SANTA TERESA DI RIVA. ZABUT - INTERNATIONAL ANIMATED SHORT-FILM FESTIVAL PRESENTATA LA SESTA EDIZIONE

SANTA TERESA DI RIVA. ZABUT - INTERNATIONAL ANIMATED SHORT-FILM FESTIVAL PRESENTATA LA SESTA EDIZIONE In evidenza

_Lo ZABUT Festival, ideato dall’Associazione Taglio di Rema, giunge quest’anno alla sua sesta edizione, in programma dal 22 al 25 luglio a Santa Teresa di Riva, sulla costa assolata della provincia messinese, a pochi chilometri da Taormina. Ventisette i film in concorso, provenienti da 15 Paesi diversi, selezionati tra le oltre 2000 pellicole iscritte, che si contenderanno i quattro premi in palio: il miglior cortometraggio, la miglior colonna sonora, il premio del pubblico e il premio esterno assegnato dal Cinit-Cineforum Italiano dedicato al cortometraggio che “meglio rappresenta i valori della solidarietà e dell’inclusione”.

Per il secondo anno consecutivo il festival si svolgerà in forma “controllata” e in sicurezza rispettando le regole previste dalle normative vigenti.  Gli avvenimenti di quest’ultimo anno hanno contribuito a costruire l’idea di un mondo totalmente interdipendente in cui il nostro vivere è inevitabilmente connesso agli altri, vicini e lontani. La figura geometrica che meglio rappresenta questo concetto è, forse, il cerchio, ed è la forma con cui tracciare il percorso che unisce i corti selezionati per l’edizione 2021 del festival: la circolarità nei racconti degli autori che unisce i legami familiari con l’ambiente, il passato con il presente, i genitori con i figli, diversi luoghi del mondo tra di loro e persino i vivi con i morti. 

Nei film di Zabut 2021 questa connessione viene raccontata attraverso gli stili propri dei singoli autori e nelle molteplici tecniche dell’animazione contemporanea, che quest’anno vede due novità tra i generi cinematografici, poco frequenti nel cinema di animazione: il documentario e il musical.

Diversamente da altri Festival del genere animazione, Zabut dedica una particolare attenzione ai giovani cineasti e quest’anno sono ben sette le opere prime in concorso e alle colonne sonore, alle quali è dedicato un premio.

In anteprima assoluta, al Festival sarà presentato “La naturale bellezza del creato”, film d’animazione ispirato a Rifare Bach nuova creazione di Roberto Zappalà, prodotto dalla Compagnia Zappalà Danza (regia e animazione di Michele Bernardi, concept e le coreografie Roberto Zappalà). Il progetto del film nasce dall’esigenza di Roberto Zappalà di confrontarsi con un linguaggio per lui nuovo, quello dell’animazione. Così ha chiesto a Michele Bernardi di realizzare un film in collaborazione, che potesse rispecchiare le atmosfere, la poetica e le suggestioni che il coreografo ha prodotto sulla scena.

La creazione di Roberto Zappalà, Rifare Bach, da cui prende spunto il film, debutta in prima assoluta il 29 settembre 2021 al Teatro Politeama di Napoli nel cartellone del Campania Teatro Festival.

La terra di Sicilia con le sue tradizioni e il cinema d’avanguardia si fondono nel manifesto dell’edizione 2021, nato dalla matita del graphic designer Antonello Mantarro, un bellissimo omaggio al teatro dei pupi e alla tecnica della stop motion. I pupi, animati dai pupari, raccontavano storie di guerra, di amicizia, di odio e di amore. Proprio come oggi fanno i "puppets", azionati in stop motion dai moderni cantastorie. Il pupo si trasforma così in un robot e, in una chiave surreale postmoderna, ci guida verso la sesta edizione di Zabut.

Anche l'installazione che arricchirà la location del festival rende omaggio alle tecniche cinematografiche e dell'animazione in particolare, ispirandosi alle fasi operative che si nascondono dietro un'opera proiettata sullo schermo. Un modo per immergere, sin dall'ingresso in sala, lo spettatore nelle sensazioni che potrà vivere durante le serate del festival.

Per rivivere tutte le passate edizioni del Festival, a partire da oggi e fino al 31 agosto, all'interno dei locali di Villa Ragno, è possibile visitare il percorso espositivo “fantastico” dedicato ai manifesti, agli allestimenti e ai loro iter creativi.

 

 

 

LA GIURIA

 

Priscilla Mancini

Storica del cinema d'animazione e critico d'arte, nata a Lecco il 7 aprile 1981. Dopo il diploma linguistico, nel 2005 si è laureata all'Università degli Studi di Milano con il prof. Giannalberto Bendazzi, con una tesi sulla Corrente Neopittorica.  Dal 2006 ad oggi ha partecipato a mostre, conferenze e festival e ha scritto numerosi saggi e articoli sull’animazione all'interno di saggi e riviste italiane e straniere. Nel 2016 ha pubblicato un volume dal titolo L’Animazione dipinta.  La Corrente Neopittorica del cartoon italiano, Ed. Tunué.  È web copywriter, articolista e critico d'arte. Tiene lezioni sulla storia del cinema d'animazione nelle scuole medie e superiori e incontri tematici nelle biblioteche.

 

Michele Bernardi

Ha svolto il suo training allo Studio Secondo Bignardi e Glm, a Modena, (Pimpa di Altan and Linea di Cavandoli). Fra i premi e i riconoscimenti ricevuti da ricordare: Bit Movie (Riccione), Jazz bit di Turku (1994) (Finlandia), Foreign Animation Silver Award al 13th Shanghai Television Film Festival (2006). In panorama ad Annecy nel 2012 con Djuma, in competizion ad Animafest (Zagreb) 2012, Animateka, Anibar, Fest Anca, Anima Mundi, ReAnima e tanti altri. Mercurio, oltre a numerose menzioni speciali, vince come miglior corto animato ad Animaphix, Imaginaria, Animaevka a Mogilev, Tindirindis a Vilnius, Bcn sport Film Festival di Barcellona, Sardinia Film Festival, Castelli Animati, Amarcort, Sciacca film Fest, Metricamente corto, Lucania Film Festival e Youngabout di Bologna. Finalista nei Nastri d'argento e semifinalista nel David di Donatello. Dal 2019 insegna animazione digitale all'Accademia delle Belle Arti di Palermo. Una cinquantina i videoclip prodotti, per I Tre allegri ragazzi morti, Luca d’Alberto, Le luci della centrale Elettrica, Colapesce, Punkreas, 24 grana, Prozac+, The Zen Circus, Alfio Antico, Teresa De Sio , Extraliscio e altri. Nell'estate del 2020 ha realizzato le animazioni per il documentario di Alessandro Preziosi "La legge del terremoto".

 

Francesco Cusa

Nato a Catania nel 1966. Studia il pianoforte a quattordici anni, poi passa alla batteria. Si trasferisce a Bologna dove si laurea al Dams con la tesi: “Gli elementi extramusicali nella performance jazzistica”. In quegli anni fonda il collettivo bolognese “Bassesfere”, assieme ad altri esponenti della musica jazz e di ricerca di quegli anni. Il suo percorso artistico lo porterà a suonare negli anni in tutta Europa, e Usa, Cina, Giappone, Etiopia, Turchia. Fonda con Paolo Sorge e Carlo Natoli il progetto artistico "Improvvisatore Involontario”, una delle label più influenti nel panorama italiano del jazz di ricerca. Da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti, romanzi e poesie e ha pubblicato diversi articoli di musicologa e di critica cinematografica presso molte riviste specializzate. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi lavori di creazione e sonorizzazione di musiche per film, e opere teatrali, letterarie, di danza e arti visive, collaborando con noti ballerini, coreografi, poeti e visual performers.

 

 

IL FESTIVAL

 

Zabut nasce dalla passione di un gruppo di amici per l’arte e l’animazione, con l'ambizione di raggiungere un respiro di livello internazionale e proporre un percorso di forte innovazione culturale, diventare punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori e promuovere il proprio territorio arricchendone l’offerta turistica. Nel weekend di eventi il Festival mette in comunicazione uno spazio e una comunità, persone e luoghi, diventando uno spazio “fisico” di fruizione culturale dall’atmosfera affascinante e ospitale.

 

Diversamente da altri Festival del genere animazione, Zabut dedica una particolare attenzione alle colonne sonore, alle quali è dedicato un premio, e alla “vecchia arte del disegnare”. Negli anni ha premiato film candidati successivamente agli Oscar e a importanti premi internazionali.

 

 

LA LOCATION

 

Perla della costa ionica siciliana, a circa 15 minuti da Taormina, Santa Teresa di Riva è Bandiera Blu 2021, grazie alle sue profonde acque blu e alle spiagge lunghe e attrezzate.

I vari piccoli paesi che danno forma e colore a quest’affascinante area costiera si susseguono uno dopo l'altro senza soluzione di continuità tra due promontori che ne delimitano a nord e a sud i "confini" geografici.

 

La sede del Festival è il Parco Unità d'Italia di Villa Crisafulli-Ragno, un palazzo signorile di stile neoclassico edificato verso il 1890.  Al palazzo, che sorge di fronte al mare al centro del comune di Santa Teresa, è annesso il parco teatro delle proiezioni serali. La struttura acquistata nel 2002 dall'amministrazione comunale e restaurata nel 2008 è stata ribattezzata "Palazzo della Cultura" e ospita la biblioteca comunale.

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    Nel corso dell’appuntamento in programma per domani Rosangela Todaro illustrerà i temi cruciali del suo libro.

    Saranno presenti il prof. Filippo Grasso, Ricercatore Universitario del Dipartimento di Economia della UniME, Consulente dell'Assessore Regionale al Turismo, Delegato del Rettore dal 2018 per tutte le iniziative inerenti turismo e management turistico per Messina e provincia; il prof. Santi Maria Cascone, ordinario di Architettura tecnica presso l’Università di Catania ed è autore di 11 monografie e di oltre 100 articoli scientifici, pubblicati su atti di congressi e su riviste nazionali ed internazionali. Si occupa dei problemi relativi alla progettazione, alla esecuzione e al controllo della qualità delle opere.

     

    Nota sull’autrice

    Rosangela Todaro

     

    È nata a Messina nel 1959, ha vissuto la sua vita nella provincia della stessa città. Nel 1977 ha intrapreso gli studi giuridici e, pochi anni dopo, è stata assunta nella Pubblica Amministrazione.  Si è sposata nel 1984 ed ha avuto due figli. Ha sempre amato viaggiare in Italia ed all’estero, praticare attività sportive e per molti anni si è impegnata nel volontariato. Si è laureata in Scienze Giuridiche nel 2007, per hobby ha scritto diversi articoli per un giornale online locale. Negli ultimi anni si è appassionata allo studio delle varie sfaccettature dello sviluppo sostenibile.  Si definisce “una donna curiosa a cui piace vivere il presente con lo sguardo attento alle novità, poiché esse racchiudono i prodromi del futuro”.

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