Nell’ambito della VII edizione del Progetto “Educazione alla legalità economica”, gli studenti del liceo scientifico di Giardini Naxos hanno incontrato martedì 16 aprile i militari della Guardia di Finanza.

Il progetto è frutto  del Protocollo d’intesa stipulato tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed è  rivolto agli studenti delle scuole per sensibilizzare i giovani sul valore della legalità economica ed illustrare il ruolo ed i compiti della Guardia di Finanza.

Anche quest'anno dunque  i Finanzieri hanno incontrato gli studenti per parlare del valore della "Legalità Economica”. Insieme agli insegnanti hanno affrontato  importanti temi legati all’attualità e all’economia, spiegando il ruolo che il Corpo svolge a tutela delle Istituzioni e dei Cittadini.

Alla teoria, che ha visto protagonisti i militari delle fiamme gialle di Taormina,  è seguito un momento pratico grazie alla presenza del gruppo cinofilo antidroga del comando provinciale di Messina che ha simulato i controlli che normalmente i militari eseguono.

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I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito degli interventi finalizzati a contrastare l’irregolare importazione ed esportazione di valuta trasportata al seguito da passeggeri in transito, arrivo o partenza nell’aeroporto di Catania Fontanarossa, hanno sottoposto a controllo una cittadina nigeriana, residente a Catania ed in procinto di imbarcarsi su un volo diretto ad Istanbul, che portava nel bagaglio a mano denaro contante per € 15.000, suddiviso in mazzette da 50 euro, 100 euro e 500 euro. A seguito dell’ispezione dei bagagli da stiva che erano stati già imbarcati sull’aeromobile, le Fiamme Gialle della Tenenza di Catania Fontanarossa rinvenivano al loro interno 24 prodotti elettronici (tra cui smartphone del tipo iPhone e Samsung nonché 3 personal computer) per i quali la passeggera non forniva giustificazioni circa la loro lecita detenzione e legittima provenienza. Gli immediati approfondimenti eseguiti grazie alle banche dati di polizia, permettevano ai militari di accertare che per alcuni dei cellulari rinvenuti erano state sporte denunce di furto e/o di smarrimento. I Finanzieri procedevano, pertanto, a denunciare la donna alla Procura della Repubblica di Catania per i reati di ricettazione (art. 648 c.p.) e riciclaggio (art. 648-bis c.p.) e sottoporre a sequestro oltre ai 21 smartphone e ai 3 notebook anche i 15 mila euro in contanti che la stessa trasportava con sé, poiché sproporzionati rispetto agli esigui redditi dichiarati annualmente al fisco e potenzialmente riconducibili alle predette condotte delittuose accertate.

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Con una sentita cerimonia interna svoltasi nella caserma “S. Cotugno” di via Tommaso Cannizzaro, la Guardia di Finanza di Messina ha celebrato il 244° anniversario della fondazione.

Innanzi a una rappresentanza delle Fiamme Gialle peloritane del contingente ordinario e aeronavale, nonché dei componenti dell’Associazione Nazionale dei Finanzieri d’Italia, il Comandante Provinciale, Col. t. SFP Vincenzo Tomei, ha evidenziato l’importanza del messaggio del Capo dello Stato, inviato a tutti i finanzieri in occasione della ricorrenza, nel quale si esprime la riconoscenza per l’impegno a difesa della sicurezza economico finanziaria del Paese, base essenziale per ogni democrazia.

Cariche di significato anche le espressioni utilizzate dal Comandante Generale del Corpo – Gen. C.A. Giorgio Toschi - nel suo Ordine del Giorno Speciale, in cui ha ricordato alle Fiamme Gialle che “è questo il giorno nel quale ciascuno di noi rinnova idealmente la ferma volontà di porsi al servizio degli altri, offrendo al Paese e alla comunità internazionale il proprio incondizionato contributo per affermare, sempre e comunque, i principi di legalità, giustizia e trasparenza e per rafforzare il rapporto di reciproca fiducia tra le Istituzioni e i cittadini.

Una vera e propria “missione”, vissuta nella piena consapevolezza del nesso che lega le prospettive di crescita della nostra società con il suo livello di legalità economico-finanziaria e della conseguente e prioritaria esigenza, per una Forza di Polizia a forte vocazione sociale, di operare al fianco dei cittadini, tutelando e sostenendo gli operatori economici onesti, rispettosi delle regole, linfa vitale del Paese.”

 Il Comandante Provinciale ha inteso attribuire il dovuto riconoscimento all’attività svolta da tutto il personale che opera nel vasto territorio provinciale, nella consapevolezza che l’impegno e il rigore richiesti sono condizione fondamentale per poter assicurare concretamente il rispetto della legalità economico-finanziaria. La lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali Nel corso dell’anno 2017 e nei primi cinque mesi dell’anno in corso sono stati scoperti 117 evasori fiscali. Tra questi vi sono, principalmente, grandi evasori fiscali che a livello provinciale, in un anno e mezzo hanno nascosto allo Stato un base imponibile di oltre 170 milioni di euro (pari al 58 % di quella complessivamente segnalata).

L’attività ispettiva sopra indicata ha consentito di scoprire significative frodi cosiddette “carosello”, ovvero società “cartiere” o “fantasma” che costituiscono crediti IVA fittizi da utilizzare per indebite compensazioni di imposte e contributi: sono tredici i casi scoperti, che hanno sottratto un’Iva all’Erario per oltre un milione e mezzo di euro.

 Nel settore della fiscalità internazionale i casi di evasione scoperti nel 2017 e nei primi 5 mesi del 2018 sono stati due, di cui uno particolarmente importante per la base imponibile sottratta a tassazione e per l’insidiosità del meccanismo fraudolento adottato. Frodi fiscali anche internazionali Interventi sempre più mirati per contrastare le frodi fiscali: 704 in tutto, tra verifiche e controlli, avviati nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione fiscale.

Denunciati 150 soggetti ed eseguiti 8 arresti per reati fiscali, in un anno e mezzo di attività. Tra questi gli illeciti più insidiosi e pericolosi per la stabilità economico - finanziaria del Paese e per la libera concorrenza tra imprese: l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta, l’occultamento di documentazione contabile. I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie ai responsabili di frodi fiscali ammontano a oltre 12 milioni e 700mila euro, cui si aggiungono le ulteriori proposte di sequestro già avanzate, per 41 milioni di euro.

 L'economia "invisibile", le accise, i giochi e le scommesse clandestine

Sono 77 le persone del tutto sconosciute al fisco (evasori totali) responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, 18 milioni e 200 mila euro di IVA.

Nello stesso periodo sono stati verbalizzati 151 datori di lavoro per aver impiegato 429 lavoratori in “nero” o irregolari.

 Nel settore delle accise, i 46 interventi conclusi dalle Fiamme Gialle hanno portato al sequestro di oltre 84 tonnellate di prodotti energetici oggetto di frode. A questi si aggiunge un consumato in frode pari a circa 3.117 tonnellate.

 Nel comparto del gioco e delle scommesse, eseguiti oltre 61 controlli con una percentuale di irregolarità pari al 77%. Sequestrati 50 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento e 53 punti clandestini di raccolta scommesse.

Contrasto agli illeciti in materia di Spesa Pubblica

 Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il Corpo riversa le proprie migliori risorse, è la spesa pubblica, cioè il contrasto alle indebite percezioni di contributi pubblici sia a carico del bilancio dello Stato, della Comunità Europea, dell’INPS e degli altri soggetti pubblici. In tale ambito, nell’ultimo anno e mezzo, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria e/o segnalate alla Corte dei Conti oltre 800 persone, che hanno percepito indebitamente contributi pubblici e provvidenze previdenziali e assistenziali per oltre 41 milioni euro, di cui circa 3,6 milioni quelli relativi alle false pensioni di invalidità e indebita percezione di indennità di disoccupazione agricola percepita da soggetti che non svolgevano alcuna attività lavorativa nel settore dell’agricoltura.

Nel dettaglio, l’attività a contrasto della corruzione nel settore pubblico, ha consento di denunciare 77 responsabili, di cui 59 pubblici ufficiali che devono rispondere anche del reato di peculato per oltre 7 milioni e 600 mila euro. Mentre, il danno erariale cagionato dai 401 responsabili, nell’ultimo anno e mezzo, ammonta da 15 milioni e 600 mila euro.

 Nel comparto del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, sono stati interessati da sequestri beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie per oltre 21 milioni e 500 mila euro. Proseguendo, in ambito sanitario, sono state riscontrate irregolarità nel 95% dei controlli effettuati per la spesa sanitaria e il 44 % in quelli per le prestazioni sociali agevolate, ovvero indebite percezioni di borse di studio, esenzioni ticket, assegni per il nucleo familiare e di quelli di maternità, degli assegni per le mense scolastiche etc.

Contrasto alle mafie e lotta al riciclaggio

Nell’ultimo anno e mezzo, le indagini patrimoniali contro le mafie, volte a sottrarre le risorse finanziarie e patrimoniali dalle quali le consorterie criminali traggono sostento, hanno portato al sequestro di beni e valori per oltre 12 milioni di euro, mentre le richieste di sequestro in corso ammontano a oltre 41 milioni di euro.

 Mentre, nello stesso periodo, il valore del riciclaggio accertato si è attestato attorno ai 45 milioni di euro, a seguito dei 27 interventi eseguiti, con la conseguente denuncia per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 81 persone (di queste 4 agli arresti), nei cui confronti sono state avanzate alla Magistratura proposte di sequestro per quasi 87 milioni di euro.

Sono state, inoltre, esaminate 178 Segnalazioni di Operazioni Sospette, pervenuta dagli Istituti di credito e dai professionisti, tenuti per legge, che hanno portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 10 soggetti.

Scoperti infine reati fallimentari che hanno comportato proposte di sequestro e sequestri di beni per oltre un milione e 200 mila euro su un totale di patrimoni risultati distratti di oltre 15 milioni e 800 mila euro.

 Il mercato del falso

 In questo settore, nell’ultimo anno e mezzo, i Reparti operativi del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito 180 interventi, svolgendo 30 deleghe dell’Autorità giudiziaria, effettuando sequestri di 960 mila articoli, tra quelli contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy, non sicuri e i prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità.

Banconote false

La contraffazione non risparmia alcun settore: ne sono testimonianza le banconote, le monete, i titoli, i certificati e i valori bollati falsi sequestrati dai reparti dipendenti da questo Comando Provinciale dal 1° gennaio 2017, per un valore complessivo di 15 mila euro. Denunciate 13 persone.

Traffici illeciti via terra

 Dal 1° gennaio 2017 sono stati 77 i soggetti denunciati e 26 quelli tratti in arresto per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, mentre sono stati sequestrati quasi 130 chilogrammi di droghe pesanti e leggere, nel corso dei 183 interventi.

Campagna estiva

Per l’intero periodo estivo, sul territorio, i Reparti Territoriali e Aeronavali del Corpo continueranno a garantire una costante presenza a favore dei villeggianti e delle imprese che operano lungo le coste italiane. Un piano straordinario di rafforzamento del dispositivo di sicurezza economico - finanziario nazionale è già in campo per prevenire e contrastare fenomeni di illegalità diffusa. Il controllo economico del territorio, infine, contribuirà al presidio di strade, aree urbane, porti, aeroporti, frontiere marittime e terrestri per la ricerca di fenomeni di sommerso d’azienda e di lavoro nonché per la prevenzione ed il contrasto di tutte le tipologie di traffici illeciti. La cerimonia si è conclusa con la lettura della preghiera del Finanziere.

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Su delega di questa Procura della Repubblica i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere emessa dal GIP nei confronti di Francesco TOSCANO (catanese, cl.1988) per il reato di tentato omicidio a danno di 2 persone.

In particolare, nell’aprile del 2017, il ventinovenne catanese, alla guida di una autovettura Smart, a causa di un banale sinistro occorso con un cancelliere del Tribunale di Catania all’incrocio tra Corso Martiri della Libertà e Via Francesco Crispi a Catania, in preda ad una folle reazione, aggrediva il suo interlocutore, più anziano di 30 anni, con un forte schiaffo alla testa.

Il TOSCANO, proseguendo con spropositata aggressività, apriva il portabagagli della sua autovettura estraendo una mazza da baseball, con la quale, dopo aver indossato il cappuccio della felpa per non essere riconoscibile in volto, iniziava a inseguire il malcapitato che nel frattempo si dava alla fuga.

L’arrestato si lanciava invano all’inseguimento della povera vittima che, nel frattempo, riusciva a nascondersi e ad allertare le autorità.

Il TOSCANO, quindi, nell’allontanarsi a bordo della propria vettura impattava due dipendenti comunali intenti ad effettuare operazioni di affissione causando lo sbalzo di uno dei due costretto poi a ricorrere alle cure al pronto soccorso.

Al fine di fornire a questa Procura concreti elementi conoscitivi in merito al profilo del TOSCANO, i finanzieri del GICO del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania hanno rapportato gli elementi investigativi emersi nell’operazione “Nuova Famiglia” sul clan Mazzei, eseguita nell’ottobre 2015, nel cui ambito il TOSCANO emergeva come assiduo frequentatore di esponenti di vertice di Cosa Nostra etnea. In ragione di tali evidenze unite ad una precedente condanna per rissa nel 2008 e ad un procedimento penale pendente per guida in stato di ebbrezza nel 2016, il G.I.P. ha ritenuto le circostanze idonee a configurare i presupposti per l’adozione della custodia in carcere. Il TOSCANO, arrestato dalle Fiamme Gialle etnee presso la propria abitazione, è stato condotto presso la casa circondariale di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’A.G.

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Nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito nei confronti di una società di markenting e promozione pubblicitaria sita in Valverde un controllo in materia di tutela del diritto d’autore. L’attività rientra in una più ampia operazione svolta dalla Guardia di Finanza a contrasto della pirateria del software e denominata UNDERLI©ENSING 3, coordinato del Nucleo Speciale Tutela Proprietà Intellettuale di Roma, nel cui ambito sono state eseguite più di 120 ispezioni sull’intero territorio nazionale.

L’ispezione delle Fiamme Gialle, condotta da personale dotato di specifiche competenze tecniche, è stata finalizzata al riscontro della regolare detenzione e utilizzo dei software impiegati nell’ambito delle varie attività economiche. In particolare, l’accertamento ha riguardato il possesso della licenza d’uso, l’osservanza del numero massimo di personal computer su cui può essere installato il programma e l’utilizzo conforme a quanto previsto dal contratto, il quale, se acquistato in versione “education”, a prezzo ridotto, deve essere necessariamente destinato ad ambiente familiare e domestico e non può essere utilizzato per attività imprenditoriale. Il controllo svolto ha permesso di accertare che, per le campagne pubblicitarie commissionate, la società utilizzava più di 70 software senza aver acquistato la relativa licenza d’uso, in violazione della normativa vigente a tutela della proprietà intellettuale (Legge n. 633 del 1941). Pertanto, i software illegali e i quattro computer su cui erano installati sono stati sottoposti a sequestro ed il rappresentante legale della società è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. Inoltre, come previsto dalla stessa normativa, nei suoi confronti è stata applicata anche una sanzione di natura amministrativa pari a € 51.056,16, corrispondenti al doppio del valore di mercato dei software illecitamente utilizzati.

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