Lo scorso 11 ottobre, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina (ME), hanno arrestato, in flagranza di reato, il 70enne T.C. ritenuto responsabile del reato di evasione, dal regime degli arresti domiciliari cui era sottoposto. I Carabinieri, durante un controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari, non hanno trovato l’uomo all’interno della propria abitazione e, successivamente, lo hanno rintracciato sulla pubblica via ed arrestato in flagranza del reato di evasione. Nella mattinata del 12 ottobre, l’uomo è stato tradotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri, confermando nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Nella giornata di oggi il gip del tribunale di Messina, Monica Marino ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri di S. Teresa di Riva, nella notte tra il 7 e 8 settembre nei confronti di C.F. di Nizza di Sicilia a seguito dei maltrattamenti reiterati nei confronti della moglie.

Questi i fatti:

L’uomo non ha accettato la decisione della moglie di volersi separare, decisione dettata dai reiterati maltrattamenti subiti negli anni e del carattere irascibile e violento del marito. Di fronte alla scelta della moglie l’uomo, oltre alle liti violente in casa, ha iniziato a seguirla e pedinarla , anche nelle ore notturne, presentandosi addirittura più volte sul posto di lavoro, umiliandola con continue scenate e minacciandola di rovinarla se lo avesse denunciato. Nei giorni scorsi C.F.  aveva anche seguito la moglie mentre si recava presso lo studio del suo avvocato, a Roccalumera, proprio per formalizzare la domanda di separazione. L’uomo ha fatto irruzione nello studio della professionista minacciando ed insultando sia la moglie, sia l’avvocato, una professionista donna che si occupa di violenza sulle donne. L’avvocato ha dovuto, a fatica, costringere l’uomo ad andare via dallo studio, provando a chiamare i carabinieri della locale Stazione di Roccalumera, ed informandoli dell’aggressione verbale subita con violazione del proprio domicilio. Come se non bastasse, la donna, uscita dallo studio mentre si recava alla propria auto, parcheggiata nella vicina piazza Mazzullo, si è ritrovata nuovamente il marito, appostato con il motorino che l’aspettava. Fortunatamente la donna era stata accompagnata dal suo avvocato, proprio per il timore, rivelatosi fondato, che il marito fosse fuori ad aspettarla. Di fronte alle nuove minacce dell’uomo che continuava a ripetere che “sarebbe finita male e che entrambe l’avrebbero pagata cara” l’avvocata ha richiesto nuovamente l’intervento dei carabinieri. Anche in presenza dei Carabinieri, nel frattempo intervenuti sul posto, e di numerosi passanti l’uomo ha continuato ad insultare e a minacciare le due donne con gravi e pesanti espressioni.

I militari in quell’occasione si sono però limitati ad invitare l’uomo ad allontanarsi, sottovalutando evidentemente il rischio per la donna che nel frattempo aveva formalizzato in caserma la denuncia per i reiterati maltrattamenti subiti e le minacce. Nonostante ciò i carabinieri hanno rilasciato l’uomo che ha proseguito nelle ore successive a seguire la moglie. Spaventata e stremata dai continui appostamenti ed inseguimenti per la donna la parola fine l’hanno scritta i carabinieri della compagnia di Santa Teresa di Riva che sabato, 7 settembre, sono intervenuti traendo in arresto il marito violento C.F. per il quale sono stati confermati gli arresti domiciliari. La donna è seguita dal Centro Antiviolenza “Al Tuo Fianco” di Roccalumera che l’ha assistita durante questo travagliato iter che ha portato all’arresto del marito.

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Nell’ultimo fine settimana, nel corso di servizi di prevenzione finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in flagranza di reato,il 19 enne cittadino marocchino M.A.ritenuto responsabile del reato dispaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso del servizio, sul lungomare di Giardini Naxos, tra la strada ed un muro poco distante dalla spiaggia, i militari seguivano i movimenti sospetti del giovane extracomunitario che poco dopo intraprendeva un dialogo con una seconda persona che si concludeva con un rapido scambio di un involucro.

I Carabinieri intervenivano subito ed accertavano che il giovane extracomunitario aveva appena ceduto una dose di cocaina. Sottoposto a perquisizione personale indosso al 19e nne è stata rinvenuta una dose di marijuana, mentre un ulteriore dose di cocaina era occultata all’interno di un buco nel muro.

La sostanza stupefacente è stata sequestrata ed il giovane marocchino è stato arrestato poiché ritenuto responsabile del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nella mattinata odierna, l’arrestato è stato condotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che, dopo aver convalidato l’arresto operato dai Carabinieri,ha disposto per il giovane la misura degli arresti domiciliari.

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Ieri, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dalla Sezione dei giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato un 52enne di Giardini Naxos (ME)gravemente indiziato dei reati di atti persecutori, violenza sessuale e violazione di domicilio commessi nei confronti dell’ex fidanzata.

In particolare, la donna, rivolgendosi ai Carabinieri di Taormina, denunciava come nel tempo l’uomo le avesse creato un perdurante stato di paura e di ansia costringendola a modificare le proprie abitudini di vita già dall’inizio della relazione sentimentale.

La vittima raccontava agli inquirenti come l’uomo l’avesse costretta a subire negli anni-  soprattutto dopo la fine della relazione, avvenuta nel maggio 2019- continue minacce, insulti proferiti anche in pubblico, arrivando a tempestarla di messaggi e perfino ad introdursi all’interno dell’abitazione della donna per costringerla a subire approcci sessuali, percuotendola con violenti schiaffi in volto.

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Messina.

Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela.

L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

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Nella serata del 10 luglio scorso, in Taormina, nell’ambito dei servizi di controllo e di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in flagranza di reato, il 36enne taorminese B.A. ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

A destare i sospetti dei militari erano stati movimenti rilevati, nel corso degli ultimi giorni, intorno all’abitazione dell’uomo. Pertanto, nella giornata del 10 luglio scorso, è stato svolta una perquisizione domiciliari nell’abitazione dell’uomo nel corso della quale i Carabinieri hanno rinvenuto 1,3 kilogrammi di sostanza stupefacente tipo marijuana contenuta in sacchetti di cellophane, 9 grammi di sostanza stupefacente tipo hashish, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento delle dosi e la somma di 700 euro provento di attività illecita.

La sostanza stupefacente, il bilancino ed il denaro sono stati sequestrati e l’uomo è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina in attesa dell’udienza di convalida.  

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Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Giardini Naxos, nel corso di servizi finalizzati al contrasto della vendita di sostanze stupefacenti,hanno denunciato un 49enne del luogo, ritenuto responsabile della violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti e/o psicotrope.

I militari, durante una verifica aduna tabaccheria di proprietà dell’uomo, all’interno dell’attività  hanno notato indicazioni pubblicitarie circa la vendita di prodotti a base di marijuana ed hanno, pertanto, deciso di procedere al controllo delle varie confezioni rinvenendo:12 vasetti in vetro con tappo in sughero non sigillato, 31 vasetti in vetro sigillati  con tappo di metallo, 2 flaconi di olio in vetro con tappo conta gocce; 28 bustine da 1 grammo e 9 pacchetti in cartone rigido da 1 grammo, tutti contenenti sostanza vegetale del tipo “marijuana”.

Tutti i prodotti sono stati sequestrati ed il titolare della tabaccheria è stato deferito in quanto ritenuto responsabile della violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti e/o psicotrope.

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Nel pomeriggio del 31 Maggio, i militari della Stazione Carabinieri di Santa Teresa di Riva, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale di arresti domiciliari nei confronti di S.D., cittadino italiano 43enne, perché ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti ai danni della moglie.

L’attività investigativa ha tratto spunto da una richiesta d’intervento del 27 Maggio da parte del personale medico del presidio territoriale d’emergenza di Santa Teresa di Riva con cui veniva segnalata che A.A., 35enne cittadina italiana, aveva avuto una lite con il proprio marito. La donna infatti dichiarava che quel giorno aveva avuto un diverbio con S.D. che l’aveva ripetutamente percossa e strattonata, sicché riusciva a fuggire per portarsi al presidio ospedaliero di Santa Teresa di Riva per ricevere cure mediche. L’uomo, non desistendo, si portava presso i locali sanitari per cercare nuovamente un contatto con la malcapitata, abbandonando i suoi propositi solo dopo l’intervento del personale medico occorso in aiuto della donna. Giunta una pattuglia dei Carabinieri, veniva intrapresa attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina. Per tali fatti la donna sporgeva infatti denuncia querela nei confronti del marito da cui sono emersi tra l’altro maltrattamenti, anche fisici, risalenti e ripetuti nel tempo. Stando i fatti del 27 Maggio, i militari operanti riscontravano quanto dichiarato dalla donna dai relativi referti medici nonché dalle dichiarazioni dei vicini di casa. S.D. diventava destinatario da parte dell’Autorità Giudiziaria di una prima misura cautelare di divieto di avvicinamento alla casa familiare con obbligo di non farvi rientro e di non avvicinarsi ai luoghi solitamente frequentati dalla donna.

Contravvenendo alle prescrizioni imposte dalla legge, S.D. ha tuttavia reiterato le sue condotte vessatorie nei confronti della A.A. già dalla tarda serata del 29 Maggio quando ha inviato messaggi audio tramite cellulare alla donna. Nuovamente nella prima mattina del 30 Maggio l’uomo ha cercato ancora un contatto fisico per le vie di Santa Teresa di Riva con la donna e questa, difesa anche dai passanti, udite le grida della malcapitata, ha richiesto l’intervento dei Carabinieri sicché S.D. si è dato alla fuga prima dell’arrivo dei militari. Sporta nuovamente denuncia querela da parte della A.A. e sentiti i passanti presenti ai fatti, l’attività di indagine ha permesso di raccogliere in breve tempo gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo. L’Autorità Giudiziaria, preso atto della pericolosità e della recidiva di S.D., ha commisurato all’uomo la misura cautelare personale degli arresti domiciliari, prontamente eseguita dai militari il 31 Maggio che espletate le formalità di rito, ha posto il fermato presso l’abitazione dei propri genitori a disposizione del competente Tribunale di Messina.

 

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Taormina hanno arrestato in flagranza di reato il ventisettenne C.L., ritenuto responsabile del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Nella mattinata di ieri, durante un servizio di pattugliamento del territorio di  Trappitello, i militari hanno sottoposto ad un controllo di polizia il giovane. Durante il controllo C.L.,ha manifestato segni di nervosismo destando sospetti nei carabinieri che lo hanno sottoposto a perquisizione personale e domiciliare rinvenendo presso la sua abitazione della cocaina in “pietra”, pronta per essere tagliata e suddivisa in dosi, nonché una dose della stessa sostanza già confezionata per un peso complessivo di poco più di 3 grammi. Inoltre i carabinieri hanno rinvenuto anche circa un grammo di marijuana nonché due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Lo stupefacente rinvenuto è stato sequestrato e C.L. è stato arrestato per il reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Questa mattina, avanti al Giudice di Monocratico del Tribunale di Messina, è stato celebrato a sua carico il processo con rito direttissimo concluso con il patteggiamento della pena di un anno di reclusione.

 

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I carabinieri del Comando Stazione di Taormina, hanno arrestato, in flagranza di reato, R.S. 54enne pregiudicato del luogo ritenuto responsabile del reato di evasione, dal regime degli arresti domiciliari cui era sottoposto.

I militari, durante un controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari, non hanno trovato l’uomo all’interno della propria abitazione e, successivamente, lo hanno rintracciato mentre passeggiava indisturbato. A quel punto è scattato l' arrestato in flagranza del reato di evasione.

L’arrestato è comparso ieri davanti al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri, confermando nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

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Giovedì notte a Giardini Naxos (ME), i Carabinieri della Compagnia di Taormina, hanno arrestato un 39 enne romeno, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori, violazione di domicilio e lesioni aggravate nei confronti di due sorelle, una delle quali era statala sua fidanzata.

La Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Taormina, a seguito di una segnalazione di aggressione giunta al numero di pronto intervento 112, ha inviato una pattuglia presso l’abitazione delle vittime. I militari, giunti sul posto, hanno raccolto le prime informazioni dalla vittima, dalla sorella della donna e da un loro amico presente , apprendendo che poco prima il 39enne, che da poco aveva terminato una relazione sentimentale con una delle vittime, si era presentato presso l’abitazione delle due donne in stato di alterazione dovuto probabilmente all’assunzione di sostanze alcoliche e, dopo aver suonato insistentemente al citofono, pretendendo di entrare in casa, aveva sfondato a calci la porta di ingresso accedendo nell’abitazione e lanciando verso le due donne alcune bottiglie di birra, senza colpirle. L’aggressore si era poi scagliato contro l’ex fidanzata e successivamente anche contro la sorella, intervenuta in difesa, provocando ad entrambe lesioni per le quali le due donne sono dovute ricorrere alla cure mediche presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Taormina.

I militari hanno immediatamente rintracciato il romeno, che nel frattempo si era allontanato rientrando presso la sua abitazione, e lo hanno arrestato.

L’uomo questa mattina è comparso avanti al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri e su richiesta della Procura della Repubblica ha applicato all’aggressore la misura cautelare della custodia in carcere. Pertanto, al termine dell’udienza, è stato tradotto presso la casa circondariale di Messina Gazzi.

Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenze di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti  poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela.

L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell'affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

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