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“Contrariamente a quanto dichiarato da Poste Italiane, apprendiamo oggi che i portalettere, che curano la consegna degli effetti postali nel territorio che va da Scaletta Zanclea sino al confine con Roccalumera verranno “temporaneamente” trasferiti nel centro di recapito di Pistunina (Messina).”

La denuncia è delle organizzazioni sindacali SLP CISL FAILP CISAL CONFSAL COM e FNC UGL che evidenziano come una distanza di circa 30 chilometri allontanerebbe i servizi postali dal Cittadino.

Già nel febbraio dello scorso anno i sindacati avevano evidenziato il problema.

“ L’ufficio postale di Alì terme, spiegano in una nota, oltre al servizio sportelleria, ospita da tempo anche il servizio recapito ma in ambienti angusti e mal tenuti, come da noi più volte segnalato agli organi aziendali.

Nel 2019, a seguito di un sopralluogo dei rappresentanti della Sicurezza era già stato evidenziato un grave problema dovuto ad affollamento di suppellettili e materiali vari, mancanza di aereazione e carenze igieniche. Agli inizi del 2020, non avendo riscontrato alcuna miglioria, siamo nuovamente intervenuti con un ulteriore sopralluogo dei Responsabili della Sicurezza sindacali ed aziendali dal quale scaturiva che I lavoratori tutti andavano tutelati nella loro integrità fisica. Erano state proposte alcune soluzioni strutturali e di diversa ubicazione per mettere in Sicurezza I lavoratori operanti in tale ufficio in ogni settore.

Stranamente, affermano i sindacati,  la soluzione proposta scaturita è stata una scellerata decisione aziendale di trasferire i portalettere da Ali Terme al Centro operative di Pistunina.”

 Vibrata la protesta tradotta in un’azione congiunta delle OO.SS. che, aprendo formale conflitto di lavoro, stoppavano il progetto.  Subito dopo con l’avvento della pandemia COVID 19 tutto si fermò come il resto del Paese.

“Ma, con strano tempismo, evidenziano oggi gli stessi sindacati, ai primi segnali di ripresa di attività, l’Azienda comunica che è, ancora, sua intenzione trasferire i portalettere da Alì Terme al Centro di Recapito di Pistunina.

Oggi ancora un confronto con l’Azienda Poste ha decretato che tale spostamento si farà nonostante, ci risulterebbe, il Sindaco di Alì Terme abbia manifestato la sua disponibilità incondizionata ad offrire locali in comodato d’uso a Poste Italiane pur di continuare ad avere l “postini” accanto alle persone.

Non comprendiamo tale decisione, dichiarano  all’unisono le Organizzazioni sindacali SLP CISL FAIL CISAL SAILP CONFSAL E FNC UGL e attenti alle esigenze dei lavoratori che subiranno un aggravio di lavoro con conseguente peggioramento del servizio, contrasteranno con ulteriori iniziative tale INCOMPRENSIBILE ed UNILATERALE decisione aziendale che cozza con le dichiarate volontà di Poste Italiane di essere accanto e vicini alle esigenze della popolazione, specie dei più deboli e lontani.

I portalettere del PDD di Alì Terme da domani avranno un aggravio ulteriore di 30 km da percorrere pur di raggiungere i propri recapiti, quelli che ancor di più oggi, considerano quasi loro familiari. Il postino oggi ha ancora più valenza sociale e di vicinanza specie in territori più impervi e difficili da raggiungere. Una incoerenza che non è accettabile perchè priva di alcun senso logico.

Me le carenze strutturali e di Sicurezza per tutti I lavoratori saranno solo peggiorate e la popolazione avrà meno servizi.”

"Con Taormina riparte la Sicilia. È pronta al suo normale andirivieni - annuncia il commissario liquidatore dell'Azienda Servizi Municipalizzata, l'avvocato, Antonio Fiumefreddo - la funivia che collega il centro storico della città del centauro alla zona a mare."

L' avvio ufficiale è previsto sabato, alle ore 10,30, alla presenza dell'assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Marco Falcone, il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, i componenti della Giunta, i consiglieri comunali ed i rappresentanti delle forze sociali e produttive di una Taormina che vuole ripartire.

"È questo un segnale di grande speranza per il futuro immediato della cittadina turistica che sta vivendo un momento di grave crisi ma è pronta a tornare alla normalità anche a partire dal sistema di trasporto".

Così, come annunciato nei giorni scorsi, si è lavorato per fare in modo che il complesso possa essere funzionale anche alla luce delle nuove disposizioni sanitarie.

La funivia è realmente il simbolo tecnologico di Taormina e vedere nuovamente i "grappoli" delle cabine fare la spola tra le stazioni è destinato a dare un segno tangibile della ripartenza di Taormina dopo il blocco forzato. Ma ci sono importanti novità anche dal punto di vista squisitamente gestionale che riguarda l'Asm, che oltre alla funivia gestisce parcheggi, acquedotto ed illuminazione pubblica.

"A seguito di un incontro con il Sindaco, l’assessore al bilancio e i funzionari del Comune - conclude Fiumefreddo - ritengo molto proficuo, abbiamo, finalmente, definito il rapporto dare avere tra la Municipalizzata ed il Comune. È questo il frutto di un lavoro molto complesso che è proseguito anche durante il lungo periodo di stop dettato dall'emergenza sanitaria. Adesso si può definire, assieme ai consiglieri comunali, la conclusione della liquidatela di Asm. Dopo saranno le forze politiche che dovranno decidere il futuro dell'azienda".

 Goman Marika 42enne, Goman Nina 61enne, Goman Renata 40enne, Goman Sonia 34enne, Jovanovic Mirko 32enne e Orsus Kristijan 46enne, sono stati arrestati questa mattina a Roma e Guidonia Montecelio (RM), dai Carabinieri della Compagnia di Patti, con il supporto dei militari della Compagnia di Tivoli (RM), in esecuzione di un’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, su richiesta di quella Procura della Repubblica.

Per tutti loro l’accusa è di  furto aggravato in concorso, estorsione in concorso, nonché indebito utilizzo di carte di credito, uso di atto falso e false dichiarazioni a P.U.

I soggetti, tutti di etnia Rom, risultavano domiciliati in campi nomadi della provincia di Roma e per tutti loro pesavano precedenti per reati dello stesso tipo, commessi anche sotto altre false identità.

Il provvedimento restrittivo scaturisce dalle attività di indagine sviluppate dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Patti e dalle Stazioni di Santa Domenica Vittoria, San Piero Patti e Ficarra, i cui esiti hanno consentito di ricostruire le attività criminali commesse dagli indagati che, tra il 2017 ed il 2018, in alcuni Comuni della provincia di Messina, si sono resi responsabili di numerosi reati contro il patrimonio, tanto più odiosi, in quanto commessi in danno di persone ultraottantenni, prescelte come vittime in ragione della loro vulnerabilità.

COME NASCE L’INDAGINE

L’attività investigativa ha avuto origine da una denuncia sporta nel giugno 2017 da un’anziana donna 85enne di Santa Domenica Vittoria, la quale si è rivolta ai Carabinieri della locale Stazione dopo essersi accorta che dalla propria abitazione erano stati rubati 11.800 euro in denaro contante, la propria carta d’identità ed una carta Bancoposta con i relativi codici da cui erano stati effettuati tre prelievi da 600 euro l’uno, presso gli uffici postali situati a Giarre (CT) e Campora San Giovanni (CS).

La vittima ha raccontato ai militari che, pochi giorni prima di accorgersi dell’ammanco dei valori, due donne di giovane età si erano furtivamente introdotte all’interno della sua abitazione mentre lei era impegnata ad innaffiare i fiori. L’anziana aveva sorpreso le due intruse all’interno del salotto di casa e queste si erano giustificate dicendo che una di loro era in stato di gravidanza e necessitava del bagno, carpendo, in tal modo, la fiducia dell’anziana signora che acconsentiva al suo utilizzo. In seguito, prima di lasciare l’abitazione le due donne abbracciavano contemporaneamente la malcapitata per lunghi secondi, al fine di distrarla ed impedirle di notare, evidentemente, altri movimenti sospetti.

Alcuni mesi dopo, alla fine del mese di dicembre 2017 si è verificato un ulteriore furto, in danno di una signora 83enne di San Piero Patti, commesso con modalità assimilabili al precedente. In quella circostanza, una donna, successivamente identificata in Goman Marika, dopo aver citofonato all’abitazione della vittima, si era introdotta all’interno della casa con il pretesto di chiedere informazioni sul conto di una certa “Maria”. Una volta in casa, l’indagata entrava in varie stanze, allontanandosi appena appreso che il marito della vittima stava rincasando. La vittima constatava in seguito che le era stata sottratta la carta Bancoposta con relativi codici da cui, successivamente, veniva effettuato un prelievo di 600 euro da uno sportello di Falcone (ME).

Gli ulteriori reati accertati sono avvenuti nel mese di giugno del 2018. In particolare:

  • in una circostanza, un furto veniva commesso in danno di una signora 87enne di Ficarra. In quell’occasione la vittima aveva lasciato la porta della propria abitazione aperta mentre si trovava nel giardino ed aveva notato all’interno della sua proprietà due donne, una delle quali successivamente identificata in Goman Sonia, le quali per giustificare la loro presenza, si erano proposte come badanti, disponibili ad offrire assistenza a domicilio alla vittima. L’anziana declinava l’offerta e allontanava le due giovani, salvo poi accorgersi che da una credenza della propria abitazione erano stati asportati alcuni documenti d’identità, 500 euro in contanti ed una carta Bancoposta ed i codici di accesso da cui erano stati successivamente prelevati 600 euro presso uno sportello di Brolo (ME);

 

  • sempre in Santa Domenica Vittoria i malviventi colpivano nuovamente la stessa anziana derubata esattamente un anno prima. In questa occasione, senza che la vittima se ne accorgesse, una donna successivamente identificata in Goman Marika si era introdotta nell’abitazione asportando un borsellino con all’interno la carta Bancoposta ed i relativi codici, con cui veniva in seguito effettuato un prelievo di 600euro presso uno sportello di Falcone (ME). Gli accertamenti condotti dai Carabinieri a seguito di questo furto hanno permesso di risalire all’autovettura utilizzata dai ladri per commettere il reato che era stata noleggiata presso un autonoleggio situato a Lamezia Terme (CZ) e con il supporto della locale Stazione Carabinieri è stato possibile, nel corso di un apposito servizio di osservazione, controllare ed identificare Goman Renata, la donna che aveva noleggiato l’auto. Si è accertato che la citata Goman Renata aveva stipulato, nel corso di quell’anno, ben 12 contratti di noleggio esibendo una patente di guida straniera, risultata falsa. Inoltre la donna, all’atto del controllo, ha esibito anche ai Carabinieri di Lamezia Terme tale documento contraffatto, cosicché è stata indagata per il reato di uso di atto falso e false dichiarazioni a P.U..

 

LA BASE A NIZZA DI SICILIA

Infine si è accertato che durante la loro trasferta siciliana Goman Marika, Goman Sonia e Goman Renata unitamente a Goman Nina, ed a due uomini, Jovanovic Mirko e Orsus Kristijan, avevano dimorato presso un albergo di Nizza di Sicilia rendendosi responsabili di estorsione in concorso tra loro, ai danni dell’albergatore. In particolare i Carabinieri hanno accertato che in periodi coincidenti a quelli dei furti perpetrati nel messinese, il gruppo di uomini e donne si era recato, senza prenotazione, presso la struttura alberghiera pretendendo di non pagare o saldando solo in parte il conto delle camere prese in affitto e richiedendo, al contempo, all’albergatore di non essere registrati, rifiutando di esibire i documenti. Tali richieste venivano accompagnate da pesanti minacce attuate sia attraverso la presenza fisica dei due uomini, presentati dalle complici come “soggetti pericolosi”, sia attraverso la prospettazione di ritorsione nei confronti dei familiari dell’albergatore, se lo stesso non avesse acconsentito di sottostare alle richieste del gruppo.

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Sezione Operativa di Patti e dalle competenti Stazioni Carabinieri – rivelatesi particolarmente complesse, in ragione del ricorso fatto dagli indagati di documenti falsi intestati ad identità fittizie, finalizzati a occultarne la vera identità – sono state svolte partendo dalle dichiarazioni rese dalle vittime e da alcuni testimoni ed attraverso la visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza nei pressi dei luoghi in cui sono stati commessi i reati e dagli apparati installati presso gli sportelli automatici ove sono stati effettuati i prelievi con i bancomat rubati.

 Si è così potuto risalire ad alcuni dei veicoli utilizzati dai ladri per i loro spostamenti e ad individuare in tal modo gli utilizzatori di questi mezzi e la loro rete relazionale. Sono stati altresì acquisiti i tabulati del traffico telefonico delle utenze in uso agli indagati, peraltro intestate a prestanome, ricostruendo così, almeno in parte, i loro spostamenti in relazione ai reati. Infine le fotografie degli indagati sono state visionate dalle anziane vittime che hanno riconosciuto con certezza alcuni degli autori dei reati subiti.

Nelle scorse ore l’Asp ha informato l’amministrazione comunale della presenza di un nuovo caso accertato di positività al coronavirus di un soggetto residente a Giardini Naxos.

“ In merito, afferma il sindaco Nello Lo Turco, ritengo importante informarvi che lo stesso è stato immediatamente posto in quarantena obbligatoria e si sta cercando di ricostruire tutti relativi i movimenti e i contatti dell’ultimo periodo. La persona di che trattasi, che sta bene e non presenta alcun sintomo, sarà nuovamente sottoposta a tampone per accertarsi che non si tratti di una falsa positività; il Comune comunque monitorerà incessantemente l’evolversi della situazione e porrà in essere tutti gli adempimenti di propria competenza.”

Il primo cittadino raccomanda a tutti, come già costantemente in passato, di evitare di far circolare informazioni incontrollate, soprattutto sui social, che contribuiscono solo alla perdita della serenità della comunità.

L’ invito ai cittadini è quello di  attenersi pedissequamente alle disposizioni allo stato vigenti e, nonostante le attuali minori restrizioni sulla circolazione e sui contatti, a limitare al massimo le uscite e gli spostamenti allo stretto indispensabile, oltre che ovviamente ai soli casi consentiti, conformandosi alle modalità e misure di sicurezza obbligatorie.

Bisognerà attendere qualche altro giorno per tornare a godere della bellezza dell’arte e del paesaggio nei siti del Parco Archeologico Naxos Taormina. Nonostante il tempestivo avvio dei cantieri dal 4 maggio scorso in vista della riapertura dei musei, prevista dal DPCM per lunedì 18 maggio, sono ancora in corso, in collaborazione con il concessionario Aditus, lavori e adeguamenti alle misure di sicurezza contro il contagio del covid-19.

Al Teatro Antico di Taormina, monumento icona della Sicilia che in tempi “no-covid” registra grandi flussi di visitatori, si lavora per l’installazione dei tornelli per l’ingresso individuale: un filtro che distanzierà i turisti evitando assembramenti nell’area della biglietteria principale di via Teatro Greco e, a seguire, nel secondo ingresso di via Bagnoli Croce; contestualmente, nello stesso ingresso, sono ripresi i lavori dell’Enel per lo spostamento della cabina, mentre su uno dei Belvedere procede il cantiere per la trasformazione dell’edificio Ex Semaforo in una spettacolare caffetteria affacciata sul mare che, secondo il nuovo cronoprogramma post-covid, sarà pronta ad agosto. A Naxos, infine, si sta installando la nuova segnaletica lungo l’Area archeologica dell’antica polis greca.

 La direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano, spiega: “Raccogliendo le istanze della comunità di Taormina e Giardini, duramente messe alla prova dallo stop di questi mesi, e consapevoli che la riapertura dei siti monumentali rappresenta un fattore di attrazione per rimettere in moto l’economia del territorio così fortemente legata al turismo, sia pure di prossimità in questa prima fase, ci siamo attivati da subito per gli adeguamenti previsti dalle misure anti-covid. E poiché è indispensabile garantire salute e sicurezza sia ai visitatori, che alle maestranze e ai custodi del parco, chiediamo di pazientare ancora qualche giorno in vista della riapertura che, come annunciato, prevede in particolare per Taormina l’esperienza suggestiva delle visite serali e sotto le stelle”.

 Fra le novità anti-covid in arrivo figurano l’ingresso solo con biglietto elettronico (e lettura digitale del QRcode), misurazione della temperatura corporea e visitatori muniti di DPI (dispositivi di protezione individuali), ossia guanti e mascherina propri. Proseguono, intanto, con cadenza periodica gli interventi di sanificazione delle aree comuni, dei reperti e delle aree espositive in tutti i siti del Parco: Museo di Naxos, Teatro Antico di Taormina e Isola Bella.

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Graniti hanno arrestato in flagranza di reato due giovani di Gaggi, A.F. di 34 anni e T.T. di 37 anni, già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

Nel pomeriggio di ieri, i carabinieri della Stazione di Graniti durante un servizio di controllo del territorio, hanno effettuato un posto di controllo disponendo due pattuglie sulla Statale 185 nel comune di Gaggi, una a valle e l’altra, poco più avanti, a monte nei pressi del centro abitato. I militari hanno intimato l’ALT ad un’autovettura proveniente dall’abitato di Trappitello di Taormina con a bordo due uomini ma il conducente, invece di arrestare la marcia, ha tentato la fuga, superando i militari. L’altra pattuglia dei Carabinieri, immediatamente intervenuta ha bloccato l’auto condotta da A.F., mentre T.T. ha tentato di sottrarsi al controllo strattonando i militari.

I Carabinieri hanno proceduta alla perquisizione personale dei due uomini ed hanno ispezionato il breve tratto di strada percorso dal veicolo prima di essere bloccato, rinvenendo, al margine della strada, un involucro contenente poco più di 3 grammi di cocaina di cui i due si erano, presumibilmente, appena disfatti.

I Carabinieri hanno altresì proceduto alla perquisizione domiciliare a carico dei due uomini e presso l’abitazione di T.T. hanno rinvenuto e sequestrato oltre 3 grammi di marijuana contenuta in due involucri occultati in un muro perimetrale.

I due sono stati pertanto arresati per i reati di detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale e, su disposizione della Procura della Repubblica di Messina, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

È stato necessario l’intervento di ben 5 unità dei vigili del fuoco del distaccamento di Letojanni per tentare di domare l’incendio che ha lambito il centro abitato di Casalvecchio Siculo.

L’intervento è avvenuto alle 9 con autopompa serbatoio e modulo antincendio boschivo.

Provare ad aiutare il settore del turismo attraverso l’erogazione di buoni vacanza. Il decreto legge Rilancio approvato dal Consiglio dei Ministri contiene un corposo pacchetto da 4 miliardi di euro per il sostegno al turismo, uno dei settori più gravemente colpiti dall'emergenza coronavirus. E tra le misure è confermato anche l'atteso bonus vacanze.

Un intervento però che a detta del sindaco di Taormina Mario Bolognari rischia di creare una competizione  tra le località turistiche che in questo momento non giova a nessuno.

“Chiedo al Ministro Dario Franceschini e all’assessore regionale Manlio Messina, afferma Bolognari,  di consegnare i buoni vacanze non alle famiglie, ma ai comuni turistici in proporzione alle presenze realizzate nel 2019. I comuni distribuiranno i buoni direttamente in albergo, in base alle prenotazioni ricevute e i clienti potranno utilizzarli per pagare l’albergo, il ristorante, il bar, lo stabilimento balneare, la guida, il taxi, ecc.”

La richiesta spiega il primo cittadino della Perla dello Jonio scaturisce dalla preoccupazione che possa nascere una competizione tra località turistiche, sempre salutare in tempi normali, ma deleteria in tempi eccezionali.

“Infatti, prosegue Bolognari, gli operatori turistici possono contare su un budget che è calcolato sul fatturato storico e non essere assillati dalla corsa all’accaparramento di turisti. Inoltre, il sistema dei buoni non deve abbassare l’offerta con una distorsione della qualità dei servizi, ma mantenere alti gli standard. Meno centralismo e più fiducia nei sindaci non guasterebbe. L’idea, aggiunge,  non è mia, ma me la suggerisce un collega di una grande capitale europea molto vocata per il turismo. Loro stanno facendo così.”

Una petizione per chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione Coronavirus, a chiederla è il magistrato Angelo Giorgianni.

“La gestione politica e sanitaria dell’Emergenza Coronavirus, spiega Giorgianni, è stata condizionata dalle verità di alcuni Scienziati “accreditati” che hanno prospettato tesi catastrofiche sull’evoluzione e sui rischi della pandemia. Questi ultimi hanno indicato rigide misure di distanziamento, che hanno limitato libertà e diritti di valenza costituzionale ed hanno affermato che non vi erano allo stato terapie specifiche e che per un ritorno alla normalità avremmo dovuto aspettare la scoperta del vaccino.

Le tesi dissenzienti che indicavano caratteristiche diverse del virus, l’inutilità del vaccino, una diagnosi diversa rispetto a quella ritenuta e terapie praticabili, non sono state ascoltate ed alcune volte nascoste.

In particolare, prosegue il magistrato, alcuni Scienziati e ricercatori di caratura internazionale hanno pubblicamente affermato che:

1) il vaccino non servirebbe a nulla, perché il virus muta;

2) il coronavirus non avrebbe possibilità di uccidere una persona sana, ma solo chi ha una risposta immunitaria bassa;

3) Il coronavirus circolerebbe già da prima dell’ottobre 2019;

4) Almeno Il 35 % della popolazione sarebbe stato già contagiato ed avrebbe quindi gli anticorpi;

5) Il coronavirus determinerebbe la morte per Trombo embolia vascolare e si potrebbe prevenire anche con l’uso dell’eparina e dell’idrossiclorochina;

6) il plasma è una cura valida, a basso costo e senza rischi, perché si basa sull’immunità indotta.

7) L’erroneità di alcune diagnosi e terapie potrebbero avere determinato tante morti, diversamente evitabili;

8)Il virus sarebbe sensibile al caldo e la stagione estiva ed il mare lo neutralizzerebbe;

9) La patogenicità sarà sempre maggiore al Nord, essendo il virus sensibile al clima;

10) la carenza di vitamina D esporrebbe a rischio contagio Coronavirus.

Queste verità, prosegue Giorgianni, che avrebbero potuto agevolare il contrasto al virus, tardano ad affermarsi perché contraddette da verità “accreditate” che, invece, hanno improntato la gestione sanitaria. Avendo   i fatti dimostrato la validità di queste tesi dissenzienti, si pongono drammatici interrogativi sull’utilità di una serie di misure restrittiva delle libertà, sulle conseguenze degli eventuali errori diagnostici e di possibili ritardi nel praticare alcune terapie efficaci.

Pertanto, afferma Giorgianni, è legittimo chiedersi se tratta solo di Fatali errori e drammatici ritardi che hanno reso inadeguata la gestione dell’emergenza, o gli stessi, come qualcuno teorizza, sono funzionali ad una immorale e/o illecita strategia? Se Queste verità “nascoste” avrebbero potuto evitare questa strage di vite umane?

Tanti interrogativi ed un’unica certezza: Migliaia di vittime reclamano verità e giustizia! Ognuno di noi , conclude il magistrato, ha il diritto di sapere e credo che, a prescindere da doverose indagini giudiziarie, sia necessaria una Commissione di inchiesta parlamentare per accertare se questa emergenza sanitaria sia stata gestita adeguatamente e se vi sono state notizie false, depistaggi e interessi illeciti... che hanno condizionato la gestione predetta!

 La Commissione parlamentare di inchiesta è finalizzata non solo ad accertare le verità, ma anche ad evitare che la popolazione sia in futuro sottoposta a misure restrittive della libertà inutili, a terapie dannose o inappropriate, e ad un vaccino inefficace.”

“La stagione turistica va salvata. La Sicilia non può fare a meno questa estate dei flussi turistici per evitare una crisi economica che lascerebbe centinaia di migliaia di corregionali disoccupati. Occorre una misura che renda sicura, dal punto di vista sanitario, la presenza dei turisti nella nostra Isola. Per questa ragione invito il governo Musumeci ad avviare un progetto pilota per la predisposizione di un “passaporto sanitario” con il quale certificare l’assenza di contagio da Covid-19 su ogni persona che arrivi in Sicilia per le vacanze attraverso il tampone o il test sierologico. Ogni turista, che giunga in aereo, treno, nave o mezzo proprio dovrà mostrare una certificazione sanitaria adeguata in partenza essendosi già sottoposto a spese del sistema sanitario regionale al tampone. I dati sanitari potrebbero essere caricati sulla tessera sanitaria munita di chip che ogni cittadino possiede o sul passaporto digitale per i turisti che arrivano dall’estero. Solo così assicureremo una stagione in grado di produrre profitti e determinare la ripresa economica del comparto turistico siciliano che regge con una fetta importante il pil regionale. In tal senso auspico che si attivi tempestivamente un tavolo tecnico con tutti gli attori delle categorie interessate, tour operator, presidenti delle società di gestione degli aeroporti, albergatori, gestori di lidi, ristoratori e operatori economici, con il coordinamento degli assessori Razza, Messina e Turano, per predisporre ogni azione che abbia lo scopo di fare arrivare turisti in Sicilia. Sarà necessario e prioritario che l’assessore Razza avvii immediatamente un’interlocuzione con il ministro della Salute per le modalità di attuazione del passaporto sanitario. Trovo assurdo che si assista ad accordi bilaterali tra Stati per favorire il turismo internazionale mentre l’Italia rimane in silenzio. La Sicilia si adoperi per un’adeguata pressione sul governo Conte per l’incoming turistico come grimaldello per la ripresa economica”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, annunciando anche la presentazione di una mozione sul tema.

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