TAORMINA. D'AVENI "LA CITTÀ E' SICURA"

TAORMINA. D'AVENI "LA CITTÀ E' SICURA" In evidenza

“Respingiamo con forza il messaggio secondo cui Taormina è luogo di malaffare e illegalità.” A dichiararlo è il consigliere comunale Antonio D’Aveni, ex Presidente del Consiglio e candidato alle scorse elezioni regionali con Nello Musumeci.

Il riferimento è ai recenti fatti di cronaca che hanno posto la Perla dello Jonio sotto una luce ambigua e poco aderente alla realtà.

“ Siamo grati alle Forze dell’ordine, afferma D’Aveni, per la costante azione a tutela del territorio e della legalità ma non possiamo accettare che un singolo episodio getti un’ombra sull’onestà che contraddistingue Taormina e i suoi cittadini. Taormina è un luogo tranquillo, in cui il tasso di criminalità è limitato a sporadici e singoli episodi che neanche lontanamente minano la sicurezza della città. Alcune dichiarazioni, non ultime quelle del sindaco che parla di presenza pesante e insopportabile come se fosse cosa risaputa, sono inaccettabili. Da consigliere comunale respingo con forza l’immagine di una Taormina stretta nella morsa dell’illegalità. Taormina è  un luogo sicuro in cui venire per trascorrere le vacanze e in cui operatori economici anche importanti possono pensare di investire senza alcun timore.”

 

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    Youth Sports Fair Chance è il progetto presentato nell'aula consiliare del comune di Taormina che vede protagonisti partner provenienti dai seguenti paesi europei: Croazia, Bulgaria, Slovenia, Italia, Nord Macedonia, Serbia e Bosnia-Erzegovina.  Il progetto durerà  24 mesi (dal 1 gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2020).

    L'biettivo è quello di combattere la violenza e affrontare il il tema del razzismo, la discriminazione e l'intolleranza nello sport anche in occasione di eventi sportivi.

    Il progetto mira infatti a identificare, sviluppare e raccogliere le migliori pratiche relative allo sport che contribuiscono in modo ottimale alla diffusione di messaggi positivi legati al rispetto, alla lotta contro la discriminazione e al razzismo e alla prevenzione di tutte le forme di violenza nello sport.

    Il progetto promuoverà anche i valori dello sport come elemento chiave per la lotta contro l'intolleranza, il razzismo e altre forme di discriminazione e focalizzerà l'attenzione sulla rilevanza dello sport per uno sviluppo integrale dei giovani.

    Gli obiettivi specifici dell'azione progettuale sono basati su:

    1. Sviluppo e attuazione di misure per combattere la violenza e il razzismo nello sport attraverso l'introduzione di metodologie educative in ​​tutta Europa;
    2. Rafforzamento della capacità (abilità e competenze) degli insegnanti di educazione fisica per combattere la violenza e glia tteggiamenti di razzismo, discriminazione e l'intolleranza nello sport;
    3. Rafforzare la consapevolezza dei principali soggetti interessati e del target group di riferimento (insegnanti di educazione fisica, associazioni sportive, autorità sportive locali o nazionali) sull'importanza di nuove misure per combattere la violenza e contrastare il razzismo, la discriminazione e l'intolleranza nello sport
    4. Sostenere il dialogo interculturale, il senso di appartenenza e la partecipazione attraverso i principali valori del fair play negli sport giovanili e prevenire la violenza, la discriminazione e l'intolleranza
    5. Creare una rete di esperti e organizzazioni a livello europeo allo scopo di prevenire la violenza nello sport
    6. Sensibilizzare gli alunni delle scuole elementari sulla lotta alla violenza e combattere il razzismo, la discriminazione e l'intolleranza nello sport

     

    Questo progetto è stato cofinanziato dal programma Erasmus +  - Sport dell'Unione europea, per un  valore totale di 365 525 EUR.

     

  • TAORMINA. MORTE TURISTA CANADESE. DONATI GLI ORGANI

    “Sento il dovere di restituire qualcosa ad altri, visto che mia moglie è una trapiantata”: così un turista canadese in vacanza a Taormina, ha manifestato il proprio entusiasmo per il consenso alla donazione degli organi espresso dalla moglie del fratello 60 enne, deceduto all’A.O.U. Policlinico “G. Martino” di Messina. Tutto è iniziato con un malore accusato nella Perla dello Jonio, dove si trovava in vacanza insieme alla famiglia. Un gesto che assume ulteriore valenza nell’anno che segna il 25° anniversario della morte di Nicholas Green, il bimbo americano diventato un vero e proprio simbolo della cultura della donazione. 

    “Oltre al fratello - dice il dott. Francesco Puliatti, il Coordinatore della  Donazione e Trapianto d' Organi e Tessuti del Policlinico - tutti i familiari hanno manifestato la volontà di procedere al prelievo di organi, ricordando la generosità del congiunto e, appunto, come lui stesso fosse stato in qualche modo segnato dalla generosità di altri pazienti, che avevano donato una nuova speranza alla moglie. Si sono così attivate le procedure per il prelievo del fegato e dei due reni, a cura dell’equipe dell'Ismett di Palermo che ha operato con il fondamentale supporto dei dott. Olivia Penna (referente del Coordinamento della A.O.U.) e del Dott. Alberto Noto della Rianimazione del Policlinico. Le cornee, invece, sono state prelevate dalla dott.ssa Felicia Ferreri della U.O.C. di Oftalmologia del Policlinico e inviate alla Banca degli occhi.

    Sono stati, come sempre, momenti particolarmente toccanti, in cui si sono incrociati il dolore per la morte di una persona e la gioia per un gesto, quello della donazione, che ha una valenza fondamentale, ma per la cui riuscita non si può prescindere dall’efficienza di una macchina organizzativa complessa. In tal senso, da parte mia, devo rivolgere un ringraziamento al management aziendale, in particolare al Direttore Generale dell’A.O.U., Giuseppe Laganga, e al Direttore sanitario, Antonino Levita, perché stanno supportando pienamente le azioni del Coordinamento di cui sono responsabile, facendo si che il Policlinico di Messina si confermi un punto di riferimento di sempre maggiore importanza in questo settore”.

    Un riscontro importante all’impegno dei medici dell’A.O.U. “G. Martino” è arrivato dagli stessi familiari del turista deceduto, i quali hanno voluto ringraziare tutto il personale per la sensibilità e la professionalità dimostrata nel prendersi cura del loro congiunto e nel gestire le delicate fasi della comunicazione della morte e della possibilità di donazione.

    Un gesto che, come detto, arriva in coincidenza con l’anniversario della tragica scomparsa di Nicholas Green e di quella decisione dei genitori che fece commuovere un Paese intero. “Quella è stata - conclude il dott. Puliatti - una grande lezione per tutti, un esempio che dobbiamo continuare a ricordare ed a tramandare, soprattutto a vantaggio delle generazioni più giovani, perché la cultura della donazione possa essere continuamente alimentata, una lezione che oggi la famiglia di questo sfortunato turista canadese ci ha rammentato”.

  • Taormina. Oltre 1kg di droga in casa. In manette un 36enne

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    La sostanza stupefacente, il bilancino ed il denaro sono stati sequestrati e l’uomo è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

    Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina in attesa dell’udienza di convalida.  

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