Nella serata di sabato 20 febbraio, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in flagranza di reato, D.B.S., 35enne, originario di Santa Teresa di Riva, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di furto con strappo.

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, allertati da una telefonata pervenuta al numero unico d’emergenza 112 con la quale veniva segnalato uno scippo in danno di una donna, in poco tempo hanno raggiunto l’abitazione indicata dalla vittima. La donna, ancora sotto shock, riferiva ai militari di essere stata poco prima avvicinata, in prossimità dell’uscio della propria abitazione, da un ragazzo di giovane età, che, con un gesto repentino, le aveva strappato con forza la borsa dalle mani, contenente alcune decine di euro, i documenti nonché altri effetti personali della vittima, facendola rovinare al suolo e dandosi subito alla fuga. Dopo aver raccolto una sommaria descrizione del ladro, i Carabinieri hanno iniziato la ricerca per le vie limitrofe ed hanno rintracciato, nelle immediate vicinanze del luogo del reato, un giovane mentre cercava, con fare disinvolto, di recuperare il proprio telefono cellulare, scivolatogli dalla tasca durante la fuga. I militari, notata la somiglianza del 35enne con la descrizione della vittima e insospettiti dal suo comportamento ambiguo, lo hanno sottoposto a controllo, trovandolo in possesso di una modica somma di denaro provento del reato appena commesso. I Carabinieri sono riusciti a recuperare anche la borsa, di cui il malvivente si era disfatto poco distante dal luogo in cui è stato fermato, abbandonandola sul marciapiede. La refurtiva è stata restituita alla vittima unitamente agli effetti personali.

Il 35enne, dopo il riconoscimento anche da parte dalla vittima quale suo aggressore, è stato arrestato, in flagranza, per il reato di furto con strappo e, su disposizione della Procura della Repubblica di Messina, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che si è tenuta questa mattina. Il Giudice del Tribunale di Messina ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri e a D.B.S. è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelareun 41enne, già noto alle forze dell’ordine, originario di Messina per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione continuata. 

Pochi giorni prima, i militari della stazione di Sant’Alessio Siculo (ME) erano intervenuti in un’abitazione del comune di Savoca su richiesta della vittima, che esausta per i reiterati maltrattamenti subiti e intimorita dall’atteggiamento violento del figlio, aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri per denunciare le vessazioni subite.  

Le indagini immediatamente avviate dagli uomini dell’Arma, coordinati dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, hanno permesso di ricostruire in tempi rapidi come l’uomoormai dal 2018, maltrattava ripetutamente la madre e la minacciava per costringerla a consegnargli consistenti somme di denaro per acquistare alcolici e sostanze stupefacenti, andando in escandescenza in caso di rifiuto, al punto che già in altre circostanze erano intervenute le forze dell’ordine per impedire al prevenuto di commettere azioni irreparabili nei confronti della madre 

Le attività investigative condotte dai militari dell’Arma hanno, in sintesi, permesso di ricostruire lo stato di avvilimento e disagio in cui la donna è stata costretta a vivere per anni, durante i quali ha subito minacce e continue aggressioni, vivendo in un clima di sottomissione e paura. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, condividendo il quadro probatorio acquisito e valutata la gravità dei fatti, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per il 41 enne, ritenendolo responsabile dei reati di maltrattamenti verso familiari e conviventi ed estorsione continuata.  

Le denunzie da parte delle vittime di violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela. L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili. 

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Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, un 34enne originario di Calatabiano (CT), già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di tentato omicidio e tentata estorsione. 

 Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina e della Stazione di Giardini Naxos sono intervenuti in un’abitazione di Giardini Naxos a seguito della segnalazione di una lite in strada, pervenuta alla locale Centrale Operativa. Giunti sul posto i Carabinieri hanno trovato la vittima distesa a terra priva di sensi e con una vistosa ferita lacero contusa al capo. Dopo aver attivato i sanitari, i militari, intuita la gravità dei fatti, si sono immediatamente messi sulle tracce del responsabile dell’aggressione, individuandolo poco distante dal luogo dell’accaduto ancora in stato di alterazione. 

 Gli accertamenti avviati dagli uomini dell’Arma, attraverso l’escussione testimoniale dei presenti, hanno permesso di appurare che il reo, poco prima dell’arrivo dei militari, aveva avuto un acceso diverbio con la vittima, e dopo averlo minacciato l’avrebbe colpito violentemente con schiaffi e pugni al punto da farlo rovinare a terra e procurargli una ferita al capo. Sulla base della ricostruzione effettuata dagli investigatori, l’aggressione sarebbe stata premeditata. Infatti, già nella mattinata dello stesso giorno, il 36enne si era recato a casa della vittima, pretendendo dalla figlia, con la quale aveva intrattenuto in passato una relazione sentimentale, la consegna di un chihuahua donatole nel corso della convivenza. Non accettando il rifiuto, lo stesso si sarebbe ripresentato presso l’abitazione nel primo pomeriggio reiterando con insistenza e minacce la consegna dell’animale domestico. Pertanto, il 36enne, è stato arrestato per tentato omicidio e tentata estorsione. La vittima invece è stata ricoverata presso l’Ospedale Papardo di Messina in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. 

 L’uomo è stato ristretto ai domiciliari in attesa della convalida davanti al Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, che, al termine dell’udienza, ha applicato nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla persona offesa. 

 

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Nel pomeriggio di sabato 19 dicembre, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, R.C. 19enne, domiciliato in Giardini Naxos (ME), già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso dei servizi di controllo del territorio i militari della Stazione di Giardini Naxos avevano notato dei movimenti sospetti nei pressi del condominio ove è ubicata l’abitazione di R.C. e pertanto sono stati avviati specifici servizi di osservazione del luogo da parte dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Taormina. Al termine di prolungati servizi di osservazione, nel pomeriggio di sabato 19 dicembre, avendo fondato motivo ritenere che all’interno del condominio potesse essere detenuta della sostanza stupefacente, i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione domiciliare con l’ausilio dei cani antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi (CT). L’ipotesi investigativa dei Carabinieri si è dimostrata fondata e il fiuto dei cani addestrati ha indirizzato i Carabinieri proprio all’appartamento di R.C.. Nel corso della perquisizione, all’interno della camera da letto, è stata rinvenuta una sacca, contenente circa 1,5 Kg di marijuana, nonché due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato, la sostanza stupefacente è stata sottoposta ad accertamenti di laboratorio ed R.C. è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il giovane, su disposizione della Procura della Repubblica di Messina, è stato trattenuto in camera di sicurezza e, nella mattinata di oggi, all’esito dell’udienza davanti al Giudice del Tribunale di Messina l’arresto operato dai Carabinieri è stato convalidato.

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Nella serata del 16 novembre, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato un 51enne, C. A., originario di Taormina (ME), in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa nei suoi confronti per atti persecutori dal Tribunale di Messina.

 Il 51enne, già noto alle forze dell’ordine, si sarebbe reso responsabile, a partire dal 2015 ad oggi, di diversi episodi di minaccia e di molestia nei confronti della zia e dei familiari, verosimilmente per motivi ereditari. Lo stesso, pur essendo già sottoposto ad una misura cautelare per fatti analoghi, avrebbe perseverato nelle sue condotte persecutorie al punto da determinare nella vittima un perdurante stato di ansia e di paura, nonché un fondato timore per la propria incolumità e quella dei prossimi congiunti. L’Autorità Giudiziaria, sulla base delle evidenze raccolte dalla polizia giudiziaria, valutata la gravità dei fatti, ha disposto la sottoposizione del responsabile alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in quanto ritenuta unica misura cautelare idonea ad impedire la prosecuzione del reato. Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenze di genere sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti, poiché come nel caso di specie, conducono ad un immediato intervento di tutela.

L’immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, costantemente sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

 

 

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Nella notte del 13 novembre, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato due cittadini italiani di Catania, D.M.A. 50enne e V.F. 51enne, già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di un furto aggravato di gioielli per un valore pari a 230.000 euro.

 Il colpo, verificatisi circa un mese fa in prossimità di una gioielleria di Giardini Naxos, è stato perpetrato ai danni di un rappresentante di gioielli che da Palermo era giunto a Giardini Naxos per mostrare un campionario di gioielli. I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Taormina, supportati dai militari della stazione di Giardini Naxos, si sono messi immediatamente sulle tracce dei malfattori. Dalla visione incrociata delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza installate in prossimità del luogo in cui è avvenuto il furto e sulle vie di fuga, è stato possibile ripercorrere tutte le varie fasi dell’azione delittuosa. In particolare le risultanze investigative hanno permesso di accertare che non si è trattato di un furto improvvisato, ma di un’azione ben studiata e pianificata. Infatti i malfattori hanno seguito la vittima sin da Palermo, attuando un vero e proprio pedinamento da manuale, attendendo il momento più opportuno per entrare in azione senza farsi notare, sottraendo con destrezza la borsa contenente i gioielli dall’autovettura del rappresentante non appena sceso dall’autovettura. Subito dopo i due si sono dileguati percorrendo l’autostrada ad alta velocità fino a Catania dove hanno occultato le autovetture utilizzate per mettere a segno l’azione criminosa. I Carabinieri, nonostante le accortezze adottate dai rei per eludere le investigazioni, con un’attenta analisi dei vari indizi, sono riusciti a ripercorrere a ritroso i loro spostamenti e i loro contatti, giungendo alla loro identificazione. Le perquisizioni condotte a carico degli indagati hanno permesso inoltre di rinvenire le autovetture, telefoni cellulari e indumenti utilizzati per la commissione del furto, consolidando ulteriormente il quadro probatorio sin qui raccolto nei loro confronti.

 Il Gip del Tribunale di Messina, concordando con le risultanze investigative acquisite dalla polizia giudiziaria con il coordinamento della Procura della Repubblica, valutati i gravi indizi di colpevolezza e la pericolosità sociale degli indagati, ha disposto gli arresti domiciliari per i due responsabili, in attesa di giudizio.

 

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Nella serata di sabato scorso, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, L.M. 28enne di Giardini Naxos, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Taormina, insospettiti dall’atteggiamento di un giovane lo hanno controllato mentre camminava lungo una via di Giardini Naxos, e lo hanno sottoposto a perquisizione personale estesa anche ad un locale, adibito a magazzino, dal quale il giovane era appena uscito. La perquisizione ha consentito di rinvenire 250 grammi di marijuana già essiccata, un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento delle dosi. La sostanza stupefacente, il bilancino di precisione ed il materiale per il confezionamento sono stati sequestrati ed il giovane è stato arrestato, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Ultimate le formalità di rito, su disposizione del sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Messina, il 28enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida. Questa mattina il giovane è comparso davanti al Giudice del Tribunale di Messina che, dopo aver convalidato l’arresto operato dai Carabinieri, ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma presso gli uffici della Stazione Carabinieri.

 

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Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato in flagranza di reato P.G., cittadino italiano 60enne, originario di Caltagirone (CT), per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia e hanno dato esecuzione a tre misure cautelari di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa per reati di genere.

I Carabinieri, allertati da una telefonata pervenuta al 112 per segnalazione di una lite in famiglia, in poco tempo hanno raggiunto l’abitazione indicata dalla vittima, cogliendo il reo in flagranza di reato, mentre strattonava una donna per impedirle di lasciare l’abitazione. La donna, in sede di denuncia-querela ha dichiarato di aver subito nel tempo reiterati maltrattamenti da parte dell’ex-convivente, che nella circostanza dell’ultimo episodio le avrebbe addirittura impedito di lasciare l’abitazione per tutta la notte, percuotendola fino al punto di tentare di strangolarla e minacciandola più volte. Il pronto intervento dei Carabinieri ha permesso d’interrompere l’azione criminosa e impedire che fosse portata a conseguenze ulteriori. La vittima, sebbene molto impaurita e scossa per l’accaduto, non ha riportato gravi ferite. Definito il quadro probatorio, il reo è stato arrestato ed al termine dell’udienza di convalida, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del processo.

 

A finire in manette anche un uomo 39enne, M.G. originario di Ragusa, che avrebbe compiuto reiterati atti vessatori nei confronti della propria convivente già dal 2017;  un cittadino tunisino, N.A., 51enne, che avrebbe maltrattato la sua compagna sin dal 2010 e un cittadino italiano, C.A. 51enne originario di Taormina, che avrebbe messo in essere ripetuti atti persecutori nei confronti di un congiunto per dissidi di natura privata.

Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenze di genere e nei confronti dei minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti, poiché conducono ad un immediato intervento di tutela. L’immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

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Questa notte, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, due uomini di Giarre (CT), il 39enne G.D. ed il 39enne M.S., ritenuti responsabili di tentato furto di un’autovettura.

Nelle prime ore della notte, i militari dell’Arma sono intervenuti a Santa Teresa di Riva (ME) a seguito di una richiesta d’intervento da parte di un cittadino che segnalava la presenza di due persone intente a forzare la portiera della propria autovettura parcheggiata su pubblica via. Raggiunto il luogo segnalato, i Carabinieri venivano avvistati da due uomini che si davano repentinamente alla fuga a bordo di un’autovettura. Sono pertanto scattate le immediate ricerche che, nel breve volgere di tempo, hanno consentito di individuare, in località Villagonia di Taormina, l’autovettura con a bordo i due malviventi che, sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di attrezzi per lo scasso, tra cui: un grimaldello, una centralina, una chiave universale ed un grosso cacciavite, occultati all’interno del portaoggetti del veicolo.

Pertanto, gli attrezzi rinvenuti sono stati sequestrati ed i due uomini sono stati arrestati poiché ritenuti responsabili del reato di tentato furto aggravato di autovettura. Al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Messina, i due arrestati sono stati ristretti all’interno delle camere di sicurezza della caserma, in attesa di essere giudicati con il rito direttissimo.

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Nel fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno svolto un servizio di controllo del territorio in particolare lungo i litorali dei Comuni di Giardini Naxos (ME), Taormina e Letojanni (ME) e nelle zone interessate della c.d. “movida”. I militari coadiuvati dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Catania e dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Messina, hanno operato numerosi controlli in diversi locali di intrattenimento anche al fine di verificare il rispetto delle regole sul distanziamento interpersonale previste dalle norme per l’emergenza Covid-19.

 Nel corso dei servizi sono stati effettuati controlli alla circolazione stradale e, con l’ausilio dell’unità Cinofila dei Carabinieri di Nicolosi (CT), sono stati eseguiti anche controlli finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati controllati complessivamente 67 automezzi e 93 persone con la contestazione di 6 infrazioni al Codice della Strada, sequestrati 3 scooter per mancato uso del casco protettivo, guida senza patente e per mancanza di copertura assicurativa.

A seguito dei controlli, i Carabinieri hanno proceduto nei confronti di un 49enne di Fiumefreddo di Sicilia che è stato denunciato, in stato di libertà, all’Autorità Giudiziaria poiché causava un incidente stradale autonomo per guida in stato di alterazione psico-fisica, motivo per il quale gli è stata ritirata la patente di guida.

 Inoltre, nel corso del servizio, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. Tribunale per i Minori di Messina nei confronti di un 15enne di Paternò (CT) ritenuto responsabile del reato di rapina impropria, commessa in Giardini Naxos lo scorso 15 luglio 2020. In quella circostanza, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Taormina avevano fermato il minore che poco prima, in concorso con un altro soggetto non ancora identificato, aveva sottratto da un’autovettura un portafogli ed un telefono cellulare, ed i due avevano minacciato il proprietario per garantirsi il possesso della refurtiva. Pertanto, il giovane era stato deferito, in stato di libertà, dai Carabinieri che a seguito delle indagini riuscivano anche a documentare coinvolgimenti del minore, in concorso con altri soggetti ancora non identificati, in altri furti commessi nel circondario di Giardini Naxos. Al termine delle formalità di rito, il minore è stato ristretto presso una comunità di Militello Val di Catania (CT) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

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