleria - raccontata da Curcuruto – si colloca nella prima guerra mondiale, quando venne chiesto a Durante un intervento per un avere collegamento monte-mare sul Ghiodaro, di fatto inesistente. Durante intervenne presso un generale e furono inviati 300 prigionieri austriaci che realizzarono il muro di contenimento e poi la galleria, scavando nella pietra per diversi anni, pagati e trattati bene dalla popolazione locale. Attorno alla presenza di quei ragazzi, non sono mancati gli aneddoti e le leggende, alcune a “tinte rosa”.

    Una storia di pace e sviluppo in mezzo a guerra e macerie, che è stata ricordata anche da Giuseppe Minissale della sezione Alpini di Messina e dal giornalista Domenico Interdonato, rappresentante dell’associazione Croce Nera d’Austria, la quale ha consegnato una corona  di fiori con i colori della bandiera austriaca posta, alle 18, accanto alla corona di alloro col tricolore all’ingresso della galleria, dove le tre amministrazioni confinanti in quel luogo hanno realizzato una targa, scoperta proprio sabato (presenti: Leonardo e Marcello Longo, Mongiuffi Melia; Alfio Currenti e Antonella Bartolotta, Gallodoro; Alessandro Costa e Teresa Rammi, Letojanni).

    Poi il convegno, moderato da Ketty Tamà, socia Archeoclub e anche Lions Letojanni-Valle d’Agrò è entrato nel vivo. La Tamà ha evidenziato come “i desideri espressi nella basilica di S. Pietro Paolo d’Agrò si realizzano: poco più di un mese fa, durante l’evento per il Solstizio, abbiamo auspicato ciò che oggi si sta facendo”.

    Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti dei comuni (presenti anche Orlando Russo di Castelmola e Concetto Orlando di Roccafiorita) e delle associazioni (Marilena Moschella ha letto un messaggio del presidente Lions, Francesca Celi, recentemente colpita da un lutto familiare), ha aperto i lavori Filippo Brianni, “con un ringraziamento privilegiato stavolta agli assenti”, ha detto introducendo il video di un intervista su Postoleone a Carmelo Smiroldo, lo studioso morto nel gennaio 2015. Poi Brianni ha illustrato le ragioni dell’iniziativa e i prossimi passi di Archeoclub per la valorizzazione della galleria.

    La “Prima guerra con gli occhi del comprensorio”, è stata descritta da Ninuccia Foti, presidente dell’Osservatorio Beni Culturali Valli Joniche e dei Peloritani e curatrice di una ricerca sui caduti e le storie della prima guerra mondiale, sfiorando anche Capo Taormina e Postoleone (“che va valorizzata– ha detto la Foti – essendo peraltro inserita nella lista dei luoghi siciliani della memoria della prima guerra mondiale”).

    Enzo Andò ha delineato la figura dello scienziato Francesco Durante e il suo enorme impatto sulla vita culturale, sociale e politica nazionale e di “questo comprensorio, che lo adorava e ne seguiva le indicazioni”.

    Poi, le rivelazioni di Curcuruto sulle stanze, che hanno “riaperto” il dibattito, con l’associazione Alpini pronta ad avviare uno studio con speleologi e la Croce Nera d’Austria ha proporre un tavolo sinergico tra le associazioni, da avviare già a settembre. Disponibile anche l’Unione dei Comuni, per voce del suo vice presidente Orlando Russo. Al termine dell’evento, sono state consegnate delle targhe-ricordo con incisa anche una poesia di Ungaretti sulla “fratellanza che accomuna persino i nemici di guerra” , utilizzata come filo conduttore del convegno da Ketty Tamà. Tra i destinatari, quelli alla memoria di Francesco Durante (ha ritirato l’assessore letojannese Teresa Rammi) e Carmelo Smiroldo (ha ritirato il fratello Santino). 

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    Momento centrale della manifestazione è stato l’intervento del monaco ortodosso Alessio Mandanikiotos, dell’eremo di S. Lucia del Mela, su “…e lo Scriptorium riprende vita: dialogo sui nove manoscritti medioevali dell’Escorial”, che Lions, Archeoclub, comune e volontari hanno fatto rientrare in formato digitale lo scorso anno. Libri che dal 1014 in poi erano stati realizzati proprio nell’abbazia dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò, in greco antico, ed alcuni annotati in latino. Gli occhi infuocati di entusiasmo di Padre Alessio hanno illustrato a quelli sorpresi e attenti di Ketty Tamà i segreti di quei “segni” che si sono fatti Parola, attraverso il monaco che ha tradotto salmi e preghiere, spiegato simbolismi, rievocato vicende, ricollocato contesti storici. Ridato vita a quelli che fino a mercoledì erano dei “segni” su un file. Una vera festa, di luce e cultura, col vangelo greco posto al centro della basilica pian piano scalato dai fasci di luce del solstizio che penetravano dalle finestre.  E per i libri medievali fissate le prossime tappe: continuare con l’aiuto di Padre Alessio lo studio e la decriptazione dei testi e nel frattempo trovare un modo più coinvolgente per proiettarli, per studiali e fruirli presso l’Abbazia, oltre al totem già installato al suo interno.

    La serata era iniziata con un altro tema, la “La galleria di Postoleone: Memoria di Pietra, di Prigionia e di Solidarietà”, di cui è occupato il presidente di Archeoclub Area Ionica Messina, Filippo Brianni. Una storia “mutuata” da uno studio di Carmelo Smiroldo(di cui è stata proiettata un’intervista rilasciata ad una Tv nazionale), custode del museo di Naxos, scomparso nel gennaio 2015. Le ricerche di Smiroldo hanno consentito di scoprire come durante la prima guerra mondiale lo scienziato letojannese Francesco Durante ottenne dal generale Ciancio di Piazza Armerina l’assegnazione nella valle del Ghiodaro di 300 prigionieri austriaci, i quali scavarono nella roccia la galleria ancora oggi utilizzata lungo la strada provinciale n. 11, ai confini dei comuni di Letojanni, Gallodoro e Mongiuffi Melia. Durante la loro permanenza quei ragazzi furono trattati bene delle persone del luogo e della madri di soldati al fronte le quali speravano che lo stesso trattamento fosse riservato ai propri figli. Ne nacque pure una storia d’amore, sintetizzata da Smiroldo in una poesia.

    Ma Postoleone è importante anche perché si trova sull’antica via romana, di cui hanno parlato, oltre a Brianni, anche la Tamà e lo storico casalvetino Franco Nicita, nella relazione  “la ricerca dell’Antica Via tra la Vallis Aurea ed il VicumAgrillae: percorso di Miti e di Meraviglia”. Questa strada collegava Milazzo e Messina a Taormina e che nel comprensorio jonico “scendeva” proprio da Casalvecchio, guadava l’Agrò con un ponte nei pressi dell’abbazia, raggiungeva la zona dell’attuale sito archeologico di Scifì e si inerpicava a Margi e poi fino a Taormina. Come hanno chiarito i relatori,alcuni tratti di quella strada sono visibili, altri sono stati identificati, soprattutto in contrada Margi di Gallodoro, durante dei sopralluoghi insieme a Giovanni Curcuruto e Mauro Brianni, i quali prospettano anche ipotesi di fruizione turistica.

    Soddisfazione per lo spessore culturale raggiunto dall’evento è stata espressa dal sindaco di Casalvecchio Siculo, Marco Saetti, e dall’assessore Marcella Russo. L’impegno comune è ora quello di dar vita ad un luogo in questi testi digitali possano essere proiettati, fruiti e studiati.

     In coda all’evento è stata consegnata una targa ricordo ai volontari che hanno collaborato, anche economicamente, col comune, Lions ed Archeoclub per l’acquisizione dei libri dell’Escorial: Pippo Triolo, Francesco Celi, Santino Puzzolo, Carmelo Cutrufello e Paola Rifatto. Una targa è stata consegnata anche alla famiglia di Filippo Miano, il socio Lions improvvisamente venuto a mancare alcuni mesi fa. Peraltro, il “solstizio” ha fatto anche quest’anno da scenario al passaggio di consegne tra i presidenti Lions, con Francesca Celi che ha preso il posto dell’uscente Anna Bene.

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