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Foto Fabrizio Anello Foto Fabrizio Anello

Giacoma Chiella e la ricerca dell’essenza In evidenza

Il secondo incontro “Immagini & Parole”, dedicato agli #SGARDIDIDONNA, ha avuto come ospite Giacoma Chiella, giovane promessa della fotografia. L’appuntamento, come consuetudine, si è svolto nella Saletta Conferenze dell’Archivio Storico di Taormina, il pomeriggio di giovedì 17 gennaio. Fotografi professionisti e appassionati di fotografia hanno, ancora una volta, apprezzato il progetto, promosso da Roberto Mendolia – Rogika – supportato dall’associazione fotografica “Taoclick”, e inserito nel calendario dell’anno accademico 2018/19 dell’UNITRE Taormina, con il patrocinio del Comune di Taormina - Assessorato alla Cultura.

Giacoma Chiella ha ventotto anni e le idee chiare su ciò che vuole. Lo ha detto alla sua famiglia, che sebbene all’inizio credevasi trattasse di un moto passeggero dell’animo, in seguito s’è dovuta ricredere, vista la caparbia determinazione di questa donna. Giovane e donna. Donna e siciliana; perché bisogna saper declinare il vissuto altrui. Osservandola, quel pomeriggio, vestita con sobria eleganza e garbata semplicità, il suo aspetto poteva, di primo acchito, apparire fragile. Un aspetto composto, timido ed ordinato,di chi ci tiene a far bene senza mostrare presunzione. Volto bello, pulito, lineamenti regolari. Un lieve tocco di trucco. Giacoma è assai gradevole; una persona che sa ascoltare, e sa accogliere nel dialogo. Eppure, appena ha iniziato a dire di sé, del suo sogno, del suo approccio alla vita – che non può immaginare senza la macchina fotografica: strumento e compagna di strada – e lì, in quel punto narrativo,ha tirato fuori un equilibrio dello stare in questa società fluida e spaesante, che avrebbe fatto invidia al più saggio dei pensatori. Maturità ed equilibrio che restituisconolimpida energia a quelli della mia generazione; troppo spesso sfatti dalla rassegnazione e dal cinismo a buon mercato. Una speranza, Giacoma, non solo per la fotografia ma per la cultura e per la sua stessa generazione, anch’essavittima dell’annullamento temporale, dettato dai filtri social. Giacoma invece, la mostra tutta la sua giovinezza, e mostra i suoi desideri. Desideriforti e prepotenti,che chiedono di farsi largo in spazi depauperati di identità, dove il Genius loci è stato murato mentre dormiva, e nessuno sembra più sentirne il pianto e le grida.

Mentre osservavo e ascoltavo la narrazione per immagini di Giacoma, mi sono tornate alla mente le parole, di Peppino Impastato:

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.

Giacoma Chiella è una che ci crede “alla salvaguardia della bellezza del mondo” e lo testimonia con le sue fotografie. Lo ha detto in modo diretto che«ama raccontare il suo presente alle future generazioni attraverso i suoi scatti fotografici semplici ma ricchi di molte sfumature». Nata a Mistretta «scopre se stessa nell'osservare il mondo che la circonda, con occhi sempre nuovi e curiosi». Interessante anche la formazione, ricca di collaborazioni importanti. La Chiella incontra il foto reporter Mario Rebeschini, e lavora per lui come assistente. Dopo alcuni anni di studi personali, si reca a Bologna per studiare più approfonditamente la fotografia con il Prof. Simone Martinetto. Da questa esperienza vien fuori la suapartecipazione – con le fotografie dalla Sicilia – a una mostra fotografica permanente. A partire dal 2015, realizza numerose mostre tra cui una nel suo paese natìo. Il 27 aprile 2016, appare la sua prima pubblicazione sulla prestigiosa rivista “National Geographic”, con una foto che viene giudicata tra le più belle al mondo, di quel mese. Via via intraprende la sua carriera fotografica prima nel settore degli eventi e in seguito some Stock Photographer presso le più importanti Agenzie internazionali, tra le quali “Getty Images”. I suoi attuali progetti sono, prevalentemente, legati alle antiche tradizioni che appartengono alla sua terra, la Sicilia. Infatti, nel 2018 esce il primo libro fotografico, MISTRETTA. Fotografie oltre la memoria, edito da Paruzzo.

La scelta del “bianco e nero” «è per andare all’essenza». Le vie, i dettagli architettonici del borgo – che rinviano ad altri dettagli di altri borghi siciliani – per Giacoma possono essere descritti solo “in bianco e nero”. Dettagli di esistenze. Esistenze fermate in un gesto; in quell’accenno di lacrima negli occhi dei vecchi, che hanno visto tanto,sostenuti dalla morbidezza espressiva dellosguardo per via della cateratta. Sono luoghi e persone che ancora oggi proteggono le loro anime di contadini,di pastori di artigiani.

L’impegno è quello di “fotografare i non fotografati”, ma non per rubargli l’anima, bensì “per riceverla in dono”. Anche la scelta delle foto in verticale è legata alle scelte di Giacoma, che con orgoglio e grande padronanza di sé asserisce che “la fotografia è uno stile di vita”. Di certo, qui di stile ve ne è tanto. Stile e talento; talento e passione. Passione, cuore, entusiasmo; e tanta voglia di imparare, crescere, migliorarsi, senza sottrarsi alla fatica del mestiere.

Questa è Giacoma Chiella: una promessa già mantenuta!

Lisa Bachis

 

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