PRESENTATO RESURREXIT. L'ULTIMO LAVORO DEI SIKILIA

PRESENTATO RESURREXIT. L'ULTIMO LAVORO DEI SIKILIA In evidenza

Si è svolta stamani presso il teatro  Val D’Agrò di S. Teresa di Riva la conferenza stampa di presentazione del recital : Resurrexit il Mistero Pasquale di Cristo. Si tratta di un nuovo progetto di promozione religiosa, storico-culturale ed artistica della compagnia “Sikilia  teatro musica danza” unitamente alla parrocchia Santa Maria di Portosalvo di Santa Teresa di Riva e alla corale polifonica “ Theotokos”. L’incontro di stamattina ha rappresentato l’occasione dunque per presentare questo progetto e affrontare i temi inerenti la passione , morte e resurrezione del signore, soffermandosi sulla figura di Maria, colta nel momento del suo estremo dolore. Ad illustrare il progetto alla stampa, alle autorità e ai numerosi cittadini presenti Don Roberto Romeo, autore, Parroco della Parrocchia Santa Teresina di Santa Maria di Porto Salvo e docente di ecclesiologia e teologia trinitaria presso l’istituto superiore di scienze  religiose “Santa Maria della Lettera” di Messina; monsignor Eugenio Foti , prelato d’onore di Sua  Santità, teologo con specializzazione in Mariologia, già direttore dell’istituto superiore di Scienze Religiose “Santa Maria Della Lettera” di Messina; Cettina Sciacca, regista e presidente della compagnia “Sikilia Teatro Musica Danza”; Sergio Micalizzi, autore e responsabile della corale polifonica Theotokos. A rappresentare l’amministrazione comunale di S. Teresa di Riva il presidente del civico consesso Danilo Lo Giudice. Ad aprire i lavori Padre Roberto Romeo che nel suo intervento ha spiegato che  Resurrexit nasce dalla volontà di consegnare, mediante il molteplice linguaggio dell’arte, non tanto la narrazione di eventi pasquali, peraltro molto noti a tutti, quanto piuttosto i significati teologici che soggiacciono a quegli eventi. “Resurrexit -ha affermato padre Roberto- con il suo carico di novità, vuole essere un modo diverso di fare teologia, di approfondire il dato della fede.” Inoltre nel corso del suo intervento padre Roberto Romeo ha evidenziato come seguendo una certa tradizione e sensibilità siamo soliti attenzionare maggiormente gli eventi di Passione e Morte e dopo, quasi separatamente quelli della Resurrezione. Passione, Morte e Resurrezione, invece- ha spiegato padre Roberto- rappresentano un unico momento salvifico. Ecco perché il titolo del progetto Resurrexit. Dopo padre Roberto Romeo ha preso la parola monsignor Eugenio Foti la cui  presenza oggi è stata fortemente voluta proprio per la profonda conoscenza della figura di Maria e la capacità di poter dare un contributo fondamentale in ordine all’approfondimento dei temi che sono al centro di Resurrexit. Monsignor Foti nel suo intervento ha infatti esaltato la figura della Vergine Maria addolorata attraverso una colletio di testi liturgici e della letteratura, regalando ai presenti un momento particolarmente coinvolgente. Cettina Sciacca, regista e presidente della compagnia Sikilia  ha presentato il cast, evidenziando ancora una volta il grande lavoro e gli sforzi che questo progetto ha richiesto, non soltanto dal punto di vista scenico e organizzativo ma anche nel tentativo di non cadere mai nel ridicolo. A rendere unico Resurrexit il fatto che rappresenta il risultato dell’unione di elementi diversi tra di loro, mai messi insieme prima per raccontare il Mistero Pasquale. Resurrexit non è solo un concerto e neppure soltanto una rappresentazione teatrale. È un cammino di rivisitazione teologica perfettamente coerente al dato biblico. Ad occuparsi dell'arrangiamento dei brani musicali per i diversi strumenti è stato il maestro Carmelo Garufi che ha lavorato insieme al direttore musicale della compagnia Sikilia Antonio Pizzi,  il quale ha preparato un bellissimo brano che suonerà con il violoncello sui versi di Jacopone da Todi. La parte musicale è stata seguita da Sergio Micalizzi autore e responsabile della corale polifonica Theotokos. Micalizzi nel corso del suo intervento ha ripercorso le tappe che hanno portato alla nascita del progetto Resurrexit, sottolineando appunto la natura innovativa di un progetto che è rivolto a quanti desiderano  vivere in maniera nuova, profonda ed originale il Mistero della Pasqua Cristiana, avvicinandosi alla fede anche mediante il ricorso a diverse discipline artistiche: musica, canto, prosa, poesia, recitazione, omiletica e arte figurativa. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del consiglio comunale di S. Teresa di Riva Danilo Lo Giudice che ha esaltato le qualità della compagnia teatrale i Sikilia e del coro polifonico Theotokos. “Due eccellenze assolute- ha affermato Lo Giudice- due realtà che ci rendono fieri e orgogliosi e che dalla cui unione e collaborazione non poteva che nascere un progetto davvero importante.” A chiudere l’incontro la scrittrice e poetessa Rosa Gazzara con  ha interpretato la preghiera di San Bernardo alla Vergine Maria tratta dal 33 canto del paradiso di Dante Alighieri. La prima di Resurrexit è in programma per sabato 11 aprile 2015 alle ore 20,30 presso il teatro Val D’Agrò.  Sono previste 2 repliche il 12 aprile e il 19 aprile.

 

 

 

 

 

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  • Il Ri-debutto di NOVE di Nicola Alberto Orofino l'8 agosto a Catania
    CATANIA - « Il monologo per un regista è "la sfida" per eccellenza. È occasione di un confronto a due finalmente sincero, è tentativo di costruire un "amore" assoluto, è una prova che certifica poetiche e talenti. Fortuna ha voluto che in questi anni ne dirigessi qualcuno. Fortuna ha voluto che mi confrontassi ogni volta con colleghi super (per me, bravissimi per me)... Barbara, Silvio, Carmen, Carmela, Egle...».
    Queste le parole del regista Nicola Alberto Orofino sul suo profilo Facebook per lanciare il ri-debutto di Nove. 
     
    Lo spettacolo andrà in scena rinnovato, giorno 8 agosto alle ore 21:00, nel magico cortile di Castello Ursino nella Città dell'Elefante.
    L'INGRESSO È GRATUITO ma bisogna prenotare al seguente numero 377 0211879.
     
    Nove con Egle Doria, per la regia di Nicola Alberto Orofino, racconta la storia di una famiglia come tutte le altre. Un monologo serrato dove nel corso della narrazione riaffiorano personaggi ed eventi di una vita ricca di sogni e di grandi scelte.
    Questo monologo vuole essere un grido di denuncia contro i soprusi del sistema italiano, che ancora oggi lede le donne single o con una partner femminile, che vogliono concepire liberamente attraverso la
    fecondazione assistita.
     
    Molto bella e accurata la parte dedicata ai temi affrontati sul palco:

    «Sono nove i mesi che servono per liberarsi dai vincoli della forma embrionale e conquistare la vita. Il nove è il numero sacro che simbolicamente indica la conquista della verità e della libertà. Nove è la storia autobiografica di una donna siciliana, che prima di tutto è figlia - come tutte le donne del mondo - e poi sceglie di diventare madre e creare la sua di famiglia, sacra come ogni famiglia costruita sull’amore. Nove è il racconto di un viaggio verso mete estere vicine per realizzare un sogno che l’ipocrisia della nostra #Italia vieta. Nove è un racconto ironico e disordinato, come disordinati e confusi sono spesso i ricordi.
    Nove è un diario che la memoria sfoglia per parlarvi di una #famiglia come tutte le altre, di cui vogliamo raccontarvi proprio perché in questa Italia in cui viviamo, qualcuno sta cercando di diffondere l’odio e dettare legge sull’amore».

    NOTE DI REGIA DI NICOLA ALBERTO OROFINO

    « Abbiamo deciso di raccontare questa storia attraverso il #teatro, non solo perché è il nostro mestiere e quindi il linguaggio che più conosciamo, ma perché fortemente convinti che il teatro, oggi, può avere ancora senso come splendido atto di ribellione, ironico certo, ma forte e deciso. Per questo la storia di Egle, che in un mondo altro sarebbe una storia “di vita normale”, in un contesto sociale e politico che non fa presagire niente di buono, diventa un urlo gentile, una ferita salutare che penetra nelle coscienze e nelle vite di tutti noi».
     
    Nove 
    di Egle Doria e Nicola Alberto Orofino
    con Egle Doria
    regia di Nicola Alberto Orofino
    assistente alla regia Gabriella Caltabiano
    scene e costumi Vincenzo la Mendola
    assistente scenografia Enzo Pace
    foto Gianluigi Primaverile
    comunicazione Stefania Bonanno
    grafica Maria Grazia Marano
    organizzazione Maria Grazia Pitronaci
    amministrazione Filippo Trepepi e Federica Buscemi
    produzione Madè
     
     
  • Tra un film e una mostra, la domanda: «Casa del Cinema di Taormina che fare?»

    Un affettuoso plauso al personale della «Fondazione Taormina Arte Sicilia» – Sanno che sono a loro molto affezionata. In questi anni mi hanno visto spesso agli spettacoli e alle manifestazioni, in particolare a quelle organizzate all’Odeon e alla Casa del Cinema.

    Disponibili, sempre attenti, sorridenti, hanno un grande senso dell’accoglienza che unito alle diverse competenze e professionalità, li rende indispensabili al buon funzionamento della Fondazione. Ma non basta.

     

    Perché quando ci sono spettacoli ed eventi degni di nota la partecipazione del pubblico è assai risicata? – Non mi si venga a dire che è colpa del Coviddì non lo tollero! Prendiamo ad esempio le feste natalizie appena trascorse. Fudda e malavinnita sul Corso Umberto. Stipati come sardine mentre all’interno delle sale della Casa del Cinema, situata proprio su quel centralissimo salotto buono cittadino, si poteva godere della proiezione di film magnifici, ultimo dei quali è stato Cry Macho, diretto e interpretato dall’affascinante e fantastico Clint Eastwood. Ok, è vero, sono innamorata di questa meraviglia umana ma mi ha anche sedotto Macho, uno dei coprotagonisti e se non sapete a chi mi stia riferendo, basterà vedere il film per scoprirlo. Inoltre, troverete una magistrale regia per non parlare della fotografia e delle musiche: eccelse.

    Le proiezioni avvengono in una sala molto bella, che dona intimità e offre la possibilità di godersi film e spettacoli in pieno comfort, e nel pieno rispetto delle norme anti contagio che vanno tanto per la maggiore. Tuttavia, questi luoghi, protetti e controllati sono stati poco frequentati mentre, supra u Corsu pariunu tanti pecuri: Beeeee; beeee; beeee…

    Se qualcuno o molti si fossero sentiti offesi dai belati, potranno tranquillamente sostituirli con i muggiti o i versi di altri animali, a loro scelta.

    Sino al 14 gennaio, salvo nuove disposizioni regionali è ancora possibile visitare – bisogna essere provvisti di Super Green Pass e mascherina FFP2 – l’esposizione dedicata a Turi Ferro, di cui mi occuperò in un contributo a parte.

    Invece, riformulo la domanda: «per quale motivo vi è poco interesse verso eventi che rientrano a pieno titolo nella Cultura?».

     

    Difetti di comunicazione e disinteresse – Anzitutto, al momento, la «Fondazione Taormina Arte Sicilia» sembra essere ancora in fase di perfezionamento, ma quanto si dovrà aspettare?

    Mi risulta che non sia stato nominato il Direttore generale, e ricordo che l’avvocato Ninni Panzera, sebbene sempre presente in una amorevole collaborazione gratuita di cui dobbiamo essergli grati, è andato in pensione.

    L’ufficio stampa? Chi se ne occupa? Suppongo, per giusta regola, si debba fare il bando per l’assegnazione dell’incarico e sono sicura che non manchino i professionisti titolati a ricoprire quel ruolo. La giornalista Milena Privitera infatti, un’altra delle anime di questo ente, oggi è di ruolo nella scuola come insegnante di lingue. Un’ottima insegnante. La scuola ci ha solo guadagnato mentre al contrario, la Fondazione è un po’ più povera, giusto e onesto precisarlo.

    Vi sono le altre professionalità presenti, che mandano avanti con dedizione tutta la complessa macchina, ma le falle iniziano a vedersi.

    La comunicazione di questi eventi non può essere lasciata solamente all’ente e al suo personale. Mi domando perché il Comune di Taormina, parte in causa nell’iter a cui oggi è giunta la Fondazione, sulla sua stessa pagina Facebook non abbia dato maggior risalto agli appuntamenti previsti alla Casa del Cinema e come mai gli assessorati, che hanno promosso gli eventi legati al Natale, non abbiano pensato di rilanciarli? Ho letto articoli di promozione da parte di vari giornali locali, come mai invece nessuno ha detto nulla su questi?

    Del resto, l’assenza di un vero ufficio stampa dello stesso Comune di Taormina genera a sua volta problemi e difetti nella comunicazione. Si usano i comunicati e si fa la rassegna stampa per questo motivo. Qui da ciò che ho notato, di nuovo, è mancata una fattiva collaborazione e la volontà di fare rete.

    Inoltre desidero porre l’attenzione su un altro aspetto: diversi miei concittadini, che si dicono innamorati della cultura, latitano in molti dei luoghi deputati a tale funzione. E per favore, attonna a vota, non nominate il virus, perché lo so io dove lo avete il virus!

    Mi muovo, osservo, e vedo capannelli a far l’aperitivo – sacrosanto diritto, lo prendo pure io di tanto in tanto, evitando assembramenti –. Noto gruppi che disquisiscono sui massimi sistemi della politica paesana ma che non frequentano la Casa del Cinema.

    Forse è meglio che io mi fermi qui però mi sovviene un’espressione tanto cara a Vittorio Sgarbi…

     

    La Casa del Cinema merita di essere al centro della cultura taorminese – Un’istituzione, un luogo, uno scrigno di opportunità. Esposizioni, proiezioni, teatro, incontri. Collaborazioni con altri enti e con le scuole. La Casa del Cinema di Taormina, rientrante nel patrimonio della Fondazione Taormina Arte Sicilia, merita il meglio e lo meritano anche tutti quelli che lavorano a renderla tale.

    Ci si pensi di più, ci si pensi meglio e si evitino proclami o frasi di circostanza tirate fuori per propaganda. Ricordate: Cultura è Bellezza.

     

  • SANTA TERESA DI RIVA. Un caffè a teatro con Antonio Presti: le associazioni e le scuole si incontrano per ritrovare l’occasione di “fare rete”.

    Si è svolto presso il teatro Val d’Agrò di Santa Teresa di Riva un incontro tra Antonio Presti e le associazioni del territorio.

    L’incontro, organizzato in collaborazione tra l’associazione Sikilia, la Rete Assojonica, la Rete ASA Jonio ed  il Lions Club Santa Teresa di Riva, ha costituito un momento di ascolto e di confronto tra diversi rappresentanti della società civile del territorio alla presenza del maestro Antonio Presti, leader culturale nel territorio siciliano e promotore di innumerevoli attività di sensibilizzazione nel rapporto arte-cultura-scuola-territorio.                                                                                                                         

    Dopo avere condotto l’esperienza dei tavoli tematici, avviata un anno addietro e conclusa con la produzione di una serie di proposte sottoposte all’attenzione delle scuole del comprensorio jonico, con l’incontro che ha avuto luogo presso il Teatro Val d’Agrò di Santa Teresa si è ripreso il percorso interrotto nella scorsa primavera con l’obiettivo di imprimere un cambio di passo ed attuare un progetto concreto e condiviso.

                                                                                                                                                                                 

    Cettina Sciacca, presidente di Sikilia, nel presentare l’incontro ha manifestato la disponibilità a far diventare il teatro un riferimento culturale pulsante del territorio aldilà delle iniziative artistiche organizzate con i cartelloni ed i laboratori teatrali.     

                                                                                                                                

    L’architetto Andrea Donsì, promotore della rete Assojonica e del protocollo ASA Jonio (Associazioni, Scuole e Amministrazioni del comprensorio jonico) dopo avere ripercorso i vari passaggi ed iniziative mirate a create una rete di condivisione e di attività integrate per il territorio (dalla promozione dei beni culturali, delle attività artistiche e di supporto e sostegno alla disabilità) ha invitato le associazioni ad imprimere una accelerazione al dibattito cercando di individuare una direttiva comune percorribile attraverso progetti sostenibili.

                                                                                                                                                                              

    La presenza di Antonio Presti, con un coinvolgente racconto di esperienze vissute da paladino della "bellezza", ha gratificato e affascinato tutti i presenti riportando l’attenzione sul piano dei valori intimi dell’umanità e sul ruolo di che può svolgere l’Arte nelle sue accezioni più alte per cambiare il corso delle vicende di una comunità. Presti ha sottolineato, attraverso le importanti attività svolte sul territorio siciliano, la forza propulsiva generata dal gesto artistico come fattore scatenante di energia e di creatività nella quotidianità sociale e ambientale.

    “L’impulso ad operare con lo spirito di disponibilità e collaborazione deve prevalere sulla logica del personalismo e dell’autoreferenzialità che  condiziona la qualità dei risultati che è possibile ottenere” ha affermato Presti che, nell’offrire interessanti spunti operativi alle maestranze presenti, ha offerto la propria disponibilità a svolgere un ruolo di ausilio attivo come “sovrintendente artistico” delle attività che saranno proposte e strutturate dalle associazioni in collaborazione con le istituzioni scolastiche.                                                                                    

    Dopo gli interventi dei dirigenti scolastici, delle associazioni e degli amministratori presenti, numerose sono state le numerose idee proposte, con l’intento di definire un progetto a scala territoriale che preveda anche il coinvolgimento di istituzioni pubbliche per il supporto logistico.                                                                                                                                 

    A tale scopo Donsì ha lanciato la proposta dell’avvio di un laboratorio progettuale costituito dai soggetti presenti all’incontro ma anche da semplici cittadini che hanno il piacere di mettersi a disposizione della comunità per condurre insieme un percorso di crescita del territorio.

    Entro le prossime settimane nel corso di un ulteriore incontro sarà decisa la tematica portante sulla quale sarà impostato il progetto di comunità territoriale condivisa.                                                                                                                                              

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