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GIARDINI NAXOS. LE DONNE NON PERDONO IL FILO. DONNE CHE PARLANO DI DONNE In evidenza

Ancora un altro importante appuntamento  nell’ambito di Naxoslegge organizzato da Fulvia Toscano.

Nella splendida cornice del Lido di Naxos  è stato presentato il libro della giornalista e scrittrice siciliana Ester Rizzo Le ricamatrici”.

Una storia vera degli anni Settanta accaduta a Santa Caterina Villarmosa, piccolo centro in provincia di Caltanissetta, che ripercorre le vicissitudini di un gruppo di ricamatrici, guidate da Filippa Rotondo (nella realtà storica Filippa Pantano) e le sue figlie, da sempre sfruttate da committenti e intermediari, che decise di mettere fine alle angherie subite e di iniziare a reclamare i propri diritti di donne e di lavoratrici. 

La presentazione del romanzo di Ester Rizzo è stata  curata dalla dott.ssa Mariada Pnasera ed ha rappresentato lo spunto per un confronto tra le donne professioniste che hanno accettato l’invito di Fulvia Toscano a raccontarsi e a fare il punto sulla condizione attuale delle donne nei vari ambiti di competenza.

La prof.ssa Marinella Fiume, scrittrice e storica delle donne, la prof.ssa Giusi Liuzzo, pres. Archeoclub Catania e consigliera nazionale, la dott.ssa Maria Pia Luca', pres. Ass. Altra Metà, la dott.ssa Fina Maltese, consigliera di parità prov. Trapani e Resp. Ugl Sindacato prov. Messina settore pari opportunità, la dott.ssa Mimma Nucifora, dirigente neuro psichiatria ospedale San Vincenzo di Taormina, e la dott.ssa Marina Trimarchi, fisico e ricercatrice dell’Università Messina.

Queste le donne che si sono confrontate raccontando la loro esperienza, fotografando la situazione oggi nel mondo del lavoro.

Testimonianze ricche di spunti di riflessione dalle quali è emersa una grande verità: la forza delle donne risiede nell’essere donna.

E se pure è vero che ancora molto deve essere fatto bisogna evidenziare i risultati ottenuti fino ad oggi. Diritti acquisiti, grazie anche alle battaglie delle ricamatrici di Ester Rizzo, che oggi vanno difesi.

Per gli studenti e le studentesse presenti un importante momento di crescita. Un occasione per confrontarsi con modelli positivi di donne che ogni giorno lavorano per l’affermazione di diritti e la costruzione di una società civile responsabile ed equa.

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    Il premio consiste in una targa che menziona il grave gesto censurato e sarà riprodotta in un materiale edile, per segnare in modo simbolico il valore estremamente negativo del riconoscimento.
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    Il pregiudizio al paesaggio è sotto gli occhi di tutti e rappresenta non la nostra sconfitta, ma l’ennesima vergognosa incapacità di chi avrebbe potuto e dovuto impedire questo scempio e non ha ancora mosso un dito.
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    L’indagine, convenzionalmente denominata “ECO BEACH”, dal nome della società attorno alla quale ruota tutta l’illecita attività, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Messina, ed ha avuto inizio, il 16.12.2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e della Compagnia CC di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (ME) che, nella circostanza, risultò essere stato realizzato, in maniera abusiva, in un’area sottoposta a vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con l’illecita trasformazione di un lungo tratto dell’alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti.

    Tale situazione di fatto ha comportato (e potrebbe tuttora comportare) seri e reali rischi di possibili inondazioni anche del centro abitato posto a vale dell’impianto, poiché la trasformazione dell’alveo del torrente (torrente “San Giovanni” in località Cantaro del comune di Taormina) nella suddetta strada a fondo battuto ha notevolmente ristretto la larghezza naturale del corso d’acqua, determinando il difficoltoso deflusso naturale delle acque in caso di precipitazioni particolarmente avverse, fatto peraltro già verificatosi in almeno due occasioni negli ultimi tre anni. 

    Lo sviluppo dell’attività ha poi fatto emergere il coinvolgimento, in ipotesi di traffico illecito di rifiuti, di più soggetti e più società direttamente collegate alla prima ed al suo titolare di fatto, tanto che, nel maggio del 2018, la direzione delle indagini fu assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.

    Nel dicembre 2018, l’impianto della società ECO BEACH s.r.l. di Giardini – Naxos (ME) è stato sottoposto a stringente ispezione da parte del N.O.E. di Catania e, per le gravi violazioni contestate, sequestrato. Tale provvedimento è stato convalidato da G.I.P. ed ulteriormente confermato dal Tribunale del Riesame, cui gli interessati avevano avanzato ricorso.

    Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione contenenti dichiarazioni non veritiere, all’occultamento, distruzione e l’incenerimento illecito di rilevanti quantità di rifiuti, fino al rilascio di autorizzazioni illecite lungo una lunga filiera che va dal livello della Pubblica Amministrazione locale fino ai vertici provinciali del settore ambientale.

    L’illecita attività si è sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano :

    • Percolato di discarica;
    • Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone;
    • Sfalci di potatura e scarti della lavorazione del legno;
    • Rifiuti elettronici contenenti sostanze pericolose - cd. RAEE – (frigoriferi);
    • Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane;
    • Rifiuti biodegradabili da cucine e mense;
    • Rifiuti provenienti dal trattamento meccanico di altre tipologie di rifiuti.
    • Rifiuti ingombranti (materassi).

    per un quantitativo stimato di svariate decine di migliaia di tonnellate, che ha procurato agli indagati un illecito profitto di qualche milione di euro.

    Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine ai reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio di autorizzazioni illegittime, necessarie a “coprire” le illecite operazioni di smaltimento, nonché anche in ordine ad un “dimostrato” episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e ricezione di altre regalie (cene e altre utilità), che compensassero un documentato atteggiamento “compiacente” nel corso dei controlli.

    Nel provvedimento cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di un’organizzazione strutturale, un gruppo criminale volto alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a smaltire i rifiuti in modo lecito.

    Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui:

    • 16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia;
    • 5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro.

    Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 più importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nell’indagine, riconducibili alle società ECO BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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