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Sono stati individuati ieri dai poliziotti delle Volanti, su segnalazione della locale Capitaneria di Porto, in località Santa Margherita, al termine di una battuta di pesca subacquea, con ancora addosso la tuta da sub, tutta la necessaria attrezzatura per effettuare pesca subacquea e il pescato appena cacciato.

I due sub, trasferiti presso gli uffici della Capitaneria di Porto, sono stati denunciati all’Autorità Amministrativa e contravvenzionati per attività di pesca sportiva subacquea effettuata con l’ausilio di apparecchi di respirazione e in tempo di notte.

Sequestrata l’attrezzatura da pesca subacquea, fucili e bombole d’ossigeno compresi. I poliziotti hanno proceduto a sanzionare entrambi per aver violato altresì le disposizioni anti Covid in atto. Il pescato, circa 10 chili di prodotto ittico, previo controllo veterinario effettuato dall’ASP di Messina, è stato dato in beneficienza.

Procede alla chiusura il supermercato Despar di Santa Teresa di Riva dopo il caso di alcuni dipendenti risultati positivi al Covid19. Nei giorni scorsi dopo i primi casi emersi  la direzione del punto vendita di  Santa Teresa di Riva aveva proceduto alla sanificazione ma nel rispetto della normativa vigente che prevede l'isolamento fiduciario per tutti coloro che entrano in contatto con un soggetto positivo si procede oggi alla chiusura in via precauzionale.

 

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione a due decreti di sequestro di beni, per un valore complessivo di stima pari a 1 milione di euro circa, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia peloritana, nei confronti di due soggetti socialmente pericolosi, O.D. cl. 71 e S.S.P. cl. 56.  

L’operazione costituisce l’esito di pregresse attività investigative di tipo economico-patrimoniale poste in essere dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Messina, con specifico riferimento all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati nella provincia messinese, nei settori delle infiltrazioni mafiose nel tessuto dell’economia legale e dell’usura.  

In particolare, l’attività svolta dalle Fiamme Gialle è consistita nella meticolosa ricostruzione del profilo soggettivo criminale dei due target investigati, nonché nella puntuale individuazione del patrimonio, mobiliare e immobiliare, ai medesimi riconducibile, direttamente e/o indirettamente, nel tempo accumulato in assenza di lecite fonti di reddito: un patrimonio costituito da n. 2 unità immobiliari ubicate nella zona residenziale dell’area balneare di Barcellona Pozzo di Gotto, n. 1 fabbricato in Giardini Naxos, nonché nei saldi dei conti correnti bancari ai medesimi intestati. 

In tale ambito, si acquisiva come i citati soggetti risultassero già ampiamente noti alle cronache giudiziarie, in quanto coinvolti in diverse e rilevanti operazioni di polizia che avevano interessato la provincia messinese.  

Nel dettaglio: 

  • il pregiudicato mafioso O.D. cl. 71, di origini barcellonesi, emergeva nella nota operazione “MARE NOSTRUM” nel cui contesto, grazie anche al contributo offerto dai numerosi collaboratori di giustizia, veniva ritenuto elemento di spicco del sodalizio mafioso più noto come “clan dei barcellonesi”. 

Sul punto, gli accertamenti svolti dai militari del G.I.C.O. permettevano di riqualificare quali illeciti i redditi da lavoro “apparentemente leciti” dallo stesso dichiarati, poiché rispondenti alla necessità di redistribuzione dei profitti derivanti da un’impresa individuale (intestata a prestanome) di fatto riconducibile al fratello O.S. cl. 64, anch’egli inserito nel medesimo sodalizio barcellonese, seppur con maggiore autorità criminale.  

Proprio le indagini all’epoca svolte permisero di ritenere tale attività imprenditoriale come inquinata in radice: una classica impresa mafiosa che si è avvalsa “della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza mafiosa del suo effettivo titolare”, in grado di “sbaragliare la concorrenza, inserendosi in settori economici particolarmente proficui, quali quello dello smaltimento dei rifiuti”, nonché luogo in cui intervenivano “gli incontri tra i vertici del gruppo, propedeutici all’assunzione di decisioni strategiche per la sopravvivenza dell’associazione 

La riqualificazione dei redditi percepiti così operata consentiva, quindi, di dimostrare una significativa sproporzione tra il tenore di vita mantenuto ed i redditi dichiarati, attribuendo tale differenza, secondo ipotesi investigativa, proprio ai profitti del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. 

Lo schema criminoso realizzato dai fratelli O. costituisce, nella letteratura criminale, uno degli stratagemmi più diffusi per schermare i proventi illeciti dell’impresa criminale, fornendo una parvenza di liceità alla relativa fonte di reddito, che solo approfondite indagini di natura economico-finanziaria, core business della Guardia di Finanza, possono consentire di neutralizzare; 

  • parimenti, il pregiudicato naxiota S.S.P cl. 56 veniva ritenuto abitualmente dedito allo svolgimento di attività illecite e socialmente pericoloso, in virtù di pregresse condanne per reati di usura e, da ultimo, soprattutto, per concorso in concussione aggravata dal metodo mafioso. 

Con riferimento alla prima tipologia di reati, i precedenti giudiziari ne descrivono un elemento aduso a compiere condotte perturbatrici dell’ordine sociale costituzionale e, soprattutto, dell’ordine economico, fortemente minato dagli odiosi reati di natura usuraia dal medesimo concretizzati. 

Parimenti, la più recente condanna del soggetto per concussione aggravata dal metodo mafioso consentono di evidenziare una marcata propensione all’accumulazione illecita di ricchezza, lì dove non esitava a farsi consegnare una tangente da un imprenditore edile “per accelerare le procedure burocratiche relative al pagamento degli stati di avanzamento lavori in relazione a delle opere che stava realizzando presso il cimitero di Giardini di Naxos”.  

Più in particolare, l’imprenditore edile naxiota risultava essere stato avvicinato dall’allora politico S.S.P cl. 56 e da un presunto esponente della mafia catanese, B.C. cl. 76, presentatosi alla vittima quale referente del blasonato clan Laudani di Catania, anche noti come “Mussi di Ficurinnia”, venendo obbligato alla consegna di una tangente di 2.000 euro, per l’ottenimento di quanto di sua spettanza per i lavori svolti. 

 

Le investigazioni complessivamente svolte, a testimonianza del grande impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza messinese nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali, vieppiù di matrice mafiosa, con conseguente aggressione degli illeciti patrimoni accumulati, sono il frutto della sinergia operativa realizzata dal neocostituito Ufficio Misure di Prevenzione della Procura della Repubblica di Messina e dalla Guardia di Finanza peloritana, così restituendo alla collettività e all’imprenditoria onesta importanti spazi di legalità. 

Questa mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per recuperare la salma di un 31enne precipitato da un costone delle colline di Roccafiorita per circa 30 metri e rovinando per altri 60 metri. La squadra, intervenuta dal distaccamento di Letojanni, con Autopompa serbatoio e pick-up attrezzato, ha iniziato le operazioni di recupero alle prime ore del mattino, subito dopo aver appreso che non era possibile il recupero con l'elicottero, per la mancanza di un verricello adatto.
Il giovane messinese, ma dai genitori originari della zona, si era recato in quel luogo per seguire la sua passione di cacciatore, insieme al suo cane.
Le ricerche iniziate ieri sera sono durate tutta la notte. Ad essere impegnati nelle operazioni di ricerca e recupero sono intervenuti anche la Protezione civile, i Carabinieri e la Polizia Provinciale. Nonostante la zona impervia e le operazioni di recupero molto complicate, i Vigili del fuoco, capitanati dal capo reparto Lo Re, sono riusciti a recuperare il corpo dello sfortunato ragazzo consegnandolo ai familiari.

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelareun 41enne, già noto alle forze dell’ordine, originario di Messina per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione continuata. 

Pochi giorni prima, i militari della stazione di Sant’Alessio Siculo (ME) erano intervenuti in un’abitazione del comune di Savoca su richiesta della vittima, che esausta per i reiterati maltrattamenti subiti e intimorita dall’atteggiamento violento del figlio, aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri per denunciare le vessazioni subite.  

Le indagini immediatamente avviate dagli uomini dell’Arma, coordinati dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, hanno permesso di ricostruire in tempi rapidi come l’uomoormai dal 2018, maltrattava ripetutamente la madre e la minacciava per costringerla a consegnargli consistenti somme di denaro per acquistare alcolici e sostanze stupefacenti, andando in escandescenza in caso di rifiuto, al punto che già in altre circostanze erano intervenute le forze dell’ordine per impedire al prevenuto di commettere azioni irreparabili nei confronti della madre 

Le attività investigative condotte dai militari dell’Arma hanno, in sintesi, permesso di ricostruire lo stato di avvilimento e disagio in cui la donna è stata costretta a vivere per anni, durante i quali ha subito minacce e continue aggressioni, vivendo in un clima di sottomissione e paura. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, condividendo il quadro probatorio acquisito e valutata la gravità dei fatti, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per il 41 enne, ritenendolo responsabile dei reati di maltrattamenti verso familiari e conviventi ed estorsione continuata.  

Le denunzie da parte delle vittime di violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela. L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili. 

Martedì, 05 Gennaio 2021 08:00

Letojanni. Le pigotte dei vigili del fuoco

Tante pigotte Vigili del fuoco hanno “preso servizio” nelle caserme di Messina e Provincia. La campagna nazionale ”Per Natale adotta una pigotta” è stata infatti estesa tra i Vigili del Fuoco che hanno accolto l’invito con entusiasmo partecipando in maniera massiccia e adottando le pigotte in divisa che sono subito diventate le mascotte dei comandi e dei distaccamenti che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Comitato Provinciale di Messina per l’Unicef presieduto da Angela Rizzo Faranda, dietro richiesta del presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale di Messina Luciano Portovenero.
Il connubio tra Unicef e Vigili del fuoco non nasce a caso poiché questi ultimi sono ambasciatori Unicef per la missione istituzionale, per gli alti valori civili, e di solidarietà che connotano gli scopi istituzionali dell’Associazione Nazionale, per l’azione di tutela e promozione dei diritti del’infanzia e dell’Adolescenza, con particolare riguardo alle azioni finalizzate alla protezione e sicurezza di coloro che sono svantaggiati, con particolare riguardo a tutte le bambine, i bambini, le ragazze e ragazzi, condividendo gli ideali del sodalizio. Per realizzare le pigotte c’è stato un vero e proprio dispiegamento di forze. Le divise sono state fornite dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Messina e dal distaccamento di Milazzo, grazie alla generosità del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina Ing. Giuseppe Biffarella, mentre per la realizzazione ci hanno pensato le volontarie che hanno offerto la loro sapiente manodopera. A Messina hanno collaborato Stella Corrieri, Stefania Crisostamo, Tina Giacobbe, Francesca Trovatello e dai volontari UNICEF: Maria Rizzo Trischitta, Graziella Milo e Matteo Galtieri; mentre a Barcellona Maria Rita Giardina. Le Pigotte sono state adottate dai Vigili del Fuoco in pensione e dai Vigili del Fuoco in servizio presso il Comando provinciale di Messina, dai Vigili del Fuoco del Distaccamento di Letojanni, coordinato dal caporeparto Natale Micalizzi. All’iniziativa ha aderito anche il distaccamento di Acireale che opera sotto le direttive del caporeparto Gregorio Antonio Sorbello, grazie alla collaborazione dei vigili Ezio Santoro e Andrea Caristi, con il gentile consenso di Ambra Picasso, presidente provinciale Unicef di Catania. Le
adozioni sono state curate da Domenico Miuccio Caporeparto del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina, da Luciano Portovenero per Messina e da Francesca Gullotta per Letojanni ed Acireale. Con i contributi ricavati dalle adozioni delle Pigotte, l’UNICEF garantirà le vaccinazioni per i bambini nei Paesi in via di sviluppo e questo Natale, sosterrà anche programmi per l’istruzione, in quanto, a causa della pandemia da COVID-19, milioni di bambini e giovani non sono più tornati in classe: "Abbiamo un compito – ha affermato la presidente Rizzo Faranda - Accompagnare a scuola tutti i bambini e le bambine."

 

Nasce la piattaforma “Progetto per la ricostruzione di Taormina” (PRT), che ha l’ambizione di mettersi a disposizione della cittadinanza e di essere promotrice di uno sviluppo di lungo termine per il comune. "L’obiettivo che ogni amministrazione locale deve avere, spiegano i coordinatori Alessio Bonesoli e Luca Manuli,  è quello di aumentare la competitività del territorio in cui opera, al fine di renderlo più attrattivo per gli operatori qualificati del settore turistico, per i cittadini e per i turisti, sfruttando quelli che sono i suoi punti di forza. Per essere efficaci è necessario avere un approccio strategico. Tale approccio pone delle sfide, e la principale è quella di far coesistere risultati di “breve” e “lungo” termine. La prassi ci ha abituato a classi politiche che si concentrano su risultati di breve termine, in quanto volano per una rielezione, lasciando alla programmazione e alla visione di lungo termine un ruolo marginale del dibattito pubblico. Auspichiamo dunque, proseguono, un cambio culturale, che ci porti ad eleggere un’amministrazione che operi secondo un approccio strategico, con una visione del futuro che consenta il raggiungimento di risultati rilevanti per i cittadini. Inoltre, l’assenza di un approccio strategico, con degli obbiettivi chiari, fa si che per gli elettori sia praticamente impossibile valutare l’operato di una classe politica. Per definire un piano strategico efficace, concludono i coordinatori, affronteremo tre passi fondamentali: 1) Identificare cos’è Taormina, cosa fa l’amministrazione e per quale motivo 2) Definire cosa vogliamo che diventi Taormina, e per quali motivi 3) Definire come lo si vuole fare."

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, un 34enne originario di Calatabiano (CT), già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di tentato omicidio e tentata estorsione. 

 Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina e della Stazione di Giardini Naxos sono intervenuti in un’abitazione di Giardini Naxos a seguito della segnalazione di una lite in strada, pervenuta alla locale Centrale Operativa. Giunti sul posto i Carabinieri hanno trovato la vittima distesa a terra priva di sensi e con una vistosa ferita lacero contusa al capo. Dopo aver attivato i sanitari, i militari, intuita la gravità dei fatti, si sono immediatamente messi sulle tracce del responsabile dell’aggressione, individuandolo poco distante dal luogo dell’accaduto ancora in stato di alterazione. 

 Gli accertamenti avviati dagli uomini dell’Arma, attraverso l’escussione testimoniale dei presenti, hanno permesso di appurare che il reo, poco prima dell’arrivo dei militari, aveva avuto un acceso diverbio con la vittima, e dopo averlo minacciato l’avrebbe colpito violentemente con schiaffi e pugni al punto da farlo rovinare a terra e procurargli una ferita al capo. Sulla base della ricostruzione effettuata dagli investigatori, l’aggressione sarebbe stata premeditata. Infatti, già nella mattinata dello stesso giorno, il 36enne si era recato a casa della vittima, pretendendo dalla figlia, con la quale aveva intrattenuto in passato una relazione sentimentale, la consegna di un chihuahua donatole nel corso della convivenza. Non accettando il rifiuto, lo stesso si sarebbe ripresentato presso l’abitazione nel primo pomeriggio reiterando con insistenza e minacce la consegna dell’animale domestico. Pertanto, il 36enne, è stato arrestato per tentato omicidio e tentata estorsione. La vittima invece è stata ricoverata presso l’Ospedale Papardo di Messina in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. 

 L’uomo è stato ristretto ai domiciliari in attesa della convalida davanti al Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, che, al termine dell’udienza, ha applicato nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla persona offesa. 

 

L’Amministrazione Comunale di Savoca in queste festività natalizie ha deciso di stare vicino alla cittadinanza e far sentire la propria presenza soprattutto per le fasce più deboli. Nella giornata di lunedì 21 il Sindaco e gli Amministratori hanno consegnato agli alunni delle scuole del territorio Savocese i panettoni facendo loro gli auguri natalizi. Nella stessa giornata sono state messe a dimora le stelle natalizie nelle varie piazze, nei due cimiteri e in alcuni spazi comunali, grazie alla collaborazione tra i dipendenti addetti alla manutenzione del verde e gli amministratori che in prima persona si stanno spendendo per il bene della comunità. Un pensiero è stato riservato anche agli ospiti della casa di riposo E. Trimarchi di Cantidati, in cui l’Amministrazione porterà della focaccia e una torta, oltre agli auguri di un sereno Natale.

Inoltre si è pensato anche ai meno giovani del Comune, ovvero gli anziani over 65, e grazie alla disponibilità di alcuni volontari del territorio, sono stati collezionati dei pensieri realizzati a mano a cui l’Amministrazione ha allegato delle mascherine e il calendario 2021, che quest’anno avrà come tema la Savoca di una volta.

Infine, sarebbe stato bello vedere il territorio di Savoca illuminato in ogni dove con varie luminarie e scritte augurali, ma il Sindaco e l’Amministrazione, per queste festività hanno deciso di non fare niente di tutto ciò, in quanto le somme che potevano essere destinate ad abbellire le vie del Borgo medioevale, sono state destinate al pagamento dei lavoratori del cantiere lavoro di Savoca centro; cantiere che ha visto la riqualificazione della via Chiesa Madre in Savoca Centro, iniziato ad agosto del 2020 ed ultimato ad ottobre dello stesso anno, e che ad oggi è andato avanti e si è concluso senza percepire nemmeno un euro da parte della Regione Siciliana; il Comune ha di fatti pagato la mensilità di luglio per un importo di € 8.500,00, agosto per € 8.434,44 (pagato sabato 19-12-2020) e settembre per € 10.709,41 (pagato lunedì 21-12-2020).

L’Amministrazione ad oggi ha anticipato, solo per il personale impiegato € 27.643,85, per conto dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, ma con questo gesto ha di fatto voluto essere vicino ai propri concittadini, evidenziando però il forte ritardo nell’erogazione delle somme pubbliche che sarebbero dovute essere trasferite nelle casse comunali ad inizio lavori ed invita la Regione, con in testa il Presidente Musumeci e l’Assessore al Lavoro Antonio Scavone a prendere dei seri provvedimenti in merito per evitare che questo enorme disagio si prolunghi oltremodo.

Lo chef messinese Paolo Romeo sarà protagonista, insieme agli allievi del CIRS Onlus di Santa Teresa di Riva, dell’iniziativa benefica denominata "Natale al CIRS: tra cucina e solidarietà". 

L’iniziativa promossa dal CIRS Onlus, istituto di formazione che da anni eroga corsi di istruzione e formazione professionale, si svolgerà tra oggi e domani presso le sedi di Messina, Palermo e Mistretta, oltre che di Santa Teresa di Riva. Gli allievi dei corsi di ristorazione prepareranno e confezioneranno gradevoli packaging contenenti prelibati pasti della tradizione natalizia, contribuendo a dare un segno tangibile di vicinanza agli invisibili della società: i senza fissa dimora e le fasce più deboli della popolazione.

Domani, 22 dicembre, a Santa Teresa di Riva, gli allievi guidati da Romeo, chef vincitore della XX edizione del campionato italiano del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, in collaborazione con il Lions club Quasimodo Roccalumera, doneranno dei pasti in favore degli ospiti dell'Istituto Enrico Trimarchi delle suore Serve dei Poveri in collaborazione con Don Agostino Cappellano e Suor Anna Milano Superiora. “Un gesto d’amore spontaneo ma necessario, – afferma lo chef Paolo Romeo – che vedrà protagonisti i miei allievi della 1a A che, armati di grembiuli e mascherine, daranno una mano ai meno fortunati facendo quello che sanno fare meglio: cucinare”. 

Lo chef Gaetano Borgosano, docente di ristorazione della sede di Messina, guiderà gli allievi nella preparazione di pietanze della tradizione che verranno donate alla Mensa dei poveri di Sant'Antonio guidata da Padre Adriano, la responsabile Elena Donato e dal direttore del Santuario Padre Mario Magro.

I ragazzi della sede palermitana, coordinati dai docenti di cucina, gli chef Pietro Pepe e Gioacchino Maltese, insieme ai volontari dell'associazione "Cuore Che vede" prepareranno e distribuiranno le pietanze ai

senza fissa dimora, mentre gli allievi dei percorsi del benessere doneranno prodotti per la cura del corpo.

A Mistretta, con l'ausilio dei servizi sociali e dell'associazione di volontariato San Vincenzo De Paoli, i ragazzi della II A guidati dallo chef docente Salvatore Imbordino, offriranno pasti in favore della "Casa della carità".

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