Il viaggio di Dante al ritmo di Jazz all’Odéon di Taormina Francesca Cannavò - Fondazione Taormina Arte Sicilia

Il viaggio di Dante al ritmo di Jazz all’Odéon di Taormina In evidenza

La programmazione “Autunno all’Odeon” della “Fondazione Taormina Arte Sicilia” – che avrà termine domenica 20 ottobre –, ad ogni spettacolo, ha riservato non semplici emozioni ma occasioni di riflessione che vanno al di là della messa in scena per intrattenere. Gli spettacoli, dal teatro alla musica alla danza, sono stati autentici percorsi in cui chi assiste ne esce trasformato. Così è stato, lo scorso giovedì 10 ottobre, con “Note dell’Inferno – Dante in Jazz” di e con Gigi Borruso. Uno spettacolo sperimentale che ha tradotto – nel senso del traghettamento – il viaggio iniziatico e gnoseologico dantesco. Qui, «le improvvisazioni e i virtuosismi musicali di Diego Spitaleri e Fabio Lannino» hanno dato luogo a «un gioco letterario e musicale, ironico e delicato, che intende esaltare la dimensione musicale della “Commedia”, interpretando l’opera dantesca in tutta la sua pregnanza linguistica e semantica, attraversata dagli scarti e dalle improvvisazioni del jazz».

La voce chiara e plastica di Gigi Borruso si è fatta essa stessa strumento accompagnando la riscrittura musicale di Spitaleri e Lannino. La biografia di questo eccezionale interprete parla manifesto e non lascia spazio a cattive traduzioni:

«Formatosi alla Scuola Teatro di Michele Perriera, entra a far parte della compagnia del Teatés, dove è protagonista del teatro di Perriera fra gli anni Ottanta e Novanta. Si è dedicato anche alla didattica teatrale insegnando presso diverse realtà siciliane. Dal 1995 al ‘99 collabora intensamente con il “Teatro Biondo Stabile” di Palermo, sotto la direzione di Roberto Guicciardini come protagonista in alcuni dei più noti spettacoli del maestro toscano. Collabora con la RAI, sin dagli anni Ottanta, come attore, doppiatore, programmista-regista».

Il viaggio ha condotto, passo dopo passo, gli spettatori a sentire con corpo e mente ciò che si prova ad attraversare i gironi danteschi. E se Dante, con l’ardire e l’ardore delle terzine e delle figure retoriche e della filosofia che è canto poetico, stenta a trovare “il giusto dire” già nel  Canto I

Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto

che la verace via abbandonai

immaginate quale scalata verso la conoscenza ci abbiano offerto Borruso, Spitaleri e Lannino. Tanto che, più seguivo lo spettacolo, e più avevo certezza che “Note dell’Inferno” andrebbe incluso nell’attività didattica delle scuole. A questi ragazzi, attratti da fumi virtuali e distratti da mille rivoli di scintillante vacuità, si potrebbe fare assaporare “il verbo rivoluzionario” del Poeta, secondo il modulo di una differente interattività dato non da una LIM, bensì fornito dalla riscoperta dell’ascolto della parola. Parola che si fa suono, ritmo e canto nel valore pedagogico che teatro e musica custodiscono da sempre, sin dal seme delle origini. In tempi poveri di spirito, intrisi di fretta perbenista e di filantropia da tavola calda; in un mondo largo di impulsi e stretto nell’individualismo. In una società imbottita di anestetici nonostante il bombardamento mediatico –, che ci rende intontiti e apatici innanzi alle vere bombe e ai massacri –, in questa società, si dovrebbe ripartire da ciò che si è abbandonato negli sgabuzzini del vintage, e riattualizzare un modo antico dell’insegnare, legato alla cultura dell’oralità. Immaginateli i ragazzi che ascoltano dell’amore che ha le sue regole e va contro le convenzioni pur se queste conducono alla condanna senza appello. Loro, che ancora sanno tirarsele fuori dal petto quelle emozioni e sanno qual è la vera radice della rivoluzione. Immaginateli, nel momento in cui Dante prova compassione perché riesce a veder oltre e sa che l’amore abbatte le barriere del giudizio. Eccolo là, alla domanda fattagli dalla sua Guida, Virgilio, nel Canto V:

Quand’io intesi quell’anime offense,

china’ il viso e tanto il tenni basso,

fin che ’l poeta mi disse: «Che pense?».

 Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,

quanti dolci pensier, quanto disio

menò costoro al doloroso passo!».

      Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,

e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri

a lagrimar mi fanno tristo e pio».

Il teatro e la musica devono trovare più spazio nelle scuole, insieme alla poesia. L’attualità contenuta in questi versi ci dovrebbe far vergognare e piangere delle nostre umane miserie; ai ragazzi di questo dobbiamo tornare a dire. Borruso, Spitaleri e Lannino ci hanno offerto una diversa chiave di lettura della “Commedia”. Lo hanno fatto sino a che, anche noi, non abbiamo compiuto la prima tappa del viaggio, che si conclude con il Canto XXXIV:

Lo duca e io per quel cammino ascoso,

intrammo a ritornar nel chiaro mondo;

e sanza cura aver d'alcun riposo,                          

salimmo sù, el primo e io secondo,

tanto ch'i' vidi de le cose belle

che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.                  

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

A chi, invece, modula le varie sfumature del linguaggio in veste di scrittore, attore, sceneggiatore, regista, musicista, mi preme citare ciò che Pavese scrisse in “Ritorno all’uomo” nel 1945, poiché noi tutti abbiamo una grande responsabilità: quella di Essere Umani.

«Parlare. Le parole sono il nostro mestiere. Lo diciamo senza ombra di timidezza o di ironia. Le parole sono tenere cose, intrattabili e vive, ma fatte per l’uomo e non l’uomo per loro. Sentiamo tutti di vivere in un tempo in cui bisogna riportare le parole alla solida e nuda nettezza di quando l’uomo le creava per servirsene. E ci accade che proprio per questo, perché servono all’uomo, le nuove parole ci commuovano e ci afferrino come nessuna delle voci più pompose del mondo che muore, come una preghiera o un bollettino di guerra. Il nostro compito è difficile ma vivo. È anche il solo che abbia un senso e speranza. Sono uomini quelli che attendono le nostre parole, poveri uomini come noialtri quando scordiamo che la vita è comunione. Ci ascolteranno con durezza e con fiducia, pronti a incarnare le parole che diremo. Deluderli sarebbe tradirli, sarebbe tradire che il nostro passato».

Lisa Bachis

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  • TAORMINA. E’ Nikolaj Coster-Waldau il primo ospite internazionale del 66° Taormina FilmFest

    Si accendono le luci sul Taormina FilmFest. E nonostante le difficoltà che l’emergenza sanitaria comporta sul piano della mobilità, la Città del Centauro si prepara ad accogliere come di consueto i grandi volti della cinematografia internazionale. Il festival diretto da Leo Gullotta e Francesco Calogero – prodotto e organizzato da Videobank S.p.A. su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia – è ormai prossimo al debutto dell’11 luglio prossimo, in sala e su MYmovies.it, con cerimonia di chiusura nel suggestivo scenario del Teatro Antico il 19 luglio.

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  • TAORMINA. IN UN DOCUMENTO LA RICETTA PER LA RINASCITA

    È stato approvato nelle scorse ore a Taormina un documento programmatico denominato Piattaforma Taormina. Si tratta di un documento che sarà inviato al Governo nazionale e regionale, ai parlamentari nazionali e regionali, affinché si tenga conto delle peculiarità di Taormina

    Ad approvarlo un tavolo di concertazione, strumento promosso dal Comune di Taormina al quale hanno aderito gli enti pubblici che insistono sul territorio e le organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori dipendenti della filiera turistica.

    Ecco cosa prevede:

     

    Specificità di Taormina, Sorrento e Venezia

    Il tasso di internazionalità del turismo italiano è del 50,5%, mentre di quello siciliano è del 50,9%. Le regioni e le località che segnano un tasso superiore sono virtuose perché svolgono un ruolo simile alle industrie dell’esportazione. Purtroppo, a seguito della crisi da Covid19, queste realtà privilegiate subiscono una penalizzazione superiore alla media, essendo dipendenti dal turismo straniero. In una graduatoria stilata dal TCI Taormina risulta l’ottava località turistica più penalizzata con l’83,5% di tasso di internazionalità. Si trova in compagnia di Sorrento (89,1%) e di Venezia (86%). Tra le prime 11, soltanto Taormina e Sorrento sono collocate al Sud.

    Ora, questo tipo di località non possono ricevere lo stesso sostegno del turismo italiano e siciliano, perché le misure adeguate per le località con pari turisti italiani e stranieri non possono funzionare per località con questi tassi di internazionalizzazione. Si propone di istituire una sorta di “zona rossa” del turismo da sostenere con misure specifiche, come proposto dall’ANCI.

    Voucher, gratuità di pernottamenti, sostegno al turismo di prossimità sono inadatti e inefficaci. Chiediamo che parte delle risorse vengano impegnate per finanziare azioni di co-marketing con tour operator stranieri e con compagnie aeree e navali.

    Il Teatro antico e la programmazione degli eventi culturali devono finalmente essere commisurati alla reale esigenza della città, di avere elevati standard di qualità, per tutto l’anno, alleggerendo il carico estivo, spesso inutile o dannoso. Nel rispetto delle doverose restrizioni imposte dai protocolli sanitari, va ripensata la programmazione con la centralità di Taormina Arte.

    Interventi strutturali e infrastrutturali

    Auspichiamo l’istituzione di un Tavolo siciliano tra Stato, Regione e comuni, in ragione della specificità dell’Autonomia, soprattutto in tema di finanza locale e normativa sugli enti locali. In questo tavolo vanno decise le misure per la valorizzazione degli ospedali cosiddetti minori, come quello di Taormina, che merita maggiore attenzione, così come la merita tutta la Medicina sul territorio (medici di famiglia, guardia medica e punto di primo intervento), anche in ragione della grande quantità di turisti presenti in almeno otto mesi dell’anno.

    È del tutto evidente che, se si vuole fare ripartire il mercato del lavoro, si deve agire sulle imprese, incidendo sul costo del lavoro, anche rimodulando leggi già esistenti nella Regione Siciliana. Non v’è dubbio, però, che si deve ridare dignità al lavoro messo in crisi dal ricorso alla esternalizzazione di servizi nel settore alberghiero, che ha causato danni ai lavoratori allorché si deve accedere agli ammortizzatori sociali, come accaduto in occasione del COVID 19. Così come la mancata applicazione dei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale.

     

    Il Comune

    Il comune di Taormina è in predissesto e ha urgente bisogno di liquidità, ma anche di una sospensione della previsione nel bilancio 2020 della rata di pagamento del piano di riequilibrio adottato nel 2018. Chiediamo l’anticipazione dei trasferimenti relativi all’ex fondo delle autonomie locali, con certezza prima della formulazione del bilancio 2020, lo sblocco dei 130 milioni vincolati all’accordo Stato-Regione, il chiarimento sui 115 milioni per investimenti, sui 300 milioni del fondo perequativo, nonché nuove norme in materia di riscossione dei tributi locali.

    Essenziale per la sopravvivenza del Comune è la modifica della percentuale di accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità e degli avanzi di amministrazione, misura che non comporta oneri aggiuntivi per lo Stato e la Regione. Inoltre, vanno trovate soluzioni all’altezza della attuale crisi al problema del personale e ai vincoli normativi che ne bloccano l’adeguamento quantitativo. Importante portare la previsione dell’art. 180 del DL Rilancio da 100 a 400 milioni per il recupero dell’imposta di soggiorno.

    Per la grave situazione occupazionale è necessario il rifinanziamento dell’ordinanza della Protezione civile nazionale per il sostegno alle famiglie disagiate, essendosi esaurito il primo contributo. Altrettanto vale per l’analoga misura regionale, assegnata ai comuni per il 30%

    Turismo Regione

    La norma sui suoli pubblici deve essere chiarita, compensando i comuni sulla base del gettito consolidato del 2019, consentendo a questi di mantenere gli equilibri di bilancio, pur alleggerendo gli esercizi commerciali fruitori del suolo pubblico.

    Si auspica che il voucher regionale venga utilizzato prevalentemente per l’abbattimento dei costi di viaggio.

    All’interno della promozione regionale un particolare riguardo alle località, come Taormina, che hanno guidato per oltre un secolo il turismo siciliano e che oggi pagano un prezzo più alto per la struttura stessa della loro economia così come si è formata nel corso del tempo.

    Chiediamo, nel quadro di un riordino della normativa delle attività complementari, l’istituzione di un Codice identificativo regionale delle attività ricettive turistiche extralberghiere, al fine di censire le strutture ufficialmente autorizzate e per combattere il fenomeno dell’abusivismo che tanto nuoce alla qualità dei servizi offerti e alla reputazione degli imprenditori del settore turistico.

    Turismo Stato

    Le imprese della filiera turistica vanno aiutate immediatamente ed efficacemente. Lo stato di indebitamento causato dai fitti e dal costo del lavoro, senza un adeguato introito per mancanza di turisti, non può essere affrontato con mutui o ulteriore indebitamento, ma con contributi a fondo perduto, in ragione del fatturato degli ultimi tre anni e con sgravi contributivi sul personale addetto, notoriamente più rilevante per unità di prodotto.

    I voucher turistici, se proprio devono permanere, vanno distribuiti sul territorio in proporzione alle presenze turistiche del 2019, per evitare spiacevoli concorrenze tra località e finire per vanificare i benefici di tale misura. In ogni caso appare scarsamente appetibile un credito d’imposta sulla base di 150 euro per persona, soprattutto se riferiti alla Sicilia e a Taormina in particolare.

    Scarsamente incisivi appaiono i 130 milioni per le imprese turistiche, suddivisi per sanificazione e adeguamento delle strutture, che comunque sono nuove e aggiuntive spese non previste, fondi d’investimento per la valorizzazione degli immobili, che a Taormina non sembrano necessitare particolarmente di tali interventi, e la tax credit sotto forma di credito d’imposta.

    La cancellazione dell’acconto IMU di giugno per gli alberghi pone come condizione che proprietario e gestore coincidano, riducendone la portata, mentre l’esenzione della tassa di occupazione del suolo pubblico, oltre ad essere limitata al 31 ottobre, riguarda solo la parte eccedente la concessione già rilasciata.

    Per la necessità di assicurare alle imprese della filiera del turismo una pronta ripresa, evitando che la contrazione economica si traduca in un maggiore indebitamento e minori investimenti, è opportuno assicurare, nella programmazione pluriennale nazionale e comunitaria, misure di finanziamento dedicate alla riqualificazione ed efficientamento delle aziende, oltre che alla promozione dell’offerta turistica.

    Iniziative locali

    Affinché risulti chiaro ai diversi livelli decisionali di governo che la città di Taormina non rivendica soltanto, ma propone e, soprattutto, si impegna a superare la crisi anche con le proprie forze, si elencano gli impegni assunti in forma unitaria dal Tavolo di concertazione:

    1. Concessione a privati del Palazzo dei Congressi in chiave polifunzionale
    2. Utilizzo concordato dell’imposta di soggiorno
    3. Campagna di promozione sui social
    4. Promozione del trasporto taxi con l’iniziativa TaxiBeach
    5. Programmazione autunno-inverno 2020-2021 di eventi culturali e di spettacolo
    6. Protocollo di sicurezza sanitario nei luoghi pubblici all’aperto
    7. Proposta di offerte speciali per il 2020 e il 2021
    8. Codice identificativo comunale
    9. Condizionare il rilascio di autorizzazioni, concessioni e ogni altro beneficio ai privati al rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali firmati dalla OO.SS. Maggiormente rappresentative
    10. Confronto sulle misure previste e sulle prospettive economiche con i professionisti e i rappresentanti degli istituti di credito
    11. Estensione dell’APP comunale, dell’APP Ansa e di altri strumenti di comunicazione per un uso turistico

     

     

  • TAORMINA. Crescono le presenze di turisti. Nell'ultimo weekend +59% di ingressi al teatro Antico

    Da mercoledì 1° luglio 2020 l’orario di visita del Teatro Antico di Taormina tornerà ad essere quello tradizionale, ossia dalle 9 alle 19, tutti i giorni, uniformandosi a quello degli altri siti di Naxos (Museo e Area Archeologica) e Isola Bella.

    Conclusa infatti una prima parte dei lavori al cantiere della cabina Enel che impegnava buona parte dell’accesso pedonale sulla via Teatro Greco, la direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, l’archeologa Gabriella Tigano, ha dato disposizioni per aprire il monumento nell’orario consueto. A incoraggiare la decisione, sono anche i dati positivi, sebbene ancora piuttosto deboli, riscontrati nell’ultimo weekend al Teatro Antico e forniti da Aditus, concessionario dei servizi di biglietteria del Parco.

    Prendendo in esame il weekend 19-21 giugno appena trascorso, sono stati infatti 517 i visitatori del Teatro Antico: 115 venerdì, 188 sabato e 214 domenica con una crescita del 59% rispetto al precedente fine settimana, quando erano stati complessivamente 325 gli ingressi al sito. Ragionando invece sull’intera settimana 15-21 giugno - e riunendo i dati dei tre siti del Parco (Taormina, Isola Bella e Naxos), i visitatori sono stati in tutto 1140 (739 in quella precedente).

     

    “Sono numeri ancora più che deboli – commenta la direttrice Tigano – che risentono inevitabilmente del ritardo con cui, a causa del covid, quest’anno si rimetterà in moto la macchina delle vacanze, nazionale e internazionale. Se durante le scorse settimane abbiamo visto sparuti gruppi di italiani godere fino a notte dell’apertura serale del Teatro Antico e dello spettacolo del tramonto con le luci del Tricolore, i veri assenti ad oggi sono gli stranieri, anche per la mancanza di collegamenti aerei internazionali, in programma dal mese di luglio negli scali siciliani. Le presenze straniere rappresentano infatti da sempre la quota maggiore del turismo di Taormina e dunque la loro assenza incide sensibilmente sui numeri di tutto il comparto e del suo indotto”.

     

    Con la rimodulazione dell’orario di visite al Teatro Antico, torneranno a essere fruibili sia pur con ingressi contingentati, anche l’Antiquarium – con la sua ricca collezione di epigrafi (III-I sec. a.C.), il sarcofago in marmo (II sec. d.C.) e bellissimo il torso prassitelico – e il bookshop su uno dei belvedere dell’area archeologica. Fra le novità positive introdotte a Taormina, in questa fase post-Covid che ha portato imprese pubbliche e private a rimodulare tempi e modi delle attività, figura l’accordo siglato dal concessionario Aditus, insieme con Civita Sicilia e l’ ”Associazione delle Guide turistiche di Taormina e Messina”, per fornire un accurato servizio di guida dedicata ai visitatori del Teatro Antico. Si tratta di un pacchetto turistico che, al costo complessivo di 21.50 € a persona, prevede insieme al ticket d’ingresso anche un tour di 1 ora accompagnati da guide professionali e plurilingue (gratis per i bambini fino a 10 anni compiuti). Un’iniziativa in sinergia con il territorio - e la grande e qualificata offerta da parte delle guide turistiche di Taormina e Messina - che sostituisce il sistema delle audioguide e rende più emozionante e partecipata l’esperienza della visita grazie al contributo di veri professionisti della divulgazione dei beni culturali come sono le guide turistiche specializzate. Su Taormina, in particolare, sono operative guide italiane e straniere – professionisti ormai “naturalizzati” in Sicilia – che raccontano il Teatro Antico e la sua millenaria storia in ben quindici lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, rumeno, danese, russo, lituano, turco, fiammingo, olandese, maltese e giapponese. Proseguono infine i puntuali interventi di sanificazione anti-covid sia negli uffici del Parco che nelle aree espositive dei vari siti per garantire ai lavoratori e ai visitatori, ai quali è chiesto sempre l’uso della mascherina, la fruizione degli spazi e dei monumenti in tutta sicurezza.

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