MESSINA. Il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa e il presidente nazionale del partito Antonio De Poli presenteranno a Messina la lista provinciale per le prossime elezioni regionali

MESSINA. Il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa e il presidente nazionale del partito Antonio De Poli presenteranno a Messina la lista provinciale per le prossime elezioni regionali In evidenza

Domani venerdi 13 alle ore 10,30 nel salone della Chiesa Santa Santa Maria Alemanna, l’on. Lorenzo Cesa, Segretario nazionale dell’Udc, parteciperà alla conferenza stampa organizzata dal Coordinamento provinciale di Messina per la presentazione della lista dei candidati della lista Udc - Sicilia Vera - Rete Democratica alle elezioni regionali del 5 novembre 2017. Saranno presenti all’incontro il coordinatore provinciale dell’Udc di Messina, Giovanni Frazzica, Pippo Lombardo Presidente di Sicilia Vera ed il commissario regionale e presidente nazionale dell’Udc, Sen. Antonio De Poli. Questa la lista dei candidati:

Capilista: on. Cateno De Luca (detto Messina), Direttore Generale FENAPI (in aspettativa) e Rosario Sidoti (detto Saro), imprenditore, componente della Derezione nazionale dell’Udc;

Antonino Calà, Dirigente sindacale Nazionale;

Helga Corrao, insegnante;

Danilo Lo Giudice, Sindaco di Santa Teresa di Riva;

Caterina Panarello, medico;

Giuseppe Previti (detto Pippo), ex Presidente del Consiglio comunale di Messina;

Daniela Zirilli, sindacalista.

 

 

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    “Non possiamo accettare la decretazione istituzionale del fallimento di tutte le ex Province siciliane – ha dichiarato il Sindaco metropolitano Cateno De Luca – e spero che in queste ore qualcuno si ravveda e di conseguenza si modifichi il testo in discussione. Abbiamo dimostrato in tutte le sedi che, per evitare il dissesto di tutti i nove Enti, servono 350 milioni prelevabili dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione; d'altronde la Sicilia ha avuto assegnati ben 2 miliardi e 300 milioni sul FSC e, allo stato attuale, ha speso solo 100 milioni di questa ingente somma. Comprendo la difficoltà dell'Assessore Armao nel certificare il totale fallimento del sistema Sicilia ma a questo punto credo che, per come sono state condotte le trattative nell'ambito dell'accordo Stato-Regione Siciliana, le sue dimissioni siano un atto dovuto. Al Presidente Musumeci chiedo di affrontare con una diversa prospettiva la grave situazione finanziaria delle ex Province, sulla base dell'imbarazzo manifestato il 15 maggio scorso quando, nel corso dell'incontro con la delegazione dei Sindaci, ha compreso che quell'accordo non avrebbe consentito di sbloccare la situazione di default degli Enti di Area vasta. Anzichè discutere sullo slittamento o sull'anticipazione delle elezione degli organi degli enti sarebbe il caso di inserire all'ordine del giorno il testo, già presentato, per individuare le risorse per salvare il sistema delle ex Province siciliane. Non possiamo continuare in questi termini e quello odierno è il gesto estremo, prima dell'avvio delle procedure di dissesto. L'intento è quello di lanciare un monito forte al Parlamento siciliano e nazionale affinché si eviti questo delitto irreversibile perché,  dichiarato il dissesto della Città Metropolitana di Messina, salteranno quasi 400 milioni di investimenti, i precari non potranno essere salvati e, ovviamente, i servizi salteranno definitivamente. Abbiamo numerose procedure di investimento bloccate, basti pensare al Cuppari, al Don Orione e alla Panoramica dello Stretto, ben 7 milioni di gare anche aggiudicate. Consentire di approvare soltanto il bilancio del 2019, in deroga al principio di programmazione triennale, non consente di poter riavviare queste gare perché sono lavori che riguardano due o tre anni contabili. Tutto questo è stato spiegato ad Armao in quella discussione ma, non avendo mai amministrato neppure un condominio, ad oggi non si rende conto di cosa significhi rispettare il cronoprogramma degli interventi per opere pubbliche che, in questo caso, non potrebbero essere nuovamente appaltate con la conseguenza che si andranno a perdere risorse ingenti per il territorio. Stamattina ho avuto contezza dell'emendamento 38030, che sarà discusso tra poche ore, ed ho appreso che, mentre noi ancora aspettavamo di essere riconvocati per discutere con il Ministro, già la Regione Siciliana aveva concluso l'intesa con lo Stato a far data dal 15 maggio scorso. È ovvio che mi sento preso in giro e sono mortificato per cui questo atto rappresenta l'ultimo monito; ho già firmato la nota che sarà inviata ai Revisori dei Conti che dovranno redigere la relazione per l'avvio della procedura di dissesto perché né io né i dirigenti possiamo continuare a subire questa situazione”.

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