Naxoslegge e Taormina Arte insieme per “gli archivi aperti”. Foto di Francesca Cannavò "Fondazione Taormina Arte"

Naxoslegge e Taormina Arte insieme per “gli archivi aperti”. In evidenza

Un altro pomeriggio, ricco di emozione, quello dello scorso 29 settembre, che ha visto ancora una volta al centro la “Casa del Cinema” di Taormina, stavolta per svelare una parte degli archivi della “Fondazione Taormina Arte Sicilia”.

Un appuntamento inserito nel corposo programma della XI edizione di “Naxoslegge” – il Festival Regionale delle Narrazioni ideato e presieduto dalla vulcanica docente Fulvia Toscano – che quest’anno ha avuto quale Domina la “Storia Necessaria”. Non semplice cronaca o aneddoto ma storia costruita su strati di memoria di differenti civiltà. Una “storia plurale”, dove, la tappa di domenica è stata importante per far luce su altre pagine della storia di Taormina.

L’incontro, a cura di Milena Privitera – responsabile ufficio stampa di “Taormina Arte” – e del Direttore Generale Ninni Panzera, ha ricevuto grande apprezzamento da parte del pubblico intervenuto, tra cui erano presenti numerosi studenti del Liceo Scientifico di Giardini Naxos, attivi collaboratori e promotori di un fare consapevole. La professoressa Toscano ha voluto ringraziare la “Fondazione Taormina Arte” per “l’interlocuzione fattiva”, e ha dichiarato come tutto rientri nell’alveo di «una mentalità costruttiva, alla presenza del “demone del fare” che vedrà altri incontri e porrà al centro un percorso tracciato prima di tutto per i ragazzi».

Ninni Panzera – nel suo intervento – ha accettato di buon grado l’idea, dichiarando:

  • «Raccogliere le sfide che Fulvia lancia è uno stimolo per noi tutti. L’archivio di “Taormina Arte” è una enorme risorsa; ripercorrere la storia umana e professionale di questi anni, è rivivere una storia bellissima, fatta di decenni importanti a dispetto dei periodi di “appannamento e di crisi”. Nel nostro archivio sono scritte pagine indimenticabili e sono prima di tutto state vissute. Qui sono passati grandi direttori, grandi coreografi e grandi attori. Taormina è stata ed è punto di riferimento per la cultura in senso materiale e immateriale. Oggi, aprire l’archivio e mostrarlo a questi ragazzi, è importante per le loro menti e per quelle degli adulti, i quali devono ricordare la loro identità e la loro storia».

Milena Privitera, da parte sua, ha tracciato un interessante excursus di questa fantastica storia, ringraziando, anzitutto, chi ha realizzato insieme a lei il video che è stato proposto al pubblico: Elisabetta Monaco, Emanuele Passalacqua, Daniela Di Leo e naturalmente, l’infaticabile Francesca Cannavò e tutta la squadra di “Taormina Arte”. Durante la proiezione – che ha riportato alla memoria, volti, parole, vita vissuta – l’emozione tra il pubblico è stata palpabile.

La Privitera nel suo intervento ha precisato:

  • «Non vogliamo vivere di ricordi ma avere presente chi siamo stati per proseguire nel nostro lavoro. “Taormina Arte” è nata per riunire tutto ciò che a livello culturale era in città. Inoltre, esisteva una politica “illuminata” che ha dato notevole impulso. Le produzioni erano qui, perché c’erano i fondi economici per investire nella realizzazione degli eventi. Taormina Arte nasce nel 1983 e il Festival comprendeva Teatro; Danza; Musica, oltre al Festival del Cinema. Possediamo un archivio con oltre 1000 volumi di rassegna stampa originale. Esiste un archivio fotografico che va dal bianco e nero al colore sino al digitale. Qui Lavia, Albertazzi, Sinopoli, Guerritore hanno lasciato impronte indelebili. Giustamente, per restare al passo con i tempi, si è destagionalizzato e decentralizzato – con l’apertura in altri periodi e la collaborazione con altri luoghi e teatri perché – la nostra, è la “Fondazione Taormina Arte Sicilia”. Nel tempo, abbiamo aperto alle arti figurative e curato allestimenti che hanno riscosso grande plauso. Oggi, siamo lieti di aprire ai giovani per inaugurare una nuova stagione».

La nostra redazione ha voluto ascoltare le varie anime che hanno contribuito a fare la storia di “Taormina Arte” e tra esse, quella di Daniela Di Leo, storica figura di questa grande famiglia:

  • «Ho iniziato questo meraviglioso viaggio lavorativo, perché tale lo reputo, nel 1984, nella segreteria dell’ufficio stampa, guidato da Stelio Vitale Modica, passando poi – e per molti anni – alla segreteria della “direzione artistica teatro” con Gabriele Lavia e alla segreteria dell'Agis durante gli anni della “Festa per il Teatro”. Ho curato l’Archivio di “Taormina Arte”. Oggi sono la responsabile delle “Attività promozionali, Merchandising e Delegato Siae” per la “Fondazione Taormina Arte Sicilia”. Aver lavorato all’interno di questa struttura sin dalla sua nascita mi ha permesso di vivere momenti di alto profilo culturale, e allo stesso tempo umano, attraverso i rapporti personali con grandi personaggi. Tra questi, desidero citarne quattro, in particolare, che sono per me tra i più cari e dei quali conservo gelosamente i ricordi: Pupella Maggio, Giulietta Masina, Valeria Moriconi e Mario Carotenuto. Oggi, dopo 35 anni, rivedendo – in questo video – tutto ciò che abbiamo vissuto tra splendori e momenti di assoluta oscurità, ritengo di essere stata molto fortunata ad aver avuto una piccola parte in una grande storia».

Lisa Bachis

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  • TAORMINA. All’archivio storico, la sesta edizione di “Immagini & Parole” a partire dal 25 ottobre

    Per il sesto anno consecutivo, Taormina incontra la Fotografia. L’Associazione Fotografica “Taoclick” ripropone “Immagini & Parole”, una serie di incontri con i fotografi contemporanei siciliani, forte del successo riscontrato negli anni precedenti, presso la Saletta Conferenze dell’Archivio Storico di Taormina.

    Saranno nove, con cadenza bisettimanale, gli appuntamenti in calendario a partire dal 25 Ottobre 2019 fino al 7 Febbraio 2020. Sarà l’ennesima occasione per gli appassionati e gli amanti dell’arte fotografica di scoprire come i fotografi sappiano raccontare i temi più coinvolgenti della contemporaneità, ognuno dal proprio punto di vista, restituendoci con le loro fotografie una visione unica e personale del mondo intorno a noi.  Siamo sempre stati dell’opinione che parlare di fotografia sia come sedersi tutti insieme attorno a un focolare, in quanto la fotografia deve continuare a essere un linguaggio universale. Linguaggio che permetta a tutti di raccontare, di dialogare, di confrontarsi e di rispettarsi. Consapevoli che dietro la macchina fotografica, c’è sempre prima la persona e poi il fotografo. La persona con i suoi dubbi, i suoi tormenti, i suoi pensieri; con i suoi silenzi, le sue gioie, la sua bellezza. Spazieremo dall’infanzia rubata di “A.T.” della palermitana Laura Tellini al racconto introspettivo sulle donne del nucleo familiare di Ornella Mazzola dal titolo “Females”. Fia Zappalà presenterà il suo lavoro in progress “Gente di Sicilia” mentre Gaetano Belverde ci racconterà i suoi “Skin Tales”. Chiuderemo il 2019, con il progetto fotografico che va nel profondo di un’arte antica: “L’anima dei Pupi” di Alessandro Ingoglia. Sam Formichetti con le sue foto che ci mostreranno la spaventosa realtà vissuta in prima persona in “Bucarest e i segreti sotterranei” aprirà il 2020 e a seguire, ci sarà Peppe Gambino con l’intima storia di Luna dal titolo “Suddenly”. Enrico La Bianca e Attilio Scimone presenteranno invece un doppio progetto dai titoli “in-CONTRO-al-LA-LUCE“e “ALLUSIVA eccentrici sguardi atemporali”. Infine, chiuderemo il 21 febbraio 2020 con “Antologia in bianco e nero” del fotografo messinese Enrico Borrometi.

     

    Questo in dettaglio il calendario degli incontri :

    25/10/2019 Laura Tellini

    08/11/2019 Ornella Mazzola

    22/11/2019 Fia Zappalà

    06/12/2019 Gaetano Belverde

    21/12/2019 Alessandro Ingoglia

    10/01/2020 Samuele Formichetti

    24/01/2020 Giuseppe Gambino

    07/02/2020 Enrico la Bianca e Attilio Scimone

    21/02/2020 Enrico Borrometi

    Tutti gli incontri si terranno, con inizio alle ore 17:30, presso la Saletta Conferenze dell’Archivio Storico di Taormina, in Via Teofane Cerameo.

     

  • L’Odéon di Taormina ha accolto in un immenso abbraccio l’Orchestra a Plettro

    Sabato 5 ottobre, clima d’autunno siciliano. La città è effervescente di turisti, soprattutto stranieri, curiosi di tutto ciò che è nostra tradizione, storia, costume, vita vissuta. Questo è stato il nutritissimo pubblico che ha riempito la cavea dell’Odeon di Taormina insieme ai sempre affezionati taorminesi, che mai si perderebbero un concerto della “loro” orchestra. Un teatro, l’Odéon, che ha rimandato intatte tutte le vibrazioni musicali e la gioia che il pubblico ha provato nell’eccellente esecuzione, diretta dal Maestro Antonino Pellitteri.

    L’introduzione della storica realtà taorminese, è stata affidata a Milena Privitera – responsabile ufficio stampa di “Taormina Arte” –; anche questo concerto infatti è inserito nel programma degli spettacoli di “Autunno all’Odéon”. La giornalista ha evidenziato l’importanza rivestita dall’Orchestra, all’interno panorama culturale cittadino, presentando il suggestivo programma offerto al pubblico:

    «Fiore all’occhiello della città l’Orchestra – fondata agli inizi del secolo scorso da alcuni musicisti taorminesi – si è evoluta lungo il corso degli anni diventando una realtà stabile, richiesta in tutto il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti. Dopo il successo dello scorso anno, verranno riproposti alcuni tra i grandi classici del suo repertorio. In un immaginario viaggio musicale tra classico e moderno, tradizionale e contemporaneo, dalle note del celebre “Intermezzo” tratto della “Cavalleria rusticana” di Mascagni, alla scelta tra le belle colonne sonore, scritte da compositori come Ennio Morricone. Ad antiche e tradizionali romanze siciliane saranno alternate nuove composizioni di autori siciliani contemporanei. Tra i brani in programma, anche una composizione del musicista taorminese Pancrazio Gulotta scritta nel 1961 appositamente per l’Orchestra a Plettro Città di Taormina. In programma, inoltre, musiche di Sollima, Incudine e Pullara, compositori siciliani contemporanei ma anche la celebre mattinata siciliana “E vui durmiti ancora” e celebri canzoni della tradizione partenopea».

    Un concerto non solo affollato ma carico di gioiosa umanità. Ci si sentiva a casa. Il pubblico ha apprezzato i virtuosismi dei concertisti e di più ha sentito le “buone vibrazioni”, in un’esplosione di suoni e canto. Infatti, per la prima volta, insieme all’ Orchestra, la Soprano Francesca Adamo Sollima. Bellissima donna che, con grazia, eleganza e manifesta bravura, ha donato tecnica e cuore.

    Elisabetta Monaco, presidente dell’associazione “Orchestra a Plettro Città di Taormina – nonché musicista in seno alla stessa come liuto cantabile – in merito all’importanza che questa realtà ha per loro, ha risposto:

    «I musicisti della nostra orchestra, sia amatoriali che professionisti, sono motivati esclusivamente da una grandissima passione. Per noi, l’Orchestra, prima di tutto, significa condivisione e poi ancora apertura e confronto, impegno e studio, aggregazione e affiatamento. Significa tenere sempre viva una lunghissima tradizione tutta taorminese, tramandando ai più piccoli la stessa nostra passione. Quella che è stata dei nostri maestri. Significa essere felici di regalare emozioni al nostro pubblico. E significa portare e far rimanere, nel cuore di chi ci ascolta, il nome della nostra Taormina».

    Tuttavia, fra tutti, il primo a essere commosso, per aver avuto ancora una volta l’onore di dirigerla, è stato il Maestro Pellitteri, il quale ha mostrato viva gratitudine verso la “Fondazione Taormina Arte Sicilia”, per lo spazio e il valore dato all’Orchestra.

    Lisa Bachis

     

     

     

  • Taormina. L’Autunno all’Odeon si è aperto nel rispetto dei differenti “Punti di vista”

    23 settembre, Equinozio d’autunno. Un pomeriggio, quasi crepuscolare, ha regalato impressioni, sospese tra l’umido dello scirocco e il cambiamento che ad ogni passaggio, Madre Natura regala ai mortali. Anche quest’anno, l’Odeon di Taormina si è offerto in tutta la sua sacralità, poiché tali erano considerati i teatri nell’antichità. Essi erano architettura sacra e custodi delle parole del Dio, che espandeva la propria voce attraverso i gesti e la mìmesis degli attori, e tornava a risuonare, spinto dal rimbombo delle maschere sulla scena. La voce si propagava, rimbalzando come martellìo dalle parole del coro, per adagiarsi come mano amica sulla spalla del pubblico. L’Odeon è stato inaugurato, secondo classico rituale, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Città, Francesca Gullotta, alla presenza del Direttore del “Parco archeologico Naxos Taormina”, l’archeologa Gabriella Tigàno; alla presenza del Commissario della “Fondazione Taormina Arte Sicilia”, Pietro Di Miceli e del Direttore Generale Ninni Panzera. Ad aprire la programmazione, la Compagnia Nèon con “Punti di vista”, scritto e diretto da Monica Felloni.

    Comprendere il senso di questo spettacolo, e di questa scelta “benedetta” dal genius loci, è fondamentale per entrare dentro a ciò che si è vissuto, durante l’Equinozio d’autunno, all’Odeon. Le note, sulla Compagnia Nèon, riportano ciò che queste magnifiche persone hanno abbracciato come ideale di vita:

    La Compagnia, fondata nel 1985, da Piero Ristagno e Monica Felloni ha all'attivo oltre 30 produzioni teatrali di grande suggestione ed emozione. Diversi i riconoscimenti, tra i quali, nel novembre del 2013, il Premio “Teatri delle diversità” condiviso con l’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Dal 1989 ad oggi, l’associazione ha curato oltre cento laboratori di teatro, di espressione corporea, di scrittura poetica, aperti a chiunque voglia imparare, condividere, creare. Negli spettacoli targati Nèon tutte le forme espressive vengono sondate, plasmate, miscelate: danza, canto, recitazione, arti visive, mimica. Il corpo è lirica incarnata, segno responsabile. Responsabile di quel che si esprime. Il dramma convive con la commedia, la tragedia sublimata nell’ironia.  La poetica, irrorata dalle frequentazioni con Calvino, Roversi, Fortini, Pasolini, Saramago, Whiltman, Tabucchi, Shakespeare, alimenta le opere della compagnia che fa della eterogeneità un corpo unico in movimento. Gli attori di Neòn Teatro è come se ogni volta annunciassero di essere qui. Come una canzone d’amore. La produzione, appositamente creata per l’inaugurazione, conferma che ogni possibile distinzione tra diversi può scomparire e ogni singola diversità può diventare il fulcro significativo dell’essere umano. “Punti di vista”, racchiude tutti i precedenti spettacoli creati dalla Compagnia Nèon tra i quali “Magnificat”, “Ciatu”, “Invasioni”, “Boxeurs”.

    Una sacra rappresentazione si è svolta all’Odeon. Tutti ne hanno preso parte attiva e ne sono usciti trasformati. Gli attori professionisti e non, gli artisti con “abilità diverse” che hanno annullato differenze e abbattuto barriere, che prima d’essere architettoniche sono mentali. Hanno liberato tutti; hanno condotto gli spettatori, per mano, a vivere la metamorfosi che li ha fatti regredire allo stadio di bozzolo, prima di potersi trasformare in esseri alati. Gli attori hanno distrutto le corazze forgiate dai pensieri limitanti. Loro hanno condotto tutti sulla via della libertà primordiale che lega gli umani. Loro, liberi, hanno fatto scendere gli spettatori negli abissi delle paure più profonde: non essere accettati per ciò che si è; terrore di non piacere. Rifiuto di se stessi. Perché in fondo, i veri disabili siamo noi, arroccati su parole schedate e pensieri uniformanti. La Compagnia Neòn ha donato “pensieri nuovi” insieme a parole, germogliate attraverso i “diversi punti di vista”.

    Il restyling dello spazio archeologico è stato realizzato grazie all’intervento finanziario di Sensi Contemporanei, dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, il Mibac e la Sicilia Film Commission.

    Un luogo, l’Odeon, che è sacro anche per chi si spende e lavora in questo campo. Francesca Cannavò – responsabile degli allestimenti e delle scenografie per la “Fondazione Taormina Arte Sicilia” – ha gentilmente dedicato un po’ del suo tempo per rispondere alle mie domande. Perché è importante osservare, anche, attraverso gli occhi di chi questo mondo lo vive dall’altro lato, e con un diverso “punto di vista”.

    • «Francesca, lei ritiene che lo spirito del luogo sia stato rispettato dopo il restauro?».
    • «Io ritengo che ogni luogo conservi la propria anima da quando viene generato, l'Odeon nasce, come sappiamo, per ospitare performance di musica e o teatro o comunque incontri fra i cittadini. Quello che si è inteso fare, poterlo rigenerare nella propria funzione. Abbiamo ricostruito, con strutture temporanee, il modulo della cavea crollato per ospitare più persone».
    • «Quanto coinvolge lei e la sua squadra, lavorare in questo mondo?».
    • «Con la mia attività di scenografa, vivo il teatro da oltre 30 anni. Il confine fra la mia vita e il mio lavoro non esiste; il mio gruppo di lavoro vive intensamente ogni programmazione ed esecuzione con il trasporto necessario per ogni nuova gestazione. Ci occupiamo del Teatro Antico e abbiamo ridato vita ad altri siti archeologici, nati per ospitare spettacoli. La gente ha bisogno di tornare ad emozionarsi in teatro, bisogna aprire gli spazi per generare cultura...Viva il teatro!».

     

    Il programma “Autunno all’Odeon” organizzato dalla “Fondazione Taormina Arte Sicilia”, dopo il successo dell’inaugurazione, prosegue con quattro concerti, che spaziano dal classico al jazz, dalle arie di note opere liriche al contemporaneo.

    Giovedì 26 settembre, “Carmen Avellone & Vito Giordano Quintet guests: Brass Talents”. Un concerto dedicato al jazz mainstream, con due interpreti eccezionali, Avellone e Giordano, accompagnati da una ritmica formata da alcuni maestri di alto livello esecutivo ed artistico della Fondazione “The Brass Group”. A completare l’esibizione, alcuni giovani talenti in rampa di lancio internazionale quali Gaetano Castiglia (Tromba) e Alessandro Laura (Sax).

    Venerdì 27 settembre, Bepi Garsia "Musiche del nostro tempo”, un programma quanto mai affascinante, originale negli adattamenti e in buona parte anche inedito quello proposto nel recital del pianista Bepi Garsia. Il repertorio, infatti, disegna un viaggio che parte da temi poco frequentati, e per la prima volta eseguiti a Palermo, scritti dal compositore romano Pino Marcucci e, toccando la celebre “Rapsodia in blu” di George Gershwin, nella rara versione per solo piano, giunge fino a Debussy. Altra chicca del programma, è l'esecuzione di “Pour le piano” di Claude Debussy, una suite che il grande autore francese terminò e pubblicò nel 1901.

    Sabato 28 settembre, l’originalità e l’estrosità del Maestro Maurizio Mastrini incanterà il pubblico presente. A dieci anni dal suo debutto, uno dei pianisti più apprezzati in Italia, suonerà al pianoforte alcuni dei suoi brani più importanti scritti ed eseguiti durante la sua attività pianistica con l’inserimento di alcuni inediti di grande respiro musicale tra cui il funambolico “Excellence” in cui il pianista miscela passione e virtuosismo.

    Domenica 29 settembre, “I solisti di opera laboratorio”, gruppo di giovani solisti, provenienti da Palermo e noti in molti teatri del mondo, intratterranno il pubblico con le più famose arie d’opera tra cui quelle di Verdi, Donizetti, Puccini, Mascagni e Bellini. Ad accompagnare i cantanti Natasha Katai Ciappa, Floriana Cicio, Luisa Filizzola, Lorena Scarlata Rizzo, Gianmarco Randazzo, Christian Rimasti, Andrea Ciacio, Davide Romeo, Antonino Tranchina e Rosolino Galioto, al pianoforte: Beatrice Cerami e Danilo Lombardini.

    La stagione Autunno all’Odeon è sostenuta dagli Assessorati Regionali Turismo, Sport e Spettacolo, Beni Culturali e dal Comune di Taormina.

    Lisa Bachis

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