SANT’ALESSIO SICULO. SOLIDARIETÀ IN CONSIGLIO COMUNALE A CATENO DE LUCA DA NINO LO MONACO

SANT’ALESSIO SICULO. SOLIDARIETÀ IN CONSIGLIO COMUNALE A CATENO DE LUCA DA NINO LO MONACO In evidenza

Il consigliere Nino Lo Monaco del gruppo politico Sicilia Vera ha inteso esprimere solidarietà  all’On. Cateno De Luca nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

“Desidero esprimere ufficialmente, ha esordito Lo Monaco,  la mia solidarietà e vicinanza sia politica che personale all'onorevole Cateno De Luca che, da qualche tempo, è diventato oggetto di ignobili attacchi personali e politici a causa delle vicende giudiziarie degli ultimi giorni che lo hanno visto balzare agli onori della cronaca nazionale. Cateno de Luca è uno dei politici che i messinesi hanno scelto, senza alcun vincolo, liberamente e democraticamente, per essere rappresentati nella prossima legislatura del parlamento regionale siciliano. Non lo hanno scelto a caso, gli hanno dato fiducia per l'ennesima volta perché lo ritengono persona onesta, capace ed equilibrata, lo ritengono uno di loro, uno come loro, uno che si è sempre speso per lo sviluppo delle comunità che ha amministrato, e che sono sicuro, continuerà a fare per l'intero territorio.

Cateno De Luca, come dice sempre un mio amico, è un capo popolo, un trascinatore, un fine politico, una tra le persone più oneste e corrette che io conosca e nulla di ciò che ha detto o fatto mette in discussione questa mia convinzione. E' colui che potrà davvero portare il cambiamento, un cambiamento reale nel modo di fare politica e combattere il malaffare che regna sovrano in questa nostra martoriata terra di Sicilia.

Gravi, a mio parere,  ha proseguito Lo Monaco, sono stati gli attacchi spropositati alla sua persona da parte di gente senza scrupoli, da parte anche di alcuni saltimbanco che occupano oggi la scena politica locale, regionale e nazionale, da parte di certa stampa , di alcuni avvoltoi che hanno speculato su un momento di difficoltà dell'uomo, del politico, e non hanno pensato minimamente al dramma dello stesso, della sua famiglia, della moglie, dei figli minori, degli anziani genitori.

Noi ci crediamo siamo con lui senza se e senza ma,  ha concluso il consigliere Lo Monaco,  crediamo nella sua azione politica, crediamo nel suo progetto che porterà la Sicilia ed i siciliani ad un risveglio culturale, sociale ed economico, e che ridarà a noi ed ai nostri figli la speranza di una Sicilia libera da padri e padroni e soprattutto libera dalle zavorre del passato che le hanno negato lo sviluppo.”

000
Letto 2412 volte

Articoli correlati (da tag)

  • MESSINA. Cateno De Luca si barrica a Palazzo dei Leoni e inizia lo sciopero della fame

    Si è svolta stamane, a Palazzo dei Leoni, la conferenza stampa del Sindaco metropolitano Cateno De Luca.

    Nel corso dell'incontro con i giornalisti il Sindaco Cateno de Luca ha illustrato la situazione finanziaria delle ex Province alla luce della discussione, in atto in queste ore in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, dove è stata previsto lo stanziamento di 140 milioni sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) a fronte dei 350 milioni necessari ad evitare il dissesto finanziario delle ex Province siciliane.

    Si tratta di una somma nettamente insufficiente a ripianare il deficit dei nove enti siciliani  e addirittura, così come specificato dallo stesso Sindaco metropolitano, solo 100 milioni saranno destinati alle ex Province.

    Nel testo in discussione, inoltre, non si prevede la definizione dei bilanci degli anni pregressi e si autorizza una programmazione finanziaria annuale, scelta che impedirà alle Città Metropolitane e ai Liberi Consorzi di poter effettuare investimenti strategici che si articolano su più bilanci annuali.

    “Non possiamo accettare la decretazione istituzionale del fallimento di tutte le ex Province siciliane – ha dichiarato il Sindaco metropolitano Cateno De Luca – e spero che in queste ore qualcuno si ravveda e di conseguenza si modifichi il testo in discussione. Abbiamo dimostrato in tutte le sedi che, per evitare il dissesto di tutti i nove Enti, servono 350 milioni prelevabili dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione; d'altronde la Sicilia ha avuto assegnati ben 2 miliardi e 300 milioni sul FSC e, allo stato attuale, ha speso solo 100 milioni di questa ingente somma. Comprendo la difficoltà dell'Assessore Armao nel certificare il totale fallimento del sistema Sicilia ma a questo punto credo che, per come sono state condotte le trattative nell'ambito dell'accordo Stato-Regione Siciliana, le sue dimissioni siano un atto dovuto. Al Presidente Musumeci chiedo di affrontare con una diversa prospettiva la grave situazione finanziaria delle ex Province, sulla base dell'imbarazzo manifestato il 15 maggio scorso quando, nel corso dell'incontro con la delegazione dei Sindaci, ha compreso che quell'accordo non avrebbe consentito di sbloccare la situazione di default degli Enti di Area vasta. Anzichè discutere sullo slittamento o sull'anticipazione delle elezione degli organi degli enti sarebbe il caso di inserire all'ordine del giorno il testo, già presentato, per individuare le risorse per salvare il sistema delle ex Province siciliane. Non possiamo continuare in questi termini e quello odierno è il gesto estremo, prima dell'avvio delle procedure di dissesto. L'intento è quello di lanciare un monito forte al Parlamento siciliano e nazionale affinché si eviti questo delitto irreversibile perché,  dichiarato il dissesto della Città Metropolitana di Messina, salteranno quasi 400 milioni di investimenti, i precari non potranno essere salvati e, ovviamente, i servizi salteranno definitivamente. Abbiamo numerose procedure di investimento bloccate, basti pensare al Cuppari, al Don Orione e alla Panoramica dello Stretto, ben 7 milioni di gare anche aggiudicate. Consentire di approvare soltanto il bilancio del 2019, in deroga al principio di programmazione triennale, non consente di poter riavviare queste gare perché sono lavori che riguardano due o tre anni contabili. Tutto questo è stato spiegato ad Armao in quella discussione ma, non avendo mai amministrato neppure un condominio, ad oggi non si rende conto di cosa significhi rispettare il cronoprogramma degli interventi per opere pubbliche che, in questo caso, non potrebbero essere nuovamente appaltate con la conseguenza che si andranno a perdere risorse ingenti per il territorio. Stamattina ho avuto contezza dell'emendamento 38030, che sarà discusso tra poche ore, ed ho appreso che, mentre noi ancora aspettavamo di essere riconvocati per discutere con il Ministro, già la Regione Siciliana aveva concluso l'intesa con lo Stato a far data dal 15 maggio scorso. È ovvio che mi sento preso in giro e sono mortificato per cui questo atto rappresenta l'ultimo monito; ho già firmato la nota che sarà inviata ai Revisori dei Conti che dovranno redigere la relazione per l'avvio della procedura di dissesto perché né io né i dirigenti possiamo continuare a subire questa situazione”.

    I responsabili del settore tecnico e di quello finanziario, rispettivamente il dott. Francesco Roccaforte e il dott. Massimo Ranieri, hanno analizzato la situazione finanziaria della Città Metropolitana di Messina fornendo dati incontrovertibili.

    “La paralisi amministrativa che costringe l'Ente ad operare in regime di gestione provvisoria, - hanno dichiarato i responsabili Roccaforte e Ranieri – impedisce l'attivazione delle procedure di appalto e di esecuzione degli interventi da programmare o già definiti, nell'ambito del Masterplan e di altri programmi a valenza regionale e nazionale. Si rischia di perdere o di veder bloccati investimenti pari, nell'immediato, a circa 44.500.000 di euro ed a medio termine a circa 132.000.000 di euro nel settore delle strade provinciali e dell'edilizia scolastica. In queste condizioni le attività in corso nei settori dell'edilizia scolastica e della viabilità, e quelle portate avanti durante il 2018, con la redazione di oltre 60 progetti cantierabili e con lo svolgimento di circa 50 procedure di gara d'appalto, risultano praticamente vanificate”.

    Al termine della conferenza stampa il Sindaco Metropolitano Cateno De Luca ha annunciato che da subito procederà a barricarsi nella stanza della Presidenza, attuando lo sciopero della fame ad oltranza, e ha dichiarato che da lunedì 10 giugno, se non dovessero giungere notizie positive, procederà alla chiusura di Palazzo dei Leoni.

  • Ex Province. Domani marcia dei Sindaci "Vedremo quanti hanno a cuore il futuro delle Ex Province."

    "Domani vedremo quanti sindaci ed amministratori saranno a Palermo per rivendicare le risorse per evitare il dissesto finanziario delle ex provincie siciliane.  Domani vedremo anche quale sarà la partecipazione alla manifestazione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori a difesa delle ex province."

    Lo dichiarano i deputati regionali Vincenzo Figuccia e Danilo Lo Giudice con il Sindaco metropolitano di Messina Cateno De Luca, che hanno organizzato per domani 15 maggio, in occasione della Festa per l'Autonomia, una "marcia su Palermo" degli amministratori locali.

    "Nei giorni scorsi - ricordano i tre - il Governo regionale ha annunciato un primo provvedimento per salvare le ex Province dal dissesto, in accordo col governo nazionale. Ma è appunto solo un primo passo certamente non risolutivo, perché gli enti intermedi, Città metropolitane o Liberi consorzi, hanno bisogno di interventi strutturali, normativi e finanziari, che siano certezza almeno nel medio periodo."

    "È proprio quello che abbiamo proposto - concludono De Luca, Figuccia e Lo Giudice - con l'ordine del giorno presentato all'Ars, sul quale vedremo chi è davvero dalla parte dei territori e chi lo è solo a parole."

    Domani al termine della manifestazione, una delegazione degli amministratori locali sarà ricevuta dal presidente del Parlamento Siciliano, on. Gianfranco Miccichè, mentre si è in attesa di conoscere la disponibilità del Presidente della Regione on.le Nello Musumeci.

  • Confermata la manifestazione dei Sindaci a Palermo il 15 maggio, a sostegno degli Enti intermedi

    La conferenza Stato Regioni ha sostanzialmente accolto la proposta del Sindaco Metropolitano Catano De Luca di utilizzare il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) per salvare le Città Metropolitane e il Liberi Consorzi Comunali dalla dichiarazione di dissesto finanziario.

    "Ma tale somma, osserva Cateno De Luca, non è sufficiente nemmeno per approvare i bilanci 2017, 2018 e 2019, mentre è necessaria una somma di circa 350 milioni di euro per approvare i bilanci del triennio 2019//2021 e consentire agli Enti intermedi la programmazione degli interventi strategici e l'assolvimento delle funzioni fondamentali, come viabilità, edilizia scolastica e ambiente, riallineandoli con le dotazioni finanziarie già assegnate agli Enti delle Regioni a statuto ordinario”

    Tutto questo mentre dell’originaria assegnazione alla Sicilia di 2,3 miliardi di Euro di fondi FSC, ne risultano spesi solo 100 milioni, con il rischio di revoca di rilevanti risorse finanziarie, in quanto gli interventi dovranno essere, quanto meno, appaltati e i cantieri aperti entro il dicembre 2021.

    "Per tale ragione, continua Cateno De Luca,  è necessario continuare la nostra azione di difesa dei territori con la manifestazione del 15 maggio, alle ore  Il.00, a Piazza Indipendenza a Palermo, a cui tutte le Organizzazioni Sindacali e l'ANCE sono invitate a partecipare, comunicando preventivamente l'adesione alla manifestazione per motivi di ordine pubblico."

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Banner bottom

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Per acconsentire all’uso dei cookie clicca su per maggiori informazioni clicca QUI