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La III Direzione "Viabilità Metropolitana" Servizio "Progettazione Stradale Zona Omogenea Ionica - Alcantara" ha disposto l'istituzione di senso unico alternato, regolato da impianto semaforico e di limitazione di velocità a 30 km/h, in prossimità del km 2+000 circa, lungo la strada provinciale 23 di Misserio, contrada Giardino, nel territorio del Comune di Santa Teresa di Riva. L'ordinanza, finalizzata ad evitare rischi e pericoli per la pubblica incolumità a persone e cose, ha decorrenza a partire dal 16 febbraio 2021 ed avrà la durata di mesi 4 consecutivi. La limitazione si è resa necessaria in quanto la ditta esecutrice dei lavori dovrà occupare parte della sede stradale con le operazioni di scavo inerenti al progetto finalizzato all'esecuzione degli interventi urgenti di Proiezione Civile conseguenti agli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 24 e 25 novembre 2016 nel territorio della provincia di Messina. Il provvedimento di cui sopra é reso noto al pubblico mediante l’apposizione di idonea segnaletica locale.

Fumare e svapare all’aperto o nelle vicinanze di altre persone può aumentare il rischio di contagio o di trasmissione del virus? A chiederselo è stata tutta la comunità scientifica in questi mesi ma poche sono state le risposte. Secondo l’ultimo studio condotto all’interno dei laboratori del CoEHAR dell’Università degli Studi di Catania dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Riccardo Polosa, rispetto al normale respiro, svapare incrementa solo dell’1% il rischio connesso alla trasmissione del coronavirus.

Per capire meglio i risultati dello studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Environmental Research and Public Health, basta pensare che 2 minuti di tosse nell’arco di un’ora corrispondono a un aumento del rischio del 260% e parlare per 6 minuti comporta un aumento del rischio del 44%.

In considerazione della brevità dell’atto della svapata, del tempo di esposizione e dei dati statistici su carica virale e tassi di infezione, svapare comporterebbe un aumento di solo l’1% del rischio connesso alla trasmissione del coronavirus rispetto alla normale attività respiratoria a riposo” – afferma Polosa. 

 Sia l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, che il CDC, il Centro per il Controllo della Prevenzione e Malattie statunitense, hanno da tempo riconosciuto il ruolo che le goccioline di saliva emesse durante qualsiasi attività respiratoria hanno nella trasmissione del Covid-19. I ricercatori del CoEHAR, Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università degli Studi di Catania, si sono spinti oltre e grazie alla collaborazione con l’Istituto di Scienze Nucleari di Città del Messico e la Myriad Pharmaceuticals di Auckland hanno valutato la possibilità che le goccioline emesse da uno svapatore infetto durante l’esalazione dell’aerosol delle sigarette elettroniche possano aumentare il rischio di contagio.  

 

Il metodo

Mancando dati specifici relativi all’emissione di microparticelle nel vaping, sono stati presi come modello i dati di esalazione del fumo delle sigarette convenzionali: i fumatori solitamente espirano una miscela di fumo e aria con un volume del 30-40% maggiore del normale volume respiratorio a riposo. Sono stati utilizzati come parametri la quantità di sbuffi prodotta in media durante lo svapo, le dimensioni delle goccioline emesse, la temporalità limitata dell’azione e i dati sulla carica virale del Covid-19 e gli altri parametri di infezione per procedere a valutare il tasso di rischio considerando lo scenario classico di una abitazione o di un ristorante con normale ventilazione. 

 

Conclusioni

Nello studio sono stati valutati due diverse tipologie di scenario: sia abitazioni private che luoghi pubblici, chiusi e all’aperto. Lo scenario “casa” ha inciso moltissimo per la propagazione del virus: vivere in maniera rilassata la propria abitazione senza precauzioni ovviamente aumenta le probabilità di contagio. In tal caso, svapare non comporta significativi aumenti del rischio, in presenza di comportamenti, come il vivere insieme o il parlare, che comportano rischi maggiori.

 

L’altro scenario considerato è quello dei luoghi chiusi, con una sufficiente ventilazione naturale e meccanica: in presenza di tutte le norme di prevenzione, il vaping comporta solo l’1% di rischio aggiunto. Inoltre la possibilità di vedere il fumo emesso grazie allo svapo permette di visualizzare concretamente gli sbuffi e, nel caso, evitarli: molto più sicuro che attività quali il parlare o il tossire.

 

Studiare e comprendere quali sia il ruolo delle diverse attività respiratorie nella trasmissione del virus è di fondamentale importanza per migliorare le strategie dirette al contrasto della diffusione dell’infezione e per informare correttamente la popolazione – ha concluso il Prof. Riccardo Polosa – ciononostante sebbene lo svapo rappresenti un rischio di contagio irrisorio è comunque vitale il distanziamento sociale e le buone regole di comportamento contro il Covid19”. 

 

 

Link: https://www.mdpi.com/1660-4601/18/4/1437/htm

 

Con il passaggio in “zona gialla” riaprono da oggi, lunedì 15 febbraio, anche musei e siti d’arte in Sicilia per la gioia dei numerosi amanti dei beni culturali che così potranno tornare a rivedere le bellezze del patrimonio monumentale dell’isola.

 Tra i siti gestiti dal Parco Archeologico Naxos Taormina tornano accessibili ai visitatori il Museo e l’Area Archeologica di Naxos (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 16.30, ingresso 4€) e il M.A.FRA, il Museo Archeologico di Francavilla di Sicilia, l’ultimo “gioiellino” realizzato dal Parco insieme con il Comune inaugurato a metà ottobre e chiuso come tutti i siti a inizio novembre in ossequio alle misure di sicurezza emanate dal Mibact per limitare gli effetti della nuova ondata di epidemia da covid. In questi giorni è stata installata la versione inglese del video nella sala immersiva. L’ingresso al M.A.FRA è gratuito, apertura da lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18. Stop alle visite sabato e domenica, come da disposizione governativa.

Chiusi Taormina e Isola Bella. Spiega Gabriella Tigano, Direttore del Parco Naxos Taormina: “Fino alla fine di febbraio siamo costretti a tenere chiuso il Teatro Antico a causa di indispensabili lavori alla cabina Enel che serve l’intera cittadina: interventi incompatibili con la presenza di visitatori sia pure in formato ridotto, stante l’attuale paralisi dei flussi turistici a causa della pandemia. In partenza infine i lavori all’Isola Bella dove nei prossimi giorni sarà allestito il cantiere dei lavori di manutenzione straordinaria che, oltre a ripristinare uffici e biglietteria, consentiranno il recupero di alcuni ambienti attualmente interdetti ai visitatori per ragioni di sicurezza. Contiamo di riaprire il sito in maniera definitiva fra qualche mese, e comunque prima della stagione estiva, restituendo ai sempre numerosi visitatori nuovi spazi di questa affascinante dimora d’epoca, talmente mimetizzata nel paesaggio e nella flora dell’isola da essere un tutt’uno con l’ambiente circostante”.

 Per l’odierna riapertura l’incoraggiamento dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà: “In questi mesi abbiamo sofferto e soffriamo ancora per l’impossibilità di condividere insieme bellezza e arte nei luoghi deputati: musei, teatri, cinema. Per questo la riapertura dei siti d’arte è un primo passo importante, un benefico messaggio di speranza, di risveglio culturale, sociale ed economico per le nostre comunità”.

I Vigili del fuoco del Comando di Messina sono intervenuti intorno alle 11.45 per un incidente autonomo in autostrada all'interno della galleria Santa Chiara a Roccalumera (ME). La vettura transitava in direzione Ct-Me. Non si conoscono le cause del ribaltamento. Le 2 squadre del presidio fisso del CAS di Roccalumera e del Distaccamento di Letojanni sono prontamente intervenute con 2 autopompe serbatoio attrezzate per questo tipo di interventi e 2 pick-up con modulo antincendio. Lo sventurato, fortunatamente con lievi ferite, è stato affidato al personale medico del 118. Sul posto anche la polizia stradale e la squadra lavori del consorzio autostrade siciliane (CAS) per il ripristino della rete. Dopo aver messo in sicurezza e bonificato l'area dello scenario i Vigili del fuoco hanno fatto rientro nelle proprie sedi.

I Carabinieri della Stazione di Alì Terme hanno arrestato per il reato di estorsione ed atti persecutori una 43enne originaria di Fiumedinisi, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su conforme richiesta della Procura della Repubblica di Messina che ha coordinato le indagini avviate dagli uomini dell’Arma su denuncia della vittima 

Le attività investigative dei Carabinieri hanno permesso di ricostruire in tempi rapidi come la donna, nel tempo, abbia costretto la madre a cedere alle richieste di significative somme di denaro per soddisfare le proprie esigenze personali, non esitando a minacciarla ed aggredirla fisicamente lanciandole contro degli oggetti qualora non fosse stata accontentata.  

I militari dell’Arma hanno ricostruito il clima di sottomissione e paura in cui versava lvittima lo stato di avvilimento e disagio in cui è stata costretta a vivere.  

La donna, spinta dal bisogno di denaro, a fronte delle resistenze manifestate dalla madre, non ha esitato a compiere atti di indiscriminata sopraffazione, distruggendo mobili e suppellettili della casa, insultandola, denigrandola nonché tempestandola di telefonate e messaggi, cagionandole un perdurante stato di ansia e di profondo timore per la propria incolumità.  

Gli uomini dell’Arma, coordinati dall’Ufficio di Procura, hanno ricostruito un quadro gravemente indiziario a carico della donna che è stata raggiunta dal provvedimento cautelare degli arresti domiciliari e tradotta presso una abitazione differente rispetto a quella in cui vive la vittima con laccusa di estorsione ed atti persecutori 

Va evidenziato che tale risultato è stato reso possibile dalla fiducia riposta dalla vittima nei confronti dell’Autorità Giudiziaria e delle FF.OO, che ha consentito un rapido intervento a sua tutela. Le denunzie da parte delle vittime di violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela. L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili. 

 

Incarico internazionale per il sociologo Francesco Pira, professore associato di sociologia dei processi culturale e comunicativi dell’Università di Messina. Nei giorni scorsi è stato nominato nel pool di esperti del Reserch and Education Center of Security dell'Università di Wroclaw in Polonia. A comunicare la notizia al docente universitario siciliano la Direttrice, professoressa Barbara  Wiśniewska-Paź .

Si tratta di un Centro Internazionale di ricerca e didattica sulla educazione alla sicurezza e sulla tutela dei diritti fondamentali http://cseb.uni.wroc.pl fondato nel marzo dello scorso anno e che si occuperà a livello europeo di ricerca, didattica e dell’organizzazione di seminari e conferenze.
“Ringrazio la professoressa Barbara  Wiśniewska-Paź  Direttrice del Centro – ha commentato il professor Francesco Pira – per questa nomina in un gruppo di studiosi europei. Sono felice di poter dare il mio contributo alla luce anche del mio lavoro di ricerca sui temi affrontati da questa importante struttura dell’Università di Wroclaw”.
Il sociologo siciliano, che è all’Università di Messina è Delegato del Rettore alla Comunicazione, insegna comunicazione e giornalismo ed è il Coordinatore Didattico del Master in Social Media Manager del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, ha nelle ultime ore ricevuto la comunicazione di essere stato nominato nel Comitato Scientifico del CISCAM (CENTRO ITALIANO PER LO STUDIO DELLA CULTURA AFRICANA E MEDITERRANEA).
Si tratta di un’istituzione culturale che  promuove la conoscenza del continente africano e del bacino del Mediterraneo, nei suoi molteplici aspetti: di tipo culturale, filosofico, storico, religioso, linguistico, socio-antropologico ed economico.
“Anche di questa nomina – ha concluso il professor Pira- sono contento e sono certo che lavoreremo per promuovere iniziativa nell’ambito della didattica, della ricerca e della divulgazione scientifica. Ringrazio la Presidenza e tutti i Dirigenti per aver pensato alla mia persona”.
 

Nel corso della notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 5 persone di origine cinese, ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione.  

Il provvedimento cautelare si basa sulle risultanze acquisite dal Nucleo Operativo della Compagnia di Taormina, nel corso di un’indagine concernente alcuni centri estetici ubicati nei comuni di Messina e Giardini Naxos. L’indagine scaturisce dall’attività di controllo del territorio messa in atto dai militari della Stazione Carabinieri di Giardini Naxos che, nel corso del servizio d’istituto, si erano insospettiti dall’anomala frequentazione del centro estetico denominato “Centro Benessere Summer” gestito da cittadini di origine cinese, ove si riscontrava la presenza di una clientela esclusivamente di sesso maschile, mentre le dipendenti erano solo di sesso femminile. Il centro estetico aveva peraltro un sito, ove erano presenti foto di giovani donne orientali riprese in abbigliamento intimo. 

 La conferma di quanto sospettato si aveva a seguito di un controllo effettuato nei confronti di un cliente fermato all’uscita del centro estetico, il quale riferiva di avere appreso dell’esistenza del centro massaggi su internet e che, dopo essersi recato sul luogo, era stato accolto da una ragazza di origini orientali che gli aveva proposto un massaggio specificando che con un supplemento di prezzo avrebbe potuto usufruire di una prestazione sessuale.  

L’indagine sviluppata dal Nucleo Operativo della Compagnia di Taormina, sia attraverso attività tecniche sia con metodi tradizionali ha consentito di accertare l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale composta da cittadini di origine cinese che, oltre al centro estetico ubicato a Giardini Naxos, gestiva altri due centri massaggi nel centro della città di Messina, ove venivano fatte prostituire delle giovani ragazze orientali. I clienti, dietro il pagamento di un supplemento, a seconda se fossero clienti abituali o non, potevano ricevere anche prestazioni sessuali.  

L’associazione era gestita da due uomini, il 42enne X.L. ed il 44enne H.Z., entrambi di origine cinese, che sebbene non fossero formalmente gli intestatari dei centri massaggi, di fatto li gestivano. Erano loro a preoccuparsi di reclutare giovani ragazze cinesi che venivano assunte come massaggiatrici e poi fatte prostituire all’interno di tali centri, allettate dalla promessa di una paga mensile fissa a cui si aggiungeva una minima parte del ricavo delle singole prestazioni. Allo stesso tempo i due predetti, si preoccupavano anche di pubblicizzare l’attività dei centri, inserendo sui siti internet degli annunci pubblicitari dal tenore inequivoco, proprio per attrarre quanti più clienti possibile.  

Tre donne di origine cinese si occupavano della gestione quotidiana dei centri estetici, organizzando il lavoro delle massaggiatrici reclutate dai capi e istruendole sul comportamento da tenere per eludere eventuali indagini delle forze dell’ordine. Le tre donne si occupavano di curare i rapporti con i clienti fissando gli appuntamenti, stabilendo le tariffe e riscuotendo i pagamenti, il tutto utilizzando un linguaggio convenzionale al fine di eludere eventuali intercettazioni.  

Al fine di mantenere elevati i ricavi, alle ragazze venivano imposti rigidi turni di ferie e in caso di mancato rispetto delle “regole” di comportamento, che potevano mettere a repentaglio l’anonimato dell’organizzazione, venivano immediatamente rimpiazzate con altre connazionali prontamente reclutate. Dalle risultanze investigative è emerso che ciascun centro gestito dal sodalizio poteva contare su un gran numero di clienti, abituali e non, che garantivano un introito mensile di circa 8.000 euro. 

Ad un mese dall’istituzione di un Ufficio Straordinario per l’emergenza territoriale da Covid-19 per la provincia di Messina, con l’insediamento del Commissario ad acta Marzia Furnari, continuano i progressi del “Contact Tracing”, il sistema di tracciamento affidato a un gruppo di 60 psicologi e psicoterapeuti, che dal 4 gennaio 2021 opera presso la sede degli uffici commissariali al Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina con lo scopo di tracciare i contatti di soggetti contagiati da coronavirus, per prevenire il diffondersi e la formazione di focolai, ma anche per alleviare la sofferenza dei soggetti positivi e favorire una comunicazione in grado di gestire il livello di ansia e di paura dovute all’infezione.
Attualmente, la media raggiunta è di 370 contatti al giorno, con la compilazione di altrettante “schede-contatto”, per un totale di 2220 a settimana. A titolo esemplificativo, negli ultimi 7 giorni il tempestivo intervento operativo è riuscito a scongiurare il pericolo di due grossi potenziali focolai in un importante supermercato cittadino e al terminal di arrivo degli aliscafi.
Ogni psicologo/psicoterapeuta, come da protocollo specifico dell’OMS, una volta riscontrata la conferma di positività del soggetto al contagio da Covid-19, attraverso una apposita scheda di inchiesta pone domande al fine di ricostruire tutti i suoi spostamenti e le sue attività nel periodo in cui era già infetto (includendo il periodo di incubazione dei 14 giorni).
Si cerca quindi di “tracciare” tutte le persone tra familiari, amici, colleghi di lavoro, operatori sanitari, con cui si è avuto un contatto diretto senza l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza o non si è rispettata la distanza minima per un tempo prolungato. Al termine dell’attività di indagine, si procede a stilare una lista con i nominativi che vengono contattati ed informati dell’avvenuta interazione con un soggetto positivo al Covid-19. Inoltre, per arginare il proprio rischio di contagio e quello di chi li circonda, vengono comunicate le misure da adottare. Conclusa la telefonata di intervista, la scheda si invia tramite email al paziente e, per conoscenza, al suo medico di medicina generale e al distretto sanitario di appartenenza, quale ricevuta informativa del colloquio effettuato.
Alla prima telefonata di intervista fa seguito, a distanza di qualche giorno, una seconda telefonata mirata all’ascolto dei bisogni e al supporto psicologico per gestire la fase di isolamento e, ove necessario, iniziare un percorso di presa in carico del soggetto per prevenire l’insorgenza di psicopatologie.
Questo procedimento, grazie alla costituzione di un gruppo di coordinamento - costituito dalla Dott.ssa Edda Paino, Medico esperto di Prevenzione ed Epidemiologia, e dalla Dott.ssa Marinella Ruggeri, Medico esperto nel campo delle Neuroscienze e della psiche - si propone l’obiettivo di passare dal caso positivo inteso come dato numerico, alla presa in carico della persona, restituendole il suo valore e la sua dignità.

Si rinnova la tradizione per la festa di San Biagio, vescovo e martire, che si celebra mercoledì 3 febbraio nel giorno della ricorrenza. Un appuntamento religioso particolarmente sentito non solo dalla comunità parrocchiale letojannese ma atteso anche da numerosi fedeli provenienti dai centri viciniori. Le attuali restrizioni dovute al Covid-19 impongono un rituale inusuale ma non per questo pregnante, in nome del Santo. A conclusione della Novena che è stata recitata nei giorni antecedenti la giornata di festa, l’apice dei festeggiamenti si avrà mercoledì, data in cui saranno celebrate tre sante Messe, officiate da padre Francesco Giacobbe: alle 7 nella chiesa “Santa Maria Goretti” di Mazzeo e nel pomeriggio alle 16.30 ed alle 18 al polifunzionale di Letojanni. Al termine di ogni Celebrazione avrà luogo la benedizione della gola ai fedeli, durante la quale sarà applicato un rigido protocollo rispettando le regole del distanziamento interpersonale. Quest’anno, inoltre, ci sarà una novità, ovvero la benedizione della torta di San Biagio. Nei giorni scorsi, il parroco ha invitato i fedeli a preparare la torta dedicata al Santo, fornendo la ricetta con gli ingredienti e le modalità di preparazione attraverso l’ausilio di un simpatico tutorial, realizzato da alcune giovani che operano all’interno della parrocchia, fatto poi veicolare attraverso i social e consultabile sulla pagina facebook Parrocchie Letojanni-Mazzeo e sul foglio di informazione parrocchiale.  Sempre nella giornata di mercoledì, ad ogni Messa saranno benedette le torte che ogni fedele avrà preparato a casa. Naturalmente, le torte non saranno consumate in chiesa ma ognuno dopo la Celebrazione la riporterà a casa per condividerla in famiglia.  

Ieri, intorno alle 8.30, la squadra dei Vigili del fuoco del Distaccamento di Lipari (Messina), ha salvato un cane da morte certa, in località Tivoli/Quattropani. Il povero animale, scivolato lungo un precipizio di circa 30 metri, era impossibilitato nella risalita, nonostante la poca pendenza, a causa delle ferite riportate ad una zampa. Grazie al tempestivo arrivo dei VF e mettendo in atto manovre di recupero di natura SAF (speleo alpino fluviale) è stata imbracata e salvata. Poco dopo Balto, il nome del cane, è stato consegnato alla legittima proprietaria.

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