Giovanni Russotti e il Prof. Calabrese Giovanni Russotti e il Prof. Calabrese Foto dell'autrice

GIOVANNI RUSSOTTI E L'OMAGGIO ALLA SICILIA

TAORMINA – Un nuovo appuntamento, organizzato da “UNITRE”, ha registrato la soddisfazione del pubblico intervenuto ieri, giovedì 23 gennaio, presso la “Sala Conferenze” dell’Archivio Storico. Ospite, Giovanni Russotti, che ha regalato nuove emozioni con la proiezione del documentario “… un sogno chiamato Sicilia!”

Il direttore didattico di “UNITRE Taormina”, il professore Saro Calabrese, durante i saluti e l’introduzione, ha posto in evidenza l’intento dell’associazione di valorizzare le risorse locali. Giovanni Russotti – il quale fa parte anche dell’associazione fotografica “Taoclick” – rientra a pieno titolo tra queste. Già ospite negli anni precedenti, ha proposto interessanti video sulle feste religiose in Sicilia e sui Nebrodi e, nel 2019, ha proiettato un documentario, su Taormina e la sua storia, che Calabrese ha definito “notevole”. Tanto che sarebbe encomiabile, da parte del Comune di Taormina, un contributo affinché questa memoria non vada dispersa. Il focus, offerto da Giovanni Russotti nel pomeriggio di ieri, ha visto protagonista la Sicilia nella sua intera complessità. Ripresi il folklore, i costumi e i cangianti paesaggi che, in cinque anni di lavoro, hanno dato come risultato un video di 90 minuti. Un ringraziamento speciale – da parte di Calabrese – è andato a Roberto Mendolia, fotografo e anima di “Taoclick”, che ha curato la parte tecnica della serata.

“… un sogno chiamato Sicilia! Esperienze di viaggio nella terra del sole, tradotte in immagini dallo stesso autore”, è un vero documentario. Narra le esperienze del tour siciliano di Giovanni Russotti attraverso la voce narrante di Franco Fortunato. Un documentario che ha raccolto emozioni, testimonianze, visioni di un uomo, deciso ad aprirsi alla sua Isola a cinquant’anni. Sono quindi trascorsi trent’anni da quel viaggio; eppure determinate atmosfere e realtà non si sono poi modificate molto. La Sicilia ha questa caratteristica: è cangiante in un’eterna immutabilità.

La voce narrante ha scandito il tempo del filmato. Le immagini scorrevano, sottolineate dalle musiche, in un virtuosismo tra epica e poetica, rammentante i più noti documentari di Piero Angela o di altre celebri trasmissioni di divulgazione. Franco Fortunato, al quale sono state affidate le parole di Russotti, si è fatto personaggio con la sua voce e con il volto di Giovanni Russotti. Raggiunte e conosciute mete come l’Egitto, lo Yemen e il Guatemala, esse sono state messe da parte per conoscere la sua terra: la Sicilia. “Un crescente desiderio di verità”, dove mettere sulla scena i luoghi più significativi, in un graduale allontanamento dai percorsi consueti. L’esercizio di “un gioco nostalgico per la vecchiaia”. Un video da condividere con i buoni amici.

La scelta del voler praticare un turismo lentoslowe “secondo natura”, ha condotto Russotti a scegliere oltreché il cammino a piedi anche il viaggio in treno, in cui la frenesia del tempo moderno viene abbattuta da una riflessiva scoperta di ciò che si ha attorno, senza la fretta del dover ad ogni costo raggiungere la meta; poiché citando Terzani: «Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l’arrivare». Ciò che ha accompagnato Russotti, è stato l’inestinguibile entusiasmo, e lo sguardo del ragazzino che si emozionava ad ogni tappa, più una sana dose d’incoscienza, che lo ha fatto osare per entrare in contatto con le viscere della terra. Eloquenti le immagini della sua visita al cratere dell’Etna. Ciò che lo ha sospinto, è stato “il sentimento di un turismo secondo natura”.

Il passaggio dai Templi alle zone più impervie dell’entroterra siciliano, alla curiosità per gli antichi mestieri, a stretto contatto, con chi lavora la terra o con i pastori, e con chi lavora nelle saline o con i pescatori; i giri a soffermarsi sull’antico artigianato: dal ricamo alla lavorazione della ceramiche, sino alla condivisione del sentimento religioso durante feste e processioni, fanno del documentario di Russotti, una preziosa testimonianza per la conoscenza della Sicilia. Vedere da vicino i pastori dei Nebrodi o stare in mezzo ai pescatori durante la mattanza del tonno a Trapani, oppure attendere invano di portare a casa il premio, quando ha partecipato alla caccia del pescespada sulla feluca nelle acque dello Stretto di Messina, sono state esperienze uniche ed esaltanti. E la proiezione di ieri pomeriggio, ha reso il pubblico non semplice spettatore ma partecipe del viaggio di Russotti. Si è percepito chiaramente il risveglio e il desiderio di percorrere quelle trazzere, quelle vie lastricate di lava, quelle spiagge dalla sabbia fine o quelle piene di ciottoli. L’applauso finale e accorato è stato il gesto di riconoscenza più significativo per la “Bellezza” che Giovanni Russotti ha regalato a tutti.

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