CASALVECCHIO SICULO.  L’assessore Tusa a S. Pietro per concertare ipotesi di valorizzazione. Mercoledì l’incontro operativo con l’esponente del governo Musumeci

CASALVECCHIO SICULO. L’assessore Tusa a S. Pietro per concertare ipotesi di valorizzazione. Mercoledì l’incontro operativo con l’esponente del governo Musumeci In evidenza

L’assessore regionale ai Beni Culturali e Identità Siciliana, Sebastiano Tusa, prenderà parte mercoledì 28 novembre, alle 11, ad un incontro operativo presso l’abbazia dei SS. Apostoli Pietro e Paolo d’Agrò. La riunione è organizzata da Archeoclub Area Ionica Messina (in collaborazione con comune casalvetino, parrocchia, pro loco e Lions) al fine di elaborare ipotesi di valorizzazione e ponderarne la possibilità di finanziarle anche attraverso l’accesso ai fondi europei.

Un’ipotesi in campo è quella lanciata da tempo dalla socia Archeoclub, arch. Ketty Tamà, sulla possibilità di creare una struttura museale multimediale in grado di promuovere il patrimonio librario medievale, oltre che la storia, del monastero, di recente fatto rientrare in formato digitale dalla Biblioteca dell’Escorial di Madrid.

Altro tema di studio è costituito dalle modalità di coinvolgimento di quest’opera e del sito archeologico di Scifì  - un “unicum” della tradizione siciliana bizantina-arabo-normanna - nel percorso Arabo-Normanno che ha ottenuto il riconoscimento Unesco e di cui l’Abbazia di S. Pietro si pone come anello culturale ed architettonico mancante e necessario, soprattutto con riferimento alla capacità di questo monumento di coniugare le caratteristiche della tradizione architettonica religiosa greca e latina, con sfumature importanti arabe. La spettacolarità del simbolismo legato alle albe liturgiche fanno di S. Pietro un luogo essenzialmente greco-ortodosso ma aperto anche all’islam ed al cattolicesimo latino, in un connubio di stili e significati che esaltano l’evoluzione medievale della Chiesa.

Naturalmente non potranno non essere discusse anche le inaccettabili difficoltà logistiche della struttura e la necessità assoluta di dotarla dei servizi minimi di accoglienza turistica e assistenza culturale.

“Speriamo che questo incontro con l’assessore, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata rispetto al nostro appello  – dichiarano il presidente di Archeoclub, Filippo Brianni, e la socia Ketty Tamà – possa essere il punto di partenza per proiettare S. Pietro in un’ottica moderna e nuova di musealità e marketing culturale”.

L’assessore Tusa sarà accompagnato dal capo della segreteria, Carmelo Briguglio, e sarà accolto dal sindaco di Casalvecchio, Marco Saetti, dal presidente dell’Unione dei Comuni, Armando Carpo e dal parroco don Alessandro Malaponte. Prevista la presenza di amministratori comunali, Polo Museale, Soprintendenza, giornalisti ed esperti. L’incontro è aperto anche al pubblico.

  

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  • LIMINA. Intensa domenica di Archeoclub con convegno… “fotografico” e Chiese aperte

    Un nuova audioguida in “qr code” per la Madonna delle Preci e un convegno con un format nuovo per S. Filippo d’Agira. È stata piuttosto originale la domenica trascorsa a Limina dalla Archeoclub Area Ionica Messina.

    In mattinata è stata la volta della manifestazione “Chiese Aperte”,  l’annuale appuntamento organizzato in tutta Italia da Archeoclub d’Italia in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana e che punta a far valorizzare chiese che in genere sono meno conosciute. Quest’anno, la sede Area Ionica Messina ha scelto per l’iniziativa la chiesa della Madonna delle Preci di Limina, la cui scheda, realizzata dall’arch. Mimmo Costa, è stata divulgata dal sito nazionale di Archeoclub (http://www.archeoclubitalia.org/). Si tratta di una  chiesa particolare, risalente al 1396 e legata alla presenza ebraica a Limina.

    Archeoclub ha voluto celebrare l’evento donando un’audioguida in Qr code: da domenica, tramite un semplice smartphone, sarà possibile ai visitatori conoscere la storia e le caratteristiche della chiesa.

    Alle 19, presso il centro Scaldara, ha avuto luogo la mostra-convegno “Vita e miracoli di S. Filippo, immagini e storia di una simbiosi”, organizzato da Archeoclub in collaborazione con la Parrocchia, il comune e la pro loco, la quale ha anche ottenuto il patrocinio dell’Ars.

    Il convegno ha avuto un format originale e particolare, apprezzatissimo dal pubblico. Protagoniste sono state le foto e i video che hanno descritto la storia del rapporto tra S. Filippo e Limina e sulle foto si sono innestati i vari interventi, preceduti dai saluti di rito del parroco, don Paolino Maambo e del sindaco, prof. Marcello Bartolotta. La prima foto è stata dedicata alla banda musicale “V. Bellini”, in omaggio al maestro Giovanni D’Agostino che sabato è deceduto improvvisamente proprio mentre si portava S. Filippo al Santuario di Passo Murazzo. Di Murazzo e della chiesa di S. Filippo ha parlato l’arch. Mimmo Costa, mentre Filippo Brianni – che ha moderato insieme alla coordinatrice dei lavori, Ketty Tamà – si è occupato dei riti dell’Ottava. Poi sono stati proiettati video-interviste realizzate da Giovanni Saglimbeni Ntantè e da Cateno Garigali a giovani e anziani del paese sulla domanda “San Fulippu pi tia, chi gghia” (Cos’è per te S. Filippo). I più anziani hanno rievocato la tradizione della Ddutta “erroneamente tradotta come lotta – ha specificato Giovanni Saglimbeni – perché in realtà il termine “ddutta”  per i limiensi corrispondeva ad una gioiosa contesa tra giovani, senza alcuna accezione violenta”. Una tradizione che coinvolgeva il paese in una “contesa”, appunto, tra artigiani e pastori che aveva come protagonista l’antica vara di S. Filippo.

    Un contributo dagli Usa l’ha dato la giovane ricercatrice americana, di origini limiensi, Laura Ricciardi, con un intervento sull’impatto di S. Filippo sugli emigranti liminesi.

    La mostra fotografica potrà ancora essere visitata per tutta la settimana della festa di S. Filippo, che si chiuderà appunto con l’Ottava del 19 maggio, presso il Polifunzionale Scaldara.

  • MONGIUFFI MELIA. Postoleone, svelate targhe, storia e segreti della galleria

    “Con Carmelo Smiroldo avevamo concordato di svelare questo segreto il 28 luglio 2018, il giorno del Centenario della galleria. Ed oggi, che lui non c’è più, io mantengo questo impegno”. Giovanni Curcuruto, storico del Ghiodaro e socio Archeoclub ha poco tempo per emozionarsi. Respira forte l’aria che arriva da una finestra aperta della sala del Marchesato di Melia e continua. Anche perché la sala, stracolma, attende di sapere. E lui non vede l’ora di dire: “Sotto la galleria di Postoleone si trovano piccoli ambienti utilizzati dai 300 prigionieri austriaci che la costruirono. Ecco, ve l’ho detto!” Poi chiarisce. “Nel 1988 dei discendenti tirolesi di quei prigionieri vennero a Melia, mi mostrarono una foto in cui si vedevano questi ambienti, piccoli, delle stanze ricavate nella roccia. Per anni non riuscimmo a comprendere dove si trovassero. Poi, quando si fecero i lavori della fognatura, un operaio ancora vivente, mi disse che sotto la strada aveva visto e aperto una botola e c’erano degli ambienti: dalla sua descrizione degli interni, mi fu facile ricondurli a quella foto che mi avevano fatto vedere anni prima. Purtroppo la ditta ricoprì tutto e con Carmelo abbiamo provato a cercare un modo di entrarci, anche dal costone, ma senza successo”.

    Il mistero svelato delle stanze sotto la galleria di Postoleone è stato dei tanti momenti importanti vissuti sabato sera a Melia, in occasione dell’incontro “Postoleone, una galleria di prigionieri e misteri”, organizzata per il centesimo anniversario dell’apertura della galleria. “Da oggi – ha detto Filippo Brianni, presidente di Archeoclub Area Ionica, l’associazione che ha organizzato il convegno – partono due impegni, da condividere con le associazioni interessate, prime fra tutte Lions, Gruppo Alpini e Croce Nera d’Austria, e le istituzioni: trovare i documenti che confermino le tradizioni orali sulla storia della galleria, anche relative alle novità rese note da Curcuruto; realizzare il parco tematico della Pace bilingue auspicato da Carmelo Smiroldo, affinché Postoleone diventi un riferimento di pace e possa valorizzare le proprie caratteristiche storico culturali che rendono la zona tanto unica quanto poco conosciuta”.

    E la storia della galleria - raccontata da Curcuruto – si colloca nella prima guerra mondiale, quando venne chiesto a Durante un intervento per un avere collegamento monte-mare sul Ghiodaro, di fatto inesistente. Durante intervenne presso un generale e furono inviati 300 prigionieri austriaci che realizzarono il muro di contenimento e poi la galleria, scavando nella pietra per diversi anni, pagati e trattati bene dalla popolazione locale. Attorno alla presenza di quei ragazzi, non sono mancati gli aneddoti e le leggende, alcune a “tinte rosa”.

    Una storia di pace e sviluppo in mezzo a guerra e macerie, che è stata ricordata anche da Giuseppe Minissale della sezione Alpini di Messina e dal giornalista Domenico Interdonato, rappresentante dell’associazione Croce Nera d’Austria, la quale ha consegnato una corona  di fiori con i colori della bandiera austriaca posta, alle 18, accanto alla corona di alloro col tricolore all’ingresso della galleria, dove le tre amministrazioni confinanti in quel luogo hanno realizzato una targa, scoperta proprio sabato (presenti: Leonardo e Marcello Longo, Mongiuffi Melia; Alfio Currenti e Antonella Bartolotta, Gallodoro; Alessandro Costa e Teresa Rammi, Letojanni).

    Poi il convegno, moderato da Ketty Tamà, socia Archeoclub e anche Lions Letojanni-Valle d’Agrò è entrato nel vivo. La Tamà ha evidenziato come “i desideri espressi nella basilica di S. Pietro Paolo d’Agrò si realizzano: poco più di un mese fa, durante l’evento per il Solstizio, abbiamo auspicato ciò che oggi si sta facendo”.

    Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti dei comuni (presenti anche Orlando Russo di Castelmola e Concetto Orlando di Roccafiorita) e delle associazioni (Marilena Moschella ha letto un messaggio del presidente Lions, Francesca Celi, recentemente colpita da un lutto familiare), ha aperto i lavori Filippo Brianni, “con un ringraziamento privilegiato stavolta agli assenti”, ha detto introducendo il video di un intervista su Postoleone a Carmelo Smiroldo, lo studioso morto nel gennaio 2015. Poi Brianni ha illustrato le ragioni dell’iniziativa e i prossimi passi di Archeoclub per la valorizzazione della galleria.

    La “Prima guerra con gli occhi del comprensorio”, è stata descritta da Ninuccia Foti, presidente dell’Osservatorio Beni Culturali Valli Joniche e dei Peloritani e curatrice di una ricerca sui caduti e le storie della prima guerra mondiale, sfiorando anche Capo Taormina e Postoleone (“che va valorizzata– ha detto la Foti – essendo peraltro inserita nella lista dei luoghi siciliani della memoria della prima guerra mondiale”).

    Enzo Andò ha delineato la figura dello scienziato Francesco Durante e il suo enorme impatto sulla vita culturale, sociale e politica nazionale e di “questo comprensorio, che lo adorava e ne seguiva le indicazioni”.

    Poi, le rivelazioni di Curcuruto sulle stanze, che hanno “riaperto” il dibattito, con l’associazione Alpini pronta ad avviare uno studio con speleologi e la Croce Nera d’Austria ha proporre un tavolo sinergico tra le associazioni, da avviare già a settembre. Disponibile anche l’Unione dei Comuni, per voce del suo vice presidente Orlando Russo. Al termine dell’evento, sono state consegnate delle targhe-ricordo con incisa anche una poesia di Ungaretti sulla “fratellanza che accomuna persino i nemici di guerra” , utilizzata come filo conduttore del convegno da Ketty Tamà. Tra i destinatari, quelli alla memoria di Francesco Durante (ha ritirato l’assessore letojannese Teresa Rammi) e Carmelo Smiroldo (ha ritirato il fratello Santino). 

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    Nella suggestiva cornice dell'Abbazia dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò, in contrada San Pietro di Casalvecchio Siculo, si è svolta la giornata di studio su "Infortunistica stradale e Gestione dei rifiuti". Ad introdurre i lavori é stato il Comandante della Polizia Metropolitana, Antonino Triolo, mentre i saluti dell'amministrazione comunale di Casalvecchio Siculo sono stati portati dal dottor Marco Saetti. Interessante è stato l'intervento del Segretario Generale della Città Metropolitana di Messina, avv. Maria Angela Caponetti, che si è soffermata sull'importanza degli eventi formativi per tutti gli operatori del settore della Polizia locale. La mattinata è proseguita con la relazione del dott. Domenico Giannetta, Comandante della Polizia locale di Atripalda (Avellino), esperto in organizzazione e gestione della sicurezza urbana. I lavori sono proseguiti con un approfondimento su argomenti di infortunistica stradale mentre, dopo la pausa, il tema affrontato è stato quello della gestione dei rifiuti con particolare riferimento a quelli derivanti dalle demolizioni edilizie. Main sponsor dell'evento è stata la SOS Strade di Catania, società che si occupa del ripristino delle strade post incidente. I circa 200 per operatori delle Polizie locali siciliane e calabresi, intervenuti all'incontro, hanno poi dato vita ad un interessante question time finale.

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