Inaugurata lo scorso 22 ottobre con il patrocinio del Comune di Taormina, la prima personale di Andrea Rizzo, scultore taorminese, sarà aperta al pubblico sino al 4 novembre. Le opere esposte nella “Sala Colonna” al piano terra del Palazzo Duchi di Santo Stefano – sede della Fondazione Mazzullo – potranno essere ammirate e meditate dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Il lunedì è chiuso per riposo settimanale.

 

METAMORFOSI DELLA PIETRA – Questo è il titolo dato all’esposizione. Un invito a toccare con mano le opere sgorgate dalla materia di Andrea Rizzo. So che naturalmente per ragioni di sicurezza e di rispetto per l’opera, i visitatori non andranno a metter le mani sopra alle invitanti sculture ma proprio perché irresistibili, non solo all’occhio ma soprattutto al tatto, la tentazione è forte. Per me lo è stata e mi son trattenuta preferendo sostituire alla esperienza diretta del contatto, quella visiva: ci ho girato intorno, ho rimuginato su ogni cesellatura, increspatura e scanalatura e su ogni tondo; infine le ho annusate. Sì, perché l’arte va vista, toccata e annusata. Ogni opera ha un suo particolare odore e quelle esposte nella “Sala Colonna” sanno sempre di ferro, muschio e terra bagnata; e anche un po’ dell’odor del legno.

 

Chi è Andrea Rizzo? – Taorminese, le prime domande che mi son posta sono state: «A cu apparteni? Parente di quello o di quell’altro?»

Le ricerche inziali sono state infruttuose, quelle dal web, mi mancava solo di andare a vedere all’anagrafe. Quindi per il disvelamento del mistero ho atteso il giorno dell’inaugurazione: fratello di Cettina Rizzo, archeologa e cugino di Tino Giammona, artista.

Le parole usate dalla sorella e sottolineate dalla professoressa Francesca Gullotta, in apertura, hanno offerto un ritratto di quest’uomo, che ha acceso maggiormente la curiosità: ex marinaio ma di certo ancora uomo di mare dato che tale elemento se lo si porta impresso sulla pelle e nelle ossa; un artista per hobby ma con la predilezione verso la scultura e in particolare verso il granito come materiale.

 

Cettina Rizzo ha chiarito questo e altri fondamentali aspetti:

Artista autodidatta, presenta in questa mostra un compendio delle sue opere scultoree. La sua arte lo porta a ricercare nella materia forme nascoste che riaffiorano man mano che lo scultore prova a farle riemergere; la pietra pertanto è protagonista assoluta ed i suoi colori, la sua consistenza, la sua composizione chimica assumono importanza fondamentale nella realizzazione dell’opera. Il calcare, lo gneiss magmatico, la quarzite, il megagranito stimolano la sua creatività, rivelandone le forme occulte con le quali l’autore stabilisce un rapporto viscerale che le trasforma in pezzi unici e irripetibili.

Osservandolo di sottecchi, ho capito subito che sarebbe stato di poche parole e che era contento che al suo posto parlassero gli altri. Lui quello che doveva dire lo ha detto, usando il giusto dell’espressione e poi lasciando che il resto del messaggio lo comunicassero le opere esposte.

 

Da scultura a scultura, in dialogo con Peppino Mazzullo – Perfetta la scelta di allocare le opere del Rizzo in serrata conversazione con le sculture di Mazzullo.

Sembrava d’essere stati invitati a cena da due vecchi amici. Non ci giurerei ma ho avuto come l’impressione che si prendessero gioco di noi, là tutti attenti a seguire l’effervescente prolusione della professoressa Giuseppina Radice: insegnante, critico e brillante scrittrice oltreché grande affabulatrice.

La professoressa ha sottolineato il valore imprescindibile, dell’essere prima di tutto un artigiano che dona spessore all’artista. Tutta la storia dell’arte è fatta di botteghe, mestieri, apprendisti e maestri. Il contatto con la materia è d’obbligo. Si tocca e si osserva da ogni angolazione; si prendono misure e si procede. Si toglie l’eccesso per lasciare spazio alla forma.

Materia e forma: categorie aristoteliche divenute care non solo a Michelangelo, che hanno accompagnato e accompagnano ogni artigiano.

Dato che Andrea Rizzo è stato uomo di mare e di recente ho curato una mostra fotografica nel cantiere dei Rodolico a Trezza, allora ho immaginato che anche lui avesse forme e misure dentro di sé, pronte ad uscire.

Esatta l’amabile analisi della Radice con un pizzico di affetto che non guasta mai. Conosciuti per una serie di fortunate coincidenze, i Rizzo sono entrati a far parte della sfera dell’amicizia e ciò ha reso ancora più coinvolgente ciò che ha espresso sull’artigiano-artista.

 

L’ironia salverà il mondo – Le sculture di Andrea Rizzo, amiche, in muta complicità, di quelle di Mazzullo. Risentono degli influssi dell’arte africana e mesopotamica, magari non avendone il Rizzo totale consapevolezza, ma tant’è che si avverte chiaro il messaggio proveniente da luoghi e culture altre. Hanno un non so che dell’arte greca arcaica, influenzata dalla civiltà minoico-micenea e trasudano una certa sensualità data dai volumi.

Se è vero che «la bellezza salverà il mondo», l’ironia nel suo moto epifanico le darà manforte. Alcuni dei titoli dati alle opere: Il giusto; Il cinico; Il gaudente, mi hanno riportano indietro al teatro greco. A quella ricerca di un respiro classico dove vi è la sorgente della nostra civiltà: tra Oriente e Occidente con in mezzo il Mediterraneo.

L’arte artigiana e le sculture di Andrea Rizzo, che solleticano il desiderio del contatto, sono parte integrante della sfaccettata e complessa cultura mediterranea.

Andate a visitare la mostra, approfittando dei giorni di festa, e godetevi il chiacchiericcio un po’ sfrontato di queste «pietre parlanti».

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Giovedì, 02 Settembre 2021 10:33

TAORMINA. IL COMUNE NELLA CABINA REGIA DEL G20S

Nel corso della prima giornata di lavori del G20s di Jesolo il network si è dato una nuova governance. Coordinatore è stata nominata la sindaca di Cavallino Treporti, Roberta Nesto, vice coordinatore la sindaca di Riccione, Renata Tosi, che nel 2022 ospiterà il quinto summit, in occasione del centenario della nascita del comune autonomo di Riccione. Nella cabina di regia, che affianca il coordinatore, c’è la presenza di sei comuni tra i quali Taormina.
Si tratta di un giusto riconoscimento per una realtà che vive le stesse problematiche degli altri comuni costieri, ma che rappresenta anche difficoltà specifiche derivanti dall’essere collocato nel Mezzogiorno.
"Ho definito una intesa con il collega di Sorrento, ha affermato il sindaco Mario Bolognari,  per uno scambio di esperienze tra le due località che condividono pregi e criticità dì località costiere, ma anche di destinazioni culturali e artistiche. Durante il prossimo inverno programmeremo visite incrociate per fare incontrare operatori e amministratori delle due località simbolo della attrattivita’ turistica del Sud. Oggi variamo la proposta di una legge che riconosca lo status di città costiera con tutte le problematiche di piccole realtà con flussi enormi di visitatori in periodi specifici dell’anno. Nei due giorni di Jesolo ho potuto constatare che i problemi vissuti da Taormina nel mese di agosto sono comuni a tutti i comuni di tutte le regioni d’Italia: viabilità e parcheggi, raccolta differenziata, consumo di acqua, sicurezza e ordine pubblico, mancanza di agenti della polizia locale e delle forse dell’ordine. Speriamo che forze politiche e parlamentari, ha concluso il sindaco,  raccolgano l’appello lanciato dai 26 sindaci convenuti a Jesolo."

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L’Orchestra a Plettro città di Taormina eccellenza siciliana nel mondo sarà protagonista di due concerti unici organizzati dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia: il 3 settembre all’Odeon di Taormina e il 4 settembre al Palazzo della Cultura di Catania, Corte Mariella Lo Giudice. Belliniana è il titolo dei due concerti dedicati interamente all’estro del noto compositore catanese Vincenzo Bellini.

 La forza e la poetica della musica di Bellini in un programma in tre parti, che prende le mosse da una sezione cameristica, in cui il soprano Francesca Adamo Sollima, accompagnata al piano dal Maestro Pellitteri, eseguirà alcune ariette da camera di Bellini. L’intera orchestra, invece, presenterà fantasie e trascrizioni che lo stesso direttore Pellitteri ha ricavato dalle note opere, La sonnambula, Norma, Beatrice di Tenda e I Puritani. In chiusura l’orchestra accompagnerà la proiezione del breve film muto La Norma (Italia, 1911) a testimonianza della versatilità dell’ensemble, aperto alle sperimentazioni degli esordi della settima arte.

 L’orchestra a Plettro Città di Taormina è nata agli inizi del 1900 ed è formata da musicisti che usano solo strumenti a plettro come mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra e contrabbasso per questo è una delle più antiche e importanti formazioni a plettro italiane. La fama dell’orchestra è attestata dalla partecipazione al film di Michelangelo Antonioni L’avventura. Guidata per oltre un trentennio dal maratoneta e pianista- Chico Scimone, dal 2008 l’orchestra è diretta dal Maestro Antonino Pellitteri e annovera tra i primi mandolinisti Emanuele Buzi, titolare della cattedra di strumento al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. L 'orchestra ha costruito la sua popolarità esibendosi continuamente in migliaia di concerti in tutto il mondo. Un grande riconoscimento all'orchestra è avvenuto nel giugno del 1999 quando la TV di stato giapponese ha girato un video documentario che ne racconta la storia. Il suo repertorio spazia dal classico, al sinfonico, dall’operistico al popolare, dalla canzone siciliana alla canzone napoletana.

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Nei giorni scorsi, a Taormina, nelle zone della movida, sono stati intensificati i servizi anti-covid, volti al contrasto delle violazioni alla normativa vigente.

Nel corso dei controlli, i poliziotti della Squadra Amministrativa del Commissariato di Taormina hanno rilevato che quattro bar del centro storico violavano le linee guida del protocollo per la riapertura delle attività economiche.

Gli agenti hanno, pertanto, proceduto alla contestazione delle infrazioni riscontrate e alla chiusura provvisoria delle attività per 5 giorni, al fine di impedire la reiterazione dell’illecito.

Nel corso della stagione estiva, verranno effettuati ulteriori controlli con l’obiettivo di prevenire e contrastare ogni forma di illegalità.

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Grandi manovre nell’area dei gruppi e dei movimenti politici che si pongono in discontinuità rispetto all’attuale amministrazione: infatti, come già anticipato da alcuni “media”, tali soggetti hanno deciso di avviare un percorso  comune, senza fare riferimento ai partiti politici, ma proponendosi alla città come aggregazione civica per il cambiamento. Tali elementi costituiscono il presupposto e gli obiettivi del progetto amministrativo in vista delle elezioni previste nella primavera del 2023 “L’accordo che sta maturando – ha dichiarato Bruno De Vita -nasce e si fonda sulla condivisione dei presupposti e di precisi obiettivi, ma soprattutto sulla convergenza programmatica relativamente alle scelte di fondo necessarie a disegnare un futuro di “rinascita” e rilancio per la città di Taormina”. “Per tale motivo – ha aggiunto Antonio D’Aveni – l’aggregazione non porrà veti, né alcuna esclusione preventiva, anche se è necessario operare un “cambio di passo”.

“Il primo segnale di cambiamento sarà visibile in riferimento al programma – ha spiegato Andrea Raneri – che verrà predisposto con il confronto dei cittadini e con aspetti fortemente innovativi, primo tra tutti l’avvio della predisposizione del documento programmatico ben 18 mesi prima della scadenza elettorale. Nei prossimi giorni sono in programma i necessari approfondimenti e, conclude Salvo Cilona, “avvieremo contatti ufficiali ed incontri operativi con i vari soggetti che hanno manifestato interesse rispetto all’aggregazione, con l’obiettivo di ufficializzarne la nascita entro la fine di luglio”.  

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"Sulle sconsiderate esternazioni dei consiglieri di opposizione sul dissesto finanziario esprimo la più completa delusione." Così il primo cittadino Mario Bolognari replica alle accuse mosse dai consiglieri di opposizione in merito al dissesto ormai inevitabile del comune. "Come era prevedibile, prosegue Bolognari, le galline che hanno cantato per prime sono quelle che hanno fatto l’uovo. Unici superstiti tra coloro (solo sette) che approvarono il Piano di riequilibrio, dopo appena tre giorni hanno già rinnegato un Piano strenuamente difeso per oltre tre anni. Addirittura attribuendo a me la paternità del piano, dei debiti e di ogni altra disgrazia passata, presente e futura. Insomma, questo Piano non ha più paternità. Al pronunciamento della Corte dei Conti gli estensori, i proponenti e i votanti sono spariti, nella più classica tradizione italica del “si salvi chi può”.

"Per fare ciò, afferma Bolognari,  sparano palesi menzogne che possono essere facilmente smentite, e lo saranno, in sede di Consiglio comunale all’atto della dichiarazione di dissesto. In particolare, si sostiene, senza alcuna argomentazione, che il Piano si sarebbe potuto correggere da parte di questa Amministrazione. Evidentemente non hanno letto bene le motivazioni ove si afferma, a pagina 49, che “il ricorso alla procedura di riequilibrio non può costituire un dannoso escamotage per evitare il trascinamento verso una situazione di dissesto, diluendo in un ampio arco di tempo soluzioni che andrebbero immediatamente attuate”. Quindi nel nostro caso non è sbagliato soltanto il Piano, ma è sbagliato persino il ricorso stesso al Piano, come strumento dilatorio di decisioni non rinviabili. La rimodulazione, che sarebbe stata la quarta in cinque anni, pertanto, sarebbe stato un errore ulteriore. Francamente pensavo di meglio, magari qualche commento più serio e responsabile. Ma tant’è.

Tuttavia, conclude il sindaco di Taormina, accolgo l’appello di molti di evitare il teatrino del rimpallo di responsabilità. Ritengo che i cittadini e la più ampia opinione pubblica siano in grado da soli di capire e giudicare. Adesso tocca ai documenti parlare. Sulle responsabilità la palla passa alla Procura della Corte dei Conti. Il resto sono piccole beghe di paese."

 

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Dai quattro elementi che generano la vita, lo chef Pietro D’Agostino riprende il racconto della sua cucina, dopo oltre un anno di pandemia vissuta tra l’orto e i fornelli di casa. Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra sono diventati per lo stellato del ristorante La Capinera  di Taormina il paradigma attraverso il quale creare nove nuovi piatti che si aggiungono ai vecchi must in un menu che segna l’avvio dell’estate 2021.

“Aver riaperto la terrazza che si affaccia su questo scorcio della spiaggia di Spisone dopo un anno di lockdown e restrizioni– commenta lo chef stellato – mi ha dato una gioia incontenibile. Ho atteso questo momento con grande pazienza e ho approfittato di questo lungo periodo di riflessione per elaborare nuove pietanze, nuovi incontri di sapori”.

La cucina di Pietro D’Agostino, stella Michelin da 16 anni, ha una forte impronta territoriale, legata ai cicli stagionali, in cui l’elemento “terra” si delinea sempre più come rifugio, appartenenza, radici. Ma è anche “liquida”, essenziale e contemporanea in un racconto dove il pesce è indubbiamente un caposaldo. Inaspettato ma vero, nei menu de La Capinera ci sono anche tanti piatti di carne, quelli in cui la potenza del “fuoco” viene domata da tecniche di cottura morbide e centrate. I sapori intensi sono ottenuti attraverso un sapiente uso del fuoco che anima ed esalta gli ingredienti che ne sanno reggere la forza. E infine, anche l’elemento della forza rinnovatrice, l’”aria”, si insinua nei fornelli dello chef. É intesa come connessione ‘sostenibile’ con l‘ambiente e come “esperienza” attraverso il viaggio e “contaminazione” con altre culture. “È grazie ai viaggi che molti dei miei piatti fortemente isolani assumono una netta allure internazionale e moderna – commenta D’Agostino – trasformando ed evolvendo il mio modo di essere sostenibile per scelta”.

Così, sono nati 9 piatti per questa stagione di “rinascita” post pandemia Covid19, inseriti un due proposte di menu degustazione. In Fuoco e Terra, composto da 9 portate, ci sono gli agnolotti in salsa di crostacei, “un vero e proprio must– sottolinea D’Agostino –che nella mia cucina ho scomposto e ricomposto mille volte, mettendo a nudo le materie prime, per un piatto riconoscibile in ogni suo singolo ingrediente, giocando con un po’ di creatività”. Un piatto che dai tradizionali spaghetti ai frutti di mare cui si ispira, inverte l’ordine dei fattori: la polpa di crostacei la ritroviamo all’interno della pasta, mentre all’esterno solo un leggero e gustoso condimento. Il tocco finale è dato dal finocchietto selvatico, presente come nella ricetta tradizionale, ma sotto altra consistenza, in un infuso essenziale, spruzzato a fine preparazione.

Nuova ricetta anche per i tagliolini neri tirati a mano con rosso di Mazara, zucchine e ricci di mare. Qui il gioco dello chef è rappresentato dalle diverse consistenze degli ingredienti: la pasta, spessa e callosa incontra la morbidezza del gambero e la delicatezza dei ricci, entrambe avvolte dalla croccantezza della mollica “atturrata”.

Il menu Mare e Aria, è composto da 6 portate. “Amo cucinare il pesce, si sa  – commenta lo chef – la mia sfida è lasciare ogni singolo sapore inalterato al palato, mi piace giocare solo un po’ sugli abbinamenti con gli ortaggi, ma per il resto è un piatto schietto”. Un filetto di pescato di fondale del giorno è un piatto straordinariamente semplice, condito con una salsa squisita alle nocciole e bieta, verdure croccanti e una chips di riso allo zafferano. “Cucinare in maniera consapevole significa rispettare le materie prime, valorizzandole in ogni fase, dalla produzione alla conservazione fino alla loro trasformazione finale, attraverso un metodo di cottura ideale che ne conservi gusto e proprietà. La cottura è intesa come celebrazione di un ingrediente”, spiega lo chef.

Seducente al gusto, dal tocco leggermente frivolo, è la nuova pietanza di calamari ripieni con pane, mortadella, pomodoro di salsa allo zafferano. E naturalmente, non possono mancare le novità anche nella carta dei dessert. Una vera prelibatezza, il nuovo semifreddo al torroncino croccante in salsa al cioccolato e rum.

 

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Diciassette aziende del Made in Italy artigianale più esclusivo presenteranno le loro collezioni a Taormina, sabato 3 e domenica 4 luglio (dalle 11 alle 19, 30 e dalle 21 alle 23), nell’esclusivo pop up event ‘Silvia Incontra’ ideato dalla manager e nota influencer Silvia Berri.  L’evento si svolgerà all’hotel NH Collection della Perla dello Ionio, con il patrocinio del Comune di Taormina e in collaborazione con ‘Taormine’ l’associazione dei commercianti e operatori economici della città. Sono produttori provenienti da tutta Italia, un ‘tour di moda’ che va da Milano, fino a Furci Siculo in provincia di Messina.

“Le aziende presenti le scelgo personalmente, credo nelle loro idee e rappresentano altissima qualità italiana. Sono quelle che indosso, che amo sostenere e comunicare”, spiega Silvia Berri, che sarà presente a Taormina come testimonial. “In particolare, si tratta di imprese consolidate e start up – prosegue - tutte aggregate da una comune passione per il lavoro; spesso capitanate da donne, imprenditrici capaci e di talento, con una grande professionalità alle spalle e con la voglia di espandersi verso nuovi mercati nazionali e internazionali, come la mia amica Donatella Lucchi, che è fondamentale per l’organizzazione di queste iniziative. È un bel segnale, l’economia italiana dopo il fermo forzato della pandemia ha riacceso i motori – osserva la manager - e la Sicilia ha un ruolo davvero importante, è un luogo con un appeal mondiale unico: non a caso abbiamo scelto la bellezza e l’internazionalità di Taormina, che è il primo event nel Centro e Sud Italia”.

Soddisfatto il presidente dell’Associazione Taormine, lo chef Stella Michelin Pietro D’Agostino: “Siamo felici di ospitare nella nostra città una grande esperta e divulgatrice di stile italiano come Silvia Berri. Daremo spazio a imprenditori che lavorano ogni giorno per rendere uniche e preziose le nostre creazioni apprezzate in tutto il mondo. È un altro evento che concentra attenzione su Taormina e genera economia. Sono occasioni, infine, per disegnare nuove sinergie e porre le basi per future collaborazioni”.

 

I BRAND CHE PARTECIPERANNO - ‘Francesca Cutrera,’ ‘Cristina di Milano’, ‘Erendira Italia’, ‘24.25’, ‘Nanni Milano’, ‘Francesca Geraci’, ‘So Chic’, ‘Uniqa’, ‘Flavia Palombo’, ‘Cocou’, ‘Dodici Ventuno’, ‘Bisù’, ‘Rudy’, ‘Jo Maison Jo’, ‘MargheritaB’, ‘Tella Tella’, ‘Settimo Cielo’.

SILVIA BERRI – Il suo mood è ‘La vita è meravigliosa’, stato d’animo che, dalla vita reale, trasmette in modo naturale, sincero e frizzante su Instagram ai suoi circa 200mila followers. Contesa agli eventi italiani più glamour e sempre a caccia di nuove realtà.

Laureata a pieni voti in Diritto Internazionale presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano, svolge poi attività di ricerca, dal 1991 al 1994, in qualità di Cultore della materia per il dipartimento di Storia Contemporanea, realizzando diverse pubblicazioni.

Ha lavorato come buyer per il mercato fashion e lusso presso Avesani Buying Office, dove ha avuto occasione di coltivare la sua grande passione per la moda: ha seguito il gruppo Club21, ovvero Giorgio Armani, Emporio Armani, Bulgari e Marni per il Sud Est asiatico.  Negli anni ha collaborato con gli uffici stile di diverse aziende, maturando grande competenza e conoscenza di brand, tendenze, prodotti e tessuti, che ama selezionare e combinare. Attualmente è Responsabile Comunicazione e promozione Cei (Comitato Elettrotecnico Italiano).

Dal 2000 è Delegata italiana presso EFSD (European Forum forstandards distribution) del CENELEC - Comité européen de normalisation en électronique et en électrotechnique; dal 2008 è Membro del CEN – CENELEC PR ROUND TABLE; dal 2018 Treasurer and Organization Coordinator ICDL 2019 e dal 2019 Treasurer and Organization Coordinator EMC 2020. Dal 2004 è inoltre responsabile della rivista ìCEI Magazine’, house organ dell’Associazione. Silvia ha due figlie gemelle di 20 anni, una personalità esplosiva e una grande passione per i viaggi e la ricerca di nuove ispirazioni: con il suo canale Instagram è diventata ambasciatrice del Made in Italy e promuove quotidianamente la ricerca della qualità e dell’artigianato italiano.

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In una stagione cruciale per la cinematografia mondiale, Taormina rinnova il suo legame con il grande schermo: la 67ma edizione presenta sei opere prime e seconde in concorso e sette grandi première nazionali e internazionali nell’incantevole scenario del Teatro Antico. Una selezione pensata per un pubblico diversificato che potrà finalmente godere, dopo una lunga pausa, dell’incantesimo del cinema.

Sotto l’egida della Fondazione Taormina Arte Sicilia, nel primo anno della Direzione Artistica di Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia, il Taormina Film Fest abbraccia le diverse anime della settima arte, con un’attenzione a generi, stili e linguaggi differenti: dal family all’horror, dalla dark comedy al drama, dall’animazione all’arthouse.

L’identità femminile sarà protagonista davanti e dietro la macchina da presa con il film di esordio di Michela Cescon Occhi Blu, dell’israeliana Tanya Lavie Honeymood, dell’iraniana Rezvan Pakpour Fractal, nonché con una giuria che annovera tre donne su cinque componenti, presieduta dalla regista Susanna Nicchiarelli. Le signore del cinema avranno uno spazio di confronto fra diverse professionalità, per dare voce al talento che va in scena e alle artiste invisibili, lontane dai riflettori ma ugualmente determinanti.

Nella stagione della rinascita e della ripartenza, il Festival vuole riservare un’attenzione particolare agli autori italiani, da quelli già affermati agli esordienti di valore, che dimostrano la straordinaria vitalità e varietà dell’industria filmica nazionale: dalla commedia road movie Boys di Davide Ferrario all’inquietante distopia de La Terra dei figli di Claudio Cupellini, dal toccante intimismo di Atlas di Niccolò Castelli, all’innovativo horror A Classic Horror Story di Roberto De Feo e Paolo Strippoli, con cui Netflix debutta al Taormina Film Fest.

E ancora lo sguardo sulla cinematografia europea con il tedesco Next Door, opera prima dell’attore Daniel Brühl, e il francese La signora delle rose (La fine fleur ) di Pierre Pinot, sul cinema extra-europeo con il cinese Long Day di Yumo Luo, oltre ai citati titoli iraniano e israeliano.

Non manca il family con Peter Rabbit 2 - Un birbante in fuga, avventuroso mix di animazione e live action diretto da Will Gluck, che verrà presentato il 30 giugno in contemporanea al Teatro Antico e a Roma nell’ambito del  TimVision Floating Theatre Summer Fest organizzato da Alice nella Città.

E poi la black Woodstock di Summer of Soul, ovvero l’iconico concerto all’Harlem Cultural Festival del 1969 con B.B. King, Nina Simone, Stevie Wonder recuperato ed esaltato dal regista Ahmir “Questlove” Thompson con un inedito accesso al materiale d’archivio, che invita a una riflessione sulla questione razziale negli Stati Uniti.

Il cinema globale, dunque, ma anche un forte radicamento nel territorio attraverso la collaborazione con Sicilia Film Commission, che presenta un programma di eventi collaterali, che culminerà con la proiezione del documentario Lo schermo a tre punte e un incontro con il regista Giuseppe Tornatore al quale parteciperanno gli allievi della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia e delle Università siciliane. In apertura la proiezione di Space Beyond, protagonista l’astronauta siciliano Luca Parmitano, seguirà Sulle tracce di Goethe in Sicilia, il documentario diretto e interpretato dal regista tedesco Peter Stein, che ripercorre dopo duecentotrent’anni le tracce del celebre Viaggio in Sicilia di Wolfgang Goethe, alla ricerca delle origini classiche della cultura europea. Completa il programma una selezione di cortometraggi dedicati all’universo femminile, tra cui La bellezza imperfetta, del giovane regista siciliano Davide Vigore con la fotografia di Daniele Ciprì.

La collaborazione con ANEC Sicilia consentirà, per la prima volta, una fruizione allargata del Taormina Film Fest: alcuni dei titoli presentati al Teatro Antico, saranno proiettati in contemporanea in numerose sale delle principali città siciliane, oltre alle serate di apertura e chiusura. Un sostegno concreto dopo una stagione difficile.

In tema di valorizzazione del territorio, il Festival ospiterà - in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per il Turismo - il Premio ENIT Il cinema che promuove la bellezza italiana dedicato al film che, fra quelli distribuiti nell’ultima stagione, ha esaltato l’immagine della bellezza italiana. Sempre con ENIT, è previsto un focus sulle  prospettive e le potenzialità legate ai luoghi del cinema.

In uno spirito di fattiva cooperazione e sostegno all’industria cinematografica, sono numerose le attività avviate d’intesa con organismi e associazioni di settore, nel segno di una collaborazione inclusiva e sinergica necessaria per il rilancio del settore, che rappresenta una delle chiavi della 67ma edizione.  

In quest’ottica, i Giornalisti Cinematografici ricorderanno a Taormina, come tradizione sul palco del Teatro Antico, quest'anno in apertura del Festival, Nino Manfredi nel centenario della nascita.  Il “Premio Manfredi”, che il Sngci assegna d'intesa con la famiglia del grande Nino a un attore che abbia rivelato un talento speciale non solo nella commedia.

Nel centenario dalla nascita di Leonardo Sciascia, Taormina celebrerà, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, il grande autore siciliano con la mostra Cinema e Legalità e la presentazione del libro Sciascia e il cinema, conversazioni con Fabrizio di Fabrizio Catalano, nipote dello scrittore. E per festeggiare un anniversario significativo, il regista Ferzan Özpetek incontrerà il pubblico nel ventennale de Le Fate Ignoranti per condividere il suo affascinante percorso artistico.

Ritorno al futuro, poi, per la proiezione al Teatro Antico del film in nuova edizione digitale Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato di Florestano Vancini che vede Leonardo Sciascia fra gli sceneggiatori, in collaborazione ancora una volta con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. Grazie al CSC, si potrà anche viaggiare nel tempo con il Rapido del Sud di Fausto Saraceni, un percorso nell’Italia degli anni Quaranta attraverso il tragitto Roma Taormina di un treno elettrico moderno ma con un cuore poetico in un Paese proiettato verso il progresso. Nel film, conservato e digitalizzato da CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa, e proveniente dal fondo Fondazione FS, è stata recentemente riconosciuta una giovane Silvana Mangano nel ruolo di una passeggera che accompagna un'amica.

La linea editoriale scelta dai Direttori prevede una settimana ricca di appuntamenti, in cui le tredici Anteprime dei film in selezione ufficiale si alternano agli incontri con i protagonisti, le mostre e i panel: un’ampia offerta culturale e artistica che corrobora l’identità del Festival.

Quest’anno il Taormina Film Fest inaugura una collaborazione con Ciak: lo storico mensile di cinema commenterà i film e offrirà interviste e backstage attraverso il Taormina Ciak Daily, nonché offrirà ad alcuni studenti del Corso di Laurea Magistrale in Metodi e Linguaggi del giornalismo dell’Università di Messina un tirocinio sul campo.

 

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I rappresentati sindacali aziendali di Asm insieme alle Segreterie Territoriali Messina sono interventi con una nota indirizzata al Prefetto, all’amministrazione comunale, al commissario liquidatore dell’azienda e alla Commissione di Garanzia attuazione delle leggi sullo sciopero servizi pubblici essenziali per chiedere garanzie per i lavoratori dell’azienda.

Nelle scorse ore il Liquidatore ASM, Avv. Antonio Fiumefreddo, con una comunicazione inviata al Sindaco di Taormina, Prof. Mario Bolognari  ha evidenziato  la crisi finanziaria che attanaglia ormai da parecchio tempo l’Azienda.

Alla luce del “protrarsi della condizione emergenziale e del prolungarsi della mancata erogazione di fondi da parte del Comune” il liquidatore ha proceduto alla  sospensione a partire dalle ore 24 del 26 maggio dei servizi erogati al Comune riguardanti scuolabus, manutenzione acquedotto, manutenzione pubblica illuminazione e la riduzione, come consentito dalla Legge, delle linee di trasporto urbano e la sospensione del servizio navetta per le frazioni, con i risvolti dell’interruzione di tutti i rapporti di lavoro interinale interessati.

Inoltre, a causa della crisi finanziaria dell’ASM, aggravata dalla crisi pandemica che ha di fatto ridotto del 50% gli introiti della Municipalizzata, la stessa non è più in grado di garantire non solo i pagamenti degli stipendi ai lavoratori dipendenti ma anche gli acquisti di beni e forniture primarie per lo svolgimento dei servizi e delle attività quotidiane (cloro, carburante, pagamenti bollette energia elettrica, utenze telefoniche, ecc.).

Nella nota i sindacati evidenziano come tale situazione sia dovuta “alla mancanza da parte del Comune del rispetto dell’accordo firmato tra lo stesso ed ASM in data 28/05/2020  in cui entrambi gli Enti si impegnavano a sottoscrivere una transazione relativa al dare-avere a favore di ASM per 2 milioni e 400 mila euro frutto dei mancati pagamenti dei servizi resi nel periodo 2010-2019, aggiungendo in una seconda fase anche il 2020, pur mantenendo lo stesso importo. Malgrado tale sacrificio da parte di ASM, il Comune ad oggi non ha rispettato l’impegno preso lasciando l’Azienda ed i lavoratori al proprio destino, costringendo dunque il Liquidatore ad intraprendere le azioni riportate nella nota.  Tale situazione ha fatto sì che l’ASM si ritrova a dover subire passivamente decreti ingiuntivi da parte dei propri fornitori per decine di migliaia di euro e pende come una spada di Damocle sull’Azienda un debito contratto con la società interinale Wintime che fornisce i lavoratori in somministrazione pari a circa 1 milione di euro, a cui l’Azienda è dovuta ricorrere per garantire buona parte dei servizi resi al Comune che lo stesso ad oggi non ha onorato.”

“Risulta grave, scrivono i sindacati, anche la circostanza che ormai da moltissimi anni mancano i contratti di servizio tra i due Enti nonostante si siano susseguiti nel tempo degli incontri tra i responsabili dei vari servizi ASM e l’Ente Comune su iniziativa della stessa Azienda Municipalizzata. Fino ad oggi a subire le conseguenze più gravi di questa situazione sono stati solo i lavoratori dipendenti che da più di un anno sono stati posti in Cassa Integrazione per ben tre volte in attesa, così come promesso dal Sindaco, che il Comune si facesse carico di sanare al più presto la situazione debitoria. Cosa che a tutt’oggi non è avvenuta.”

Si apprende poi dalla Gazzetta Ufficiale che sono stati stanziati per il Comune di Taormina 3 milioni e 500 mila euro per far fronte ai disagi dovuti alla pandemia di cui versati una trance di 1 milione e 800 mila euro, parte dei quali deve essere destinata alle partecipate tra cui ASM; di tale somma è stato richiesto il riversamento previsto per questa Azienda Municipalizzata visto che a tutt’oggi non è avvenuto.

“In merito a ciò, si legge nella nota, sono state chieste delucidazioni agli organi comunali preposti ed in via ufficiosa la risposta è stata che non risulta che questa Azienda abbia subito delle perdite per l’anno 2020 rispetto al 2019, quando, come già precedentemente esposto, le perdite ammontano a circa il 50%. Pertanto, appare del tutto sorprendente la risposta fornita da parte degli organi preposti che denota, ancora una volta, la poca sensibilità da parte dell’Ente comunale nei confronti di ASM.”

Per tali motivi i lavoratori, stanchi e preoccupati del perdurare di questa condizione (anche perché l’Azienda è stata messa in liquidazione dal Consiglio comunale dell’epoca dal 22 settembre 2011) sono costretti a manifestare il proprio dissenso e chiedere contestualmente un incontro urgente con S.E. Il Prefetto per espletare il tentativo di conciliazione con le parti in causa al fine di evitare ripercussioni sui servizi erogati all’utenza, risolvere il prima possibile la gravissima situazione finanziaria in cui si trova l’ Azienda e di conseguenza per  il destino incerto di 50 lavoratori e delle loro famiglie.

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