Nella mattina del 30 Gennaio, i Carabinieri della Stazione di Francavilla di Sicilia, hanno arrestato in flagranza di reato il 39enne G.S. in quanto ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia.

L’arresto scaturisce dalla richiesta di aiuto della moglie del G.S., rivoltasi nella mattinata del 30 Gennaio alla caserma del luogo per denunciare la condotta minacciosa del marito posta in essere poco prima nei suoi confronti. Lo stesso G.S. giungeva poco dopo presso la Stazione anzidetta con il proposito di costringerla a non denunciare i fatti.

Le immediate indagini hanno consentito di comprovare i fatti denunciati dalla vittima, oggetto da parte del marito di reiterate vessazioni con minacce di morte e percosse, risalenti già da Ottobre 2019. Ad aggravare il quadro probatorio a carico del G.S. è stato appurato che questi ha posto analoghe condotte vessatorie anche ai danni del figlio maggiorenne della coppia.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari presso l’abitazione della propria madre in Catania in attesa di essere giudicato con il rito direttissimo. Nella mattinata di venerdì 31 gennaio, l’uomo è stato condotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri.

 

 

Pubblicato in Cronaca

I Carabinieri della Stazione di Francavilla di Sicilia con l’ausilio dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, nell’ambito dei servizi tesi a prevenire e reprimere il fenomeno degli stupefacenti, disposti dal superiore Comando Compagnia di Taormina, hanno tratto in arresto, nella giornata di ieri, un giovane pusher del posto P.A. trentenne, già conosciuto  alle forze dell’ordine, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

 I militari, seguendo un flusso di giovani assuntori che dai paesi limitrofi giungevano sino al territorio di Francavilla di Sicilia, sono entrati in azione fermando il soggetto che è stato immediatamente  sottoposto a perquisizione domiciliare e personale.

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 5 confezioni di sostanza stupefacente, del peso complessivo di 1 kilo e 230 grammi circa, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza.

Inoltre i militari hanno sottoposto a sequestro anche due radiotrasmittenti portatili verosimilmente  usate per l’attività di spaccio.

L’arrestato, espletate formalità di rito,  è stato accompagnato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida innanzi la competente Autorità Giudiziaria di Messina.

Pubblicato in Cronaca

I Carabinieri della Compagnia di Taormina tra il fine settimana scorso e l’inizio settimana dopo aver intensificato i controlli tesi alla prevenzione e repressione dei reati in genere ma soprattutto di quelli contro il patrimonio hanno notificato ad un soggetto italiano trentacinquenne di Limina (ME) un ordine di esecuzione per la carcerazione poiché dovrà scontare un residuo di pena di 4 mesi e 9 giorni per il reato di dichiarazioni mendaci rese a pubblico ufficiale nell’anno 2009.

A Francavilla di Sicilia invece i militari della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio una ragazza trentenne, volontaria presso un’associazione poiché fermata per un normale controllo di polizia i militari hanno notato nell’abitacolo della sua vettura tracce di probabile sostanza stupefacente. Estesa la perquisizione anche all’interno dell’abitazione i militari rinvenivano, sottoponendoli a sequestro, 14 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana abilmente occultati all’interno di due contenitori di latta posti sopra al comodino della propria stanza da letto.

In Gaggi, i militari della Stazione Carabinieri di Graniti hanno deferito in stato di libertà un settantacinquenne insospettabile per ricettazione poiché in seguito ad un controllo presso la sua abitazione i militari hanno rinvenuto un autoveicolo privo di targhe. I Carabinieri della Stazione per vederci chiaro hanno fatto ulteriori accertamenti sino a capire che quell’autovettura fosse oggetto di furto ed asportata in Catalabiano nello scorso mese di gennaio.

I Carabinieri di Santa Teresa di Riva, infine,  hanno denunciato in stato di libertà un cittadino italiano quarantenne residente a Messina per violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro poiché in seguito ad un controllo alla circolazione stradale, l’uomo è stato sorpreso alla guida della propria autovettura già sottoposta a sequestro amministrativo.      

Pubblicato in Cronaca

I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina hanno individuato un vero e proprio sistema illecito connesso alla vendita ed all’ampliamento illegale di loculi e tombe, siti nel cimitero monumentale nel Comune di Francavilla di Sicilia (Me).

Le accurate indagini, durate diversi mesi, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, Sost. Proc. dott. Antonio Carchietti, hanno permesso di rilevare, anche grazie a indagini tecniche, come il precedente custode del cimitero, il dipendente comunale Tindaro SCIRTO , destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, dott.ssa Maria Militello, sfruttando la funzione pubblica rivestita e con l’ausilio di altri indagati – tra i quali figurano funzionari comunali, un medico dell’A.S.P. di Messina, operai   edili   nonché   prossimi   congiunti   di   alcuni   defunti   –   tenesse   una   serie   di comportamenti illegali.

In particolare, i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto come in più occasioni il predetto soggetto, dietro il pagamento di compensi dai 3.500 ai 5.000 euro, avesse indebitamente simulato la compravendita di spazi destinati ai defunti, approfittando anche della buona fede degli aventi diritto, facendo loro firmare alcuni documenti che consentivano di disporre dei luoghi di sepoltura a favore degli eredi di altri defunti. In altre circostanze l’arrestato si faceva promotore dell’ampliamento di loculi già esistenti, in totale assenza delle prescritte autorizzazioni, previste anche per le aree sottoposte a vincoli architettonici.

Con altre condotte, in concorso con distinti indagati, aveva, inoltre, proceduto a spostare dal cimitero monumentale a quello di più recente costruzione un defunto al fine di disporre di più spazio a disposizione.

Significativa, in un caso, la modalità con cui è stata resa disponibile per la nuova sepoltura la tomba occupata dal precedente defunto, i cui resti sono stati riposti in una semplice busta di plastica lasciata all’interno della tomba, poi fatta occupare da un altro soggetto. Analoga sorte per le spoglie mortali di altre persone le cui generalità venivano cancellate dalle originarie stele marmoree.

Al fine di mascherare la propria condotta illecita,il precedente custode falsificava inoltre i registri cimiteriali ed i verbali di estumulazione e tumulazione.

I finanzieri hanno constatato come il principale indagato sfruttasse la conoscenza del luogo di culto e dei suoi frequentatori per individuare i loculi o le tombe che difficilmente sarebbero state reclamate da eventuali eredi e che il cimitero monumentale venisse considerato più prestigioso di quello di più recente costruzione.

I finanzieri dipendenti dal Comando Provinciale di Messina hanno, pertanto, denunciato complessivamente 17 soggetti, tra cui, oltre al predetto custode e suoi collaboratori, alcuni familiari di defunti che avevano pagato la indebita somma per assicurare ai propri cari una sepoltura presso il cimitero monumentale e due funzionari del comune di Francavilla di Sicilia precedentemente addetti al servizio cimiteriale; uno di questi ultimi, con funzioni di vigilanza e controllo sulle operazioni connesse alle attività di sepoltura, è stato proposto dal predetto Sostituto Procuratore per la misura dell’interdizione dai pubblici uffici, unitamente al citato precedente custode.

I reati contestati ai vari soggetti indagati sono: corruzione ed istigazione alla corruzione, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio e sottrazione di cadavere, ricettazione, falso ideologico nonché esecuzione di lavori su area sottoposta a vincolo architettonico in difetto di autorizzazioni.

Pubblicato in Cronaca

E’ trascorso quasi un anno da quando un incendio doloso ha distrutto i locali del Centro Lilliput di Francavilla di Sicilia che ospitano la mensa sociale promossa e gestita dall'associazione Penelope con il contributo del Comune di Francavilla di Sicilia. I locali, siti in via Liguria, la notte tra il 12 e il 13 febbraio dello scorso anno venivano avvolti dalle fiamme e danneggiati costringendo l’associazione Penelope a bloccare per la prima volta dopo oltre 10 anni tutte le attività connesse al centro, dal segretariato sociale e inserimento lavorativo per italiani e stranieri in situazione di bisogno, allo sportello per il microcredito familiare alla mensa sociale che funzionava tutti i giorni (festivi compresi) con la fornitura dei pasti principali (pranzo e cena) a 23 utenti adulti segnalati dall'ufficio di servizio sociale del Comune di Francavilla di Sicilia.
Un atto vile che ha ferito al cuore la comunità di Francavilla di Sicilia e i tanti utenti del centro.
Oggi però finalmente il centro Lilliput ricominciare a vedere la luce. Sono infatti iniziati i lavori di ripristino dei locali grazie ai tanti cittadini solidali della Valle Alcantara che, partecipando al sorteggio di beneficienza promosso dall'associazione Penelope, hanno permesso l'acquisto dei materiali necessari.
“Chiediamo a tutti, è l’appello del Presidente dell’associazione Penelope Giuseppe Bucalo, un ultimo decisivo sforzo per portare a termine questa impresa di solidarietà dal basso e permettere di saldare i debiti e coprire le ultime spese per provare a riattivare la mensa prima di Natale. Facciamoci questo regalo. Aggiungiamo un posto a tavola.”

Pubblicato in Attualità

Carissimi/e

come saprete, nella notta fra il 12 e il 13 febbraio 2015, un incendio doloso ha danneggiato la mensa sociale che l’associazione Penelope gestisce in via Liguria a Francavilla di Sicilia, determinandone la chiusura temporanea.

La mensa, al momento della sua chiusura, supportava oltre 20 persone in situazione di povertà, fornendo loro i pasti principali (pranzo e cena) 365 giorni l’anno e permettendo agli stessi di soddisfare le proprie esigenze primarie.

L’incendio ha interrotto tutti i servizi che l’associazione fornisce sul territorio di Francavilla e della Valle Alcantara in favore delle persone in stato di bisogno, vittime di emarginazione e/o violenza e in situazione di povertà estrema, con grave pregiudizio per tutti i soggetti che nel tempo hanno usufruito dei servizi forniti dall’associazione.

Per permettere la riapertura della mensa sociale e del centro Lilliput, l’associazione ha avviato una raccolta fondi che permetta la copertura delle spese relative al ripristino dell’impianto elettrico e dei locali della mensa danneggiati dall’incendio.

Vi chiediamo pertanto di partecipare attivamente alla campagna donando quanto si può o si vuole direttamente ai volontari dell’associazione che si occupano della campagna.

Per informazioni/adesioni: campagna “Aggiungi un posto a tavola” 0942.630069

Pubblicato in Attualità

Si è conclusa nella notte tra il 22 e il 23 aprile una rilevante operazione dei Carabinieri della Compagnia di Taormina nel territorio di Francavilla di Sicilia. A finire in manette Carmelo Caminiti 42 anni, Leandro Buemi 30 anni e Antonio Monforte 48 anni, tutti e tre residenti a Francavilla di Sicilia (ME) e già noti alle Forze dell’Ordine, accusati di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso. Le indagini erano state avviate dai Carabinieri della Stazione di Francavilla in occasione di alcuni pesanti atti intimidatori posti in essere ai danni di società impegnate sul territorio con lavori di varia entità. I Carabinieri della Stazione sono stati da subito affiancati dai colleghi in borghese della Aliquota operativa di Taormina e giorno dopo giorno, insieme, hanno incastrato importanti tasselli fornendo un efficace esempio di sinergia tra Reparti dell’Arma dei Carabinieri. Da subito si è percepita la possibile esistenza di una sistema subdolo di richieste estorsive chissà quanto diffuso. Il modus operandi è molto semplice: i cantieri vengono fatti oggetto di reiterati danneggiamenti alle attrezzature ed ai mezzi di lavoro, in alcuni casi vengono utilizzate bottiglie contenenti liquido infiammabile. Così gli imprenditori cominciano  a guardarsi intorno per “cercarsi un amico” ed in un modo o nell’altro si crea il contatto tra l’impresa e i personaggi della criminalità locale. Non è semplice rilevare il numero oscuro di tale fenomeno che agisce come un freno al regolare esercizio dell’imprenditoria.  Agli arrestati nella circostanza è stato contestato il reato di estorsione con riferimento esclusivo ad un solo episodio. Ieri l’atto conclusivo dell’indagine con i malviventi che hanno incalzato un imprenditore per il versamento di una prima parte della richiesta estorsiva: 500 euro da consegnare in una busta a fronte dei 2.500 euro fissati come prezzo complessivo.  Una decina di Carabinieri però erano già sulle tracce degli estorsori e già dalla notte hanno avviato una imponente e discreta attività di attesa e pedinamento. Fin quando, in tarda mattinata,  su una strada di Castiglione di Sicilia c’è stato l’affiancamento tra la vettura dell’imprenditore e quella dei malviventi. Le vetture si sono fermate e uno degli arrestati ha dato alcune indicazioni operative su come garantire il resto del pagamento e fornito altri “fraterni consigli”, poi c’è stata la consegna della busta. In quell’istante i Carabinieri sono intervenuti ed hanno bloccato l’estorsore e immediatamente dopo sono stati fermati anche i due complici.  Gli arrestati ora sono a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.

Pubblicato in Cronaca

Banner bottom

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Per acconsentire all’uso dei cookie clicca su per maggiori informazioni clicca QUI