TAORMINA. Premio Internazionale di Poesia “Maria, Madre del Buon Cammino”. Proclamati i Vincitori della Decima Edizione  e presentato il Bando dell’Undicesima

TAORMINA. Premio Internazionale di Poesia “Maria, Madre del Buon Cammino”. Proclamati i Vincitori della Decima Edizione e presentato il Bando dell’Undicesima In evidenza

 “Dolore che grida nelle vene”, “un ritorno sognato, mai compiuto”, “arma, cori e menti”, “pirdunu”, “forza di dimenticare e continuare a sognare”… queste le parole in versi che hanno caratterizzato la Cerimonia di Premiazione della Decima Edizione del Premio Internazionale di Poesia “Maria, Madre del Buon Cammino”, certamen letterario promosso dalla Parrocchia Sacro Cuore di Gesù – S. Venera di Trappitello Taormina (ME), guidata dal Sac. Antonino Tricomi, e organizzato da Massimo Manganaro e Gioacchino Aveni. Un concorso consolidato e di prestigio, al quale hanno partecipato ben 211 Poeti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

 

Alla Cerimonia, che ha avuto luogo Sabato 6 Ottobre scorso, non poteva mancare la Commissione Giudicatrice, composta da: Maria Lidia Simone, poetessa e pittrice, Cavaliere dell’Arte e vincitrice del Leone di San Marco alla Biennale di Venezia, dell’Oscar d’Oro nelle Canarie e del Nobel Internazionale d’Arte; Salvatore Puglia, poeta il cui nome figura nel “Dizionario Bibliografico e Critico degli Autori ed Artisti Italiani”; Rosa Maria Di Salvatore, poetessa sensibile, presente con le sue Liriche in autorevoli antologie e riviste, ha ottenuto lusinghieri riconoscimenti e pubblicato diverse sillogi; Padre Fabio Cattafi, vicario della Parrocchia S. Stefano Protomartire di Milazzo, specializzando in Teologia Biblica presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia; Teresa Vadalà Fierro, poetessa sopraffina, autrice di testi teatrali, vincitrice di numerosissimi premi internazionali.

 

Alla presenza del Consigliere del Comune di Taormina Giuseppe Sterrantino e del Sindaco del Comune di Castelmola Orlando Russo, dinanzi a un pubblico plaudente, sono state premiate le Opere in Versi vincitrici e i loro autori:

 

– Poesia in Lingua Italiana a tema religioso:

1) Rita Muscardin (Savona), Dove respirano le stelle;

2) Carmelo Di Stefano (Modica, RAGUSA), Padre;

3) Rosaria Lo Bono (Termini Imerese, PALERMO), Un clochard a Dio;

Menzione d’Onore a Gaetano Lia (Monterosso Almo, RAGUSA), Notte di festa…;

Menzione di Merito a Sergio Santoro (Lecce), Stabat Mater;

Menzione Speciale ad Antonella Vinciguerra (Chianchitta Taormina, MESSINA), Resta con me, Signore....

 

– Poesia in Vernacolo Siciliano a tema religioso:

1) Anna Maria Ucchino (Trappitello Taormina, MESSINA), Littra a lu Signuri;

2) Giuseppe La Rocca (Trappeto, PALERMO), Prighéra;

3) Renzo Cammarana (Priolo Gargallo, SIRACUSA), Tri Cruci;

Menzione d’Onore a Pierangela Castagnetta (Palermo), Unni sii!?;

Menzione di Merito a Gino Adamo (Trapani), Matri!;

Menzione Speciale a Rosalda Schillaci (Catania), Salici pinnenti.

 

– Poesia in Lingua Italiana a tema libero:

1) Teresa Rosito (Scanzano Jonico, MATERA), Della mia infanzia mi resta;

2) Mariateresa La Porta (Venafro, ISERNIA), Dove nasce il sole;

3) Palma Civello (Palermo), Tracce di mio padre;

Menzione d’Onore a Carmela Tuccari (Aci Sant’Antonio, CATANIA), A mia madre;

Menzione di Merito a Grazia Dottore (Faro Superiore, MESSINA), A mio padre;

Menzione Speciale a Domenico Sergi (Villafranca Tirrena, MESSINA), Le chiavi del Paradiso;

Segnalazione di Merito a Stefania Iannò (Roma), Attesa.

 

– Poesia in Vernacolo Siciliano a tema libero:

1) Francesco Billeci (Borgetto, PALERMO), Na varca senza mari;

2) Giovanni Rizza (Acicastello, CATANIA), Pirdunu;

3) Orazio Minnella (Tremestieri Etneo, CATANIA), Emigranti;

Menzione d’Onore a Giusi Baglieri (Catania), ‘Na favula;

Menzione di Merito a Zina Ferrara Musumeci (Trappitello Taormina, MESSINA), Chistu è cantu di na vota…;

Menzione Speciale a: Melania Sciabò Vinci (Catania), Chianci stu cori.

 

– Poesia in Lingua Italiana o Vernacolo Siciliano a tema libero, religioso e no (Juniores):

1) Melissa Storchi (Bibbiano, REGGIO EMILIA), Come gocce di cristallo;

2) Sette Giuseppe (Santeramo in Colle, BARI), In viaggio;

3) Valeria Sciacca (Gaggi, MESSINA), Preghiera a Maria;

Menzione d’Onore a Paola Di Gregorio (Santeramo in Colle, BARI), Se fossi…;

Menzione di Merito a Chiara Caramazza (Favara, AGRIGENTO), Fidati di me;

Segnalazione Speciale a Donatella Fichera (Mazzeo Taormina, MESSINA), Le quattro stagioni.

 

Premio Speciale “Parrocchia Sacro Cuore di Gesù” a Salvatore Gazzara (Messina), Matri Santa; Premio Speciale “Padre Salvatore Arcidiacono” a Nicola Cavaliere (Contesse, MESSINA), Tu Madre;

Premio Speciale “Prof. Pasquale Vinciguerra” a Paolo Tulelli (San Pietro Magisano, CATANZARO), Ricordi di un bambino;

Premio Speciale “Mater Dei” a Luigi Antonio Pilo (Torre Faro, MESSINA), Save the children;

Premio Speciale “La Voce” a Valeria Salvo (Comitini, AGRIGENTO), Non giacerà mai l’amore;

Premio Speciale “Primi Versi” a Mathias Luca (Chianchitta Taormina, MESSINA), Gesù restami vicino;

Premio Speciale “Orizzonte Scuola” a Cecilia Lo Monaco (Gallodoro, MESSINA), Poesia dell’amore.

 

Il prestigioso “Exellence Award”, assegnato al Poeta che ha ricevuto il maggior numero di voti, è andato all’autrice ligure Rita Muscardin.

 

Durante la Serata, condotta con professionalità e garbo dalla Prof.ssa Angela Maria Vecchio, Presidente dell’AVIS “Giovanni Paolo II” di Gaggi, è stato inoltre reso pubblico il Bando dell’Undicesima Edizione del Premio Internazionale di Poesia “Maria, Madre del Buon Cammino”. La scadenza di presentazione delle Liriche è stata fissata per Giovedì 31 Gennaio 2019. Il Bando è consultabile sulla Pagina facebook Premio di Poesia “Maria, Madre del Buon Cammino” – Trappitello Taormina.

 

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Tel. 349/4289961. Pagina facebook: Premio di Poesia “Maria, Madre del Buon Cammino” – Trappitello Taormina.

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  • Dino Stornello, fotografo gentiluomo, in mostra alla casa del Cinema per la 68^ edizione del Taormina Film Fest

    Quarant’anni di sorrisi non solo per i diviDino Stornello è più che un fotografo. In questi anni ha contribuito a immortalare i cambiamenti, le atmosfere, la storia del Festival del Cinema taorminese e anche quello di Taormina Arte, oggi Fondazione Taormina Arte Sicilia. Certo è un testimone di spessore così come molti altri – cito ad esempio Maurizio D’Avanzo, che ho avuto il piacere di intervistare vari anni fa sempre per questo giornale – ma è soprattutto un amico del Festival e delle persone che hanno fatto in modo che esistesse e giungesse sino a noi. Infatti, appena ho fatto sapere agli amici di Tao Arte che sarei andata a visitare l’esposizione, non per l’inaugurazione bensì in sordina e in mezzo ai vari visitatori, hanno sorriso. Sì, il sorriso, che accompagna Dino e molti altri, rendendo migliori anche le giornate più buie. Sì, il sorriso, che è il motore giusto per le ripartenze. Sorrisi, amici, professionalità, questo è il messaggio di Stornello, il quale ha tenuto a dichiararlo anche nell’invito social, pubblicato pochi giorni prima dell’apertura:

     

    Felice di essere stato coinvolto in questa 68^ edizione del Taormina Film Fest, ringrazio gli organizzatori Lino Chiechio e Maria Guardia Pappalardo e tutto lo staff di preziosi e impeccabili collaboratori che hanno reso possibile tutto ciò. Massimo Troisi, Roberto Benigni, Carlo Verdone, Lindsay Kemp, Elsa Martinelli, Lando Buzzanca, Florinda Bolkan, Heather Parisi, Walter Chiari, Franco Franchi, Lino Banfi, Simona Izzo, Marisa Laurito, Gigi Proietti, Ombretta Colli, Gino Bramieri, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Leo Gullotta, Giancarlo Giannini, Michele Placido, Pippo Baudo, Edvige Fenech, Valeria Marini, Claudia Cardinale, Mariangela Melato, Monica Bellucci, Giovanna Ralli, Elio Germano, Sabrina Impacciatore, Stefania Rocca, Isabella Ragonese, Lucia Sardo, Donatella Finocchiaro, Anna Ferzetti, Giovanni Storti, tutti rigorosamente sorridenti e non sempre in posa… Questi i volti che potrete vedere nella piccola selezione di scatti realizzati negli anni scorsi. Sperando possano piacervi vi invito tutti, amici, a sostenermi con la vostra presenza nel corso della settimana del Festival. 

     

     Le date di esposizione, la curatela e gli allestimenti – La mostra è aperta al pubblico per tutta la settimana delle programmazioni del Film Fest edizione Sessantotto e fino al 2 luglio nell’accogliente contesto espositivo della mia amatissima Casa del Cinema. La personale di Stornello è dunque ritmata dai sorrisi dei divi. Una ricostruzione mediante le immagini della storia del Festival dal 1981 al 2021.

    Il primo ritratto, quello del dolce sorriso di Massimo Troisi, reca la data del 1981, e la narrazione si snoda in 33 capitoli-scatti, in cui parlano di sé i protagonisti del cinema e dello spettacolo di questi ultimi quarant’anni.

    Vi è molta cura ed elegante sobrietà nell’allestimento. Foto che emergono dai pannelli ma senza ostentazione di primeggiare; stampe opache che non offendono l’occhio del fruitore e rimandano la personalità di ciascuno dei personaggi ritratti. Fine è stata anche la scelta di riportare citazioni sul sorriso, fatte da celebri personaggi. Un plauso quindi non solo a Stornello ma a Gianluca Russo per la curatela e a Ginevra Chiechio per l’impeccabile allestimento.

     

    Autoritratto di un uomo timido e riservato – Oltreché gentiluomo, Stornello è timido e riservato. Non ama mostrarsi troppo e preferisce stare dietro l’obiettivo. Formatosi con l’analogico, ha scelto di non rendere tutto nitido e lineare come è predominante oggi nella fotografia dell’era digitale, conservando quell’aura del tempo trascorso, che rende le foto «icone» di un periodo e i volti in esse ritratte dei miti. Stornello agli inizi aveva «trentasei scatti a rullino», per cui era necessario avere l’occhio, l’attenzione e il colpo di fortuna giusto, nella scelta dei soggetti delle inquadrature. La sua provenienza e la formazione partono dal mondo del teatro e della scena, e potrete ritrovarle anche negli scatti esposti alla Casa del Cinema.

    Ho pensato quindi di non intervistarlo direttamente, ma di riportare ciò che lui stesso ha lasciato scritto sul grande pannello che vi accoglierà all’ingresso del percorso espositivo:

    Mi è stato chiesto di presentarmi e provo a farlo: Sono nato e vissuto sempre a Catania. Appassionato di fotografia e di spettacolo, da ben 46 anni faccio il possibile per coniugare queste due passioni cogliendo col mio obiettivo momenti di scena sui vari palcoscenici della città. Il mio primo servizio fotografico risale al 1976 (un memorabile concerto di Charles Aznavour e Mia Martini). Negli anni ’80 ho eseguito le foto di scena del Teatro Stabile di Catania, avendo l’occasione di avvicinare i grandi maestri e i giovani attori appena diplomati dalla Scuola Umberto Spadaro, che oggi costituiscono l’ossatura del teatro etneo e non solo. Nel mio archivio sono presenti anche i più noti attori del cinema nazionale e internazionale, che ho immortalato sul palco del Festival cinematografico di Taormina dal 1981 come inviato del quotidiano “La Sicilia” […].

     

    Il rapporto di Stornello con il Festival è ininterrotto da oltre 40 anni e trovo bellissimo e calzante – per capire il carattere fotografico e umano di Stornello – quanto scrive in merito alla fotografia:

     

    Spesso mi è stato chiesto cosa significhi per me la fotografia: io credo che fotografare sia “fermare” il momento, testimoniare all’infinito un attimo, un’espressione; cogliere l’essenza del personaggio che hai davanti all’obiettivo. Con la macchina fotografica si crea un rapporto simbiotico: è lo strumento che ti consente di immortalare “l’attimo fuggente”. La foto non è mai asettica; l’immagine è sempre “mediata” dall’autore dello scatto: il taglio dell’inquadratura, l’esposizione, che rende più o meno saturi i colori, il momento, sono tutte variabili che contribuiscono al risultato finale.

     

    I sorrisi catturati da Dino Stornello sono 33 e sono in bianco e nero. Certamente è perché il colore confonde e per tirare fuori una porzione d’anima non vi è altra scelta che questa. L’unica foto a colori è l’ultima, che ritrae Giovanni Storti, sorridente. Lo sfondo per questo scatto, che in un certo senso fa da “passaggio di testimone” al Festival in corso di svolgimento, è il color rosso fuoco dell’edizione 2021.

     

    Premio uomo siciliano 2022 – Il fotografo catanese – in proposito, mi concedo una breve digressione: Catania è città fertile di talenti per la musica, per la letteratura, per le arti e per la fotografia. Non si dimentichi che ricorre il centenario della morte di Giovanni Verga, il quale insieme a Capuana e a De Roberto, fu anche fotografo e non si dimentichino gli studi fotografici di cui era impreziosita la Via Etnea –, dicevo che Dino Stornello, è stato da poco insignito del «Premio uomo siciliano 2022», il cui ideatore e direttore generale è Antonio Omero. Il riconoscimento gli è stato tributato con la seguente menzione: «per la sua appassionata attività di fotografo dell’attimo fuggente», ed è stato consegnato a Sant’Agata Li Battiati, comune della Città Metropolitana di Catania.

    «Quarant’anni di sorrisi» la personale di Dino Stornello, allestita alla Casa del Cinema di Taormina, è visitabile sino a sabato 2 luglio dalle 9:00 alle 22:00. L’ingresso è gratuito.  

     

  • Il 5 giugno a Taormina, Luigi La Rosa e il "suo" Bellini inaugurano la stagione del Caffè Letterario di "SPAZIO al SUD"

    TAORMINA – Appuntamento da non perdere domenica 5 giugno, alle ore 18:30, presso la panoramica terrazza dell’Excelsior Palace Hotel di Taormina per l’anteprima del Caffè Letterario di “SPAZIO al SUD”, condotta dalle giornaliste Milena Privitera e MariaTeresa Papale, che vede protagonista Luigi La Rosa, affermato scrittore ed insegnante di scrittura creativa che fa la spola tra Parigi e la Sicilia.

    Dopo il grande successo di “L’Uomo senza Inverno. Storia di un genio dimenticato dell’Impressionismo” - Piemme edizioni – dedicato a Gustave Caillebotte, La Rosa ritorna in grande spolvero sulla scena letteraria proponendo “Nel furor delle tempeste” - sempre per i tipi Piemme – dove la narrazione della breve vita di Vincenzo Bellini va sviluppandosi sulla base di una solida trama, accurata ricostruzione storica frutto di una meticolosa ricerca delle fonti, mentre viene affidato all’elegante ordito di suggestive invenzioni il credibile dipanarsi di emozioni e sentimenti.

    Alto, biondo, con gli occhi azzurri, definito per la sua delicata bellezza il ”Cigno”, Bellini, marchiato com’è dal fuoco dirompente della passione per la Musica, è l’enfant prodige, la splendente meteora che scuote e travolge col suo eccezionale talento la scena del melodramma italiano.

    E Luigi La Rosa, nel raccontarcene la storia, ancora una volta sfodera l’elegante sontuosità, la profonda limpidezza, la sapiente armonia della sua scrittura per farci coinvolti spettatori dei successi e delle ostili gelosie, degli amori travolgenti e degli affanni interiori, della fragile salute e della tormentata, intima, solitudine che hanno contrassegnato la vita del grande compositore, seguendo i passi di Bellini dagli inizi di Catania, passando per i duri anni di studio al Conservatorio di Napoli, per approdare ai Teatri templi della lirica di Venezia, Parma, Genova, la Scala di Milano, non dimenticando Londra e Parigi. In un singolare amalgama di atmosfere immaginate e di fatti realmente accaduti che la penna raffinata di La Rosa rende perfetto.

    L’evento, organizzato dalla associazione “Arte&Cultura a Taormina”, presieduta da MariaTeresa Papale, vede la sponsorizzazione dell’Associazione Albergatori di Taormina, il patrocinio del Comune di Taormina, di Club Unesco di Taormina - Val dell’Alcantara e d’Agrò, la partnership di servizio del “Gais Hotels Group” e quella amicale con Piazza Dalì.

    Comunicato e Locandina da ufficio stampa “Arte&Cultura a Taormina”

     

  • Foto… Grafia: Rogika riapre la pagina “Controluce”

    Stamattina, appena aperto Facebook, ho ricevuto una buona notizia dal mondo della fotografia. Ottima direi, dato che ho avuto modo di constatare, come negli ultimi giorni le foto siano divenute protagoniste più che mai.

    Mi riferisco ai numerosi post e articoli, senza dimenticare i vari eventi dedicati alla Giornata della Memoria e al centenario della morte dello scrittore catanese Giovanni Verga, con analoghe notizie e iniziative. Due avvenimenti importanti che hanno nella fotografia un ausilio fondamentale per restituire la memoria degli accadimenti.

    La fotografia, come già saprete, ha per me un valore non solo estetico ma soprattutto documentale, di fonte storica. Tuttavia non tralascio nemmeno il valore etico, il quale, a mio avviso, le deve essere assegnato. Strumento e documento di conoscenza, ci spinge a riconoscerci nelle vite passate e in quelle attuali. Nei luoghi, per destinarci a un’assunzione di responsabilità di fronte a prove che restituiscono dignità a chi non c’è più, e forniscono motivi di riflessione a chi c’è e a chi si predispone a ciò che sarà. Parlo dei bambini e dei ragazzi, soggetti ipervedenti, ma miopi senza la giusta direzione.

    Quindi, quando stamattina, ho appreso della felice decisione di Roberto Mendolia (Rogika), fotografologo nonché fine conoscitore della fotografia nella sua pratica e nella sua declinazione storica, ho avvertito il dovere di darne notizia. Per amore della fotografia e della conoscenza.

    Rogika ha pubblicato il post ieri, in serata, ed ha evidenziato il suo intento con la semplicità e l’umiltà che da sempre lo contraddistinguono:

     

    «Nell'estate del 2018, circa quattro anni addietro, avevo creato una pagina dal titolo: "Controluce: piccolo Bignami di fotografia", con l'intento scrivere alcuni approfondimenti, curiosità, contributi e quant'altro sulla fotografia e su tutto ciò che ruota attorno a questa passione. Pagina che avevo abbandonato dopo alcuni post, per dedicarmi ad altri piccoli lavori. So quanto sia impegnativo gestire una pagina e so che dovrò metterci particolare attenzione. Bene, ho deciso di renderla nuovamente pubblica e di provare a recuperare il tempo perduto. Spero che sia di vostro gradimento con l'auspicio che possa incuriosirvi e, perché no, essere un modo diverso, alternativo e, allo stesso modo, piacevole di continuare a parlare di fotografia».

     

    Ricordo l’apertura della pagina nel 2018 e comprendo bene il desiderio di Roberto: condividere ciò che nell’arco di una vita ha appreso e che ancora oggi, continua ad apprendere per ridare voce ai volti e alle esistenze. Sì voce, poiché le fotografie dicono, dialogano con noi, se ci predisponiamo al giusto ascolto.

    Ne sono un esempio le sue ultime fatiche – che in verità lo sono solo in parte data la passione che lo anima – le esposizioni dedicate a Leonardo Sciascia con la prima sessione di “Noir et Blanc”; i lavori che hanno dato la luce alle fanzine: pezzi unici e artigianali, che reinterpretano il favoloso mondo delle carte de visite e che lo hanno fatto entrare di diritto tra gli appassionati e promotori di questa realtà, tra i quali l’impareggiabile e coltissimo Gabriele Chiesa.

    Rogika vuol testimoniare, nel suo stile originale ma attaccato alla tradizione, cultura. Perciò ha scelto di puntare l’obiettivo sulla Sicilia e sulla sua storia stratificata e millenaria. Ciò per non dar spazio ai pensieri da Gattopardi, lasciando che pur nel vuoto e nell’abbandono, nell’incuria e nella collettiva distrazione, tornino a prender luce le gemme, che costituiscono questa isola sfaccettata e composta di altrettante insulae.

    Questa positiva ostinazione, tra gli alti e i bassi della vita, è un’operazione sociale che sta coinvolgendo anche altri fotografi siciliani.

    Lui dirà «Ma io non sono un fotografo». In effetti, è più corretto parlarne come di un autore e più correttamente, come già prima ho accennato, di un fotografologo. Colui che usa la luce per scrivere, e trascrivere, i vari passaggi di una storia, che mai si completa e dona nuove storie, in un desiderio di riscatto di ciò che c’è di buono negli scantinati della memoria e sotto la polvere del dimenticato.

    Il ritorno della pagina “Controluce”, di cui pubblico il link qui di seguito, ha come protagonista un metodo fotografico che fu importante per la fotografia, e un fotografo messinese che contribuì, insieme al più noto fratello Giuseppe, a scrivere la storia della Città dello Stretto:

    «Il sistema Crozat e Saro Prinzi, fotografo in Messina»

     

    https://www.facebook.com/Controluce-piccolo-bignami-di-fotografia-2392722467421389/

     

    Vi auguro una buona lettura. Fate tesoro degli insegnamenti altrui, ricordando che «Cultura è Bellezza».

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