MESSINA. “Conoscere Messina per amarla. Nell’arte l’identità da ritrovare”. L'iniziativa del Soroptmist  Club Messina

MESSINA. “Conoscere Messina per amarla. Nell’arte l’identità da ritrovare”. L'iniziativa del Soroptmist Club Messina In evidenza

Si svolgerà venerdì, 16 novembre,  il primo di 6 incontri del progetto “Conoscere Messina per amarla. Nell’arte l’identità da ritrovare”, promosso dal Soroptmist  Club di Messina, condiviso con molti club service e associazioni  che operano in città, con il patrocinio del Comune, dedicato soprattutto agli studenti delle scuole superiori.

L’appuntamento è a Palazzo Zanca, Salone delle Bandiere, alle 10,30.

Obiettivo del progetto è quello di porre  particolare attenzione ad alcuni beni culturali più rappresentativi della nostra città al fine di diffonderne la conoscenza e accrescere in tal modo il senso di appartenenza alla citta delle giovani generazioni.

Il progetto si propone di veicolare messaggi ai giovani, stimolare l’amore per la città ed esortare l’impegno di coloro che istituzionalmente ne hanno titolarità, attraverso l’esplorazione e il monitoraggio della condizione attuale di tali beni, della qualità urbana circostante e del grado di accessibilità e fruizione.

Il coinvolgimento delle scuole si concretizza, inoltre,  con l’istituzione di un concorso “La città che vorrei” che prevede la realizzazione di un elaborato scritto o grafico degli studenti e la conseguente premiazione di quello giudicato rispondente ai requisiti del bando.

Il progetto si articola in 6 incontri tematici che avranno luogo presso il Salone delle bandiere di Palazzo Zanca.

I temi degli incontri sono : 16 novembre Le fontane di Messina; 25 gennaio  i forti cinquecenteschi, 22 febbraio i forti umbertini, 7 marzo 2019  la Zona falcata  e la Cittadella, 5 aprile l’architettura eclettica post-terremoto, 17 maggio il gran camposanto.

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    Si è svolta giovedì 7 marzo la manifestazione organizzata dal club Soroptimist di Messina presieduto dalla Prof.ssa Rossella Musolino in collaborazione con il Teatro Vittorio Emanuele.

    Un importante momento dedicato alle donne e ai loro saperi in occasione della giornata internazionale della Donna.

    Il foyer del Teatro V. Emanuele ha accolto per l’occasione una mostra ispirata alle mani della donna. Pensieri, musica, manufatti, immagini che hanno raccontato attraverso un viaggio a ritroso l’arte femminile. Ad inaugurare l’esposizione il prefetto S.E. Maria Carmela Librizzi e l’assessore ai servizi sociali del comune di Messina Alessandra Calafiore.

    “L’idea, ha spiegato Patrizia Billè nella sua introduzione, è nata aprendo un cassetto nel quale mia madre custodiva la sua biancheria. Ho trovato un antico copriletto realizzato a mano ed ho pensato alle mani delle donne, a quanta fatica ci fosse dietro la sua realizzazione, quanto lavoro. Un’antica coperta scovata per caso ha dato l’avvio ad una riflessione di più ampio respiro. Ho pensato a quelle donne che potevano esprimersi solo nel microcosmo delle loro case, nel silenzio e nell’oscurità. A quelle donne che hanno avuto nelle loro mani la forma di sostentamento primario.”

    E’ nata così dunque l’idea di mettere in scena una mostra tesa a valorizzare gli antichi saperi delle donne, la loro precisione manifatturiera. Una sorta di riscatto rispetto all’epoca in cui quelle donne non avevano potuto scegliere di fare altro.

    Delle mani che cambiano e del confronto con le generazioni passate si è occupato il Prof. Mario Bolognari, antropologo e direttore del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne.

    “Oggi, ha affermato Bolognari, le donne hanno conquistato nuovi ruoli, nuove conoscenze. Il numero di donne laureate e diplomate è superiore a quello degli uomini. Nonostante ciò il progresso sembra essere solo apparente e non colpire i reali processi di crescita. Le mani fortemente lavorative di un tempo oggi sono mani esposte, fotografate, mani che giocano sulla scena sociale. E parlando degli antichi saperi delle donne, ha proseguito Bolognari, il rischio è di consegnare all’oblio un pezzo di storia dell’800.”

    La mostra ha rappresentato un momento per recuperare storie e tradizioni e celebrare i saperi delle donne partendo dalla consapevolezza che oggi le donne hanno la libertà di scegliere di riappropriasi di quei saperi.

    Le mani che curano è stato il tema dell’intervento della Prof.ssa Marianna Gensabella, ordinario di Filosofia morale presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell'Università degli Studi di Messina. Nel suo intervento la Prof.ssa Gensabella ha ripercorso il legame tra mani e cura, riportandoci al rapporto intimo tra donna e cura e alle mani della madre, che rappresentano quel grande altro che da un senso alla nostra vita.

    Soddisfazione è stata espressa dalla Presidente Rossella Musolino che ha concluso i lavori con una riflessione sulla necessità di riappropriarsi delle proprie scelte evidenziando ancora una volta come l’evento sia stato pensato quale omaggio alle donne fuori da ogni stereotipo per un 8 marzo non solo celebrativo ma costruttivo, con il cuore ed il pensiero ad Alessandra, l’ennesima vittima di femminicidio.

  • MESSINA. I FORTI UMBERTINI. UN TESORO SU CUI INVESTIRE

    Grande partecipazione al terzo incontro del progetto “Conoscere Messina per amarla. Nell’arte l’identità da ritrovare”, promosso dal Soroptmist  Club di Messina, condiviso con molti club service e associazioni  che operano in città, con il patrocinio del Comune, dedicato soprattutto agli studenti delle scuole superiori.

    L’appuntamento venerdì mattina a Palazzo Zanca, nel Salone delle Bandiere, per accendere i riflettori su “I forti Umbertini”.

    Da Forte Cavalli a Forte Petrazza, obiettivo dell’incontro raccontare, spiegare  e valorizzare le 22 batterie facenti parte del sistema difensivo dello Stretto di Messina, realizzato dallo Stato Maggiore dell’Esercito tra il 1884 e il 1914 con lo scopo di difendere una parte del territorio meridionale, e dislocate nella città di Messina nella costa siciliana e Reggio per la regione Calabria.

    Ricchi di spunti di riflessione gli interventi dei relatori. Vincenzo Caruso, Nino Principato, Giuseppe Arilotta hanno ricostruito aspetti storici ed architettonici delle fortezze evidenziando la necessità di mettere in atto un sistema in grado di valorizzarle.

    Significativo l’intervento del giornalista e scrittore Giorgio Gatto Costantino che ha parlato dell’esperienza Ecolandia, un parco ludico tecnologico ambientale, unico nel suo genere che sorge proprio all’interno del forte Gulli. Una delle fortificazioni delle coste calabresi.

    Ancora una volta l’obiettivo posto dal Club Soroptismist di Messina presieduto dalla prof.ssa Rosa Musolino è stato centrato: porre  l’attenzione  su alcuni beni culturali più rappresentativi della città al fine di diffonderne la conoscenza e accrescere in tal modo il senso di appartenenza alla città delle giovani generazioni.

     Gli incontri proseguiranno nei prossimi mesi. Il prossimo appuntamento in programma è fissato per il 7 marzo  con la  Zona falcata  e la Cittadella.

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    Si svolgerà domani venerdì, 22 febbraio, il terzo incontro del progetto “Conoscere Messina per amarla. Nell’arte l’identità da ritrovare”, promosso dal Soroptmist  Club di Messina, condiviso con molti club service e associazioni  che operano in città, con il patrocinio del Comune, dedicato soprattutto agli studenti delle scuole superiori.

    L’appuntamento è a Palazzo Zanca, Salone delle Bandiere, alle ore 10,00.

    Tema dell’incontro “I forti Umbertini”. Interverranno Vincenzo Caruso che relazionerà su “La Fortificazione permanente dello Stretto di Messina”; Nino Principato “L’architettura dei forti umbertini”; Giuseppe Arilotta “ I forti umbertini del versante calabro”.

    Obiettivo del progetto è quello di porre  particolare attenzione ad alcuni beni culturali più rappresentativi della città al fine di diffonderne la conoscenza e accrescere in tal modo il senso di appartenenza alla città delle giovani generazioni.

    In questo caso l’incontro accenderà i riflettori sui forti umbertini. Le 22 batterie facenti parte del sistema difensivo dello Stretto di Messina, realizzato dallo Stato Maggiore dell’Esercito tra il 1884 e il 1914 con lo scopo di difendere una parte del territorio meridionale, dislocate nella città di Messina nella costa siciliana e Reggio per la regione Calabria.

    Le prime fortezze ad essere costruite furono il Forte Polveriera (Masotto) e il Forte Matiniti Superiore (Siacci) rispettivamente sulla sponda messinese e calabrese. L’ultima fu quella di Sbarre, posta a sud di Reggio, che fu ultimata nel 1914, a ridosso dell’inizio della I Guerra Mondiale.

     

    Il progetto si propone di stimolare l’amore per la città ed esortare l’impegno di coloro che istituzionalmente ne hanno titolarità, attraverso l’esplorazione e il monitoraggio della condizione attuale di tali beni, della qualità urbana circostante e del grado di accessibilità e fruizione.

     

    Gli incontri proseguiranno nei prossimi mesi. Ecco i successivi temi che verranno affrontati: 7 marzo 2019  la Zona falcata  e la Cittadella, 5 aprile l’architettura eclettica post-terremoto, 17 maggio il gran camposanto.

     

    L’incontro è aperto alla cittadinanza.

     

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