TAORMINA. Villaggio Le Rocce verso al fruizione pubblica. La soddisfazione del presidente del consiglio Lucia Gaberscek

TAORMINA. Villaggio Le Rocce verso al fruizione pubblica. La soddisfazione del presidente del consiglio Lucia Gaberscek In evidenza

Nelle scorse settimane il futuro del Villaggio Le Rocce era stato al centro di un incontro tra il sindaco di Taormina Mario Bolognari e il sindaco della Città metropolitana Cateno De luca. Nel corso dell’incontro De Luca si era detto pronto a consegnare le chiavi e quindi la titolarità del Villaggio Le Rocce al Comune di Taormina.

Una possibilità che oggi il presidente del consiglio di Taormina Lucia Gaberscek commenta così: “Le notizie sul futuro del villaggio le Rocce da parte del Sindaco Metropolitano Cateno De Luca non possono che confortarci e lasciarci soddisfatti. Già nelle scorse settimane avevamo sollevato la questione riguardante il futuro del villaggio e ci eravamo interfacciati riservatamente con l’onorevole Danilo Lo Giudice e con lo stesso Cateno De Luca. Rimaniamo cauti, ma le parole del sindaco metropolitano vanno nella direzione da noi sempre auspicata: la fruizione pubblica del bene. Sarebbe una svolta storica, prosegue Gaberscek,  se il Comune riuscisse ad acquisire la titolarità del bene. Studieremo e faremo le valutazioni sulla fattibilità e manterremo un dialogo fitto e costante con la città metropolitana al fine di trovare la soluzione che possa essere quella percorribile ed ottimale per la nostra Città. Taormina ha da sempre tentato di ritagliarsi un ruolo da co protagonista sul futuro del villaggio, un bene che è da sempre nel cuore dei taorminesi. La questione, conclude Lucia Gaberscek, arriverà in consiglio comunale, sede inderogabile di ogni decisione chiave per la nostra comunità, ma arriverà con una apertura di dialogo importante e con la opportunità di una soluzione favorevole per l’intera Città.”

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    Youth Sports Fair Chance è il progetto presentato nell'aula consiliare del comune di Taormina che vede protagonisti partner provenienti dai seguenti paesi europei: Croazia, Bulgaria, Slovenia, Italia, Nord Macedonia, Serbia e Bosnia-Erzegovina.  Il progetto durerà  24 mesi (dal 1 gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2020).

    L'biettivo è quello di combattere la violenza e affrontare il il tema del razzismo, la discriminazione e l'intolleranza nello sport anche in occasione di eventi sportivi.

    Il progetto mira infatti a identificare, sviluppare e raccogliere le migliori pratiche relative allo sport che contribuiscono in modo ottimale alla diffusione di messaggi positivi legati al rispetto, alla lotta contro la discriminazione e al razzismo e alla prevenzione di tutte le forme di violenza nello sport.

    Il progetto promuoverà anche i valori dello sport come elemento chiave per la lotta contro l'intolleranza, il razzismo e altre forme di discriminazione e focalizzerà l'attenzione sulla rilevanza dello sport per uno sviluppo integrale dei giovani.

    Gli obiettivi specifici dell'azione progettuale sono basati su:

    1. Sviluppo e attuazione di misure per combattere la violenza e il razzismo nello sport attraverso l'introduzione di metodologie educative in ​​tutta Europa;
    2. Rafforzamento della capacità (abilità e competenze) degli insegnanti di educazione fisica per combattere la violenza e glia tteggiamenti di razzismo, discriminazione e l'intolleranza nello sport;
    3. Rafforzare la consapevolezza dei principali soggetti interessati e del target group di riferimento (insegnanti di educazione fisica, associazioni sportive, autorità sportive locali o nazionali) sull'importanza di nuove misure per combattere la violenza e contrastare il razzismo, la discriminazione e l'intolleranza nello sport
    4. Sostenere il dialogo interculturale, il senso di appartenenza e la partecipazione attraverso i principali valori del fair play negli sport giovanili e prevenire la violenza, la discriminazione e l'intolleranza
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    6. Sensibilizzare gli alunni delle scuole elementari sulla lotta alla violenza e combattere il razzismo, la discriminazione e l'intolleranza nello sport

     

    Questo progetto è stato cofinanziato dal programma Erasmus +  - Sport dell'Unione europea, per un  valore totale di 365 525 EUR.

     

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    “Sento il dovere di restituire qualcosa ad altri, visto che mia moglie è una trapiantata”: così un turista canadese in vacanza a Taormina, ha manifestato il proprio entusiasmo per il consenso alla donazione degli organi espresso dalla moglie del fratello 60 enne, deceduto all’A.O.U. Policlinico “G. Martino” di Messina. Tutto è iniziato con un malore accusato nella Perla dello Jonio, dove si trovava in vacanza insieme alla famiglia. Un gesto che assume ulteriore valenza nell’anno che segna il 25° anniversario della morte di Nicholas Green, il bimbo americano diventato un vero e proprio simbolo della cultura della donazione. 

    “Oltre al fratello - dice il dott. Francesco Puliatti, il Coordinatore della  Donazione e Trapianto d' Organi e Tessuti del Policlinico - tutti i familiari hanno manifestato la volontà di procedere al prelievo di organi, ricordando la generosità del congiunto e, appunto, come lui stesso fosse stato in qualche modo segnato dalla generosità di altri pazienti, che avevano donato una nuova speranza alla moglie. Si sono così attivate le procedure per il prelievo del fegato e dei due reni, a cura dell’equipe dell'Ismett di Palermo che ha operato con il fondamentale supporto dei dott. Olivia Penna (referente del Coordinamento della A.O.U.) e del Dott. Alberto Noto della Rianimazione del Policlinico. Le cornee, invece, sono state prelevate dalla dott.ssa Felicia Ferreri della U.O.C. di Oftalmologia del Policlinico e inviate alla Banca degli occhi.

    Sono stati, come sempre, momenti particolarmente toccanti, in cui si sono incrociati il dolore per la morte di una persona e la gioia per un gesto, quello della donazione, che ha una valenza fondamentale, ma per la cui riuscita non si può prescindere dall’efficienza di una macchina organizzativa complessa. In tal senso, da parte mia, devo rivolgere un ringraziamento al management aziendale, in particolare al Direttore Generale dell’A.O.U., Giuseppe Laganga, e al Direttore sanitario, Antonino Levita, perché stanno supportando pienamente le azioni del Coordinamento di cui sono responsabile, facendo si che il Policlinico di Messina si confermi un punto di riferimento di sempre maggiore importanza in questo settore”.

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