TAORMINA. SPAZIO AL SUD. APPUNTAMENTO VENERDI' 27 CON DOMENICO TRISCHITTA

TAORMINA. SPAZIO AL SUD. APPUNTAMENTO VENERDI' 27 CON DOMENICO TRISCHITTA In evidenza

Il “Caffè Letterario in…Terrazza” di “SPAZIO al SUD” edizione 2018 - organizzato dall’associazione “Arte&Cultura a Taormina” presieduta dalla giornalista MariaTeresa Papale che ne firma anche la direzione artistica - chiude in grande stile la stagione estiva presentando venerdì 27 luglio, alle ore 18:30, la raccolta di racconti “Le lunghe Notti” (Avagliano Editore) di Domenico Trischitta. Tocca così allo scrittore, giornalista e drammaturgo catanese, che può esibire per i suoi scritti postfazioni e note critiche di estimatori quali Manlio Sgalambro e Giuseppe Pontiggia, scrivere la parola fine alla movida libraria “open air” ospite dalla panoramica terrazza dell’Hotel Isabella - generosamente messa a disposizione da Isabella Bambara De Luca - condotta con lievità di tocco e fine acume dalla giornalista Milena Privitera che, con notazioni mai banali, è andata presentando ad un pubblico attento e partecipe le ultime fatiche letterarie di talentuosi scrittori, quasi tutti siciliani.

Un evento culturale di spessore quello di venerdì, che vede assoluto protagonista il senso sfuggente della vita o, spesso, il suo non sense, “la solitudine degli esseri umani che cercano il proprio riscatto nell'amore e nella solidarietà” resa da Trischitta con una scrittura priva di retorica e compiacimenti linguistici, con uno stile delicato e poetico che scorre fluido, cadenzato com’è da un ritmo dichiaratamente cinematografico e da un soundtrack per intenditori che dal blues arriva a Bellini.

Il libro, solo all’apparenza “frammentario”, è una raccolta - nata vent'anni fa ma pubblicata nel dicembre 2016 - di racconti che scorre per rapidi episodi quasi “bozzettistici” in cui sono racchiusi specifici momenti di vita. Divisa in due sezioni speculari, “Le lunghe giornate” e “Le lunghe notti”, a loro volta divise per temi ( morte, destini, casualità etc.) vede i vari soggetti, più che ad usuali personaggi, assurgere al rilievo di categorie emblematiche – l’assassino, il taxista, la puttana, il prete, il marinaio, il viaggiatore…- molti dei quali, incontrati nella prima parte, ritornano visti da una nuova angolazione nella seconda. Tutti legati dal mal di vivere, tutti alla ricerca di un senso. Una sorta di compagnia di anti-eroi che decideranno di dare una svolta alla loro vita infelice in un solo giorno, in una sola notte. Trovando nel racconto finale il riepilogo del tutto. Quel senso, a volte non-sense della vita.

L’Associazione “Arte & Cultura”, presente da anni a Taormina con lo scopo di promuovere e valorizzare le eccellenze artistiche ed intellettuali del territorio, ha la sponsorizzazione dell’Associazione Albergatori di Taormina, il patrocinio dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali ed Identità Siciliana, del Comune di Taormina, Taormina Arte Sicilia, Fondazione Mazzullo, Club Unesco di Taormina, Valli dell’Alcantara e d’Agrò, di “Gais Hotels Group”, dell’Hotel Isabella e dell’associazione culturale calabrese “Piazza Dalì”.

 

000
Letto 273 volte

Articoli correlati (da tag)

  • Naxoslegge e Taormina Arte insieme per “gli archivi aperti”.

    Un altro pomeriggio, ricco di emozione, quello dello scorso 29 settembre, che ha visto ancora una volta al centro la “Casa del Cinema” di Taormina, stavolta per svelare una parte degli archivi della “Fondazione Taormina Arte Sicilia”.

    Un appuntamento inserito nel corposo programma della XI edizione di “Naxoslegge” – il Festival Regionale delle Narrazioni ideato e presieduto dalla vulcanica docente Fulvia Toscano – che quest’anno ha avuto quale Domina la “Storia Necessaria”. Non semplice cronaca o aneddoto ma storia costruita su strati di memoria di differenti civiltà. Una “storia plurale”, dove, la tappa di domenica è stata importante per far luce su altre pagine della storia di Taormina.

    L’incontro, a cura di Milena Privitera – responsabile ufficio stampa di “Taormina Arte” – e del Direttore Generale Ninni Panzera, ha ricevuto grande apprezzamento da parte del pubblico intervenuto, tra cui erano presenti numerosi studenti del Liceo Scientifico di Giardini Naxos, attivi collaboratori e promotori di un fare consapevole. La professoressa Toscano ha voluto ringraziare la “Fondazione Taormina Arte” per “l’interlocuzione fattiva”, e ha dichiarato come tutto rientri nell’alveo di «una mentalità costruttiva, alla presenza del “demone del fare” che vedrà altri incontri e porrà al centro un percorso tracciato prima di tutto per i ragazzi».

    Ninni Panzera – nel suo intervento – ha accettato di buon grado l’idea, dichiarando:

    • «Raccogliere le sfide che Fulvia lancia è uno stimolo per noi tutti. L’archivio di “Taormina Arte” è una enorme risorsa; ripercorrere la storia umana e professionale di questi anni, è rivivere una storia bellissima, fatta di decenni importanti a dispetto dei periodi di “appannamento e di crisi”. Nel nostro archivio sono scritte pagine indimenticabili e sono prima di tutto state vissute. Qui sono passati grandi direttori, grandi coreografi e grandi attori. Taormina è stata ed è punto di riferimento per la cultura in senso materiale e immateriale. Oggi, aprire l’archivio e mostrarlo a questi ragazzi, è importante per le loro menti e per quelle degli adulti, i quali devono ricordare la loro identità e la loro storia».

    Milena Privitera, da parte sua, ha tracciato un interessante excursus di questa fantastica storia, ringraziando, anzitutto, chi ha realizzato insieme a lei il video che è stato proposto al pubblico: Elisabetta Monaco, Emanuele Passalacqua, Daniela Di Leo e naturalmente, l’infaticabile Francesca Cannavò e tutta la squadra di “Taormina Arte”. Durante la proiezione – che ha riportato alla memoria, volti, parole, vita vissuta – l’emozione tra il pubblico è stata palpabile.

    La Privitera nel suo intervento ha precisato:

    • «Non vogliamo vivere di ricordi ma avere presente chi siamo stati per proseguire nel nostro lavoro. “Taormina Arte” è nata per riunire tutto ciò che a livello culturale era in città. Inoltre, esisteva una politica “illuminata” che ha dato notevole impulso. Le produzioni erano qui, perché c’erano i fondi economici per investire nella realizzazione degli eventi. Taormina Arte nasce nel 1983 e il Festival comprendeva Teatro; Danza; Musica, oltre al Festival del Cinema. Possediamo un archivio con oltre 1000 volumi di rassegna stampa originale. Esiste un archivio fotografico che va dal bianco e nero al colore sino al digitale. Qui Lavia, Albertazzi, Sinopoli, Guerritore hanno lasciato impronte indelebili. Giustamente, per restare al passo con i tempi, si è destagionalizzato e decentralizzato – con l’apertura in altri periodi e la collaborazione con altri luoghi e teatri perché – la nostra, è la “Fondazione Taormina Arte Sicilia”. Nel tempo, abbiamo aperto alle arti figurative e curato allestimenti che hanno riscosso grande plauso. Oggi, siamo lieti di aprire ai giovani per inaugurare una nuova stagione».

    La nostra redazione ha voluto ascoltare le varie anime che hanno contribuito a fare la storia di “Taormina Arte” e tra esse, quella di Daniela Di Leo, storica figura di questa grande famiglia:

    • «Ho iniziato questo meraviglioso viaggio lavorativo, perché tale lo reputo, nel 1984, nella segreteria dell’ufficio stampa, guidato da Stelio Vitale Modica, passando poi – e per molti anni – alla segreteria della “direzione artistica teatro” con Gabriele Lavia e alla segreteria dell'Agis durante gli anni della “Festa per il Teatro”. Ho curato l’Archivio di “Taormina Arte”. Oggi sono la responsabile delle “Attività promozionali, Merchandising e Delegato Siae” per la “Fondazione Taormina Arte Sicilia”. Aver lavorato all’interno di questa struttura sin dalla sua nascita mi ha permesso di vivere momenti di alto profilo culturale, e allo stesso tempo umano, attraverso i rapporti personali con grandi personaggi. Tra questi, desidero citarne quattro, in particolare, che sono per me tra i più cari e dei quali conservo gelosamente i ricordi: Pupella Maggio, Giulietta Masina, Valeria Moriconi e Mario Carotenuto. Oggi, dopo 35 anni, rivedendo – in questo video – tutto ciò che abbiamo vissuto tra splendori e momenti di assoluta oscurità, ritengo di essere stata molto fortunata ad aver avuto una piccola parte in una grande storia».

    Lisa Bachis

  • La saletta cinematografica della “Casa del Cinema” di Taormina dove “le stelle stanno a guardare”.

    Parafrasando felicemente il titolo del film del 1939 di Carol Reed, con Michael Redgrave, Margaret Lockwood “The Stars Look Down”, trasposizione dall’omonimo romanzo del 1935 di Cronin, il 13 settembre scorso, la “Fondazione Taormina Arte Sicilia” ha raggiunto un altro successo con l’inaugurazione della saletta cinematografica all’interno della “Casa del Cinema”, nell’ex Pretura di Taormina. Si tratta di uno degli storici palazzi, in origine sede di nobili famiglie, la cui destinazione d’uso a seguito di un attento progetto di restauro, è stata quella di riservare un luogo al cinema, in una città – che per sua storica vocazione – è saldamente legata al teatro e alla messa in scena, dal vivo e su pellicola.

    L’emozione era palpabile unitamente alla soddisfazione di aver operato secondo un gioco di squadra che ha coinvolto tutti: dai dirigenti allo staff di “Taormina Arte”. All’inaugurazione erano presenti – oltre al Sindaco di Taormina Mario Bolognari – il Commissario Straordinario della “Fondazione Taormina Arte Sicilia”, Pietro Di Miceli e il Direttore Generale Ninni Panzera. Tra gli invitati eccellenti anche Lino Chiechio fondatore e leader di “Videobank”, con la moglie Maria Guardia Pappalardo: un’altra squadra vincente che ha riconfermato la sua presenza, per i prossimi tre anni, nella organizzazione del “Festival del Cinema” di Taormina, e che ha già dato modo, a tutti, di verificare il rilancio di un festival, che costituisce uno degli appuntamenti tra i più importanti per la cultura e il turismo non solo locali, ma a livello internazionale.

    Emozione e sollievo per un altro traguardo raggiunto. Le parole del Sindaco Bolognari, confermate dal Di Miceli, non hanno lasciato spazio ai dubbi. Taormina è nota nel mondo, tuttavia ciò non ammette letarghi e sonnolenze. La promozione di un nome, che deve essere “marchio”, non può avvolgersi in un manto di apparente appagamento; occorre promuovere e investire nelle eccellenze di un territorio vario e ricco. La tradizione cinematografica – che già a partire dal 1919, ha visto Taormina quale location per set cinematografici – si è via via arricchita dopo la Seconda Guerra Mondiale. La scelta è legata alla riscoperta del tema del viaggio e di un modo differente di intendere il turismo, dopo il 1945. La parola d’ordine è “svago”, godimento dei sensi e abbandono alle suggestioni offerte dalle isole del Mediterraneo. Si vuol ricominciare a vivere, si vuol ripartire economicamente e socialmente. Il cinema, così come la fotografia, offre l’apertura su “luoghi altri”, che inducono al sogno, alla divagazione. Vi è una sorta di riproposizione dei temi cari alla “Belle Epoque”, nella nuova veste di una rivoluzione dei costumi. Bisogna lasciarsi alle spalle macerie e distruzione; fame e terrore. Vi è un sentimento di liberazione da rinunce e dittature; vi è il desiderio di osare ed essere anticonformisti. Il cinema dà questa opportunità e getta le basi per un nuovo modo di divertirsi. Ma esso è anche strumento di conoscenza e recupero di documenti storici, altrimenti destinati alla distruzione. Il cinema diviene fonte storica, sostiene la ricerca antropologica, e consente agli studiosi di aprire a un nuovo modo di interpretare la realtà e la società in cambiamento.

    Ninni Panzera ha realizzato un altro dei suoi sogni, lui che, più di tutti, mostrava con garbo e innata discrezione la propria emozione. Nelle sue intenzioni e in quelle di tutti i suoi collaboratori – volti, sorrisi ed esperienze maturate lungo il corso degli anni – «la saletta ospiterà in modo permanente una programmazione cinematografica. Infatti si è scelto di iniziare con film rari e inediti, girati a Taormina. Fotogrammi unici non solo di personaggi noti ma anche di scorci simbolo della città: il Teatro Antico, il fascino e il lusso del San Domenico, il suggestivo Corso Umberto, i tanti vicoli, la Villa Comunale, la Stazione ferroviaria, l’Isola Bella, il Capo Taormina e l’imponenza dell’Etna. Nell’ottica della ricostruzione dell’identità e della memoria».

    Panzera ha altresì precisato che «i lavori di trasformazione del salone, in saletta cinematografica, sono stati fatti “in house”, con l’ausilio delle competenze e della professionalità del personale di Taormina Arte, nel rispetto degli impegni presi con la Città di cui la “Fondazione” è uno degli organismi vitali, perché la “Casa del Cinema” vuol essere una delle anime culturali di Taormina».

    La pellicola che ha aperto ufficialmente la programmazione – rivolta ai cittadini e ai numerosi turisti che visitano la città - è un film tedesco, inedito in Italia, di Hans Deppe, “Gitarren klingen leise durch die Nacht” del 1959, in versione originale con i sottotitoli italiani appositamente realizzati. Film romantico e ispirato al “Musical”, che ha come protagonisti Fred Bertelmann, Margit Nünke e Vivi Bach.

    L’organizzazione ha pubblicato un cartellone, «che proseguirà fino a metà novembre, con numerose altre chicche – 10 film tra i più rari e meno visti – tra le quali “L’immagine meravigliosa” (1951) di Richard Brooks, ma anche il più noto “L’avventura” (1960) di Michelangelo Antonioni».

    Inoltre, la mostra “Le Stelle di Taormina” – a cura dello stesso Panzera – è stata prorogata sino al 6 gennaio 2020. «L’esposizione offre, attraverso materiali rigorosamente originali, una visuale molto particolare di Taormina, quella dai set dei 46 film che hanno “scelto” Taormina come loro straordinaria location». Una mostra che ha suscitato ammirazione da parte di uno dei giganti del cinema: Oliver Stone. Il quale ha mostrato tantissimo di aver gradito un modo di accogliere e di trasmettere passione che chi abita questi luoghi unici, porta dentro di sé come retaggio genetico millenario.

    Lisa Bachis

  • Taormina. Riconfermato il successo del “Caffè Letterario in Terrazza”

    Il “Caffè Letterario in Terrazza” – cartellone estivo di SPAZIO al SUD, svoltosi in tre pomeriggi, nella splendida terrazza dell’Hotel Isabella, messa generosamente a disposizione da Isabella Bambara De Luca – ha ricevuto pieno consenso di pubblico e grande interesse anche per l’edizione 2019. Il merito va tutto a MariaTeresa Papale presidente di “Arte&Cultura a Taormina” ed a Milena Privitera: due partigiane della Cultura, le quali hanno saputo offrire, ancora una volta, numerosi spunti di riflessione attraverso lo specchio dei testi presentati.

    Il sottile filo della storia ha costituito l’intreccio di quest’edizione. Storia e narrazione di fatti, luoghi e persone, che a vario titolo si muovono lungo la via dei secoli, gettando nuova luce non solo sul concetto di “narrazione” ma sul modo in cui ciascun autore ha inteso costruire quella narrazione.

    Domenica 14 luglio, Milena Privitera,da conduttrice della manifestazione, è stata lei stessa ospite con il suo tributo alle donne forti e coraggiose de “La Sicilia nel cuore”, edito da Algra. MariaTeresa Papale ha così sintetizzato l’unicità e la preziosità del libro:

    «Uno squarcio inedito sulla vita di 15 viaggiatrici che, tra l’Ottocento e i primi del Novecento, hanno scelto Taormina e la Sicilia come “luogo del cuore”. Una narrazione colta e coinvolgente firmata da una giornalista di lungo corso, ma, soprattutto, donna di grandi passioni civili e dal forte impegno sociale e culturale, che alle buone letture affianca una rara capacità di scrittura».

    Un testo scritto con un lavoro certosino sulle fonti raccolte, carico di tensione lirica, che ha restituito i caratteri, le aspirazioni e i problemi vissuti da queste meravigliose Signore d’altri tempi.

    Domenica 21 luglio, il secondo appuntamento ha avuto come protagonisti, i giovani scrittori catanesi Cirino Cristaldi e Mirko Giacone con“Onorata Società”, edito da Bonfirraro. MariaTeresa Papale,nella sinossi offerta agli intervenuti, ha immediatamente catturato l’attenzione. Il romanzo è «la storia di Pierluca Aragonesi, figlio di una modesta famiglia dell’entroterra siciliano che, dopo gli studi universitari a Roma, torna in Sicilia per darsi alla politica, quella ‘sana’, nell’intento di combatterne le deviazioni; ma il ‘sistema’ dei compromessi e delle lobby, degli intrighi di palazzo e della corruzione, che vorrebbe combattere, giorno dopo giorno si insinua nella sua vita. E tra mondanità, sesso, misteri, segreti, ambiguità la stravolge».

    Cirino Cristaldi ha sottolineato più volte come lui e Mirko Giacone, in questa scrittura “a quattro mani”, abbiano voluto raccontare una “storia verosimile”, saldamente agganciata alla contemporaneità di vicende e modi di pensare e vivere l’ascesa al potere. Potere che va mantenuto,includendo una discesa negli abissi degenerati dell’animo umano. Il protagonista vive e si muove in un mondo che non è o bianco o nero, quanto piuttosto avvolto in varie gradazioni di grigio. Giacone ha spiegato che, dopo aver ricevuto e accettato indicazioni da parte di un amico libraio sul possibile compagno in questo viaggio narrativo, la sintonia raggiunta con Cristaldi è stata tale da sorprendere entrambi, poiché non facile né scontata.

    Infine, sabato 27 luglio, Paolo Sidoti, che dopo “Pietra Lavica” e “Vento di mare”, è tornato da vecchio amico del “Caffè Letterario” col suo “Domani”. Il nuovo testo di Sidoti è il sequel di “Pietra lavica”, che tanto successo ha ottenuto, ma come ha evidenziato la Papale «il nuovo thriller dello scrittore catanese è, però, un romanzo autonomo, con i tanti personaggi che si muovono in uno scenario internazionale che va da Buenos Aires al Libano, dalla Normandia al Canada e la storia dal ritmo serrato che si dipana in un susseguirsi di colpi di scena ed intrighi. Intrecciando con fili misteriosi ed impensabili zingari, il massacro dei Catari e la fisica quantistica».

    Sidoti, stimolato dalle domande di Milena Privitera, ha chiarito che il tempo, in senso cronologico e interiore, fa da contrappunto alla temporalità della narrazione che sbalza il lettore nel passato dai richiami leggendari e mistici. Qui risuona l’eco della storia tardo antica e medievale di cui il presente storico è imbevuto. Questo tempo inoltre si dilata, assorbendo passato e presente, in quel “Domani”, ermetico messaggero di aspettative. Ciò che fa da collante è il cuore, inteso come motore della ricerca gnoseologica del sé e della rinascita.

    Gli appuntamenti del “Caffè Letterario” organizzati dall’associazione “Arte&Cultura a Taormina”, presieduta dalla giornalista MariaTeresa Papale, sono sponsorizzati dall’Associazione Albergatori di Taormina, con il patrocinio dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali ed Identità Siciliana, del Comune di Taormina, Taormina Arte Sicilia, Club Unesco Taormina, Valli d’Alcantara e d’Agrò, e la partnership del “Gais Hotels Group”, dell’ Hotel Isabella e dell’associazione culturale calabrese “Piazza Dalì”.

    Lisa Bachis

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Banner bottom

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Per acconsentire all’uso dei cookie clicca su per maggiori informazioni clicca QUI