Attivazione di opportune verifiche ispettive su tutto il territorio siciliano per contrastare il crescente fenomeno del lavoro nero e sommerso nel comparto turistico. Così la Regione Sicilia ha risposto alla espressa richiesta di intervento presentata nelle scorse settimane dalla Fisascat Cisl Sicilia, in allarme dopo la presentazione degli ultimi dati Inps sull’occupazione e sul lavoro precario.

«Con il mandato al dipartimento competente ad attivare le verifiche ispettive la Regione Sicilia ha accolto la nostra richiesta finalizzata a fronteggiare il lavoro irregolare purtroppo sempre più frequente nel Mezzogiorno» ha dichiarato il segretario generale della categoria regionale Mimma Calabrò.

«Un fenomeno che riguarda prevalentemente i 25mila lavoratori stagionali della nostra Regione» ha sottolineato il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl Sicilia Pancrazio Di Leo. «A fronte di una battuta d’arresto del 30% per le assunzioni stabili il dato sull’utilizzo dei voucher ha addirittura superato il 52% e le assunzioni correlate alla garanzia giovani sono solo il 5% rispetto alla richiesta di attivazione» ha aggiunto il sindacalista sottolineando un altro aspetto legato al sostegno al reddito.

«Non dimentichiamo che chi ha un lavoro irregolare non matura neanche i requisiti per l’accesso al sussidio di disoccupazione Naspi, quest’anno già drasticamente ridotto per durata e importo pur con il potenziamento assicurato dal decreto correttivo al Jobs Act varato nelle scorse settimane» ha stigmatizzato Pancrazio Di Leo. «Auspichiamo anche su questo tema che il dibattito parlamentare apra ad una soluzione strutturale che riconosca nella stagionalità una peculiarità del lavoro nel comparto turistico» ha aggiunto. «Ma prima è necessario ricondurre nella stabilità occupazionale i rapporti di lavoro in questa Regione e soprattutto nell’area di Taormina – Giardini Naxos dove operano circa 10 mila lavoratori stagionali, spesso costretti alla precarietà con tutte le conseguenze che ne derivano a cominciare dalla perdita del sussidio di disoccupazione» ha concluso il sindacalista.

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Mettere in atto in modo concreto e non rimandabile le problematiche che attanagliano l’hinterland e che riguardano soprattutto l’occupazione, il sostegno al reddito e lo sviluppo del territorio comprensoriale. E’ stato questo l’argomento principe della conferenza di servizio svoltasi martedì pomeriggio nel palazzo dei Naxioti sul costituendo Patto d’Area comprensoriale Agro/Jonico Taorminese/Alcantara, proposto da Mario Ianniello, in qualità di esperto del sindaco in materia di rapporti sindacali ed imprenditoriali del settore turismo e commercio. Alla riunione convocata dal primo cittadino giardinese, Nello Lo Turco, hanno partecipato, oltre a Ianniello anche Giuseppe Russo, e tutte le sigle sindacali provinciali di Messina del settore turismo e commercio, rappresentate dai segretari Pancrazio Di Leo e Salvatore D’Agostino (Fisascat-Cisl), Carmelo Garufi e Andrea Miano (Filcams-Cgil), Eliseo Gullotti (Uiltucs-Uil); le associazioni albergatori di Giardini-Naxos e Taormina (Aderenti a Federalberghi) rappresentate dal presidente Giovanni Russotti e quella dell’associazione albergatori di Letojanni/Forza D’Agrò, presieduta da Pierpaolo Biondi.

“La riunione – ha affermato Mario Ianniello - si è svolta in armonia ed è servita a sviluppare i ragionamenti inseriti nelle varie piattaforme presentate dagli intervenuti. Si è palesata da parte di tutti la volontà di perseguire un unico obiettivo attraverso lo strumento del Patto d’area che possa dare maggiori garanzie al settore”. Le parti riunite al tavolo tecnico si sono impegnate a sottoscriverlo ponendo le basi per una successiva conferenza di servizio per addivenire ad un protocollo d’Intesa tra i Comuni interessati con la compartecipazione di tutti i sindaci della zona jonica a vocazione turistica quali Giardini, Taormina, Castelmola, Letojanni, Sant’Alessio, Forza D’Agrò, ma anche Gaggi, Francavilla di Sicilia, dell’Unione dei Comuni e di altri Enti che ne facciano espressa richiesta. A questo proposito i Comuni che intendono aderire al Patto d’area possono rivolgersi al Comune di Giardini Naxos ed ottenere tutte le informazioni necessarie circa l’adesione. Grande soddisfazione è stata espressa al termine dell’incontro da tutti i partecipanti per il risultato raggiunto in questa seconda fase. Il prossimo passo sarà dunque la nuova convocazione da parte del sindaco Lo Turco delle parti per proseguire il cammino intrapreso.

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«Il lavoro c’è e bisogna individuare le giuste soluzioni per allontanare lo spettro della stagionalità nel comprensorio». E’ quanto ha dichiarato il segretario generale Pancrazio Di Leo intervenendo nella discussione sul turismo nella Perla dello Jonio. Al centro del dibattito ancora una volta la destagionalizzazione del turismo. «La cittadina,  ha proseguito il sindacalista,  può ambire a divenire meta turistica invernale». Infine  l’invito alle amministrazioni dei Comuni di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Sant’Alessio  a discutere delle gravi tematiche occupazionali che affliggono il territorio, conseguenza della profonda crisi economica che ha investito i comparti del terziario privato della provincia.

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Proseguono gli incontri promossi dall’esperto Mario Ianniello sulle tematiche del lavoro e le sue relative consequenziali criticità della provincia di Messina tra operatori del settore e rappresentanti sindacali. Nei giorni scorsi presso il Palazzo Municipale si è svolto il primo round esplorativo di riunioni programmate con i rappresentanti delle parti sociali e sindacali (filcams-cgil, fisascat-cisl e uiltucsuil) provinciali, con le associazioni di categorie (confcommercio, fipe e confesercenti) provinciali e con i rappresentanti delle associazioni albergatori (aderenti a federalberghi e a confindustria alberghi) provinciali.

“ Le riunioni da me richieste, proposte ed effuettuate in qualità di esperto del sindaco di Giardini-Naxos, afferma Mario Ianniello, erano propedeutiche affinchè si costituisse un “PATTO D’AREA Territoriale, Comprensoriale e/o LOCALE. Così come concordato con le parti in campo, si procederà adesso con nuovi incontri al fine di poter giungere ad atti concreti e definitivi. Ovviamente i partecipanti a questi incontri, prosegue Ianniello,  nel rispetto delle proprie prerogative, delle loro responsabilità ed impegni, avranno il tempo congruo per coordinarsi e relazionarsi con i propri associati, tenendo presente che entro la fine di febbraio, il tutto abbia una conclusione concreta. Qualsiasi atto, conclude Ianniello, deve avere le caratteristiche di unitarietà e condivisione guardando alle esigenze di territorialità/comprensorialità, sviluppo, livello occupazionale, abbattimento/riduzione della disoccupazione giustizia sociale ed economica nei settori del turismo, commercio e servizi.”

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Si svolgerà domani alle ore 16 un confronto sulle tematiche del lavoro, le sue evidenti e varie criticità conseguenziali. L’incontro è stato fortemente voluto dall’esperto, a titolo gratuito del sindaco di Giardini Naxos, Mario Iannello che ha invitato a sedere al tavolo nel tentativo di affrontare la delicata questione i responsabili/segretari generali provinciali/territoriali di Messina della Filcams-Cgil (nella persona di Carmelo Garufi), della Fisascat-Cisl (nella persona di Pancrazio Di Leo), della UilTucs-Uil (nella persona di Eliseo Gullotti).

“Il confronto, spiega Iannello, potrà e dovrà servire alla preparazione di una piattaforma sindacale unica e condivisa dalle parti in causa.  La piattaforma sindacale dovrà avere le caratteristiche di intervento sulle questioni inerenti la stagionalità, destagionalizzazione, occupazione, disoccupazione, Naspi, integrazioni salariali/sostegno al reddito attraverso i vari Enti Bilaterali del settore (e/o altre fonti e forme concordate da tutte le parti), di cui le federazioni descritte fanno parte sia a livello provinciale che regionale. Come passo successivo, prosegue, convocherò l’incontro con tutte le associazioni datoriali e di categoria presenti sul territorio provinciali e comprensoriali e sempre per una loro piattaforma da presentare.”

La sintesi delle due piattaforme dovrà confluire in un istituendo: PATTO D’AREA/TERRITORIALE/COMPRENSORIALE/ LOCALE che potrebbe essere definito: PATTO SUL LAVORO e per IL LAVORO.

“Il tutto, prosegue Iannello, in base all’auspicata intesa con le associazioni albergatori, associazioni commercianti, associazioni pubblici esercizi presenti a livello provinciale nonché territoriali e locali che verranno convocati in un secondo momento.  All’intesa conclusa e condivisa tra le forze sociali ed economiche e produttive, le amministrazioni comunali ed il completato organismo “Unione Dei Comuni” del comprensorio ionico, sicuramente parteciperanno responsabilmente mettendo il loro sigillo politico/amministrativo attraverso un PROTOCOLLO D’INTESA tra i comuni. L’auspicio , conclude Iannello, vistai i tempi con la stagione turistica alle porte, è che si possa concretizzare tutto entro la fine del mese in corso.”

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Proseguirà durante le festività natalizie la mobilitazione dei sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs per il completamento dei rinnovi contrattuali che interessano circa 500 mila lavoratori occupati nel settore del terziario, della distribuzione e dei servizi. Si tratta della seconda giornata di sciopero nazionale indetta per domani 19 dicembre contro lo stallo ai tavoli negoziali avviati con la Federdistribuzione, le associazioni datoriali della Distribuzione Cooperativa e la Confesercenti. La protesta sarà supportata da numerosi presidi territoriali e da una manifestazione unitaria che si svolgerà a Milano; #fuoritutti l'hastag della protesta alla quale prenderanno parte delegati e lavoratori provenienti da tutta Italia per sollecitare una rapida conclusione delle trattative. Alla prima giornata di astensione dal lavoro del 7 novembre scorso, con oltre il 75% dei lavoratori che hanno aderito allo sciopero, non è infatti seguita l'auspicata ripresa dei negoziati né è stato individuato un punto di mediazione per giungere al rinnovo dei contratti, attesi da oltre 24 mesi. Nelle scorse settimane la Fisascat aveva ribadito la disponibilità a trattare sulla flessibilità organizzativa del lavoro per fare fronte alle esigenze di accrescere la produttività confermando però la ferma contrarietà a cedere sulla cancellazione degli istituti economici previsti dal contratto, in particolare il taglio degli automatismi sugli scatti di anzianità e sui passaggi di livello, sui permessi retribuiti come anche sulla sospensione della tredicesima e della quattordicesima mensilità ai fini della maturazione del trattamento di fine rapporto. «Si rende necessaria la nuova azione di sciopero perché le trattative con le associazioni datoriali della grande distribuzione organizzata, del sistema cooperativo e del commercio al dettaglio sono di fatto bloccate - ha dichiarato il Segretario generale della Fisascat-Cisl, Pierangelo Raineri- non è possibile lasciare più di mezzo milione di lavoratrici e lavoratori del terziario che da oltre due anni attendono un congruo aumento salariale e un aggiornamento della normativa su welfare e partecipazione».

 

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Un patto comprensoriale per tentare tutti insieme di affrontare e superare la crisi turistica. Il documento è stato redatto dall’esperto a titolo gratuito del comune di Giardini Naxos Mario Iannello su mandato del primo cittadino Nello Lo Turco.
La bozza, consegnata in queste ore al sindaco e al vaglio dell’esecutivo, ha per oggetto la crisi turistica (in generale), la riduzione degli occupati ed in particolare il lunghissimo periodo di chiusura nel periodo di bassa stagione e/o nel periodo invernale delle attività ricettive alberghiere ed extra alberghiere, degli esercizi di ristorazione e di bar, degli esercizi commerciali e dell’indotto relativo (dai dati risulta che durante l’anno solare, ad oggi e mediamente ogni lavoratore stagionale non fa più di 4 0 5 mesi di lavoro- ottimisticamente parlando-).
“Questo programma-spiega Iannello, si prefigge di sviluppare un ragionamento sul lavoro e l’applicazione di un metodo e/o sistema di allungamento della stagionalità (“destagionalizzazione”) almeno superando i 7/8 mesi di lavoro trovando poi anche la possibilità di intervento e di sostegno al reddito di tutti coloro che andrebbero in disoccupazione involontaria.”
La bozza di programma, l’amministrazione comunale di Giardini-Naxos, la sottoporrà a tutti i sindaci e ai rappresentanti dei comuni del comprensorio ionico, compreso l’UNIONE dei COMUNI di cui Giardini-Naxos è parte integrante.
“Chiameremo il tutto, prosegue Iannello, “Protocollo d’Intesa tra i comuni”, con riferimento esplicito al sottotitolo: “PATTO COMUNALE, COMPRENSORIALE E/O D’AREA- SUL LAVORO-DEL LAVORO-PER IL LAVORO. Per raggiungere l’obbiettivo, così come prefissato, e arrivare ad una conclusione dell’iter in modo concreto e positivo dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa, saranno coinvolti, attraverso le loro responsabilità istituzionali, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle categorie del settore, le associazioni imprenditoriali dell’accoglienza turistica, quelli delle categorie dei pubblici esercizi, del commercio ecc. locali, territoriali e provinciali. L’appello, conclude Mario Iannello, è che alla luce dell’importanza del tema ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità dia il proprio contributo fattivo e reale.”

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Le federazioni sindacali di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs hanno sollecitato oggi alla Camera dei Deputati la revisione della normativa sulla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego In vigore dal 1° maggio 2015.

E’ l’on. Cesare Damiano, presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, ad aver raccolto le criticità esposte dalle tre sigle sindacali relative alle modalità di riconoscimento dell’indennità Naspi per i lavoratori stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali e per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari. I nodi riguardano in primis il dimezzamento della durata e del valore del sussidio della Naspi a cui sarebbero esposti dal 2016 i lavoratori stagionali del settore turismo e del comparto termale in assenza di correttivo strutturale, lo stesso previsto dal Dlgs. 148, comma 4 art. 43 – approvato nel mese di giugno scorso ed in vigore dal 24 settembre 2015 - che ha salvaguardato il trattamento di integrazione salariale per l’anno 2015 tamponando di fatto la contraddizione legislativa che avrebbe penalizzato i lavoratori stagionali di due comparti cardine della nostra economia. Fortemente penalizzati per i sindacati anche gli operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare, per i quali la circolare Inps 142 del 29 luglio 2015 stabilisce che il requisito di “trenta giornate di lavoro effettivo” nei dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro “si intende soddisfatto laddove gli assicurati abbiano prestato attività lavorativa per cinque settimane con un minimo di ore lavorate per ciascuna settimana pari a 24 ore”, escludendo dunque di fatto gli operatori che prestano la propria attività sotto le 24 ore settimanali. La proposta sindacale, fermo restando il requisito minimo di 120 ore di lavoro prestato, contempla l’integrazione del requisito lavorativo anche nel caso di prestazione effettiva settimanale inferiore alle 24 ore, in quanto la prestazione lavorativa richiesta è assai modulare ed articolata e può differenziarsi da una settimana ad un’altra.

Il Presidente Damiano ha manifestato interesse per le criticità rappresentategli e ha espresso condivisione per le soluzioni proposte, dichiarando la disponibilità a proseguire gli approfondimenti del caso in occasione delle prossime riunioni della Commissione Lavoro.

“Auspichiamo in un intervento per la revisione della normativa Naspi per gli stagionali del turismo e del comparto termale per i quali crediamo sia urgente il superamento definitivo della riduzione del 50% della durata e del valore sussidio Naspi con l'effettiva corrispondenza, ai fini del calcolo della prestazione, delle settimane di lavoro prestato – ha ribadito il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri. “Come anche sarà essenziale – ha concluso – rivisitare l’interpretazione normativa fornita dall’Inps per gli operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare che operano con un contratto di lavoro part time inferiore alle 24 ore settimanali che, al pari dei lavoratori di altri settori, hanno diritto a percepire il trattamento Naspi”.

I sindacati hanno infine richiesto al presidente Damiano di voler verificare quante delle risorse impegnate per le annualità 2015 e 2016 saranno effettivamente spese - il Dlgs. 148 ha previsto 32,8 milioni di euro per l'anno 2015 e 64,6 milioni di euro per l'anno 2016 - soprattutto ai fini di una nuova attribuzione di stanziamenti già previsti per lo specifico fine.

 

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Dal 2016 l’applicazione della normativa sulla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, rischia di penalizzare fortemente i lavoratori stagionali del settore turismo e del comparto termale nonché gli operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare. E’ quanto esporranno i sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e UIltucs il 15 ottobre prossimo nel corso di un incontro richiesto e concesso dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sollecitando una revisione delle modalità applicative del nuovo regime di assicurazione sociale per inoccupazione. I nodi per le tre sigle riguardano in primis il dimezzamento della durata e del valore del sussidio della Naspi a cui sarebbero esposti dal 2016 i lavoratori stagionali del settore turismo e del comparto termale in assenza di correttivo strutturale, lo stesso previsto dal Dlgs. 148, comma 4 art. 43 – approvato nel mese di giugno scorso ed in vigore dal 24 settembre 2015 - che ha salvaguardato il trattamento di integrazione salariale per l’anno 2015, tamponando di fatto la contraddizione legislativa che avrebbe penalizzato i 300 mila lavoratori stagionali di due comparti cardine dell'economia italiana. Fortemente penalizzati per i sindacati anche i 300 mila operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare, per i quali la circolare Inps 142 del 29 luglio 2015 stabilisce che il requisito di “trenta giornate di lavoro effettivo” nei dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro “si intende soddisfatto laddove gli assicurati abbiano prestato attività lavorativa per cinque settimane con un minimo di ore lavorate per ciascuna settimana pari a 24 ore”, escludendo dunque di fatto gli operatori che prestano la propria attività lavorativa sotto le 24 ore settimanali.

“Al Parlamento -ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri - chiederemo di rendere strutturale l’intervento di sostegno al reddito Naspi per i lavoratori stagionali del settore turistico e del comparto termale, entrambi pilastri portanti del nostro Pil, con il superamento definitivo della riduzione del 50% della durata e del valore sussidio Naspi con l'effettiva corrispondenza, ai fini del calcolo della prestazione, delle settimane di lavoro prestato .  Al Legislatore – ha sottolineato Raineri - chiediamo di adoperarsi affinchè ad ogni settimana di lavoro prestato dai lavoratori stagionali corrisponda il riconoscimento di una settimana di integrazione salariale e di contribuzione previdenziale, altrimenti il rischio reale è che centinaia di migliaia di lavoratori non raggiungeranno mai i requisiti per l’accesso alla pensione”.

Non dimentichiamo comunica il segretario regionale della Fisascat Sicilia Pancrazio Di Leo, che la Fisascat si è attivata da tempo a tutti i livelli per evidenziare il problema Naspi e pensionistico chiedendo di attuare i correttivi necessari per poter evitare un danno economico per i lavoratori stagionali e per l’economia locale delle zone turistiche.

“È diventata un’esigenza imprescindibile inoltre -conclude Pancrazio Di Leo- rilanciare la necessità di convocare al più presto un tavolo tecnico che coinvolga tutte le associazioni datoriali, dei lavoratori, dei comuni e degli enti interessati, per attivare tutte quelle azioni sinergiche e necessarie a realizzare iniziative che possano rilanciare il settore del turismo e destagionalizzare l’offerta turistica in quei comuni siciliani dove ciò è fattibile e non gravare su ulteriori costi aggiuntivi della Naspi, offrendo ove fattibile più opportunità lavorative e meno precariato. Non bisogna dimenticare che i lavoratori aspirano ad un occupazione più lunga, non ad “una stagionalità” ridotta con contratti a termine di due, tre mesi o quattro mesi e successivamente rinnovati  mensilmente  più volte. Ciò a fronte di una stagione che precedentemente alla riforma sulla contrattazione a termine prevedeva contratti di sei o sette mesi ed anche oltre. Che i lavoratori “non siano merce di scambio” per ottenere qualche mese in più di lavoro, zitti e senza limiti di orario….., questo la Fisascat Cisl non lo condivide e ove informata procederà a comunicarlo agli organi ispettivi sperando in un celere intervento prima che le strutture chiudano.”    

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Nel giorno dell’entrata in vigore del Dlgs.148 riguardante le “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n° 183”, la Fisascat, la federazione del terziario, turismo e servizi della Cisl, rilancia sulla necessità di rendere strutturale l’intervento Naspi per i 300 mila lavoratori stagionali dei comparti produttivi e degli stabilimenti termali, così come indicato nel comma 4 dell’art. 43 della normativa che di fatto salvaguarda la durata ed il valore del trattamento di integrazione salariale limitatamente all’anno 2015.

La categoria del terziario turismo e servizi della Cisl aveva sollecitato a più riprese - anche in occasione dello sciopero a sostegno del completamento dei rinnovi contrattuali nel comparto turistico e della grande mobilitazione organizzata a Taormina il 15 aprile scorso - il correttivo della normativa sulla Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego in vigore dal 1° maggio 2015 e che nella versione originale presentata dal Governo, avrebbe penalizzato i lavoratori stagionali del comparto turistico e degli stabilimenti termali, dimezzando la durata ed il valore del sussidio.

“A giugno scorso abbiamo accolto positivamente la rivisitazione della normativa per l’anno in corso, il Governo ha preso coscienza di una contraddizione legislativa che avrebbe penalizzato i lavoratori stagionali di interi settori della nostra economia, primo fra tutti il turismo  - ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri – Ora però al Governo chiediamo di fare uno sforzo in più  per rendere strutturale l’intervento di sostegno al reddito anche per gli anni futuri”.  “Il lavoro stagionale nel turismo, comparto pilastro del nostro Pil – ha sottolineato Raineri -  è un fenomeno strutturale e pertanto necessita di una soluzione strutturale anche negli anni a venire, non solo per l’anno in corso”.

L’auspicio della Fisascat è dunque quello del superamento definitivo della riduzione del 50% della durata e del valore sussidio Naspi con l'effettiva corrispondenza, ai fini del calcolo della prestazione, delle settimane di lavoro prestato. La categoria cislina evidenzia infine anche le criticità previdenziali connesse all'applicazione della Naspi. “Proprio mentre è aperta la discussione sulla riforma previdenziale - ha suggerito Raineri – sarebbe utile che il Governo contempli nuove misure finalizzate a garantire la copertura pensionistica a quei lavoratori che, in mancanza di un intervento, verrebbero automaticamente esclusi dall’accesso al trattamento, pur contribuendo al sistema previdenziale nei periodi di lavoro”.  “Ed è per questo che la Fisascat chiede che ad ogni settimana di lavoro corrisponda il riconoscimento di una settimana di integrazione salariale e di contribuzione previdenziale  – ha concluso Raineri – altrimenti il rischio reale è che i lavoratori stagionali di un comparto strategico della nostra economia, non raggiungeranno mai i requisiti per l’accesso alla pensione”.

Pancrazio Di Leo, segretario regionale della Fisascat Cisl Sicilia  afferma: “Una boccata di ossigeno per tutti i lavoratori stagionali del settore del turismo in una battaglia partita da Messina e Taormina. Ma non basta, è necessaria una giusta rivisitazione normativa complessiva per gli addetti del settore coinvolti più volte richiesta dalla Fisascat e dalla Cisl a tutti i livelli. Questa – continua Pancrazio Di Leo – è solo una sospensione, abbiamo guadagnato un paio di mesi ma il problema permane per gli anni avvenire adesso il Governo dovrebbe intervenire nei confronti delle aziende alberghiere per proporre soluzioni e incentivi che possano allungare la stagionalità delle aperture e garantire maggiore lavoro per tutti. Come Fisascat siamo sempre convinti che una stagionalità lunga di almeno otto mesi sia possibile in alcuni territori. Agli imprenditori – afferma – chiediamo di avere coraggio nell’investire sulla stagionalità lunga. In mancanza di lavoro è giusto consentire ai lavoratori di percepire un indennità equa per poter sopravvivere con le proprie famiglie e avere almeno diritto ad un misero pasto giornaliero per non morire di fame nel periodo non lavorativo, e quindi opportuno, conclude,  ripristinare per gli anni avvenire l’indennità Naspi prevista dalla riforma Fornero se non si trovano altre soluzioni.”

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