TAORMINA. SI DIMETTE ANDREA RANERI: INADEGUATO RISPETTO AD UN MODO DI FARE POLITICA CHE NON MI APPARTIENE

TAORMINA. SI DIMETTE ANDREA RANERI: INADEGUATO RISPETTO AD UN MODO DI FARE POLITICA CHE NON MI APPARTIENE In evidenza

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di dimissioni presentata dall'attuale vicesindaco Andrea Raneri al Primo cittadino Eligio Giardina:

 

Signor Sindaco,

le scrivo questa mia per rassegnarle formalmente e irrevocabilmente le mie dimissioni, rimettendole il mandato che ho avuto l’onore e l’onere di ricevere il 22 giugno del 2017 quale vicesindaco e assessore alla Cultura in seno alla sua Giunta nel governo della Città. Questa mia determinazione è frutto di ponderate riflessioni e idee che da tempo si sono sempre più rafforzate, fino a divenire imprescindibili convincimenti. Solo lo spirito di servizio e l’abnegazione con il quale ho accolto queste responsabilità mi ha frenato nel procedere molto prima di questo giorno. Sono sicuro che questa mia determinazione le consentirà adesso di firmare il contratto con le suore Francescane. È tutto pronto deve solo firmare, non perda tempo. Sono sicuro che il responsabile dell’ufficio tecnico, ing. Massimo Puglisi, di cui lei ha grande stima – come riportano le sue innumerevoli dichiarazioni sui giornali – a lei non metterà bastoni tra le ruote.

Come ho avuto modo di rappresentarle in più occasioni e in più sedi, mentre lei onorava i buoni rapporti della città di Taormina con l’America del presidente Donald Trump, il 3 novembre scorso, io firmavo un contratto morale con i bambini, i genitori e i rappresentati scolastici per uscire fuori da un’emergenza che viene prima di tutti noi e di qualsiasi nostra aspirazione politica. Devono prevalere sempre le ragioni di ordine etico e morale a quelle di ordine politico e personale e con questo convincimento mi sono sempre mosso all’interno dell’Amministrazione da lei guidata.

Quando, ormai cinque anni fa, decisi di partecipare al suo progetto politico sapevamo entrambi che avrei potuto portare il mio contributo nell’amministrazione della città soprattutto per quanto concerne le tematiche ambientali. I seguenti successi elettorali, che la portarono a ricoprire la carica di primo cittadino, il positivo risultato ottenuto dalla lista “Taormina 2013” - ed il mio personale - determinarono la mia nomina alla presidenza del Consorzio Rete Fognante. Da allora, ho lavorato con impegno e dedizione, per la concretizzazione di un nuovo piano industriale che partiva dalla gestione in house dei servizi di depurazione per arrivare alla definizione di un sistema idrico integrato. Sul passaggio al Consorzio dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione, è stato proprio il Comune di Taormina a frenare. Oltre ad un notevole risparmio sulle bollette dei contribuenti con il sistema idrico integrato avremmo raggiunto elevati standard di qualità e innovazione tecnologica proseguendo quanto avviato con la gestione in house. Gestendo direttamente i servizi di depurazione il Consorzio Rete Fognante ha risparmiato circa 300 mila euro l’anno, somme che abbiamo reinvestito nella manutenzione degli impianti con interventi capillari su tutta la condotta fognaria.

A fronte dei risultati ottenuti come presidente del Consorzio Rete Fognante a giugno dello scorso anno, a seguito delle dimissioni del vicesindaco Mario D’Agostino, mi ha proposto di entrare in Giunta per occuparmi di Servizi sociali, Cultura, Partecipate, Programmazione, Innovazioni e Risorse Tecnologiche, Patrimonio, Protezione Civile, Sport. Nelle deleghe da Lei assegnatemi non rientrava né la Pubblica Istruzione né i Lavori Pubblici, ma comunque non ho esitato ad aiutarla nella risoluzione dell’annoso problema delle scuole taorminesi. I bambini hanno il sacrosanto diritto di crescere e studiare in un luogo accogliente e sicuro. Partendo da questo intoccabile assunto mi sono subito attivato, studiando gli atti e verificando lo stato dei plessi scolastici taorminesi, per trovare la soluzione più consona al trasferimento degli alunni delle classi elementari di Taormina centro. La ricerca di una alternativa alla Ugo Foscolo mi ha portato all’istituto delle suore Francescane. Ho avviato i contatti con i responsabili dell’Istituto religioso, raggiunto l’accordo economico con la controparte e superato tutte le criticità che mi venivano sollevate dall’ufficio tecnico comunale. Adesso faccio un passo indietro, non mi interessa intestarmi nessuna “vittoria”, voglio solo che si arrivi in tempi brevi alla firma del contratto e che si rispettino gli impegni presi con le famiglie degli studenti.

 

La vicenda della scuola mi ha portato alla convinzione di essere diventato inadeguato rispetto ad un modo di fare politica che non condivido, che non comprendo e soprattutto che non mi appartiene. Una convinzione maturata anche a seguito alla valutazione del tutto negativa di come è stata gestita la liquidazione di Asm. Da assessore alle partecipate ho avviato una ricognizione sullo stato di salute dell’Azienda Servizi Municipalizzati. Le ho anche inviato una relazione per metterla a conoscenza delle criticità relative alla mancata approvazione dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2014, 2015 e 2016; nella quale richiedevo un suo immediato intervento per accelerare la chiusura della fase di liquidazione. Richiesta che è rimasta lettera morta, salvo innescare un assurdo “mobbing politico”. Anche in questa legislatura si è persa l’occasione di rilanciare l’azienda cittadina e ridare dignità ai dipendenti. L'elenco delle occasioni mancate, purtroppo, è piuttosto lungo: dalla mancanza di controllo del territorio con una carenza cronica del personale di polizia municipale ai vari finanziamenti persi, dall'assenza totale di progettazione per i finanziamenti in essere alla viabilità lasciata alla buona volontà dei cittadini, dal piano spiaggia mai attuato che ha penalizzato la frazione di Mazzeo all'assenza di un progetto concreto per lo sviluppo di Trappitello, dalla villa comunale che cade a pezzi come del resto la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni alla mancata valorizzazione delle risorse umane del Comune che in cinque anni non hanno partecipato a nessun corso di aggiornamento e come non parlare anche del totale disastro all’asilo nido causato dagli scellerati provvedimenti intrapresi che hanno ridotto il numero dei bambini da 36 a 16 cagionando disagi alle famiglie e mi fermo perché l’elenco sarebbe troppo lungo.

Signor Sindaco non si possono raggiungere risultati positivi per la città e i cittadini con un impegno di due-tre ore al giorno e con una Giunta completamente in disaccordo con gli uffici. Taormina ha bisogno di un sindaco h24, che la mattina arrivi per primo ed esca per ultimo, che lavori d’intesa con la propria squadra e i dipendenti comunali per cercare di risolvere tutte le problematiche che interessano la città.

Chiudo questa mia, comunque ringraziandola per avermi dato, al tempo, fiducia ed oggi, suo malgrado, la convinzione che io possa contribuire più di  lei per il buon governo della città. 

 

Taormina, 19 marzo 2018
Andrea Raneri

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    Senza indennità e senza lavoro, da Taormina alle Isole Eolie. Sono i lavoratori stagionali dei settori Commercio, Turismo e Servizi che da mesi hanno terminato l’indennità di disoccupazione NASPI e adesso sono senza reddito. La Fisascat Cisl ha contestato più volte ai precedenti governi «l’iniqua una riforma scellerata che ha ridotto il periodo e quindi l’indennità penalizzando i lavoratori». Adesso gli stagionali, che erano in attesa di iniziare a lavorare, con le chiusure a causa dell’emergenza Coronavirus, sono rimasti senza contratto. «Stagionali disoccupati, senza lavoro e senza indennità», è la denuncia del sindacato per un "Decreto Cura Italia" che rappresenta «l'ennesimo schiaffo ai lavoratori del commercio turismo e servizi». «Inoltre, mentre agli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali è stata riconosciuta un indennità per il mese di marzo pari a 600 euro – spiegano Salvatore D’Agostino e Pancrazio di Leo della Fisascat Cisl Messina - i lavoratori stagionali del commercio non sono stati considerati nel decreto “Cura Italia”». Drammatica la situazione in provincia di Messina, dove ci sono importanti realtà turistiche come Taormina e le Isole Eolie. «In queste località, a fronte di un periodo medio di lavoro di circa 3 mesi, i lavoratori hanno percepito solo un mese e mezzo di Naspi e gli Stagionali del Turismo Commercio e Servizi sono stati esclusi dagli ammortizzatori-sociali ordinari o in deroga». Secondo la Fisascat di Messina lo Stato e la Regione in Sicilia non hanno considerato i lavoratori stagionali, «intere famiglie ridotte alla miseria e in difficoltà anche per poter acquistare le materie di prima necessità per poter sopravvivere. Non è giusto che i lavoratori stagionali del commercio siano trattati diversamente e penalizzati rispetto ad altri settori oggi privilegiati – concludono D’Agostino e Di Leo – per questo chiediamo un intervento immediato del ministro Catalfo e del presidente della Regione Musumeci.

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     "A Taormina e nell'intero comprensorio ionico, nella zona tirrenica e nell'intero comprensorio i lavoratori stagionali sono ormai ridotti alla fame, costretti a vivere nella drammatica condizione di miseria senza lavorare più ormai dallo scorso autunno. Dovranno affrontare il 2021 senza indennità e senza contribuzione ai fini pensionistici ma il Governo di questo non si preoccupa. Forse non si riesce a comprendere che siamo di fronte ad una bomba ad orologeria, una vera e propria polveriera sociale che rischia di esplodere e riguarda il dramma di migliaia di famiglie". L'allarme viene rilanciato dalla Fisascat Cisl Messina.

    "La maggior parte dei lavoratori da dicembre sono senza indennità, avendo usufruito l’indennità di disoccupazione Naspi - spiegano i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D'Agostino e Pancrazio Di Leo -, una riforma scellerata che ha ridotto il periodo e quindi l’indennità penalizzato gli stagionali del turismo commercio e servizi. Tale riforma è stata contesta ai precedenti governi più volte dalla Fisascat Cisl e dai lavoratori. I lavoratori stagionali del Commercio e Turismo erano in attesa che iniziasse la stagione turistica per riprendere a lavorare, ma con la situazione esistente le aziende aperte hanno già chiuso, e chi doveva aprire ad inizio aprile non ha potuto aprire. La chiusura e la mancata apertura delle attività Turistiche e Commerciali ha prodotto lavoratori disoccupati, senza lavoro e senza un reddito minimo per poter sopravvivere con le proprie famiglie, non dimentichiamo che la maggior parte dei nuclei familiari è monoreddito al Sud".

     "Il "Decreto Cura Italia" mortifica, ancora una volta, i lavoratori del turismo. Ci aspettavamo un segnale di sostegno ai lavoratori stagionali e invece è arrivato soltanto un assegno di 600 euro che equivale ad una "mancia", o per meglio dire "un'elemosina". Un altro caso emblematico sono i lavoratori stagionali che erano stati assunti dopo il 23 febbraio e oggi si trovano esclusi dalla cassa integrazione ordinaria e in deroga, rimanendo sospesi, senza salario e senza indennità, attualmente senza salario attendono che sia effettuata l’estensione del decreto potendo cosi usufruire anche loro degli ammortizzatori. Ancor più eloquente e drammatica appare la situazione degli stagionali nelle Isole Eolie, importante realtà turistica dove a fronte di un periodo medio di lavoro pari a circa 3 mesi, i lavoratori hanno percepito solo un mese e mezzo di Naspi".

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