Taormina, Sergio Cavallaro nuovo coordinatore  circolo PD, gli auguri dell'ex coordinatore Lisa Bachis

Taormina, Sergio Cavallaro nuovo coordinatore circolo PD, gli auguri dell'ex coordinatore Lisa Bachis In evidenza

Si è svolta ieri pomeriggio a Taormina, presso il Centro Parrocchiale di Via Pirandello, l'elezione  del nuovo vertice del Partito Democratico Taorminese.  L’Assemblea per l’elezione del Coordinamento del circolo cittadino ha deciso che il nuovo coordinatore sarà Sergio Cavallaro, votazione quasi plebiscitaria. Arrivate in redazione   le congratulazioni   dell'ex coordinatore del PD taorminese Lisa Bachis al neo eletto:

"Ho appreso con gioia, afferma Lisa Bachis,  la nomina di Sergio Cavallaro a neo coordinatore del circolo Pd di Taormina. Sergio Cavallaro è un ottimo mediatore ed aperto al confronto con le varie forze cittadine. In previsione degli importanti impegni elettorali del 2018, sono certa che il neo coordinatore farà un egregio lavoro. Gli porgo i miei più sinceri ed affettuosi auguri, prima di tutto come amica ed a seguire, in qualità di soggetto politico".

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  • “La Sicilia nel cuore” di Milena Privitera. Un fiore donato all’Isola e alle donne

    Milena Privitera è giornalista, insegnante, attiva nel campo del volontariato perciò potrei impostare la mia recensione partendo da dati di fatto.

    Non sarebbe, però, corretto perché ignorerei il collante fondamentale che mi lega a questa donna “bella” in ogni senso: l’affetto e l’amicizia. Ero in attesa dell’uscita della raccolta di racconti di Milena, La Sicilia nel cuore, edito da Algra. L’aspettavo perché sapevo che il testo sarebbe stato esattamente come lo avevo immaginato: curato e diretto al cuore dell’Isola. Talune cose, naturalmente, le conosco vista l’amicizia che ci lega. Tra amiche ci si scambiano confidenze, opinioni a tutto campo, e la prorompente spontaneità di Milena “una che non le manda a dire e ve le dice dritte in faccia guardandovi negli occhi” vi dà il certificato di autenticità sui suoi sentimenti e su ciò che di questo “essere donna” ha trasferito tra le pagine di questo libro. Abbiamo un’amicizia costruita su passioni comuni, io e Milena. Nel testo ho ritrovato il suo pensiero, la sua correttezza etica e umana, ad ogni passo. Milena Privitera in La Sicilia nel cuore non parla di sé; racconta – in un fluire di microstorie che compongono motivi floreali su un panno di lino – la macro storia dell’Isola. Questi racconti “storici”, volutamente scelti e ispirati a donne realmente esistite, contengono chiara l’idea di Milena sul ruolo e l’importanza che “le viaggiatrici” hanno avuto nella descrizione della Sicilia tra Ottocento e Novecento. La volontà è stata quella di togliere il velo di offuscamento sulla memoria per riconsegnare queste donne al diritto di testimonianza e alla nostra storia, attraverso la sua scrittura. Due sezioni raggruppano quindici storie suddivise tra XIX e XX secolo. Il testo di Milena non vuole essere “femminista” o “politicamente corretto”,suddividendo in quote rosa narrative il vissuto delle viaggiatrici. Si tratta di un omaggio floreale a loro e a noi. Fiori tra i fiori nei campi di questa nostra terra che incantò, confuse e scatenò passioni contrastanti per le contraddizioni e l’humus delle differenze da cui è composta. Un nuovo sguardo “di donna” sul tema del Grand Tour attraverso gli occhi di altre donne; fusione di cuore e intelletto, viscere e cervello. Donne differenti, provenienti da un’Europa che si disponeva a cambiamenti epocali. Pioniere e portatrici ribelli di un’emancipazione – che in una Sicilia post unitaria sonnacchiosa e rapida nel cogliere opportunità di sopravvivenza – parla per loro bocca. Milena Privitera ne ha tracciato dei ritratti non ideali ma veritieri pur usando il metro del racconto. Le fonti sono state approfondite e analizzate; lo stile è inconfondibile. Lei non ama le eccessive lunghezze o la ridondante prosopopea. Asciutta, accurata, diretta, pulita, la narrazione mette in evidenza i caratteri delle protagoniste: le donne viaggiatrici e l’Isola. La Sicilia svelata negli usi, nei modi di dire, nei caratteri ombrosi e generosi; solitari e collettivi. Le viaggiatrici di Milena – compagne di viaggio in questo tour letterario – osservano, condividono pensieri, ragionano e dicono insieme a Milena, che diviene amica, confidente e medium, per trasmettere emozioni, sensazioni e amore. Tanto amore.

    Ogni racconto è unico come lo è ogni donna presente nel testo. L’intento di Milena tuttavia non è quello di dare una visione romantica dalle sfumature melensi. Consuelo Consoli che ne ha scritto la bella prefazione lo sottolinea: «Le viaggiatrici di Milena, però, non si limitano registrare realtà lontane anni luce dai loro civilissimi ed evoluti salotti londinesi di origine, bensì denunciano, contestano, propongono riforme».

    Naturalmente, ve ne sono alcune legate agli ambienti d’origine e poco propense a voler permanere a lungo nell’isola. Charlotte Mary Nelson Bridport mostra la sua insofferenza nei confronti dei siciliani che le «apparivano arroganti, prepotenti. Tutti bassi, scuri, capelli crespi e baffi impomatati. Alcuni erano così olivastri di carnagione da sembrarle orientali. L’intera isola eramaschile, le donne si vedevano di rado e anche in casa erano al servizio degli uomini. Ai suoi occhi troppo ignoranti e sottomesse». Altre sono “pasionarie” che non si sottraggono all’impegno politico e al vento del cambiamento del XIX secolo.  Speranza Von Schwarz – alias Elpis Melena – è la donna più importante, dopo Anita, nella vita di Garibaldi. Una compagna, un’amica fidata e solida. Una rivoluzionaria che per amore – quell’amore che solo le donne sanno trasformare in energia e azione – sostiene attivamente il generale. Garibaldi, uomo volubile, ha ammirazione e trasporto sincero verso di lei. Lei ha compreso la sua natura, non s’illude ma non lo abbandona, tanto che lo stesso Garibaldi, nella lettera indirizzatale e che costituisce l’incipit del racconto, scrive: «Nell’avvenire io sarò fiero di appartenerVi, e illimitatamente; dunque io sarò più felice quanto più di me disporrete. […] Non dimenticate il Vostro più indegno sì, ma più volenteroso soldato, sempre pronto a servirVi in qualunque circostanza, in qualunque parte dell’Europa».

    La Sicilia nel cuore, a mio avviso, aggiunge un tassello importante al tema del Grand Tour e della letteratura di viaggio. Leggendo questi racconti mi è tornata alla mente un’altra donna che ha scritto alcuni saggi fondamentali sui viaggiatori tra XVIII e XIX secolo: Hélène Tuzet. Un’altra donna che fece un viaggio in Sicilia nel XX secolo e se ne innamorò.

    Viaggiatrice per “ritrovare la Sicilia stessa”. Il medesimo impulso cheha sospinto le viaggiatrici di Milena Privitera, facendocele riconoscere come vicine, conosciute. Amiche.

    Lisa Bachis

  • Quella piazza che accoglie in un abbraccio i sussurri della gente

    Piazza IX aprile a Taormina è un luogo d’incanto. La mattina presto lo è maggiormente. Non è del tutto deserta perché partecipa attivamente al risveglio della città ma c’è un sentire più attutito, come se si camminasse a piedi nudi su un morbido tappeto. Sul Corso inizial’attività umana, la piazza invece è un’oasi riparata e accogliente. I bar somigliano ad occhi sonnacchiosi, stropicciati dai camerieri all’opera, per servire caffè o colazione a chi decide una sosta prima di recarsi al lavoro. Tutto si mostra rallentato e sospeso in quest’angolo, che appare un’offerta votiva agli dei.

    «Il fianco orientale dell’Etna che vi si prospetta davanti, nevoso e fumante alla vetta: scosceso e nero per torrenti di lava nel pendio; poi a metà, intensamente verde per i boschi e le campagne che lo rivestono e che si digradano fino all’ombrosa valle dell’Alcantara, il cui solo nome ricorda il lungo soggiorno che v’ebbero gli Arabi. Poi ad occidente è tutto il prospetto della ‘Ntinnammari, dalla quale il Tauro si stacca colla vetta arsa e capricciosa, e a mezzodì, tutto il semicerchio della costa siciliana sul Jonio, da Giarre ad Acireale, a Catania e giù, giù, sino a Siracusa, oltre la quale talvolta, nella limpidezza di quell’orizzonte orientale si mostra la punta estrema del Capo Passero. E dopo, e sempre, e tutto all’intorno il mare; il mare immenso, senza limiti, vinto dalla immensità sconfinata del cielo!».

    Gustavo Chiesi pubblicava questo reportage per il “Secolo” nel 1889. Da allora, la costa ha intensificato la sua urbanizzazione e nonostante ciò, il profilo e la fisionomia di quel paesaggio hanno mantenuto intatta l’essenza dei luoghi. Luoghi che ancora oggi quella piazza, che accoglie in un abbraccio i sussurri della gente, offre al mondo. Si percepisce un’accoglienza materna, la mattina. Seduta sulla panchina scelgo di volgere le spalle al paesaggio per osservare il resto. Accoglie gli edifici circostanti, la piazza. La torre di mezzo col suo orologio; la chiesa di San Giuseppe; l’ex convento agostiniano sede della biblioteca e dell’archivio storico. Accoglie la ragazza che ha deciso di fare yoga ringraziando il Sole. Si mostra benevola nei confronti degli anziani che prima di andare al mercato a fare la spesa, si affacciano per un saluto al mare e qualche parola sugli ultimi accadimenti della politica nostrana. Pure il giorno della festa del Santo patrono Pancrazio, essa da buona madre accoglie i devoti che fanno affacciare il santo, per ricongiungere l’umano col divino, in riti collettivi senza tempo. Ha una grande anima questa piazza, che s’anima di speranze e raccoglie sussurri e silenzi. Nei borghi, nei luoghi della provincia, il sentimento popolare perdura a dispetto del tempo che passa. Qui i vicchiareddi ancora si siedono ‘ntochianu – la piazza – mentre i carusitti giocanoin mezzo ai turisti, che fanno a gara per postare il selfie migliore sui social. Qui,trovi stretti in un vincolo gli innamorati in un cerchio magico dentro una bolla sospesa sulla piazza. La piazza è generosa, accoglie e protegge. Di mattina si prepara. Anche gli alberi sono spettatori discreti della vita che si insinua tra i lastroni della pavimentazione e le superfici della ringhiera. Nella bella foto di Andrea Jakomin li si vede sull’attenti come gendarmi che stanno a far la guardia. Questi alberi, testimoni e custodi di memorie. C’è anima qui tutt’attorno a me. La luce del mattino non solo rischiara ma riscalda zone d’ombra che noi tutti ci portiamo dentro, chiuse a chiave.

    Lo scrittore Luigi la Rosa, spesso ha dichiarato che «Taormina gli ricorda le atmosfere parigine» e in particolare quelle che respira attorno a questa piazza. Lui lo dice ogniqualvolta viene in città: «Taormina è un luogo del cuore».

    Emanuela Ersilia Abbadessa ha scelto Taormina come ambientazione del suo ultimo romanzo,È da lì che viene la luce, ispirato alla vita di Von Gloeden e che sancisce il legame tra l’autrice e la città, in un anello di affetti che la accompagnano sin da bambina.

    La luce della Piazza cambia durante il giorno, e giorno dopo giorno non è mai la stessa. La foto di Jakomin la rivela in trasparenza. Una piazza in cui, di domenica, si sentono i respiri dormienti delle persone.

    Piazza IX aprile ha sempre accolto tutti, da buona donna del Sud. Li rivedo ancora quei due amici – che affacciati per guardare attraverso il cannocchiale – parlavano come solo loro sapevano fare.

    Un momento prima, Antonio ne tirava fuori una delle sue, sulla filosofia della “Beat generation” e provava a convincere Sergio della validità delle proprie argomentazioni, facendosi immancabilmente mandare a quel paese dall’amico di una vita. Perché tra amici veri, è così che si fa. Ci si sopporta amorevolmente. Li vedochiari e definiti nel ricordo, perché la piazza accoglie il mio e il ricordo di noi tutti; quelli che sono rimasti qui a raccontare e quelli che hanno scelto di andarsene, lasciandoci parole scritte.

    A me piace pensare che la piazza di tanto in tanto – dipende dalla luce e dal giorno – mi restituirà quelle immagini e quelle voci.

    Dedicato a Sergio Claudio Perroni.

    Lisa Bachis

  • TAORMINA. I CONSIGLIERI ABBATE E STERRANTINO ADERISCONO AL PROGETTO SICILIA VERA.

    Ad annunciarlo sulla sua pagina facebook è il deputato regionale e sindaco di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice. La campagna acquisti di Sicilia Vera prosegue e incassa nuove adesioni.

    “La politica, afferma Lo Giudice, è prima di tutto passione, impegno, formazione, idee, confronto, sintesi e competenza: tutti elementi essenziali per creare la buona amministrazione richiesta dai cittadini. La crisi della “Politica”, concettuale e di sostanza, non ha fatto altro che affievolire lo spirito e il senso di appartenenza dei tanti militanti ai partiti politici. Ciò ha spinto chi ha deciso di spendersi per la collettività a fare scelte non convenzionali, coraggiose e proiettate al futuro. Per questo motivo, afferma Lo Giudice, voglio ufficializzare che gli amici Salvo Abbate e Giuseppe Sterrantino, entrambi consiglieri comunali di Taormina, hanno deciso di aderire con grande convinzione e voglia di fare al nostro progetto politico, basato sulla politica del fare.”

    “Abbiamo deciso di appoggiare questo progetto, spiegano Abbate e Sterrantino, perché in tale progetto e soprattutto nella persona riscontriamo tutti elementi di concretezza. Primo grande obiettivo politico da portare avanti l’appoggio alla candidata Dafne Musolino alle prossime elezioni europee del 26 maggio 2019. Si tratta di una scelta senza sé e senza ma”, affermano i consiglieri Abbate e Sterrantino, che ci porta a sposare un progetto fatto di donne e uomini che hanno dato dimostrazione che la buona amministrazione si può fare, progetto lungimirante e rivoluzionario che ha come primo obiettivo il benessere del comprensorio.”

    “Sono molto felice della decisione degli amici Abbate e Sterrantino, ammette l’On. Lo Giudice, anche se la loro vicinanza non era in dubbio ma questo passo ci consentirà di operare in maniera più concreta ed efficace a Taormina e nel comprensorio”.

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