“La stagione turistica va salvata. La Sicilia non può fare a meno questa estate dei flussi turistici per evitare una crisi economica che lascerebbe centinaia di migliaia di corregionali disoccupati. Occorre una misura che renda sicura, dal punto di vista sanitario, la presenza dei turisti nella nostra Isola. Per questa ragione invito il governo Musumeci ad avviare un progetto pilota per la predisposizione di un “passaporto sanitario” con il quale certificare l’assenza di contagio da Covid-19 su ogni persona che arrivi in Sicilia per le vacanze attraverso il tampone o il test sierologico. Ogni turista, che giunga in aereo, treno, nave o mezzo proprio dovrà mostrare una certificazione sanitaria adeguata in partenza essendosi già sottoposto a spese del sistema sanitario regionale al tampone. I dati sanitari potrebbero essere caricati sulla tessera sanitaria munita di chip che ogni cittadino possiede o sul passaporto digitale per i turisti che arrivano dall’estero. Solo così assicureremo una stagione in grado di produrre profitti e determinare la ripresa economica del comparto turistico siciliano che regge con una fetta importante il pil regionale. In tal senso auspico che si attivi tempestivamente un tavolo tecnico con tutti gli attori delle categorie interessate, tour operator, presidenti delle società di gestione degli aeroporti, albergatori, gestori di lidi, ristoratori e operatori economici, con il coordinamento degli assessori Razza, Messina e Turano, per predisporre ogni azione che abbia lo scopo di fare arrivare turisti in Sicilia. Sarà necessario e prioritario che l’assessore Razza avvii immediatamente un’interlocuzione con il ministro della Salute per le modalità di attuazione del passaporto sanitario. Trovo assurdo che si assista ad accordi bilaterali tra Stati per favorire il turismo internazionale mentre l’Italia rimane in silenzio. La Sicilia si adoperi per un’adeguata pressione sul governo Conte per l’incoming turistico come grimaldello per la ripresa economica”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, annunciando anche la presentazione di una mozione sul tema.

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«I dieci milioni di euro previsti nell'ambito della finanziaria dall'Ars per gli stagionali del turismo e commercio, sono un segnale positivo, certamente incoraggiante, che speriamo possa essere il primo passo verso quella svolta che migliaia di lavoratori attendono insieme alle proprie famiglie». Lo affermano i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D'Agostino e Pancrazio Di Leo che, così, fanno il punto su una situazione comunque complicata e preoccupante per tanti lavoratori stagionali che stanno soffrendo per l'emergenza Coronavirus e sono stati dimenticati dal Governo nazionale. «Quanto deliberato dall'Ars - affermano D'Agostino e Di Leo - è un segnale che fa ben sperare. Come Fisascat Cisl, da anni chiediamo alla Regione Siciliana provvedimenti a sostegno dei lavoratori stagionali, la maggior parte dei quali rimarrà a casa la prossima estate e, così facendo, non avrà diritto nemmeno ad accedere alla Naspi nel periodo di bassa stagione. Gli stessi lavoratori che non percepiscono più alcuna indennità o salario da diversi mesi e non hanno più un euro per mandare avanti le loro famiglie e sopravvivere dignitosamente. A causa del Coronavirus, inoltre, per il 75%-80% di loro non ci sarà modo di lavorare in estate. Ma il Governo Conte non sembra preoccuparsi di questo, noi rimaniamo in attesa e chiediamo che vengano salvati migliaia di lavoratori a rischio povertà con il ripristino della Aspi». «La crisi - ha evidenziato il segretario regionale della Fisascat Sicilia, Mimma Calabrò - avrà ripercussioni pesantissime per il 2020 e il 2021. Con l’attuale stagione ormai persa, la speranza è che i lavoratori possano essere assunti nell'aprile 2021. Ma sino ad allora la gente come potrà sopravvivere con due mesi di sussidio e con le 600 euro una tantum dello Stato?». «I lavoratori – aggiunge Di Leo – per due anni si troveranno scoperti di contributi e quindi anche per la parte previdenziale sarà un dramma, per effetto di quella che riteniamo la grande "vergogna" della riforma Naspi».

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- «Il 4 maggio potranno riaprire, ma quante attività ricettive, turistiche e commerciali lo fanno davvero? Quante persone ci saranno?» A chiederlo è la Fisascat Cisl di Messina che ricorda come nella provincia ci siano circa 15 mila persone che vivono di un impiego stagionale nel turismo e nel commercio e la quasi totalità non ha una prospettiva di lavoro per questa stagione, ormai già ampiamente compromessa. «Le Isole Eolie, Taormina e il suo comprensorio ma non solo – sostengono Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo - sono i maggiori poli turistici siciliani, aree di riferimento per il turismo e l'economia della Sicilia e del Sud. Ma questo non interessa al Governo». A Taormina e nell'hinterland, la prossima estate, secondo le stime di Fisascat Cisl saranno occupati tra il 15% e il 20% dei lavoratori che comunque non potranno nemmeno maturare i requisiti necessari poi per chiedere la Naspi. «Ad oggi non sappiamo quante attività apriranno, ci sarà pochissimo lavoro e chi potrà lavorare sarà fortunato – continuano i rappresentanti del sindacato - Per questo riteniamo indispensabile che si ripristini la Aspi, con i 24 mesi indennizzati, o che venga ripristinata la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori del turismo. La considerazione che ad oggi c'è del nostro territorio è tutta nelle 600 euro del decreto "Cura Italia". Una miseria, persino negata a molti lavoratori, con la quale le persone potranno pagare una bolletta o una mensilità di affitto». Per la Fisascat non è più una crisi economica ma un'emergenza sociale. «Non possiamo accettare questa mattanza che viene compiuta ai danni di migliaia di lavoratori e di tutte le loro famiglie. Il lockdown, sinora, ci ha impedito di manifestare, il distanziamento sociale prevederà ulteriori obblighi ma non appena possibile torneremo in piazza. Soltanto questa situazione di quarantena obbligata ci ha fermato, altrimenti oggi saremmo già a Palermo e a Roma, sotto i palazzi della Regione e del Governo, per pretendere il rispetto di quei diritti che ai lavoratori del turismo, del commercio e dei servizi vengono negati, privati anche degli ammortizzatori sociali a differenza di altri settori produttivi. La crisi sta togliendo l'impiego a migliaia di lavoratori, ma di fronte a una crisi senza precedenti siamo pronti a una lotta senza precedenti per difendere l'occupazione e soprattutto la dignità - troppe volte calpestata - dei lavoratori».

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 "A Taormina e nell'intero comprensorio ionico, nella zona tirrenica e nell'intero comprensorio i lavoratori stagionali sono ormai ridotti alla fame, costretti a vivere nella drammatica condizione di miseria senza lavorare più ormai dallo scorso autunno. Dovranno affrontare il 2021 senza indennità e senza contribuzione ai fini pensionistici ma il Governo di questo non si preoccupa. Forse non si riesce a comprendere che siamo di fronte ad una bomba ad orologeria, una vera e propria polveriera sociale che rischia di esplodere e riguarda il dramma di migliaia di famiglie". L'allarme viene rilanciato dalla Fisascat Cisl Messina.

"La maggior parte dei lavoratori da dicembre sono senza indennità, avendo usufruito l’indennità di disoccupazione Naspi - spiegano i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D'Agostino e Pancrazio Di Leo -, una riforma scellerata che ha ridotto il periodo e quindi l’indennità penalizzato gli stagionali del turismo commercio e servizi. Tale riforma è stata contesta ai precedenti governi più volte dalla Fisascat Cisl e dai lavoratori. I lavoratori stagionali del Commercio e Turismo erano in attesa che iniziasse la stagione turistica per riprendere a lavorare, ma con la situazione esistente le aziende aperte hanno già chiuso, e chi doveva aprire ad inizio aprile non ha potuto aprire. La chiusura e la mancata apertura delle attività Turistiche e Commerciali ha prodotto lavoratori disoccupati, senza lavoro e senza un reddito minimo per poter sopravvivere con le proprie famiglie, non dimentichiamo che la maggior parte dei nuclei familiari è monoreddito al Sud".

 "Il "Decreto Cura Italia" mortifica, ancora una volta, i lavoratori del turismo. Ci aspettavamo un segnale di sostegno ai lavoratori stagionali e invece è arrivato soltanto un assegno di 600 euro che equivale ad una "mancia", o per meglio dire "un'elemosina". Un altro caso emblematico sono i lavoratori stagionali che erano stati assunti dopo il 23 febbraio e oggi si trovano esclusi dalla cassa integrazione ordinaria e in deroga, rimanendo sospesi, senza salario e senza indennità, attualmente senza salario attendono che sia effettuata l’estensione del decreto potendo cosi usufruire anche loro degli ammortizzatori. Ancor più eloquente e drammatica appare la situazione degli stagionali nelle Isole Eolie, importante realtà turistica dove a fronte di un periodo medio di lavoro pari a circa 3 mesi, i lavoratori hanno percepito solo un mese e mezzo di Naspi".

 "I lavoratori stagionali del settore Turismo Commercio e Servizi i quali dovevano riprendere a lavorare per la stagione 2020 non sono stati minimamente considerati ed esclusi anche loro dal poter usufruire degli ammortizzatori-sociali ordinari o in deroga, è stato previsto un piccolo contributo di 600 euro per il mese di marzo per i lavoratori stagionali del Turismo, mentre i lavoratori stagionali del Commercio oggi disoccupati nulla non sono italiani anche loro? Lo Stato, ed in Sicilia la Regione non ha per nulla considerato i lavoratori stagionali, intere famiglie ridotte alla miseria e in difficoltà anche per poter acquistare le materie prime per poter sopravvivere. La Sicilia vive di Turismo, ma molto spesso la politica si dimentica dei lavoratori del comparto Turistico e delle aziende del settore che producono e contribuiscono a far crescere l'economia della Regione. I lavoratori stagionali oggi sono stati ridotti alla miseria. E' opportuno che il Governo Nazionale e Regionale intervenga, e eviti di creare disparità nei loro confronti, non è giusto che siano trattati in modo diverso rispetto ad altri settori oggi privilegiati. L'emergenza sanitaria impedisce, al momento, di manifestare in piazza ma non vi è alcun dubbio che i lavoratori già si preparano a una protesta senza precedenti nei confronti di quest'Italia che li mortifica e li snobba, ma della quale fanno parte a pieno titolo e che a tutti loro deve garantire i diritti e le risorse necessarie per vivere in condizioni dignitose".

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Si è svolta nell’aula consiliare di Palazzo dei Giurati una riunione operativa tra tutte le parti sociali di Taormina per fare il punto sulla situazione creatasi a seguito della impossibilità di raggiungere il Paese, la Sicilia e la Perla dello Jonio da parte di molti turisti.

 “Abbiamo riscontrato, spiega il primo cittadino Mario Bolognari,  una unanime volontà di rispondere con il lavoro, la creatività e la professionalità che hanno fatto di Taormina un brand famoso nel mondo. Constatata la efficacia del dispositivo predisposto dalle autorità sanitarie, imprenditori, sindacati e tutte le organizzazioni presenti hanno concordato con la proposta di varare un tavolo tecnico nel quale elaborare una strategia comunicativa immediata per rassicurare il mercato turistico sulla capacità di accoglienza, in sicurezza, dei turisti e dei visitatori nel corso del 2020.”

Alla riunione erano presenti anche il Parco archeologico, il Servizio turistico regionale, l’ASP, l’ASM, Taormina Arte, TaoBuk, Taormina Film Festival.

 Albergatori, commercianti, agenzie di viaggio, tour operator, sindacati entreranno con un loro tecnico nel tavolo che sarà convocato già nelle prossime ore.

L’unità di crisi resta convocata permanentemente per monitorare l’evoluzione degli eventi. Il sindaco informerà la Regione e il Governo nazionale delle proposte già emerse e quelle che saranno avanzate. Infatti, il coordinamento delle attività tra i diversi livelli di governo è essenziale

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“Il potenziamento dello sviluppo locale non parte dal potenziamento del turismo, ma al potenziamento del turismo si giunge attraverso lo sviluppo locale”. È uno dei passaggi chiave di “Turismo: promuovere il territorio, gestire le risorse, promuovere la destinazione”, il libro del prof. Filippo Grasso, docente di Economia del Turismo all'Università di Messina, presentato domenica scorsa a Mandanici. È stata l’occasione per un articolato dibattito su “Borghi: scrigno di cultura”, organizzato da Archeoclub Area Ionica Messina e comune di Mandanici, con la collaborazione dell'Osservatorio Beni Culturali dell'Unione dei Comuni e la Commissione comunale Cultura. L'incontro si è tenuto presso l'ex chiesa del SS. Salvatore ed è stato coordinato dal Presidente del consiglio comunale, Anna Misiti. Dopo i saluti del sindaco, Giuseppe Briguglio, e dell'assessore al turismo, Sebastiano Ravidà, il presidente della Commissione comunale Cultura, Ruggero Siddi, ha illustrato le caratteristiche di Mandanici. Subito dopo, il presidente di Archeoclub Area Ionica Messina, Filippo Brianni, e il prof. Grasso hanno dato vita ad un dialogo sulle potenzialità turistiche dei borghi, partendo dalle tematiche trattate dal libro ed alla loro attuazione nei tanti borghi del comprensorio. “Tanto si è fatto in termini di presa coscienza e recupero – ha detto Filippo Brianni – ora è il momento del salto di qualità, di professionalizzare in chiave turistica i nostri borghi, migliorando conoscenza, comunicazione e ospitalità”. Uscire dall'improvvisazione, quindi, curare i dettagli “e soprattutto tenere presente – ha detto il prof. Grasso - che il turista cerca un'esperienza di viaggio. I borghi si prestano bene a questo. Ma è necessario, programmare e non deludere le aspettative di chi viene a trovarci. I borghi devono imparare a capire quali sono i loro punti di forza e costruirci attorno un'offerta turistica compatibile e sostenibile, attraverso una sinergia tra i comuni che devono organizzare, le pro loco e le associazioni che devono integrarsi con le attività produttive che devono sapere interagire tra loro”.  Il borgo, in altre parole, deve tornare ad essere “famiglia”, ognuno con un proprio ruolo affinché il luogo sia bello, accogliente, sia in grado di informare in più lingue, di dare ospitalità a misura d'uomo, di aprire le proprie caratteristiche al viaggiatore, anche quelle più banali, in modo da condividere con il viaggiatore un'esperienza che sia per lui originale e unica. Grasso e Brianni hanno poi svariato sulle varie “declinazione del turismo” (dal naturalistico al religioso, con particolare riferimento alla valorizzazione delle risorse culturali) che si prestano meglio ai borghi del comprensorio. Sono stati illustrati i punti di forza di borghi virtuosi, come Savoca (“hanno usato la filmografia come attrattore e ci stanno costruendo attorno un’offerta turistica credibile e di qualità”), ed è stata stato sottolineato come la conoscenza di colui che vive il borgo è essenziale: “anche il vigile urbano dovrebbe saper dire al turista, non soltanto dove si trova un luogo, ma cos'è quel luogo, possibilmente in inglese. La formazione di figure che conoscano a fondo le caratteristiche del borgo e le sappiano veicolare in modo efficace è un passaggio essenziale”. Numerosi anche gli interventi dal pubblico, tra cui il presidente regionale delle pro loco, Santi Gentile; il sindaco di Pagliara, Sebastiano Gugliotta; Geatano Scarcella, coordinatore di un progetto naturalistico e Pippo Turiano. Il testo di Filippo Grasso può essere reperito nelle varie librerie di Messina o acquistato online.

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La visita del Presidente Xi Jinping a Palermo  porta ad una riflessione di ampio respiro sul turismo in Sicilia.

Lo spunto è offerto dall’articolo di Michele Guccione sul quotidiano La Sicilia ed in particolar modo da alcune indiscrezioni sulla visita “privata” del Presidente Xi Jinping a Palermo. Nel corpo dell’articolo si possono cogliere alcune interessanti, ma preoccupanti notizie, come, per esempio, che in realtà una delegazione tecnica cinese era già stata in Sicilia nei giorni scorsi, raccogliendo alcuni dossier. Si riferisce anche che uno di questi riguarderebbe “gli aeroporti di Palermo e Catania e i siti nei quali realizzare resort adeguati agli standard del turismo cinese in fascia alta”. Notizia poco confortante in una regione nella quale abbiamo il problema, innanzitutto, di riempire gli alberghi esistenti, e dove non è vero che mancano standard di qualità alta.

Il sottosegretario all’internazionalizzazione, Michele Geraci, ha poi dichiarato che a Roma sono stati sottoscritti accordi sul turismo con due variabili: “L’aeroporto di Catania era partito favorito perché in zona ci sono vari resort di livello elevato come quelli asiatici, mentre in Sicilia occidentale c’è solo il Verdura. Ma credo che la visita di Xi abbia spostato l’asse su Palermo. Servono voli diretti giornalieri per portare fino a 500 turisti al giorno e 3mila la settimana. Su questo flusso stanno valutando di realizzare resort adeguati in Sicilia occidentale”.

Affermazioni sulle quali interviene oggi il primo cittadino di Taormina Mario Bolognari.

“Se confermata, afferma Bolognari, la notizia è grave, benché io stenti a credere a questa ricostruzione fatta da Geraci. Adesso, prosegue Bolognari, desidero sapere chi ha deciso, decide o deciderà e con quale metodo. Quale ruolo ha il Governo italiano e quale il Governo regionale siciliano. Mi chiedo anche se da questa discussione possano essere escluse le realtà territoriali che si battono quotidianamente per rendere migliore la qualità dell’offerta turistica, dai comuni alle ex province, dagli imprenditori ai rappresentanti dei lavoratori.”

Infine l’appello al Presidente e  all’Amministratore delegato dell’aeroporto di Catania su “ quanto è a loro conoscenza, mentre spero che il Presidente della Regione possa intervenire per chiarire i termini di una vicenda che certamente non potrà avere gli esiti preannunciati dal sottosegretario Geraci. Ritengo che la rappresentanza parlamentare della Sicilia di Camera e Senato debba chiedere se risulta vero quanto riferito ieri a Palermo.”

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Da meta del Grand Tour a capitale del turismo, Taormina si offre come paradigma delle criticità che attanagliano il turismo nell’isola ma anche come possibile modello virtuoso per il rilancio del settore. Partendo dalla realtà locale il prof. Filippo Grasso nel volume “Turismo: governare il territorio, gestire le risorse, promuovere la destinazione”, edito dalla Maurfix, affronta i temi dello sviluppo di modelli di governance del complesso sistema turistico.L’editore Maurizio Andreanò e l’autore Filippo Grassohannovoluto omaggiare con una copia del volume l’assessore al Turismo di Taormina, Andrea Carpita. Un’altra copia è stata donata alla Biblioteca comunale.

Nell’incontro con l’assessore al Turismo del comune di Taormina Andrea Carpita, svoltosi sabato scorso alla Biblioteca comunale, il prof. Filippo Grasso, consulente per il turismo presso vari enti locali, ha evidenziato l’impegno della città a promuovere un turismo sostenibile. «Si è aperto un dialogo – ha evidenziato il prof. Grasso - su come innovare le politiche turistiche a Taormina con uno sguardo proteso al futuro. Con l’assessore Andrea Carpita ci siamo confrontati sullo sviluppo del territorio e ho avuto modo di comprendere che il tema delle politiche turistiche sta veramente a cuore all'attuale governo della città. Esempio ne è l'obiettivo efficacemente raggiunto sulla risoluzione della "capacità di carico turistico".  Adesso al giovane assessore l'attende una nuova, quanto antica, sfida: lavorare alla diversificazione dell'offerta turistica nell'arco di tutto l'anno. Mi auguro che la lettura del volume possa essergli di stimolo per ricercare nuove risoluzioni e nuovi obiettivi da raggiungere».

Il volume raccoglie le riflessioni del prof. Filippo Grasso, docente di analisi di mercato nel corso di laurea in Scienze del Turismo e delegato del Rettore dell’Università di Messina per le “iniziative scientifiche nello sviluppo del settore turistico”, sui temi dello sviluppo di governance del complesso sistema turistico nei territori, al fine di produrre efficienti politiche innovative, aperte alla tecnologia e alla qualità dei servizi resi alla persona, alla gestione delle risorse e alla promozione della destinazione.Una nuova visione di turismo capace di uscire dalle aule universitarie e diventare esperienza concreta accanto alle amministrazioni locali e agli operatori privati per strutturare una adeguata offerta turistica. Vuole essere una guida, un prezioso taccuino di appunti, per gli operatori turistici, per gli studenti, gli esperti e i cultori delle discipline turistiche.

«Il turismo – ha detto l’assessore Andrea Carpita - è il volano dell’economia di Taormina e dell’intera Sicilia. Sono felice di ricevere di ricevere questo libro che affronta un tema a me caro e lo fa da un osservatorio privilegiato, quale quello del prof. Filippo Grasso. Il turismo è un settore in continua e rapida evoluzione e, quindi, richiede un aggiornamento continuo. Ben vengano, dunque, queste occasioni per divulgare le nuove conoscenze in materia».

 

 

 

 

 

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Lo scorso 2 febbraio, presso l’Hotel Baia Taormina si è tenuto l’importante incontro tra domanda ed offerta lavoro dedicato al settore dell’hotellerie e della ristorazione, organizzato dalle associazioni albergatori della provincia di Messina aderenti a Federalberghi.

Nonostante ci si trovi ormai ad un paio di mesi dall’inizio della stagione turistica 2019, infatti, alcune aziende non hanno ancora definito del tutto il loro organico. Allo stesso tempo si è avuto modo di registrare quale sia il considerevole divario tra la domanda e l’offerta di lavoro nella nostra provincia.

A fronte di 22 desk assegnati alle aziende che ne avevano fatto richiesta con l’intenzione di reperire una media di 4 addetti a struttura, ci si è ritrovati in presenza di un’onda di oltre 300 partecipanti in cerca di occupazione con diversi profili, età e livelli di specializzazione.

Soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa da parte delle associazioni albergatori (Associazione Albergatori Giardini Naxos, Associazione Albergatori Taormina, Federalberghi Isole Eolie, Federalberghi Messina e Federalberghi Riviera Jonica di Messina) e dell’Ente Bilaterale Regionale Turismo Siciliano. “Siamo contenti per quella che di fatto ha rappresentato un’importante azione sociale sul territorio e un utile servizio gratuito per i nostri associati. Grazie all’evento, molte risorse saranno collocate e molti associati sono riusciti a rintracciare le figure che potrebbero risultare idonee a ricoprire le funzioni ancora disponibili all’interno degli organici aziendali”.

“Certo, hanno aggiunto i presidenti delle associazioni Pierpaolo Biondi, Christian Del Bono, Italo Mennella, Giuseppe Minniti Traina e Giovanni Russotti, l’evento ci ha permesso di rilevare in modo ancora più impattante e diretto quale sia l’enorme richiesta di lavoro sul nostro territorio”. Da qui, la decisione di lanciare un appello per avviare un confronto affinché, sia a livello nazionale sia a livello regionale, si attivi una diversa politica del lavoro con maggiori facilitazioni e sgravi di natura strutturale per le imprese turistiche ad alta intensità di risorse umane”.

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Il 2 febbraio, dalle 10.00 alle 13.30, presso l’Hotel Baia Taormina si terrà “Job in Tourism”. L’obiettivo è quello di far incontrare domanda e offerta di lavoro nel settore turistico-ricettivo. L’evento è organizzato dalle associazioni albergatori della provincia di Messina (Associazione Albergatori Giardini Naxos, Associazione Albergatori Taormina, Federalberghi Isole Eolie, Federalberghi Messina e Federalberghi Riviera Jonica di Messina), col patrocinio dell’Ente Bilaterale Regionale Turismo Siciliano. Dopo l’edizione tenutasi alle Isole Eolie nello scorso mese di dicembre, si è deciso di avviare un’importante azione di recruiting che consentisse alle oltre 200 aziende associate della provincia di Messina di incontrare direttamente gli addetti del settore. Da una parte, le aziende associate a Federalberghi, interessate ad avere un proprio desk gratuito, dovranno darne comunicazione per e-mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) specificando quali siano le figure professionali di loro interesse, entro e non oltre il 28 gennaio. Dall’altra, gli addetti del settore in cerca di occupazione potranno prenotarsi trasmettendo il proprio cv allo stesso indirizzo e o presentarsi direttamente il 2 febbraio tra le 10.00 alle 13.30, muniti di CV, presso l’Hotel Baia Taormina (Taormina Riviera, km 39, Via Nazionale, 98030 Forza d'Agrò).

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